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    DI o DA: come si usano in italiano?

    calendar-date-2
    July 19, 2026
    Note e risorse

    In questo video vediamo tutti gli usi principali di "DI" e "DA": due preposizioni che sembrano semplici, ma che creano molti problemi, soprattutto per chi parla spagnolo, francese o inglese.

    Abbonandoti al Podcast Italiano Club (livello di bronzo) avrai accesso alle trascrizioni dei video con glossario.
    Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club (livello di bronzo).

    Trascrizione
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    "Sono di Roma";

    "Ho comprato un tavolo di legno";

    "Muoio di fame".

    Ma...

    "Questo è un libro da leggere assolutamente";

    "Ho comprato una tazza da caffè";

    "Vengo da Roma".

    Di e da: due preposizioni che sembrano uguali, ma che hanno funzioni diverse.

    E scommetto che, se stai imparando l'italiano, soprattutto se parli spagnolo o francese, ma anche inglese, questo ti ha già creato qualche problema in passato. Perché nella tua lingua, "da" probabilmente non esiste. In spagnolo e in francese esiste "de" (o "de") che in italiano a volte è “di”, altre volte “da”.

    Oggi ti spiego tutti gli usi principali di queste due preposizioni. Dopo questo video, capirai come funzionano, e saprai usarle con più sicurezza.

    Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club

    Questo è Podcast Italiano, un canale per chi impara la lingua e la cultura italiana, e io sono Davide. Attiva i sottotitoli se ne hai bisogno; la trascrizione integrale è sul mio sito, podcastitaliano.com. Ho anche preparato un PDF che accompagna il video, e che contiene una sintesi dei contenuti del video e, soprattutto, esercizi da fare per fissare in mente la differenza tra queste due preposizioni così piccole e maledette.

    Questo PDF ti consiglio di stamparlo, sia per seguire meglio il video, che per studiare e fare pratica dopo la visione, che è molto molto importante. Ti lascio il link in descrizione, ma puoi anche scansionare questo codice QR.

    "Di" è la preposizione più frequente in italiano, la userai e sentirai ogni tre frasi.

    Vediamo gli usi principali di “di”.

    1) Il suo significato centrale è collegamento e specificazione: serve a collegare due elementi e chiarire il rapporto che c'è tra di loro.

    L'uso più classico: "di" risponde alla domanda di chi è? di cosa fa parte?

    La macchina di Marco.

    Il centro di Roma.

    La copertina del libro.

    Il presidente della Repubblica.

    In spagnolo e francese funziona esattamente allo stesso modo con "de" (o con "de"), qui non ci sono sorprese. In inglese diremmo, chiaramente, “of” o il genitivo sassone (‘s).

    2) Quando vuoi dire da dove vieni, dove sei nato, con quale città ti identifichi, usi "di":

    Sono di Milano.

    Mia madre è di Napoli.

    Sei di qui?

    Questo è uno dei punti dove gli studenti ispanofoni si confondono di più, perché in spagnolo si usa "de" (soy de Madrid) e questo funziona in italiano (sono di Roma), ma attenzione, perché in spagnolo si può dire "soy de España", in italiano non si può dire questo; diciamo “sono italiano”, con la nazionalità.

    Il problema nasce quando si confonde questo uso con il movimento fisico, ma lo vediamo tra poco con "da".

    3) Quando vuoi descrivere di cosa, di che materia è fatto un oggetto, usi "di":

    Un tavolo di legno.

    Una borsa di pelle.

    Un anello d'oro.

    Un muro di pietra.

    Piuttosto semplice, vero? Questo uso ti può forse sorprendere se parli inglese, dove si direbbe “a wooden table”, “a leather bag”.

    4) Quando vuoi dire di cosa tratta qualcosa, l'argomento di un libro, di una conversazione, di un corso, usi "di":

    Parliamo di politica.

    Un libro di cucina.

    Un corso di italiano.

    Un film di fantascienza.

    Quando parliamo di argomenti, molto spesso possiamo usare anche “su”: un libro sulla cucina italiana, un film sulla politica.

    5) "Di" può esprimere la causa di uno stato emotivo o fisico, spesso con verbi come tremare, piangere, morire:

    Piango di gioia.

    Tremo di freddo.

    Muoio di fame.

    In questi casi "di" introduce il motivo di ciò che senti nel corpo o nell'anima. Attenzione, però: possiamo anche usare "da" nella sua forma articolata, quindi “piango DALLA gioia”, “tremo DAL freddo”, ecc.

    6) Abbiamo l'uso partitivo: questo uso non esiste in spagnolo o inglese, ed è tipicamente italiano. Quando vuoi esprimere una quantità indefinita di qualcosa, puoi usare "di" + articolo, la forma "articolata"; quindi:

    Voglio del pane.

    Ho comprato dell'acqua.

    Hai delle domande?

    C'erano dei problemi.

    In realtà il vero partitivo sarebbe l’uso al singolare dei primi due esempi: “voglio del pane” significa “voglio un po’ di pane”. Perché “hai delle domande” si può parafrasare con “hai domande?”. Insomma, “delle” è una sorta di plurale dell’articolo indeterminativo “un, una, uno”. Quindi “una domanda” ma “delle domande” (possiamo anche dire “alcune domande”). Infatti, “c’erano dei problemi" equivale anche a “c’erano alcuni problemi”, ma anche, semplicemente, “c’erano problemi”, senza articolo.

    7) Nei comparativi, "di" si usa per introdurre il secondo termine di paragone:

    Marco è più alto di Luca.

    Questo corso è più difficile di quello.

    L'italiano è più bello di qualsiasi altra lingua!

    Ricorda che in alcuni casi usiamo anche "che", per esempio:

    Imparare l’italiano è più interessante che fare le faccende domestiche.

    Passiamo ora a DA.

    "Da" è una preposizione molto versatile, e confonde di più chi viene dallo spagnolo o dal francese, proprio perché non ha un equivalente diretto. I suoi usi ruotano intorno a tre idee centrali: movimento, funzione e durata.

    1) Partiamo dalla provenienza con movimento. E questo è l'uso più intuitivo. Quando c'è un movimento fisico, reale o metaforico, da un luogo, da un punto di partenza, usiamo "da":

    Vengo da Roma.

    Il treno arriva da Firenze.

    Esco dall'ufficio alle sei.

    Il pacchetto è arrivato dalla Germania.

    2) Ma abbiamo anche lo "stato". E questo uso è uno dei più particolari dell'italiano. Quando sei fisicamente presso la casa o il negozio, il luogo dove un professionista lavora, usiamo "da":

    Sono da Marco (cioè, sono a casa di Marco).

    Vado dal medico (allo studio del medico).

    Mangiamo da me stasera (cioè, a casa mia).

    Lavoro da Gucci (lavoro nel negozio, nell'azienda di Gucci).

    In spagnolo diresti "estoy en casa de Marco", tre parole per dire dove sei. Ma in italiano basta "da" + il nome della persona: da Marco. In francese, tra l'altro, si fa una cosa simile, si può dire “chez”.

    3) Abbiamo poi la durata temporale: quando vuoi dire da quanto tempo stai facendo qualcosa, o stavi ancora facendo, al momento di cui stai parlando, usi "da":

    Studio italiano da tre anni.

    Aspettavo dalle otto di mattina.

    Viviamo qui da sempre.

    Non lo vedevo da mesi.

    Attenzione: in italiano questo costrutto si usa con il presente o l'imperfetto, ma non con il passato prossimo. "Studio italiano da tre anni" ma non "ho studiato da tre anni". Questo è un errore comunissimo che fanno molti studenti.

    4) Nella forma passiva, "da" introduce l’agente, cioè chi compie una certa azione:

    Il libro è stato scritto da Dante.

    La città è stata fondata dai Romani.

    Sono amato da tutti (speriamo, almeno).

    In inglese sarebbe “by”, in spagnolo si usa "por" (escrito por Dante), in italiano invece si usa sempre "da".

    5) Questo è probabilmente il punto più difficile, e anche il più elegante dell'italiano: quando "da" precede un nome, un sostantivo, può indicare a cosa serve, la sua funzione, per quale scopo è stato creato.

    Confronta:

    Un bicchiere di vino (cioè un bicchiere che contiene vino, che ha dentro del vino) e

    un bicchiere da vino (che è progettato per il vino, il tipo di bicchiere adatto a contenere vino).

    Una tazza di caffè (una tazza con dentro il caffè), e

    una tazza da caffè (il tipo di tazza che si usa per il caffè).

    Un libro di viaggio (un libro che parla di viaggi) e

    un libro da viaggio (da portare in viaggio, che è comodo e leggero).

    Vediamo altri esempi con "da":

    Un vestito da sera : un abito che è pensato per la sera.

    Un costume da bagno : un costume per nuotare.

    Gomme da neve : le gomme dell’auto che si usano di inverno, per la neve.

    Ecco, la regola pratica è questa: se puoi sostituire "da" con "per" o "adatto a", stai usando "da" con questo uso. Se invece stai descrivendo il contenuto o l'argomento, meglio usare "di".

    6) "Da" + articolo può introdurre una caratteristica fisica che identifica una persona o una cosa:

    La ragazza dai capelli rossi.

    L'uomo dagli occhi azzurri.

    Il palazzo dalla facciata bianca.

    È come dire "con i capelli rossi", “che ha i capelli rossi”, ma con "da" c'è una sfumatura più  letteraria, più elegante. In spagnolo si userebbe "con" (la chica con el pelo rojo), in inglese “with the red hair”; in italiano si preferisce spesso questa costruzione con "da", anche se “con” è possibile e molto comune: l’uomo con gli occhi azzurri.

    L'uomo dagli occhi azzurri è un filo più elegante.

    7) Quando vuoi dire che qualcuno si comporta in un certo modo, o che qualcosa è appropriato per un certo tipo di persona, puoi usare "da":

    Comportati da adulto!

    È una cosa da bambini.

    Ha reagito da professionista.

    Questo è un commento da persona che non ne capisce nulla.

    Qui "da" ha il senso di "come si addice a", “come è tipico di”, "come è normale per"; stai descrivendo il ruolo o il comportamento atteso.

    8) Questo è uno degli usi più frequenti nella lingua parlata: "da" + infinito esprime qualcosa che deve essere fatto, o che si può fare o che si vuole fare; per esempio:

    Ho molto da fare (ho molte cose che devo fare).

    Non c'è niente da mangiare (non c’è cibo, di fatto, niente che si possa mangiare).

    È un film da vedere assolutamente (che dobbiamo vedere, che bisogna vedere).

    Ho una storia da raccontarti (una storia che devo o che voglio raccontarti).

    C'è qualcosa da bere? (ci sono bevande?)

    Ecco in inglese si direbbe "something to drink", "a lot to do" : la struttura è simile, ma in italiano si usa "da" e non "di" come dicono molti studenti, dove l'inglese usa "to".

    Bene, non ho altro da dirti.

    Ora hai una visione, spero, molto più chiara di queste due preposizioni.

    Se vuoi cimentarti con un bel po’ di esercizi che testeranno le tue abilità, e ti aiuteranno a fissare davvero questo concetti, ne troverai un po’ nel PDF di cui ti parlavo all’inizio del video, e che puoi scaricare anche scannerizzando questo codice QR, oppure aprendo il link in descrizione.

    Questo è tutto per oggi, alla prossima.

    Questo è tutto per oggi, alla prossima!

    "Sono di Roma";

    "Ho comprato un tavolo di legno";

    "Muoio di fame".

    Ma...

    "Questo è un libro da leggere assolutamente";

    "Ho comprato una tazza da caffè";

    "Vengo da Roma".

    Di e da: due preposizioni che sembrano uguali, ma che hanno funzioni diverse.

    E scommetto che, se stai imparando l'italiano, soprattutto se parli spagnolo o francese, ma anche inglese, questo ti ha già creato qualche problema in passato. Perché nella tua lingua, "da" probabilmente non esiste. In spagnolo e in francese esiste "de" (o "de") che in italiano a volte è “di”, altre volte “da”.

    Oggi ti spiego tutti gli usi principali di queste due preposizioni. Dopo questo video, capirai come funzionano, e saprai usarle con più sicurezza.

    Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club

    Questo è Podcast Italiano, un canale per chi impara la lingua e la cultura italiana, e io sono Davide. Attiva i sottotitoli se ne hai bisogno; la trascrizione integrale è sul mio sito, podcastitaliano.com. Ho anche preparato un PDF che accompagna il video, e che contiene una sintesi dei contenuti del video e, soprattutto, esercizi da fare per fissare in mente la differenza tra queste due preposizioni così piccole e maledette.

    Questo PDF ti consiglio di stamparlo, sia per seguire meglio il video, che per studiare e fare pratica dopo la visione, che è molto molto importante. Ti lascio il link in descrizione, ma puoi anche scansionare questo codice QR.

    "Di" è la preposizione più frequente in italiano, la userai e sentirai ogni tre frasi.

    Vediamo gli usi principali di “di”.

    1) Il suo significato centrale è collegamento e specificazione: serve a collegare due elementi e chiarire il rapporto che c'è tra di loro.

    L'uso più classico: "di" risponde alla domanda di chi è? di cosa fa parte?

    La macchina di Marco.

    Il centro di Roma.

    La copertina del libro.

    Il presidente della Repubblica.

    In spagnolo e francese funziona esattamente allo stesso modo con "de" (o con "de"), qui non ci sono sorprese. In inglese diremmo, chiaramente, “of” o il genitivo sassone (‘s).

    2) Quando vuoi dire da dove vieni, dove sei nato, con quale città ti identifichi, usi "di":

    Sono di Milano.

    Mia madre è di Napoli.

    Sei di qui?

    Questo è uno dei punti dove gli studenti ispanofoni si confondono di più, perché in spagnolo si usa "de" (soy de Madrid) e questo funziona in italiano (sono di Roma), ma attenzione, perché in spagnolo si può dire "soy de España", in italiano non si può dire questo; diciamo “sono italiano”, con la nazionalità.

    Il problema nasce quando si confonde questo uso con il movimento fisico, ma lo vediamo tra poco con "da".

    3) Quando vuoi descrivere di cosa, di che materia è fatto un oggetto, usi "di":

    Un tavolo di legno.

    Una borsa di pelle.

    Un anello d'oro.

    Un muro di pietra.

    Piuttosto semplice, vero? Questo uso ti può forse sorprendere se parli inglese, dove si direbbe “a wooden table”, “a leather bag”.

    4) Quando vuoi dire di cosa tratta qualcosa, l'argomento di un libro, di una conversazione, di un corso, usi "di":

    Parliamo di politica.

    Un libro di cucina.

    Un corso di italiano.

    Un film di fantascienza.

    Quando parliamo di argomenti, molto spesso possiamo usare anche “su”: un libro sulla cucina italiana, un film sulla politica.

    5) "Di" può esprimere la causa di uno stato emotivo o fisico, spesso con verbi come tremare, piangere, morire:

    Piango di gioia.

    Tremo di freddo.

    Muoio di fame.

    In questi casi "di" introduce il motivo di ciò che senti nel corpo o nell'anima. Attenzione, però: possiamo anche usare "da" nella sua forma articolata, quindi “piango DALLA gioia”, “tremo DAL freddo”, ecc.

    6) Abbiamo l'uso partitivo: questo uso non esiste in spagnolo o inglese, ed è tipicamente italiano. Quando vuoi esprimere una quantità indefinita di qualcosa, puoi usare "di" + articolo, la forma "articolata"; quindi:

    Voglio del pane.

    Ho comprato dell'acqua.

    Hai delle domande?

    C'erano dei problemi.

    In realtà il vero partitivo sarebbe l’uso al singolare dei primi due esempi: “voglio del pane” significa “voglio un po’ di pane”. Perché “hai delle domande” si può parafrasare con “hai domande?”. Insomma, “delle” è una sorta di plurale dell’articolo indeterminativo “un, una, uno”. Quindi “una domanda” ma “delle domande” (possiamo anche dire “alcune domande”). Infatti, “c’erano dei problemi" equivale anche a “c’erano alcuni problemi”, ma anche, semplicemente, “c’erano problemi”, senza articolo.

    7) Nei comparativi, "di" si usa per introdurre il secondo termine di paragone:

    Marco è più alto di Luca.

    Questo corso è più difficile di quello.

    L'italiano è più bello di qualsiasi altra lingua!

    Ricorda che in alcuni casi usiamo anche "che", per esempio:

    Imparare l’italiano è più interessante che fare le faccende domestiche.

    Passiamo ora a DA.

    "Da" è una preposizione molto versatile, e confonde di più chi viene dallo spagnolo o dal francese, proprio perché non ha un equivalente diretto. I suoi usi ruotano intorno a tre idee centrali: movimento, funzione e durata.

    1) Partiamo dalla provenienza con movimento. E questo è l'uso più intuitivo. Quando c'è un movimento fisico, reale o metaforico, da un luogo, da un punto di partenza, usiamo "da":

    Vengo da Roma.

    Il treno arriva da Firenze.

    Esco dall'ufficio alle sei.

    Il pacchetto è arrivato dalla Germania.

    2) Ma abbiamo anche lo "stato". E questo uso è uno dei più particolari dell'italiano. Quando sei fisicamente presso la casa o il negozio, il luogo dove un professionista lavora, usiamo "da":

    Sono da Marco (cioè, sono a casa di Marco).

    Vado dal medico (allo studio del medico).

    Mangiamo da me stasera (cioè, a casa mia).

    Lavoro da Gucci (lavoro nel negozio, nell'azienda di Gucci).

    In spagnolo diresti "estoy en casa de Marco", tre parole per dire dove sei. Ma in italiano basta "da" + il nome della persona: da Marco. In francese, tra l'altro, si fa una cosa simile, si può dire “chez”.

    3) Abbiamo poi la durata temporale: quando vuoi dire da quanto tempo stai facendo qualcosa, o stavi ancora facendo, al momento di cui stai parlando, usi "da":

    Studio italiano da tre anni.

    Aspettavo dalle otto di mattina.

    Viviamo qui da sempre.

    Non lo vedevo da mesi.

    Attenzione: in italiano questo costrutto si usa con il presente o l'imperfetto, ma non con il passato prossimo. "Studio italiano da tre anni" ma non "ho studiato da tre anni". Questo è un errore comunissimo che fanno molti studenti.

    4) Nella forma passiva, "da" introduce l’agente, cioè chi compie una certa azione:

    Il libro è stato scritto da Dante.

    La città è stata fondata dai Romani.

    Sono amato da tutti (speriamo, almeno).

    In inglese sarebbe “by”, in spagnolo si usa "por" (escrito por Dante), in italiano invece si usa sempre "da".

    5) Questo è probabilmente il punto più difficile, e anche il più elegante dell'italiano: quando "da" precede un nome, un sostantivo, può indicare a cosa serve, la sua funzione, per quale scopo è stato creato.

    Confronta:

    Un bicchiere di vino (cioè un bicchiere che contiene vino, che ha dentro del vino) e

    un bicchiere da vino (che è progettato per il vino, il tipo di bicchiere adatto a contenere vino).

    Una tazza di caffè (una tazza con dentro il caffè), e

    una tazza da caffè (il tipo di tazza che si usa per il caffè).

    Un libro di viaggio (un libro che parla di viaggi) e

    un libro da viaggio (da portare in viaggio, che è comodo e leggero).

    Vediamo altri esempi con "da":

    Un vestito da sera : un abito che è pensato per la sera.

    Un costume da bagno : un costume per nuotare.

    Gomme da neve : le gomme dell’auto che si usano di inverno, per la neve.

    Ecco, la regola pratica è questa: se puoi sostituire "da" con "per" o "adatto a", stai usando "da" con questo uso. Se invece stai descrivendo il contenuto o l'argomento, meglio usare "di".

    6) "Da" + articolo può introdurre una caratteristica fisica che identifica una persona o una cosa:

    La ragazza dai capelli rossi.

    L'uomo dagli occhi azzurri.

    Il palazzo dalla facciata bianca.

    È come dire "con i capelli rossi", “che ha i capelli rossi”, ma con "da" c'è una sfumatura più  letteraria, più elegante. In spagnolo si userebbe "con" (la chica con el pelo rojo), in inglese “with the red hair”; in italiano si preferisce spesso questa costruzione con "da", anche se “con” è possibile e molto comune: l’uomo con gli occhi azzurri.

    L'uomo dagli occhi azzurri è un filo più elegante.

    7) Quando vuoi dire che qualcuno si comporta in un certo modo, o che qualcosa è appropriato per un certo tipo di persona, puoi usare "da":

    Comportati da adulto!

    È una cosa da bambini.

    Ha reagito da professionista.

    Questo è un commento da persona che non ne capisce nulla.

    Qui "da" ha il senso di "come si addice a", “come è tipico di”, "come è normale per"; stai descrivendo il ruolo o il comportamento atteso.

    8) Questo è uno degli usi più frequenti nella lingua parlata: "da" + infinito esprime qualcosa che deve essere fatto, o che si può fare o che si vuole fare; per esempio:

    Ho molto da fare (ho molte cose che devo fare).

    Non c'è niente da mangiare (non c’è cibo, di fatto, niente che si possa mangiare).

    È un film da vedere assolutamente (che dobbiamo vedere, che bisogna vedere).

    Ho una storia da raccontarti (una storia che devo o che voglio raccontarti).

    C'è qualcosa da bere? (ci sono bevande?)

    Ecco in inglese si direbbe "something to drink", "a lot to do" : la struttura è simile, ma in italiano si usa "da" e non "di" come dicono molti studenti, dove l'inglese usa "to".

    Bene, non ho altro da dirti.

    Ora hai una visione, spero, molto più chiara di queste due preposizioni.

    Se vuoi cimentarti con un bel po’ di esercizi che testeranno le tue abilità, e ti aiuteranno a fissare davvero questo concetti, ne troverai un po’ nel PDF di cui ti parlavo all’inizio del video, e che puoi scaricare anche scannerizzando questo codice QR, oppure aprendo il link in descrizione.

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    July 19, 2026

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    "Sono di Roma";

    "Ho comprato un tavolo di legno";

    "Muoio di fame".

    Ma...

    "Questo è un libro da leggere assolutamente";

    "Ho comprato una tazza da caffè";

    "Vengo da Roma".

    Di e da: due preposizioni che sembrano uguali, ma che hanno funzioni diverse.

    E scommetto che, se stai imparando l'italiano, soprattutto se parli spagnolo o francese, ma anche inglese, questo ti ha già creato qualche problema in passato. Perché nella tua lingua, "da" probabilmente non esiste. In spagnolo e in francese esiste "de" (o "de") che in italiano a volte è “di”, altre volte “da”.

    Oggi ti spiego tutti gli usi principali di queste due preposizioni. Dopo questo video, capirai come funzionano, e saprai usarle con più sicurezza.

    Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club

    Questo è Podcast Italiano, un canale per chi impara la lingua e la cultura italiana, e io sono Davide. Attiva i sottotitoli se ne hai bisogno; la trascrizione integrale è sul mio sito, podcastitaliano.com. Ho anche preparato un PDF che accompagna il video, e che contiene una sintesi dei contenuti del video e, soprattutto, esercizi da fare per fissare in mente la differenza tra queste due preposizioni così piccole e maledette.

    Questo PDF ti consiglio di stamparlo, sia per seguire meglio il video, che per studiare e fare pratica dopo la visione, che è molto molto importante. Ti lascio il link in descrizione, ma puoi anche scansionare questo codice QR.

    "Di" è la preposizione più frequente in italiano, la userai e sentirai ogni tre frasi.

    Vediamo gli usi principali di “di”.

    1) Il suo significato centrale è collegamento e specificazione: serve a collegare due elementi e chiarire il rapporto che c'è tra di loro.

    L'uso più classico: "di" risponde alla domanda di chi è? di cosa fa parte?

    La macchina di Marco.

    Il centro di Roma.

    La copertina del libro.

    Il presidente della Repubblica.

    In spagnolo e francese funziona esattamente allo stesso modo con "de" (o con "de"), qui non ci sono sorprese. In inglese diremmo, chiaramente, “of” o il genitivo sassone (‘s).

    2) Quando vuoi dire da dove vieni, dove sei nato, con quale città ti identifichi, usi "di":

    Sono di Milano.

    Mia madre è di Napoli.

    Sei di qui?

    Questo è uno dei punti dove gli studenti ispanofoni si confondono di più, perché in spagnolo si usa "de" (soy de Madrid) e questo funziona in italiano (sono di Roma), ma attenzione, perché in spagnolo si può dire "soy de España", in italiano non si può dire questo; diciamo “sono italiano”, con la nazionalità.

    Il problema nasce quando si confonde questo uso con il movimento fisico, ma lo vediamo tra poco con "da".

    3) Quando vuoi descrivere di cosa, di che materia è fatto un oggetto, usi "di":

    Un tavolo di legno.

    Una borsa di pelle.

    Un anello d'oro.

    Un muro di pietra.

    Piuttosto semplice, vero? Questo uso ti può forse sorprendere se parli inglese, dove si direbbe “a wooden table”, “a leather bag”.

    4) Quando vuoi dire di cosa tratta qualcosa, l'argomento di un libro, di una conversazione, di un corso, usi "di":

    Parliamo di politica.

    Un libro di cucina.

    Un corso di italiano.

    Un film di fantascienza.

    Quando parliamo di argomenti, molto spesso possiamo usare anche “su”: un libro sulla cucina italiana, un film sulla politica.

    5) "Di" può esprimere la causa di uno stato emotivo o fisico, spesso con verbi come tremare, piangere, morire:

    Piango di gioia.

    Tremo di freddo.

    Muoio di fame.

    In questi casi "di" introduce il motivo di ciò che senti nel corpo o nell'anima. Attenzione, però: possiamo anche usare "da" nella sua forma articolata, quindi “piango DALLA gioia”, “tremo DAL freddo”, ecc.

    6) Abbiamo l'uso partitivo: questo uso non esiste in spagnolo o inglese, ed è tipicamente italiano. Quando vuoi esprimere una quantità indefinita di qualcosa, puoi usare "di" + articolo, la forma "articolata"; quindi:

    Voglio del pane.

    Ho comprato dell'acqua.

    Hai delle domande?

    C'erano dei problemi.

    In realtà il vero partitivo sarebbe l’uso al singolare dei primi due esempi: “voglio del pane” significa “voglio un po’ di pane”. Perché “hai delle domande” si può parafrasare con “hai domande?”. Insomma, “delle” è una sorta di plurale dell’articolo indeterminativo “un, una, uno”. Quindi “una domanda” ma “delle domande” (possiamo anche dire “alcune domande”). Infatti, “c’erano dei problemi" equivale anche a “c’erano alcuni problemi”, ma anche, semplicemente, “c’erano problemi”, senza articolo.

    7) Nei comparativi, "di" si usa per introdurre il secondo termine di paragone:

    Marco è più alto di Luca.

    Questo corso è più difficile di quello.

    L'italiano è più bello di qualsiasi altra lingua!

    Ricorda che in alcuni casi usiamo anche "che", per esempio:

    Imparare l’italiano è più interessante che fare le faccende domestiche.

    Passiamo ora a DA.

    "Da" è una preposizione molto versatile, e confonde di più chi viene dallo spagnolo o dal francese, proprio perché non ha un equivalente diretto. I suoi usi ruotano intorno a tre idee centrali: movimento, funzione e durata.

    1) Partiamo dalla provenienza con movimento. E questo è l'uso più intuitivo. Quando c'è un movimento fisico, reale o metaforico, da un luogo, da un punto di partenza, usiamo "da":

    Vengo da Roma.

    Il treno arriva da Firenze.

    Esco dall'ufficio alle sei.

    Il pacchetto è arrivato dalla Germania.

    2) Ma abbiamo anche lo "stato". E questo uso è uno dei più particolari dell'italiano. Quando sei fisicamente presso la casa o il negozio, il luogo dove un professionista lavora, usiamo "da":

    Sono da Marco (cioè, sono a casa di Marco).

    Vado dal medico (allo studio del medico).

    Mangiamo da me stasera (cioè, a casa mia).

    Lavoro da Gucci (lavoro nel negozio, nell'azienda di Gucci).

    In spagnolo diresti "estoy en casa de Marco", tre parole per dire dove sei. Ma in italiano basta "da" + il nome della persona: da Marco. In francese, tra l'altro, si fa una cosa simile, si può dire “chez”.

    3) Abbiamo poi la durata temporale: quando vuoi dire da quanto tempo stai facendo qualcosa, o stavi ancora facendo, al momento di cui stai parlando, usi "da":

    Studio italiano da tre anni.

    Aspettavo dalle otto di mattina.

    Viviamo qui da sempre.

    Non lo vedevo da mesi.

    Attenzione: in italiano questo costrutto si usa con il presente o l'imperfetto, ma non con il passato prossimo. "Studio italiano da tre anni" ma non "ho studiato da tre anni". Questo è un errore comunissimo che fanno molti studenti.

    4) Nella forma passiva, "da" introduce l’agente, cioè chi compie una certa azione:

    Il libro è stato scritto da Dante.

    La città è stata fondata dai Romani.

    Sono amato da tutti (speriamo, almeno).

    In inglese sarebbe “by”, in spagnolo si usa "por" (escrito por Dante), in italiano invece si usa sempre "da".

    5) Questo è probabilmente il punto più difficile, e anche il più elegante dell'italiano: quando "da" precede un nome, un sostantivo, può indicare a cosa serve, la sua funzione, per quale scopo è stato creato.

    Confronta:

    Un bicchiere di vino (cioè un bicchiere che contiene vino, che ha dentro del vino) e

    un bicchiere da vino (che è progettato per il vino, il tipo di bicchiere adatto a contenere vino).

    Una tazza di caffè (una tazza con dentro il caffè), e

    una tazza da caffè (il tipo di tazza che si usa per il caffè).

    Un libro di viaggio (un libro che parla di viaggi) e

    un libro da viaggio (da portare in viaggio, che è comodo e leggero).

    Vediamo altri esempi con "da":

    Un vestito da sera : un abito che è pensato per la sera.

    Un costume da bagno : un costume per nuotare.

    Gomme da neve : le gomme dell’auto che si usano di inverno, per la neve.

    Ecco, la regola pratica è questa: se puoi sostituire "da" con "per" o "adatto a", stai usando "da" con questo uso. Se invece stai descrivendo il contenuto o l'argomento, meglio usare "di".

    6) "Da" + articolo può introdurre una caratteristica fisica che identifica una persona o una cosa:

    La ragazza dai capelli rossi.

    L'uomo dagli occhi azzurri.

    Il palazzo dalla facciata bianca.

    È come dire "con i capelli rossi", “che ha i capelli rossi”, ma con "da" c'è una sfumatura più  letteraria, più elegante. In spagnolo si userebbe "con" (la chica con el pelo rojo), in inglese “with the red hair”; in italiano si preferisce spesso questa costruzione con "da", anche se “con” è possibile e molto comune: l’uomo con gli occhi azzurri.

    L'uomo dagli occhi azzurri è un filo più elegante.

    7) Quando vuoi dire che qualcuno si comporta in un certo modo, o che qualcosa è appropriato per un certo tipo di persona, puoi usare "da":

    Comportati da adulto!

    È una cosa da bambini.

    Ha reagito da professionista.

    Questo è un commento da persona che non ne capisce nulla.

    Qui "da" ha il senso di "come si addice a", “come è tipico di”, "come è normale per"; stai descrivendo il ruolo o il comportamento atteso.

    8) Questo è uno degli usi più frequenti nella lingua parlata: "da" + infinito esprime qualcosa che deve essere fatto, o che si può fare o che si vuole fare; per esempio:

    Ho molto da fare (ho molte cose che devo fare).

    Non c'è niente da mangiare (non c’è cibo, di fatto, niente che si possa mangiare).

    È un film da vedere assolutamente (che dobbiamo vedere, che bisogna vedere).

    Ho una storia da raccontarti (una storia che devo o che voglio raccontarti).

    C'è qualcosa da bere? (ci sono bevande?)

    Ecco in inglese si direbbe "something to drink", "a lot to do" : la struttura è simile, ma in italiano si usa "da" e non "di" come dicono molti studenti, dove l'inglese usa "to".

    Bene, non ho altro da dirti.

    Ora hai una visione, spero, molto più chiara di queste due preposizioni.

    Se vuoi cimentarti con un bel po’ di esercizi che testeranno le tue abilità, e ti aiuteranno a fissare davvero questo concetti, ne troverai un po’ nel PDF di cui ti parlavo all’inizio del video, e che puoi scaricare anche scannerizzando questo codice QR, oppure aprendo il link in descrizione.

    Questo è tutto per oggi, alla prossima.

    Questo è tutto per oggi, alla prossima!

    "Sono di Roma";

    "Ho comprato un tavolo di legno";

    "Muoio di fame".

    Ma...

    "Questo è un libro da leggere assolutamente";

    "Ho comprato una tazza da caffè";

    "Vengo da Roma".

    Di e da: due preposizioni che sembrano uguali, ma che hanno funzioni diverse.

    E scommetto che, se stai imparando l'italiano, soprattutto se parli spagnolo o francese, ma anche inglese, questo ti ha già creato qualche problema in passato. Perché nella tua lingua, "da" probabilmente non esiste. In spagnolo e in francese esiste "de" (o "de") che in italiano a volte è “di”, altre volte “da”.

    Oggi ti spiego tutti gli usi principali di queste due preposizioni. Dopo questo video, capirai come funzionano, e saprai usarle con più sicurezza.

    Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club

    Questo è Podcast Italiano, un canale per chi impara la lingua e la cultura italiana, e io sono Davide. Attiva i sottotitoli se ne hai bisogno; la trascrizione integrale è sul mio sito, podcastitaliano.com. Ho anche preparato un PDF che accompagna il video, e che contiene una sintesi dei contenuti del video e, soprattutto, esercizi da fare per fissare in mente la differenza tra queste due preposizioni così piccole e maledette.

    Questo PDF ti consiglio di stamparlo, sia per seguire meglio il video, che per studiare e fare pratica dopo la visione, che è molto molto importante. Ti lascio il link in descrizione, ma puoi anche scansionare questo codice QR.

    "Di" è la preposizione più frequente in italiano, la userai e sentirai ogni tre frasi.

    Vediamo gli usi principali di “di”.

    1) Il suo significato centrale è collegamento e specificazione: serve a collegare due elementi e chiarire il rapporto che c'è tra di loro.

    L'uso più classico: "di" risponde alla domanda di chi è? di cosa fa parte?

    La macchina di Marco.

    Il centro di Roma.

    La copertina del libro.

    Il presidente della Repubblica.

    In spagnolo e francese funziona esattamente allo stesso modo con "de" (o con "de"), qui non ci sono sorprese. In inglese diremmo, chiaramente, “of” o il genitivo sassone (‘s).

    2) Quando vuoi dire da dove vieni, dove sei nato, con quale città ti identifichi, usi "di":

    Sono di Milano.

    Mia madre è di Napoli.

    Sei di qui?

    Questo è uno dei punti dove gli studenti ispanofoni si confondono di più, perché in spagnolo si usa "de" (soy de Madrid) e questo funziona in italiano (sono di Roma), ma attenzione, perché in spagnolo si può dire "soy de España", in italiano non si può dire questo; diciamo “sono italiano”, con la nazionalità.

    Il problema nasce quando si confonde questo uso con il movimento fisico, ma lo vediamo tra poco con "da".

    3) Quando vuoi descrivere di cosa, di che materia è fatto un oggetto, usi "di":

    Un tavolo di legno.

    Una borsa di pelle.

    Un anello d'oro.

    Un muro di pietra.

    Piuttosto semplice, vero? Questo uso ti può forse sorprendere se parli inglese, dove si direbbe “a wooden table”, “a leather bag”.

    4) Quando vuoi dire di cosa tratta qualcosa, l'argomento di un libro, di una conversazione, di un corso, usi "di":

    Parliamo di politica.

    Un libro di cucina.

    Un corso di italiano.

    Un film di fantascienza.

    Quando parliamo di argomenti, molto spesso possiamo usare anche “su”: un libro sulla cucina italiana, un film sulla politica.

    5) "Di" può esprimere la causa di uno stato emotivo o fisico, spesso con verbi come tremare, piangere, morire:

    Piango di gioia.

    Tremo di freddo.

    Muoio di fame.

    In questi casi "di" introduce il motivo di ciò che senti nel corpo o nell'anima. Attenzione, però: possiamo anche usare "da" nella sua forma articolata, quindi “piango DALLA gioia”, “tremo DAL freddo”, ecc.

    6) Abbiamo l'uso partitivo: questo uso non esiste in spagnolo o inglese, ed è tipicamente italiano. Quando vuoi esprimere una quantità indefinita di qualcosa, puoi usare "di" + articolo, la forma "articolata"; quindi:

    Voglio del pane.

    Ho comprato dell'acqua.

    Hai delle domande?

    C'erano dei problemi.

    In realtà il vero partitivo sarebbe l’uso al singolare dei primi due esempi: “voglio del pane” significa “voglio un po’ di pane”. Perché “hai delle domande” si può parafrasare con “hai domande?”. Insomma, “delle” è una sorta di plurale dell’articolo indeterminativo “un, una, uno”. Quindi “una domanda” ma “delle domande” (possiamo anche dire “alcune domande”). Infatti, “c’erano dei problemi" equivale anche a “c’erano alcuni problemi”, ma anche, semplicemente, “c’erano problemi”, senza articolo.

    7) Nei comparativi, "di" si usa per introdurre il secondo termine di paragone:

    Marco è più alto di Luca.

    Questo corso è più difficile di quello.

    L'italiano è più bello di qualsiasi altra lingua!

    Ricorda che in alcuni casi usiamo anche "che", per esempio:

    Imparare l’italiano è più interessante che fare le faccende domestiche.

    Passiamo ora a DA.

    "Da" è una preposizione molto versatile, e confonde di più chi viene dallo spagnolo o dal francese, proprio perché non ha un equivalente diretto. I suoi usi ruotano intorno a tre idee centrali: movimento, funzione e durata.

    1) Partiamo dalla provenienza con movimento. E questo è l'uso più intuitivo. Quando c'è un movimento fisico, reale o metaforico, da un luogo, da un punto di partenza, usiamo "da":

    Vengo da Roma.

    Il treno arriva da Firenze.

    Esco dall'ufficio alle sei.

    Il pacchetto è arrivato dalla Germania.

    2) Ma abbiamo anche lo "stato". E questo uso è uno dei più particolari dell'italiano. Quando sei fisicamente presso la casa o il negozio, il luogo dove un professionista lavora, usiamo "da":

    Sono da Marco (cioè, sono a casa di Marco).

    Vado dal medico (allo studio del medico).

    Mangiamo da me stasera (cioè, a casa mia).

    Lavoro da Gucci (lavoro nel negozio, nell'azienda di Gucci).

    In spagnolo diresti "estoy en casa de Marco", tre parole per dire dove sei. Ma in italiano basta "da" + il nome della persona: da Marco. In francese, tra l'altro, si fa una cosa simile, si può dire “chez”.

    3) Abbiamo poi la durata temporale: quando vuoi dire da quanto tempo stai facendo qualcosa, o stavi ancora facendo, al momento di cui stai parlando, usi "da":

    Studio italiano da tre anni.

    Aspettavo dalle otto di mattina.

    Viviamo qui da sempre.

    Non lo vedevo da mesi.

    Attenzione: in italiano questo costrutto si usa con il presente o l'imperfetto, ma non con il passato prossimo. "Studio italiano da tre anni" ma non "ho studiato da tre anni". Questo è un errore comunissimo che fanno molti studenti.

    4) Nella forma passiva, "da" introduce l’agente, cioè chi compie una certa azione:

    Il libro è stato scritto da Dante.

    La città è stata fondata dai Romani.

    Sono amato da tutti (speriamo, almeno).

    In inglese sarebbe “by”, in spagnolo si usa "por" (escrito por Dante), in italiano invece si usa sempre "da".

    5) Questo è probabilmente il punto più difficile, e anche il più elegante dell'italiano: quando "da" precede un nome, un sostantivo, può indicare a cosa serve, la sua funzione, per quale scopo è stato creato.

    Confronta:

    Un bicchiere di vino (cioè un bicchiere che contiene vino, che ha dentro del vino) e

    un bicchiere da vino (che è progettato per il vino, il tipo di bicchiere adatto a contenere vino).

    Una tazza di caffè (una tazza con dentro il caffè), e

    una tazza da caffè (il tipo di tazza che si usa per il caffè).

    Un libro di viaggio (un libro che parla di viaggi) e

    un libro da viaggio (da portare in viaggio, che è comodo e leggero).

    Vediamo altri esempi con "da":

    Un vestito da sera : un abito che è pensato per la sera.

    Un costume da bagno : un costume per nuotare.

    Gomme da neve : le gomme dell’auto che si usano di inverno, per la neve.

    Ecco, la regola pratica è questa: se puoi sostituire "da" con "per" o "adatto a", stai usando "da" con questo uso. Se invece stai descrivendo il contenuto o l'argomento, meglio usare "di".

    6) "Da" + articolo può introdurre una caratteristica fisica che identifica una persona o una cosa:

    La ragazza dai capelli rossi.

    L'uomo dagli occhi azzurri.

    Il palazzo dalla facciata bianca.

    È come dire "con i capelli rossi", “che ha i capelli rossi”, ma con "da" c'è una sfumatura più  letteraria, più elegante. In spagnolo si userebbe "con" (la chica con el pelo rojo), in inglese “with the red hair”; in italiano si preferisce spesso questa costruzione con "da", anche se “con” è possibile e molto comune: l’uomo con gli occhi azzurri.

    L'uomo dagli occhi azzurri è un filo più elegante.

    7) Quando vuoi dire che qualcuno si comporta in un certo modo, o che qualcosa è appropriato per un certo tipo di persona, puoi usare "da":

    Comportati da adulto!

    È una cosa da bambini.

    Ha reagito da professionista.

    Questo è un commento da persona che non ne capisce nulla.

    Qui "da" ha il senso di "come si addice a", “come è tipico di”, "come è normale per"; stai descrivendo il ruolo o il comportamento atteso.

    8) Questo è uno degli usi più frequenti nella lingua parlata: "da" + infinito esprime qualcosa che deve essere fatto, o che si può fare o che si vuole fare; per esempio:

    Ho molto da fare (ho molte cose che devo fare).

    Non c'è niente da mangiare (non c’è cibo, di fatto, niente che si possa mangiare).

    È un film da vedere assolutamente (che dobbiamo vedere, che bisogna vedere).

    Ho una storia da raccontarti (una storia che devo o che voglio raccontarti).

    C'è qualcosa da bere? (ci sono bevande?)

    Ecco in inglese si direbbe "something to drink", "a lot to do" : la struttura è simile, ma in italiano si usa "da" e non "di" come dicono molti studenti, dove l'inglese usa "to".

    Bene, non ho altro da dirti.

    Ora hai una visione, spero, molto più chiara di queste due preposizioni.

    Se vuoi cimentarti con un bel po’ di esercizi che testeranno le tue abilità, e ti aiuteranno a fissare davvero questo concetti, ne troverai un po’ nel PDF di cui ti parlavo all’inizio del video, e che puoi scaricare anche scannerizzando questo codice QR, oppure aprendo il link in descrizione.

    Questo è tutto per oggi, alla prossima.

    Questo è tutto per oggi, alla prossima!

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