Quiz di GRAMMATICA: passato prossimo o imperfetto?
In questo video ti propongo un quiz di grammatica con 11 domande per mettere alla prova la tua conoscenza di questi due tempi verbali.
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Passato prossimo o imperfetto?
Sono andato o andavo?
Ho detto o dicevo?
Ho scritto o scrivevo?
Questo è il dilemma.
Un dilemma terribile che affligge, da sempre, migliaia di studenti di italiano in tutti il mondo, studenti tra i quali, scommetto che ci sei pure tu. Vero?
Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club
Scegliere correttamente tra passato prossimo e imperfetto non è facile, soprattutto per chi parla lingue come l’inglese, dove le cose funzionano in maniera un po’ diversa. Ecco perché ho preparato questo quiz, un po’ difficile, lo ammetto, un po’ infame. E come sempre ogni domanda è accompagnata da una spiegazione grammaticale, perché voglio aiutarti a capire i meccanismi delle domande che ti faccio.
Io mi chiamo Davide e questo è Podcast Italiano, un canale per chi impara l’italiano. Attiva i sottotitoli se ne hai bisogno; la trascrizione integrale del video è sul mio sito, podcastitaliano.com.
Come sempre, poi, ho anche preparato un PDF associato al quiz: ti lascio il link in descrizione, ma puoi anche scansionare questo codice QR. Il PDF è molto utile, perché ti permette di segnarti i punti che hai totalizzi per ogni risposta, e calcolare anche il tuo punteggio finale. Ma trovi anche un riassunto di tutte le spiegazioni grammaticali e altri esempi, in modo che tu possa ripassare e approfondire l’argomento. È uno strumento davvero utile, quindi te lo consiglio. Ci mettiamo molto impegno e molto amore per crearli, davvero.
Il punteggio massimo che puoi ottenere in questo quiz è di 17 punti. Funziona così: ascolta e leggi la domanda, metti in pausa il video per riflettere sulla risposta, rispondi, controlla la soluzione e annota il tuo punteggio sul pdf, che ti consiglio di stampare, se riesci. E attenzione, perché alcune domande valgono un punto, e altre, più complesse, valgono due punti.
Bene: incominciamo!
- Quale frase è corretta?
A. Ieri ho studiato storia dalle due alle sette.
Oppure:
B. Ieri studiavo storia dalle due alle sette.
Questa domanda vale 1 punto.
La risposta esatta è… A.
Ieri ho studiato storia dalle due alle sette.
Nella frase A, abbiamo un esempio di uso del passato prossimo (ho studiato) per raccontare un’azione compiuta e delimitata nel tempo: l’azione si svolge dalle due alle sette, nell’arco di un periodo che è chiaramente specificato (dalle due alle sette). Attenzione, perché anche se specifichiamo la durata, quindi non l’inizio e la fine della’azione (come in questo caso), ma la durata dell’azione, dovremo comunque usare il passato prossimo, e non l’imperfetto.
Quindi, si dice:
Ieri ho studiato cinque ore.
Ieri ho lavorato 10 minuti.
Ieri ho dormito tutto il pomeriggio.
Se dovessimo rappresentare questo evento, (quindi “ieri ho studiato storia dalle due alle sette”) su una linea del tempo, avremmo quindi una porzione di cui conosciamo esattamente la lunghezza.
Se hai stampato il PDF, ti consiglio di segnarti il punteggio, mi raccomando.
- Domanda numero 2: quale, tra queste due frasi, è corretta?
A. Quella mattina mi svegliavo alle sette come sempre, prendevo il cellulare e, per prima cosa, controllavo i messaggi.
B. Quella mattina mi sono svegliato alle sette come sempre, ho preso il cellulare e, per prima cosa, ho controllato i messaggi.
Questa domanda vale 1 punto.
La risposta esatta è… B.
Quella mattina mi sono svegliato alle sette come sempre, ho preso il cellulare e, per prima cosa, ho controllato i messaggi.
La frase B, con i suoi tre verbi al passato prossimo (mi sono svegliato, ho preso, ho controllato) racconta una serie di azioni, una sequenza di eventi che avvengono l’uno dopo l’altro.
Se dovessimo rappresentare questa sequenza di eventi sulla linea del tempo, dovremmo rappresentarli come tanti punti collocati l’uno dopo l’altro.
Anche qui, segnati il punteggio sul PDF, e andiamo avanti con la domanda numero 3.
- Quale tra queste due frasi è corretta?
A. Era alta e magra, indossava un abito attillato e teneva sotto il braccio una cartella.
B. È stata alta e magra, ha indossato un abito attillato e ha tenuto sotto il braccio una cartella.
Questa domanda vale, nuovamente, 1 punto.
La risposta esatta è… A.
Era alta e magra, indossava un abito attillato e teneva sotto il braccio una cartella.
Nella frase A, l’imperfetto è usato tre volte (era, indossava, teneva) per realizzare la descrizione, la descrizione fisica di una persona. Ma potrebbe anche trattarsi della descrizione di una cosa, di un animale, di un luogo, una condizione atmosferica: così diciamo, ad esempio…. “pioveva, la casa sembrava abbandonata, un gatto stava raggomitolato sull’uscio, nel bosco risuonavano versi di uccelli notturni...”.
- Domanda 4: quale, tra queste due frasi, è corretta?
A. Si è sentita svuotata, non ha avuto più voglia di fare nulla, ha desiderato solo dormire.
B. Si sentiva svuotata, non aveva più voglia di fare nulla, desiderava solo dormire.
Questa domanda vale 1 punto.
La risposta esatta è… B.
Si sentiva svuotata, non aveva più voglia di fare nulla, desiderava solo dormire.
Nella frase B, i tre verbi all’imperfetto (si sentiva, aveva, desiderava) di nuovo, descrivono qualcosa; ma, stavolta, si tratta non di una descrizione fisica ma, invece, di una descrizione psicologica, della descrizione di uno stato d’animo. Dunque, possiamo affermare che l’imperfetto è il “tempo delle descrizioni”: non importa che si tratti di descrizione fisica o psicologica, che si stia descrivendo qualcosa di materiale o di immateriale, di visibile o invisibile. Se di descrizione al passato si tratta, sarà all’imperfetto.
- Domanda 5: quale, tra queste frasi, è corretta?
A. Mentre io gli ho spiegato l’uso dei tempi passati, gli studenti mi hanno ascoltato.
B. Mentre io gli ho spiegato l’uso dei tempi passati, gli studenti mi ascoltavano.
C. Mentre io gli spiegavo l’uso dei tempi passati, gli studenti mi ascoltavano.
D. Mentre io gli spiegavo l’uso dei tempi passati, gli studenti mi hanno ascoltato.
Questa domanda vale 2 punti.
E risposta esatta, la risposta migliore (perché a volte anche le altre risposte, in determinati contesti, potrebbero funzionare…ma, per i fini di questo quiz, la risposta esatta è) … C.
Mentre io gli spiegavo l’uso dei tempi passati, gli studenti mi ascoltavano.
Il doppio imperfetto nella frase C (quindi spiegavo e mi ascoltavano) è usato per narrare due azioni continuate che si svolgono parallelamente e simultaneamente, allo stesso tempo. I due eventi, quindi la spiegazione e l’ascolto, vengono anche presentati nel loro svolgimento, cioè nn è visualizzato un punto particolare, ma stanno succedendo, sono in corso.
Se dovessimo rappresentare, quindi, i due eventi sulla linea del tempo, dovremmo disegnare due segmenti che coincidono.
- Domanda numero 6: quale, tra queste frasi, è corretta?
A. Mentre io spiegavo, uno studente alzava la mano.
B. Mentre io ho spiegato, uno studente alzava la mano.
C. Mentre io spiegavo, uno studente ha alzato la mano.
D. Mentre io ho spiegato, uno studente ha alzato la mano.
Questa domanda vale 2 punti.
Di nuovo: pensaci un secondo. Se serve, metti in pausa il video.
La risposta esatta è… C.
Mentre io spiegavo, uno studente ha alzato la mano.
La frase C mostra l’uso dei due tempi per raccontare, rispettivamente:
l’imperfetto> un’azione continuata, che è vista nella sua durata (spiegavo);
mentre, il passato prossimo> un’azione puntuale, vista come un punto sulla linea del tempo, che si inserisce nell’altra azione, quindi ha alzato la mano.
Se dovessimo rappresentare i due eventi sulla linea del tempo, avremmo l’evento all’imperfetto come un segmento e l’evento al passato prossimo come un punto all’interno di quel segmento.
E quindi, le domande 5 e 6 ci fanno riflettere su un fatto: di solito un evento all’imperfetto non si verifica da solo, ma contemporaneamente ad altri eventi, anche questi eventi passati. E quindi abbiamo casi come quello della domanda 5, in cui i due fatti coincidono (mentre io spiegavo, gli studenti ascoltavano) o quello della domanda 6, in cui il fatto descritto dal passato prossimo è un “momento” del fatto descritto dall’imperfetto (cioè, mentre io spiegavo -all’interno di questo momento che dura un po’ - uno studente ha alzato la mano).
- Domanda numero 7: tra queste frasi, soltanto due sono corrette. Quali?
A. Da piccoli, d’estate, passavamo sempre le vacanze dai nonni.
B. Da piccoli, d’estate, abbiamo passato sempre le vacanze dai nonni.
C. Da piccoli, d’estate, passavamo le vacanze dai nonni per tre anni consecutivi.
D. Da piccoli, d’estate, abbiamo passato le vacanze dai nonni per tre anni consecutivi.
Questa domanda vale 1 punto per ogni frase che scegli correttamente, per un massimo di due punti.
La risposta esatta è… A e D.
La frase A (da piccoli d’estate passavamo sempre le vacanze dai nonni) ci mostra l’uso dell’imperfetto, cosiddetto, abituale, che esprime cioè il ripetersi dello stesso evento (nella nostra frase: le vacanze estive dai nonni che si ripetono, si ripetevano) in un certo arco di tempo (che, nella nostra frase, è l’infanzia) e per un numero di volte che rimane indeterminato, indefinito, non specifichiamo quante volte esattamente. Insomma, un’abitudine che avevamo nel passato, una cosa che facevamo spesso in un certo arco temporale.
Ma attenzione! Perché, se invece si specifica il numero di volte in cui l’evento si è ripetuto (ad esempio dicendo per tre anni consecutivi), allora l’imperfetto non va più bene; motivo per cui dovremmo dire abbiamo “abbiamo passato le vacanze dai nonni per tre anni consecutivi” , perché c’è un numero specifico, “tre”.
Ricapitolando:
- Se abbiamo un evento che si ripete al passato per un numero indeterminato di volte (non sappiamo quante volte) usiamo l’imperfetto;
- mentre, se l’evento si ripete per un numero specifico, specificato, determinato di volte, usiamo il passato prossimo.
- Domanda 8: tra queste frasi, soltanto due sono corrette. Quali?
A. Dovevo studiare tre capitoli di storia, e invece mi sono addormentato e non ho combinato nulla.
B. Ho dovuto studiare tre capitoli di storia, e invece mi sono addormentato e non ho combinato nulla.
C. Ho dovuto studiare tre capitoli di storia, per questo non sono potuto venire al cinema.
Questa domanda vale 1 punto per ogni frase che scegli correttamente, per un massimo di due punti.
Le risposte esatte sono A e C.
E, per capire perché, dobbiamo soffermarci sull’uso dei verbi modali dovere, potere e volere nei due tempi di cui ci stiamo occupando, quindi al passato prossimo e all’imperfetto.
- Se qualcuno dice “ho dovuto studiare tre capitoli di storia”, col verbo modale dovere al passato prossimo (ho dovuto), questo significa che l’azione è accaduta, è accaduta sicuramente: sappiamo che, chi parla ha, di fatto, studiato i tre capitoli di storia. Per questo, la frase B (ho dovuto studiare tre capitoli di storia, e invece mi sono addormentato) non va bene, non funziona, perché il passato prossimo nella prima parte implica che la storia sia stata studiata, ok? Che è successo questo fatto, mentre nella seconda parte si dice l’esatto opposto.
Al contrario:
- Se qualcuno dice “dovevo studiare tre capitoli di storia”, quindi col verbo modale dovere all’imperfetto, non abbiamo modo di sapere l’azione è accaduta o no. Così, ad esempio, è possibile dire “dovevo studiare tre capitoli di storia, e invece mi sono addormentato”, come nella frase A, ma sarebbe anche possibile dire “dovevo studiare tre capitoli di storia, e sono riuscito a farlo in 4 ore di studio”.
Lo stesso vale per potere e volere.
Se qualcuno dice “sono potuto andare al cinema” o “sono voluto andare al cinema”, sappiamo, per certo, che al cinema ci è andato;
al contrario, se qualcuno dice “potevo andare al cinema” o “volevo andare al cinema”, non possiamo sapere, soltanto sulla base di questa affermazione, se l’azione è avvenuta o meno; ci serve qualche informazione in più.
E quindi “volevo andare al cinema, e quindi sono uscito dal lavoro per andarci”; oppure, “volevo andare al cinema, ma non ho trovato nessuno con cui andarci, e ho lasciato perdere”.
- Domanda 9: tra queste frasi, soltanto due sono corrette. Quali?
A. Ho conosciuto già quel professore, è stato il mio professore di matematica ai tempi del liceo.
B. Conoscevo già quel professore, è stato il mio professore di matematica ai tempi del liceo.
C. Ho conosciuto il professore di matematica di mio figlio solo alla fine del semestre, al ricevimento.
D. Conoscevo il professore di matematica di mio figlio solo alla fine del semestre, al ricevimento.
Questa domanda vale 1 punto per ogni frase che scegli correttamente, per un massimo di due punti.
La risposta esatta è…
Le risposte esatte sono 2: B e C.
Per capire perché le due frasi corrette siano la B e la C, dobbiamo soffermarci sull’uso del verbo conoscere al passato prossimo e all’imperfetto:
- ho conosciuto, al passato prossimo, significa “ho incontrato qualcuno per la prima volta”, insomma, “ho fatto conoscenza con qualcuno”; parliamo solo del primo incontro con una persona. Per questo una frase come la A non funziona: non posso dire “ho conosciuto già quel professore”, perché l’avverbio già presuppone che ci sia stato un incontro precedente. In questo caso, è necessario l’imperfetto, come nella frase B: conoscevo già quel professore.
Al contrario:
- conoscevo, all’imperfetto, significa ”conoscevo da tempo”; per questo una frase come la D non funziona:, cioè “conoscevo il professore di matematica di mio figlio solo alla fine del semestre” no. In questo caso, serve il passato prossimo, come nella frase C, dove parliamo del primo incontro, in cui facciamo conoscenza con una persona: Ho conosciuto il professore di matematica di mio figlio solo alla fine del semestre.
- Domanda 10: tra queste frasi, soltanto due sono corrette. Quali?
A. Non è stata una sorpresa, sapevo già che era sposata.
B. Non è stata una sorpresa, ho saputo già che era sposata.
C. È stata una sorpresa che fosse sposata, l’ho saputo dopo da un amico comune.
D. È stata una sorpresa che fosse sposata, lo sapevo dopo da un amico comune.
Questa domanda vale 1 punto per ogni frase che scegli correttamente, quindi… al massimo due punti.
La risposta…
LE RISPOSTE ESATTE, quindi, sono… A e C.
Per capire perché le due frasi corrette siano la A e la C, dobbiamo soffermarci sull’uso del verbo sapere al passato prossimo:
- per esprimere il significato di “conoscere una cosa da molto tempo”, “essere a conoscenza di qualcosa” dobbiamo usare il verbo sapere all’imperfetto, sapevo, e non al passato prossimo; per questo non funziona una frase come la B, “non è stata una sorpresa, ho saputo già che era sposata”. In questo caso, è necessario ricorrere, appunto, all’imperfetto, come nella frase A, ‘non è stata una sorpresa, sapevo già che era sposata”.
Al contrario:
- per esprimere il significato di “venire a sapere una cosa da qualcun altro” o “scoprire una cosa da qualcuno” dobbiamo usare il verbo sapere al passato prossimo, ho saputo, e non all’imperfetto; per questo non è accettabile una frase come ”è stata una sorpresa che fosse sposata, lo sapevo dopo da un amico comune”. No, in questo caso, è necessario ricorrere, invece, al passato prossimo, come nella frase C, “l’ho saputo dopo da un amico comune”, che è come dire “sono venuto a saperlo, l’ho scoperto, da un amico comune”.
- Domanda 11: Quale, tra queste frasi, è corretta?
A. Ho voluto due etti di prosciutto, per favore.
B. Volevo due etti di prosciutto, per favore.
1 punto per questa domanda,.
E la risposta esatta è… B.
Volevo due etti di prosciutto, per favore.
La frase B contiene un esempio di uso dell’imperfetto di cortesia: non solo la frase è corretta grammaticalmente, ma è appropriata alla situazione, cioè una situazione in cui qualcuno sta facendo una richiesta a qualcun altro, una richiesta che ha bisogno di essere espressa in maniera gentile, cortese, non troppo diretta. Anche a questo serve l’imperfetto, quando viene usato nelle richieste. È molto comune, per esempio, quando parliamo con un negoziante: “volevo l’ultimo libro della Ferrante”, “cercavo un regalo per una bambina di 8 anni”, “mi serviva un filtro per la moka da due tazze”.
Importante: in queste richieste l’imperfetto non parla del passato, non è che mi serviva (o cercavo, o volevo) in un tempo passato e ora non più. No, no, parla del presente. Quindi, se dovessimo collocare l’evento sulla linea del tempo, lo metteremmo proprio in corrispondenza del presente. Volevo significa, in realtà, voglio, ma in maniera più gentile.
Ed eccoci arrivati alla fine del test. Se ti sei scritto o scritta il punteggio che hai ottenuto per ogni domanda e hai calcolato il tuo punteggio finale, fammelo sapere nei commenti.
Se hai totalizzato 17 punti significa che te la cavi molto bene: complimenti!
Se il tuo risultato è tra i 10 e i 16 punti, hai una buona conoscenza dell’argomento, ma c’è qualcosa da chiarire.
Se il tuo punteggio è uguale o inferiore ai 9 punti, ci sono degli aspetti di questa parte della grammatica dell’italiano che, per te, sono ancora oscuri. Conosco un canale YouTube, forse, che ti può aiutare da questo punto di vista, e, se non sbaglio… si chiama “Podcast Italiano”.
Ti ricordo, poi, di dare un’occhiata al PDF, se non l’hai già scaricato all’inizio del video, perché li trovi tutte le risposte corrette ma anche tutte le spiegazioni grammaticali che ti ho offerto dopo ogni domanda e risposta. Quindi è tutto riassunto lì, è un ottimo modo di continuare a imparare dopo questo video, e consolidare le tue conoscenze.
E infine, se questo test è stato semplice ma nelle conversazioni reali hai comunque difficoltà, non ti preoccupare, perché questo è assolutamente normale.
Nel linguaggio reale ci sono casi ambigui, casi in cui non si sa, che non così chiari e definiti come in un testo o in un libro di grammatica per studenti, e ti assicuro che anche i madrelingua a volte fanno errori, anch’io ho dubbi a volte. Anche io, a volte, formo delle frasi che poi mi rendo conto che sono un po’ strane…. a volte sbaglio nella scelta dei tempi, a volte mi devo correggere… e lo fanno tutti i madrelingua. È così!
La lingua reale è complessa e sfaccettata. E quindi, il mio consiglio è: al di là della grammatica, ascolta tanto, tanto input; leggi; abituati a come gli italiani usano questi due tempi in contesti reali. Non sempre sarai in grado di capirlo ma ti consiglio di sviluppare una certa curiosità, e chiederti (ogni tanto, non sempre) “…ma perché qui hanno usato l’imperfetto?”
Quando parli, poi, è inevitabile, continuerai a fare errori, ok?Soprattutto se non parli una lingua romanza, come lo spagnolo, il francese o il portoghese: questo è inevitabile. Quindi mettiti l’anima in pace. Ma con il tempo migliorerai; e inoltre, di solito, si tratta di errori che non ostacolano la comprensione, ok? Gli italiani ti capiranno comunque.
Ora, se vuoi metterti alla prova con un altro quiz, questa volta un quiz sulle preposizioni, che è un altro argomento ostico, ti lascio qui, alla fine, un altro video.
Alla prossima!
Passato prossimo o imperfetto?
Sono andato o andavo?
Ho detto o dicevo?
Ho scritto o scrivevo?
Questo è il dilemma.
Un dilemma terribile che affligge, da sempre, migliaia di studenti di italiano in tutti il mondo, studenti tra i quali, scommetto che ci sei pure tu. Vero?
Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club
Scegliere correttamente tra passato prossimo e imperfetto non è facile, soprattutto per chi parla lingue come l’inglese, dove le cose funzionano in maniera un po’ diversa. Ecco perché ho preparato questo quiz, un po’ difficile, lo ammetto, un po’ infame. E come sempre ogni domanda è accompagnata da una spiegazione grammaticale, perché voglio aiutarti a capire i meccanismi delle domande che ti faccio.
Io mi chiamo Davide e questo è Podcast Italiano, un canale per chi impara l’italiano. Attiva i sottotitoli se ne hai bisogno; la trascrizione integrale del video è sul mio sito, podcastitaliano.com.
Come sempre, poi, ho anche preparato un PDF associato al quiz: ti lascio il link in descrizione, ma puoi anche scansionare questo codice QR. Il PDF è molto utile, perché ti permette di segnarti i punti che hai totalizzi per ogni risposta, e calcolare anche il tuo punteggio finale. Ma trovi anche un riassunto di tutte le spiegazioni grammaticali e altri esempi, in modo che tu possa ripassare e approfondire l’argomento. È uno strumento davvero utile, quindi te lo consiglio. Ci mettiamo molto impegno e molto amore per crearli, davvero.
Il punteggio massimo che puoi ottenere in questo quiz è di 17 punti. Funziona così: ascolta e leggi la domanda, metti in pausa il video per riflettere sulla risposta, rispondi, controlla la soluzione e annota il tuo punteggio sul pdf, che ti consiglio di stampare, se riesci. E attenzione, perché alcune domande valgono un punto, e altre, più complesse, valgono due punti.
Bene: incominciamo!
- Quale frase è corretta?
A. Ieri ho studiato storia dalle due alle sette.
Oppure:
B. Ieri studiavo storia dalle due alle sette.
Questa domanda vale 1 punto.
La risposta esatta è… A.
Ieri ho studiato storia dalle due alle sette.
Nella frase A, abbiamo un esempio di uso del passato prossimo (ho studiato) per raccontare un’azione compiuta e delimitata nel tempo: l’azione si svolge dalle due alle sette, nell’arco di un periodo che è chiaramente specificato (dalle due alle sette). Attenzione, perché anche se specifichiamo la durata, quindi non l’inizio e la fine della’azione (come in questo caso), ma la durata dell’azione, dovremo comunque usare il passato prossimo, e non l’imperfetto.
Quindi, si dice:
Ieri ho studiato cinque ore.
Ieri ho lavorato 10 minuti.
Ieri ho dormito tutto il pomeriggio.
Se dovessimo rappresentare questo evento, (quindi “ieri ho studiato storia dalle due alle sette”) su una linea del tempo, avremmo quindi una porzione di cui conosciamo esattamente la lunghezza.
Se hai stampato il PDF, ti consiglio di segnarti il punteggio, mi raccomando.
- Domanda numero 2: quale, tra queste due frasi, è corretta?
A. Quella mattina mi svegliavo alle sette come sempre, prendevo il cellulare e, per prima cosa, controllavo i messaggi.
B. Quella mattina mi sono svegliato alle sette come sempre, ho preso il cellulare e, per prima cosa, ho controllato i messaggi.
Questa domanda vale 1 punto.
La risposta esatta è… B.
Quella mattina mi sono svegliato alle sette come sempre, ho preso il cellulare e, per prima cosa, ho controllato i messaggi.
La frase B, con i suoi tre verbi al passato prossimo (mi sono svegliato, ho preso, ho controllato) racconta una serie di azioni, una sequenza di eventi che avvengono l’uno dopo l’altro.
Se dovessimo rappresentare questa sequenza di eventi sulla linea del tempo, dovremmo rappresentarli come tanti punti collocati l’uno dopo l’altro.
Anche qui, segnati il punteggio sul PDF, e andiamo avanti con la domanda numero 3.
- Quale tra queste due frasi è corretta?
A. Era alta e magra, indossava un abito attillato e teneva sotto il braccio una cartella.
B. È stata alta e magra, ha indossato un abito attillato e ha tenuto sotto il braccio una cartella.
Questa domanda vale, nuovamente, 1 punto.
La risposta esatta è… A.
Era alta e magra, indossava un abito attillato e teneva sotto il braccio una cartella.
Nella frase A, l’imperfetto è usato tre volte (era, indossava, teneva) per realizzare la descrizione, la descrizione fisica di una persona. Ma potrebbe anche trattarsi della descrizione di una cosa, di un animale, di un luogo, una condizione atmosferica: così diciamo, ad esempio…. “pioveva, la casa sembrava abbandonata, un gatto stava raggomitolato sull’uscio, nel bosco risuonavano versi di uccelli notturni...”.
- Domanda 4: quale, tra queste due frasi, è corretta?
A. Si è sentita svuotata, non ha avuto più voglia di fare nulla, ha desiderato solo dormire.
B. Si sentiva svuotata, non aveva più voglia di fare nulla, desiderava solo dormire.
Questa domanda vale 1 punto.
La risposta esatta è… B.
Si sentiva svuotata, non aveva più voglia di fare nulla, desiderava solo dormire.
Nella frase B, i tre verbi all’imperfetto (si sentiva, aveva, desiderava) di nuovo, descrivono qualcosa; ma, stavolta, si tratta non di una descrizione fisica ma, invece, di una descrizione psicologica, della descrizione di uno stato d’animo. Dunque, possiamo affermare che l’imperfetto è il “tempo delle descrizioni”: non importa che si tratti di descrizione fisica o psicologica, che si stia descrivendo qualcosa di materiale o di immateriale, di visibile o invisibile. Se di descrizione al passato si tratta, sarà all’imperfetto.
- Domanda 5: quale, tra queste frasi, è corretta?
A. Mentre io gli ho spiegato l’uso dei tempi passati, gli studenti mi hanno ascoltato.
B. Mentre io gli ho spiegato l’uso dei tempi passati, gli studenti mi ascoltavano.
C. Mentre io gli spiegavo l’uso dei tempi passati, gli studenti mi ascoltavano.
D. Mentre io gli spiegavo l’uso dei tempi passati, gli studenti mi hanno ascoltato.
Questa domanda vale 2 punti.
E risposta esatta, la risposta migliore (perché a volte anche le altre risposte, in determinati contesti, potrebbero funzionare…ma, per i fini di questo quiz, la risposta esatta è) … C.
Mentre io gli spiegavo l’uso dei tempi passati, gli studenti mi ascoltavano.
Il doppio imperfetto nella frase C (quindi spiegavo e mi ascoltavano) è usato per narrare due azioni continuate che si svolgono parallelamente e simultaneamente, allo stesso tempo. I due eventi, quindi la spiegazione e l’ascolto, vengono anche presentati nel loro svolgimento, cioè nn è visualizzato un punto particolare, ma stanno succedendo, sono in corso.
Se dovessimo rappresentare, quindi, i due eventi sulla linea del tempo, dovremmo disegnare due segmenti che coincidono.
- Domanda numero 6: quale, tra queste frasi, è corretta?
A. Mentre io spiegavo, uno studente alzava la mano.
B. Mentre io ho spiegato, uno studente alzava la mano.
C. Mentre io spiegavo, uno studente ha alzato la mano.
D. Mentre io ho spiegato, uno studente ha alzato la mano.
Questa domanda vale 2 punti.
Di nuovo: pensaci un secondo. Se serve, metti in pausa il video.
La risposta esatta è… C.
Mentre io spiegavo, uno studente ha alzato la mano.
La frase C mostra l’uso dei due tempi per raccontare, rispettivamente:
l’imperfetto> un’azione continuata, che è vista nella sua durata (spiegavo);
mentre, il passato prossimo> un’azione puntuale, vista come un punto sulla linea del tempo, che si inserisce nell’altra azione, quindi ha alzato la mano.
Se dovessimo rappresentare i due eventi sulla linea del tempo, avremmo l’evento all’imperfetto come un segmento e l’evento al passato prossimo come un punto all’interno di quel segmento.
E quindi, le domande 5 e 6 ci fanno riflettere su un fatto: di solito un evento all’imperfetto non si verifica da solo, ma contemporaneamente ad altri eventi, anche questi eventi passati. E quindi abbiamo casi come quello della domanda 5, in cui i due fatti coincidono (mentre io spiegavo, gli studenti ascoltavano) o quello della domanda 6, in cui il fatto descritto dal passato prossimo è un “momento” del fatto descritto dall’imperfetto (cioè, mentre io spiegavo -all’interno di questo momento che dura un po’ - uno studente ha alzato la mano).
- Domanda numero 7: tra queste frasi, soltanto due sono corrette. Quali?
A. Da piccoli, d’estate, passavamo sempre le vacanze dai nonni.
B. Da piccoli, d’estate, abbiamo passato sempre le vacanze dai nonni.
C. Da piccoli, d’estate, passavamo le vacanze dai nonni per tre anni consecutivi.
D. Da piccoli, d’estate, abbiamo passato le vacanze dai nonni per tre anni consecutivi.
Questa domanda vale 1 punto per ogni frase che scegli correttamente, per un massimo di due punti.
La risposta esatta è… A e D.
La frase A (da piccoli d’estate passavamo sempre le vacanze dai nonni) ci mostra l’uso dell’imperfetto, cosiddetto, abituale, che esprime cioè il ripetersi dello stesso evento (nella nostra frase: le vacanze estive dai nonni che si ripetono, si ripetevano) in un certo arco di tempo (che, nella nostra frase, è l’infanzia) e per un numero di volte che rimane indeterminato, indefinito, non specifichiamo quante volte esattamente. Insomma, un’abitudine che avevamo nel passato, una cosa che facevamo spesso in un certo arco temporale.
Ma attenzione! Perché, se invece si specifica il numero di volte in cui l’evento si è ripetuto (ad esempio dicendo per tre anni consecutivi), allora l’imperfetto non va più bene; motivo per cui dovremmo dire abbiamo “abbiamo passato le vacanze dai nonni per tre anni consecutivi” , perché c’è un numero specifico, “tre”.
Ricapitolando:
- Se abbiamo un evento che si ripete al passato per un numero indeterminato di volte (non sappiamo quante volte) usiamo l’imperfetto;
- mentre, se l’evento si ripete per un numero specifico, specificato, determinato di volte, usiamo il passato prossimo.
- Domanda 8: tra queste frasi, soltanto due sono corrette. Quali?
A. Dovevo studiare tre capitoli di storia, e invece mi sono addormentato e non ho combinato nulla.
B. Ho dovuto studiare tre capitoli di storia, e invece mi sono addormentato e non ho combinato nulla.
C. Ho dovuto studiare tre capitoli di storia, per questo non sono potuto venire al cinema.
Questa domanda vale 1 punto per ogni frase che scegli correttamente, per un massimo di due punti.
Le risposte esatte sono A e C.
E, per capire perché, dobbiamo soffermarci sull’uso dei verbi modali dovere, potere e volere nei due tempi di cui ci stiamo occupando, quindi al passato prossimo e all’imperfetto.
- Se qualcuno dice “ho dovuto studiare tre capitoli di storia”, col verbo modale dovere al passato prossimo (ho dovuto), questo significa che l’azione è accaduta, è accaduta sicuramente: sappiamo che, chi parla ha, di fatto, studiato i tre capitoli di storia. Per questo, la frase B (ho dovuto studiare tre capitoli di storia, e invece mi sono addormentato) non va bene, non funziona, perché il passato prossimo nella prima parte implica che la storia sia stata studiata, ok? Che è successo questo fatto, mentre nella seconda parte si dice l’esatto opposto.
Al contrario:
- Se qualcuno dice “dovevo studiare tre capitoli di storia”, quindi col verbo modale dovere all’imperfetto, non abbiamo modo di sapere l’azione è accaduta o no. Così, ad esempio, è possibile dire “dovevo studiare tre capitoli di storia, e invece mi sono addormentato”, come nella frase A, ma sarebbe anche possibile dire “dovevo studiare tre capitoli di storia, e sono riuscito a farlo in 4 ore di studio”.
Lo stesso vale per potere e volere.
Se qualcuno dice “sono potuto andare al cinema” o “sono voluto andare al cinema”, sappiamo, per certo, che al cinema ci è andato;
al contrario, se qualcuno dice “potevo andare al cinema” o “volevo andare al cinema”, non possiamo sapere, soltanto sulla base di questa affermazione, se l’azione è avvenuta o meno; ci serve qualche informazione in più.
E quindi “volevo andare al cinema, e quindi sono uscito dal lavoro per andarci”; oppure, “volevo andare al cinema, ma non ho trovato nessuno con cui andarci, e ho lasciato perdere”.
- Domanda 9: tra queste frasi, soltanto due sono corrette. Quali?
A. Ho conosciuto già quel professore, è stato il mio professore di matematica ai tempi del liceo.
B. Conoscevo già quel professore, è stato il mio professore di matematica ai tempi del liceo.
C. Ho conosciuto il professore di matematica di mio figlio solo alla fine del semestre, al ricevimento.
D. Conoscevo il professore di matematica di mio figlio solo alla fine del semestre, al ricevimento.
Questa domanda vale 1 punto per ogni frase che scegli correttamente, per un massimo di due punti.
La risposta esatta è…
Le risposte esatte sono 2: B e C.
Per capire perché le due frasi corrette siano la B e la C, dobbiamo soffermarci sull’uso del verbo conoscere al passato prossimo e all’imperfetto:
- ho conosciuto, al passato prossimo, significa “ho incontrato qualcuno per la prima volta”, insomma, “ho fatto conoscenza con qualcuno”; parliamo solo del primo incontro con una persona. Per questo una frase come la A non funziona: non posso dire “ho conosciuto già quel professore”, perché l’avverbio già presuppone che ci sia stato un incontro precedente. In questo caso, è necessario l’imperfetto, come nella frase B: conoscevo già quel professore.
Al contrario:
- conoscevo, all’imperfetto, significa ”conoscevo da tempo”; per questo una frase come la D non funziona:, cioè “conoscevo il professore di matematica di mio figlio solo alla fine del semestre” no. In questo caso, serve il passato prossimo, come nella frase C, dove parliamo del primo incontro, in cui facciamo conoscenza con una persona: Ho conosciuto il professore di matematica di mio figlio solo alla fine del semestre.
- Domanda 10: tra queste frasi, soltanto due sono corrette. Quali?
A. Non è stata una sorpresa, sapevo già che era sposata.
B. Non è stata una sorpresa, ho saputo già che era sposata.
C. È stata una sorpresa che fosse sposata, l’ho saputo dopo da un amico comune.
D. È stata una sorpresa che fosse sposata, lo sapevo dopo da un amico comune.
Questa domanda vale 1 punto per ogni frase che scegli correttamente, quindi… al massimo due punti.
La risposta…
LE RISPOSTE ESATTE, quindi, sono… A e C.
Per capire perché le due frasi corrette siano la A e la C, dobbiamo soffermarci sull’uso del verbo sapere al passato prossimo:
- per esprimere il significato di “conoscere una cosa da molto tempo”, “essere a conoscenza di qualcosa” dobbiamo usare il verbo sapere all’imperfetto, sapevo, e non al passato prossimo; per questo non funziona una frase come la B, “non è stata una sorpresa, ho saputo già che era sposata”. In questo caso, è necessario ricorrere, appunto, all’imperfetto, come nella frase A, ‘non è stata una sorpresa, sapevo già che era sposata”.
Al contrario:
- per esprimere il significato di “venire a sapere una cosa da qualcun altro” o “scoprire una cosa da qualcuno” dobbiamo usare il verbo sapere al passato prossimo, ho saputo, e non all’imperfetto; per questo non è accettabile una frase come ”è stata una sorpresa che fosse sposata, lo sapevo dopo da un amico comune”. No, in questo caso, è necessario ricorrere, invece, al passato prossimo, come nella frase C, “l’ho saputo dopo da un amico comune”, che è come dire “sono venuto a saperlo, l’ho scoperto, da un amico comune”.
- Domanda 11: Quale, tra queste frasi, è corretta?
A. Ho voluto due etti di prosciutto, per favore.
B. Volevo due etti di prosciutto, per favore.
1 punto per questa domanda,.
E la risposta esatta è… B.
Volevo due etti di prosciutto, per favore.
La frase B contiene un esempio di uso dell’imperfetto di cortesia: non solo la frase è corretta grammaticalmente, ma è appropriata alla situazione, cioè una situazione in cui qualcuno sta facendo una richiesta a qualcun altro, una richiesta che ha bisogno di essere espressa in maniera gentile, cortese, non troppo diretta. Anche a questo serve l’imperfetto, quando viene usato nelle richieste. È molto comune, per esempio, quando parliamo con un negoziante: “volevo l’ultimo libro della Ferrante”, “cercavo un regalo per una bambina di 8 anni”, “mi serviva un filtro per la moka da due tazze”.
Importante: in queste richieste l’imperfetto non parla del passato, non è che mi serviva (o cercavo, o volevo) in un tempo passato e ora non più. No, no, parla del presente. Quindi, se dovessimo collocare l’evento sulla linea del tempo, lo metteremmo proprio in corrispondenza del presente. Volevo significa, in realtà, voglio, ma in maniera più gentile.
Ed eccoci arrivati alla fine del test. Se ti sei scritto o scritta il punteggio che hai ottenuto per ogni domanda e hai calcolato il tuo punteggio finale, fammelo sapere nei commenti.
Se hai totalizzato 17 punti significa che te la cavi molto bene: complimenti!
Se il tuo risultato è tra i 10 e i 16 punti, hai una buona conoscenza dell’argomento, ma c’è qualcosa da chiarire.
Se il tuo punteggio è uguale o inferiore ai 9 punti, ci sono degli aspetti di questa parte della grammatica dell’italiano che, per te, sono ancora oscuri. Conosco un canale YouTube, forse, che ti può aiutare da questo punto di vista, e, se non sbaglio… si chiama “Podcast Italiano”.
Ti ricordo, poi, di dare un’occhiata al PDF, se non l’hai già scaricato all’inizio del video, perché li trovi tutte le risposte corrette ma anche tutte le spiegazioni grammaticali che ti ho offerto dopo ogni domanda e risposta. Quindi è tutto riassunto lì, è un ottimo modo di continuare a imparare dopo questo video, e consolidare le tue conoscenze.
E infine, se questo test è stato semplice ma nelle conversazioni reali hai comunque difficoltà, non ti preoccupare, perché questo è assolutamente normale.
Nel linguaggio reale ci sono casi ambigui, casi in cui non si sa, che non così chiari e definiti come in un testo o in un libro di grammatica per studenti, e ti assicuro che anche i madrelingua a volte fanno errori, anch’io ho dubbi a volte. Anche io, a volte, formo delle frasi che poi mi rendo conto che sono un po’ strane…. a volte sbaglio nella scelta dei tempi, a volte mi devo correggere… e lo fanno tutti i madrelingua. È così!
La lingua reale è complessa e sfaccettata. E quindi, il mio consiglio è: al di là della grammatica, ascolta tanto, tanto input; leggi; abituati a come gli italiani usano questi due tempi in contesti reali. Non sempre sarai in grado di capirlo ma ti consiglio di sviluppare una certa curiosità, e chiederti (ogni tanto, non sempre) “…ma perché qui hanno usato l’imperfetto?”
Quando parli, poi, è inevitabile, continuerai a fare errori, ok?Soprattutto se non parli una lingua romanza, come lo spagnolo, il francese o il portoghese: questo è inevitabile. Quindi mettiti l’anima in pace. Ma con il tempo migliorerai; e inoltre, di solito, si tratta di errori che non ostacolano la comprensione, ok? Gli italiani ti capiranno comunque.
Ora, se vuoi metterti alla prova con un altro quiz, questa volta un quiz sulle preposizioni, che è un altro argomento ostico, ti lascio qui, alla fine, un altro video.
Alla prossima!


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