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    5 brevi racconti da leggere in italiano

    calendar-date-2
    February 22, 2026
    Note e risorse

    In questo video ti presento 5 racconti brevi di autrici e autori italiani del Novecento che devi assolutamente leggere se vuoi metterti alla prova con la narrativa italiana senza l'impegno di un romanzo intero.

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    Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club (livello di bronzo)

    Trascrizione
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    Vuoi leggere letteratura in italiano ma non hai molto tempo da dedicare alla lettura oppure sei pigro, o perdi la concentrazione facilmente? Il racconto breve è il genere letterario che fa per te!

    Ed è per questo che voglio fare questo video dedicato a racconti di autrici e autori italiani che devi assolutamente leggere, se ti piace leggere e vuoi metterti alla prova con la narrativa italiana, ma non riesci ancora a leggere un romanzo intero.

    Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club

    Rispetto a un romanzo (altro genere della narrativa), il racconto ha un grande vantaggio: è molto più breve. Forse ti è già capitato di imbarcarti con entusiasmo nella lettura di un romanzo italiano, magari di un classico della letteratura italiana, e poi di perdere lentamente (o magari velocemente) la motivazione, di fronte a centinaia di pagine che proprio non volevano saperne di diminuire, in una lingua che ancora senti di non dominare, di non capire, pienamente, decine e decine di parole e costruzioni difficili in ogni pagina. Lo so, è un’esperienza che può demoralizzare anche gli studenti più bravi di una lingua. Perché la narrativa, dopo tutto, rappresenta la sfida più grande che ci sia a livello di comprensione per uno studente di lingua.

    Proprio perché sono brevi, sono corti, i racconti sono meno impegnativi rispetto ai romanzi; e questo ti offrirà una gratificazione rapida e renderà la lettura molto meno stressante. Inoltre, la brevità ti consente anche di affrontare il testo nella versione originale, quindi evitando versioni troppo semplificate per studenti. Perché scommetto che, se sei come me, un po’ ti dà fastidio leggere le versioni semplificate. Ti piace leggere i testi originali, vero? Soprattutto se hai già un buon livello in italiano.

    Bene, in questo video ti propongo dunque 5 racconti italiani che penso facciano al caso tuo, se sei una persona a cui piace la narrativa e la letteratura.

    Ah, chi sono io? Io sono Davide e questo è Podcast Italiano, che è un canale, un progetto, per chi impara l’italiano. Attiva i sottotitoli se pensi di averne bisogno. Ricorda che la trascrizione integrale di quello che dico è sul mio sito, podcastitaliano.com (link in descrizione), ma anche che ho preparato, come sempre, un PDF che accompagna il video, e che potrai usare durante la visione di questo video, oppure anche dopo la visone. Nel PDF troverai altri consigli di lettura di altri racconti delle stesse autrici e degli stessi autori di cui ti parlerò nel video; e inoltre, ti indicherò come reperire i racconti di cui ti parlerò oggi. Quindi è il complemento perfetto di questo video. Ti lascio il link in descrizione per scaricare il PDF gratis, ma puoi anche scansionare questo comodo codice QR che trovi a fianco alla ma testa, qui da qualche parte.

    Bene, ti propongo ora 5 racconti, in ordine cronologico di pubblicazione, di autrici e di autori che hanno fatto la storia della letteratura italiana. Si tratta di testi scritti in un periodo che va dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta del Novecento. Di ogni racconto ti offrirò, oltre a una breve descrizione della trama, che spero possa incuriosirti, anche un breve estratto come assaggio dello stile della scrittrice o dello scrittore, così che tu possa decidere se quella penna (la penna…) fa per te, e mettere alla prova la tua comprensione in italiano.

    1. Bene: il primo racconto che ti propongo è “Un paio di occhiali” di Anna Maria Ortese, un testo pubblicato nel 1953 nella raccolta Il mare non bagna Napoli.

    L’autrice, nata a Roma, è vissuta a lungo a Napoli, una città che le è stata di grande ispirazione, poi a Roma, Milano e infine a Rapallo, in provincia di Genova. Ha vinto molti premi, tra cui il Premio Strega, il Premio Viareggio, Premio Campiello alla carriera.

    Il racconto “Un paio di occhiali” narra la storia di Eugenia, una bambina povera cresciuta in un vicolo della Napoli popolare del dopoguerra. Eugenia è affetta da una grave miopia che sfiora la cecità, cioè praticamente non ci vede. Un giorno riceve un dono atteso: il paio di occhiali annunciati dal titolo del racconto, appunto. Con grande sorpresa di Eugenia e di noi lettori, gli occhiali, invece di portare gioia alla piccola, la condannano a uno sguardo tanto più dettagliato quanto più doloroso sulla miseria e sulle disuguaglianze che la circondano. Il contrasto tra visione miope e visione nitida è un contrasto tra fantasia e realtà. Quello che sperimenta Eugenia è un risveglio traumatico, che segna la fine dell’infanzia innocente e l'ingresso nella consapevolezza del mondo tipico dell’età adulta; un passaggio che viene narrato così:

    «Eugenia, sempre tenendosi gli occhiali con le mani, andò fino al portone, per guardare fuori (…). Le gambe le tremavano, le girava la testa, e non provava più nessuna gioia (…). Improvvisamente i balconi cominciarono a diventare tanti, duemila, centomila; i carretti con la verdura le precipitavano addosso; le voci che riempivano l’aria (…) le colpivano la testa come se fosse malata (…). Fu Mariuccia per prima ad accorgersi che la bambina stava male, e a strapparle in fretta gli occhiali, perché Eugenia si era piegata in due e, lamentandosi, vomitava.»

    Il libro Il mare non bagna Napoli è stato interpretato dalla critica del tempo come un testo contro Napoli, il che è costato all’autrice una ostilità tale da non farla mai più tornare nella sua amata città adottiva, Napoli, e che, soprattutto, l’ha confinata ai margini di una vita povera e incompresa.

    1. Il secondo racconto della nostra antologia di 5 racconti si intitola “I giorni perduti”: nasce dalla fantasia di Dino Buzzati e fa parte della raccolta del 1954 Il crollo della Baliverna.

    Buzzati, che nacque a Belluno e visse principalmente a Milano, oltre che scrittore, fu giornalista del quotidiano Il Corriere della Sera e anche pittore. Come giornalista, Buzzati si è occupato molto di cronaca nera, ma anche delle tragedie che hanno segnato la storia del Novecento italiano. L’esperienza come giornalista ha influenzato molto la scrittura narrativa di Buzzati, dandole una vena realistica, una predilezione per gli aspetti noir e misteriosi della realtà quotidiana.

    Il racconto “I giorni perduti” è appunto una storia piena di mistero, che invita a riflettere sul valore del tempo e della sua irreversibilità. Il protagonista è Ernst Kazirra, proprietario di una grande e ricca villa che, rientrando a casa, vede un uomo che esce da una porta laterale portando via delle grandi casse che poi carica su un camion. Il camion parte, Kazirra lo insegue, e dopo un lungo tragitto sorprende l’uomo sul ciglio di un vallone mentre sta buttando giù le casse che ha prelevato dalla villa. Quelle casse contengono “i giorni perduti” del titolo, ovvero il tempo mal speso, sprecato da Kazirra nel corso della sua vita, tempo che Kazirra non potrà più recuperare. Leggiamone un assaggio.

    «Formavano un mucchio immenso. Scese giù per la scarpata e ne aprì uno. C’era dentro una strada d’autunno, e in fondo Graziella, la sua fidanzata, che se n’andava per sempre. E lui neppure la chiamava. Ne aprì un secondo. C’era una camera d’ospedale, e sul letto suo fratello Giosuè che stava male e lo aspettava. Ma lui era in giro per affari. Ne aprì un terzo. Al cancelletto della vecchia, misera casa, stava Duk il fedele mastino che lo attendeva da due anni, ridotto pelle e ossa. E lui non si sognava di tornare. Si sentì prendere da una certa cosa qui, alla bocca dello stomaco.»

    Quanto sei riuscito a capire di questo estratto? È stato difficile? È stato facile? Fammi sapere.

    Ah, una curiosità: anche se Buzzati è ricordato soprattutto per il suo romanzo ll deserto dei Tartari, è proprio per i suoi racconti che riceve, anche se postumo, cioè dopo la sua morte, il Premio Strega.

    1. Il terzo racconto che ti invito a leggere è “L’avventura di due sposi” di Italo Calvino, pubblicato nel ‘58 come parte della raccolta Gli amori difficili. Calvino, nato a Cuba e vissuto tra Sanremo, Torino, Parigi e Roma, è sicuramente uno degli autori più importanti del Novecento italiano, internazionalmente conosciuto e amato per i suoi racconti, romanzi e saggi. Davvero un grande della letteratura italiana.

    Il racconto “L’avventura di due sposi” narra di un marito e una moglie costretti a vivere ritmi lavorativi inconciliabili: lui lavora di notte, lei di giorno. La vita della coppia si riduce così a brevi incontri: dopo il rientro a casa di lui, prima della partenza di lei. Un tempo breve e prezioso, in cui provare a vivere la vicinanza affettiva e l’intimità quotidiana nonostante i ritmi tiranni dettati dal lavoro in fabbrica. Leggiamo un breve estratto di un’infinita dolcezza:

    «Il letto era come l’aveva lasciato Elide alzandosi, ma dalla parte sua, di Arturo, era quasi intatto, come fosse stato rifatto allora. Lui si coricava dalla propria parte, per bene, ma dopo allungava una gamba in là, dov’era rimasto il calore di sua moglie, poi ci allungava anche l’altra gamba, e così a poco a poco si spostava tutto dalla parte di Elide, in quella nicchia di tepore che conservava ancora la forma del corpo di lei, e affondava il viso nel suo guanciale, nel suo profumo, e s’addormentava.»

    A proposito della raccolta Gli amori difficili, di cui il racconto “L’avventura di due sposi” fa parte, Calvino ha scritto:

    “Forse il titolo che meglio potrebbe definire ciò che questi racconti hanno in comune sarebbe Amore e assenza.”

    1. Il quarto racconto che ti propongo si intitola “Donna Amalia” e porta la firma della scrittrice romana Elsa Morante. Fa parte della raccolta Lo scialle andaluso andata in stampa nel 1963. L’autrice è stata vincitrice del Premio Viareggio per l’opera Menzogna e sortilegio e del Premio Strega per il celebrato romanzo L’isola di Arturo.

    Il racconto “Donna Amalia” di cui voglio parlarti, è quasi un dipinto: il ritratto delizioso di una figura femminile fuori dal comune sia per aspetto fisico che per carattere. Una donna alta come una torre ma dai piedi minuscoli e dalle mani di bambola; dalle ossa forti ma dalle carni delicate; rapace di profilo ma dolce di fronte. Amalia è una donna semplice che non ha mai perso la capacità di stupirsi davanti alle piccole e grandi meraviglie del mondo. Una donna che, a differenza delle donne della sua età, non è ingrassata crescendo, perché in lei ha continuato a bruciare quell’intensità del vivere che normalmente si ha nell’infanzia, si indebolisce in gioventù e tramonta nell’età adulta. Non per Donna Amalia, i cui pensieri sono sempre in movimento, sempre accesi, sempre ardenti, perfino nel sonno, costellato da sogni che sembrano favole, favole da Mille e una Notte. Ecco come viene descritto il segreto del carattere di Donna Amalia:

    «ella, a differenza della gente comune, non acquistava mai, verso gli aspetti (anche i più consueti) della vita, quell’abitudine da cui nascono l’indifferenza e la noia. Mostrate a un bambino un candelabro acceso: spalancherà gli occhi, agiterà le mani e farà festa come se vedesse una meraviglia della natura. Col tempo, egli s’abituerà alle grazie della vita, e ci vorrà qualcosa di raro per dargli meraviglia e piacere. Non così per donna Amalia; essa rimaneva sempre una novellina, e il mondo, per lei, era un teatro d’Opera sempre aperto, con tutte le luci accese.»

    Ti riconosci in Donna Amalia? O hai mai conosciuto qualcuno che le assomigli? Se ti va, scrivimelo in un commento.

    1. L’ultimo racconto della nostra antologia di oggi è Isole di Antonio Tabucchi.

    Tabucchi nasce a Pisa e muore a Lisbona, in Portogallo, un Paese con la cui capitale e con la cui lingua, Tabucchi ha avuto una relazione speciale tutta la vita. Ricordato soprattutto per i suoi romanzi Notturno indiano e Sostiene Pereira, Tabucchi è stato vincitore, tra l’altro, del Premio Campiello e del Premio Strega.

    I due protagonisti sono una guardia carceraria al suo ultimo giorno di servizio e un carcerato diretto in ospedale. Insieme compiono il loro ultimo viaggio in traghetto da un’isola dell’arcipelago toscano verso il continente, ma soprattuto verso una nuova fase della loro vita: la pensione per la guardia, dopo una vita di lavoro, la malattia terminale e la morte per il carcerato, dopo anni di prigionia. Sia la guardia che il carcerato sono impegnati a scrivere una lettera a una donna, il primo mentalmente, il secondo materialmente. La guardia scrive alla figlia, a cui annuncia di non voler lasciare il paese di mare in cui ha vissuto tutta la sua vita per raggiungerla al Nord; il carcerato scrive a Lisa, di cui non conosciamo ma intuiamo l’identità, destinataria di una lettera che è affidata alla guardia perché questi la spedisca aggirando la censura. Questi i sentimenti della guardia a tale proposito:

    «Non voleva sapere dove era diretta quella lettera, però sentì la curiosità di conoscere il nome della persona che l’avrebbe ricevuta. Solo il nome di battesimo. Con la mano tenne accuratamente nascosto l’indirizzo e sbirciò solo il primo nome. Lisa. Si chiamava Lisa. Pensò che era un bel nome. E solo allora gli venne in mente che era strano: sapeva il nome della persona che avrebbe ricevuto quella lettera, ma non la conosceva; e conosceva la persona che aveva scritto quella lettera ma non sapeva il suo nome.»

    Bene. Siamo giunti al termine dei nostri consigli di lettura, che questa volta si sono concentrati sul genere del racconto. Cinque racconti che spero ora tu vada a leggere. Mi auguro di aver suscitato la tua curiosità.

    Ti invito inoltre a dare un’occhiata al pdf, che creiamo con tanto amore, che accompagna tutti i video, dove troverai altri consigli di lettura di racconti, altri racconti delle stesse autrici e autori di cui ti ho parlato e ti indicherò come reperire i racconti di cui ti ho parlato. E nel PDF trovi anche le istruzioni su come reperire i racconti di cui ti ho parlato In questo video. Di nuovo lascio qui il codice QR, se ti interessa.

    Fammi sapere tra i commenti se hai già letto racconti in italiano? Quali, di quali autori, di quali autrici? Come è andata? Com’è stato? Consigli leggere racconti brevi? Quali sono state le difficoltà? È stato più facile di un romanzo? Insomma, fammi sapere, se ti va, in un commento. Ora, invece, se vuoi cimentarti con un romanzo, con la lettura di un romanzo, ti lascio alla fine una card con un video in cui ti parlo di 4 romanzi che, forse, possono fare al caso tuo.

    Vuoi leggere letteratura in italiano ma non hai molto tempo da dedicare alla lettura oppure sei pigro, o perdi la concentrazione facilmente? Il racconto breve è il genere letterario che fa per te!

    Ed è per questo che voglio fare questo video dedicato a racconti di autrici e autori italiani che devi assolutamente leggere, se ti piace leggere e vuoi metterti alla prova con la narrativa italiana, ma non riesci ancora a leggere un romanzo intero.

    Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club

    Rispetto a un romanzo (altro genere della narrativa), il racconto ha un grande vantaggio: è molto più breve. Forse ti è già capitato di imbarcarti con entusiasmo nella lettura di un romanzo italiano, magari di un classico della letteratura italiana, e poi di perdere lentamente (o magari velocemente) la motivazione, di fronte a centinaia di pagine che proprio non volevano saperne di diminuire, in una lingua che ancora senti di non dominare, di non capire, pienamente, decine e decine di parole e costruzioni difficili in ogni pagina. Lo so, è un’esperienza che può demoralizzare anche gli studenti più bravi di una lingua. Perché la narrativa, dopo tutto, rappresenta la sfida più grande che ci sia a livello di comprensione per uno studente di lingua.

    Proprio perché sono brevi, sono corti, i racconti sono meno impegnativi rispetto ai romanzi; e questo ti offrirà una gratificazione rapida e renderà la lettura molto meno stressante. Inoltre, la brevità ti consente anche di affrontare il testo nella versione originale, quindi evitando versioni troppo semplificate per studenti. Perché scommetto che, se sei come me, un po’ ti dà fastidio leggere le versioni semplificate. Ti piace leggere i testi originali, vero? Soprattutto se hai già un buon livello in italiano.

    Bene, in questo video ti propongo dunque 5 racconti italiani che penso facciano al caso tuo, se sei una persona a cui piace la narrativa e la letteratura.

    Ah, chi sono io? Io sono Davide e questo è Podcast Italiano, che è un canale, un progetto, per chi impara l’italiano. Attiva i sottotitoli se pensi di averne bisogno. Ricorda che la trascrizione integrale di quello che dico è sul mio sito, podcastitaliano.com (link in descrizione), ma anche che ho preparato, come sempre, un PDF che accompagna il video, e che potrai usare durante la visione di questo video, oppure anche dopo la visone. Nel PDF troverai altri consigli di lettura di altri racconti delle stesse autrici e degli stessi autori di cui ti parlerò nel video; e inoltre, ti indicherò come reperire i racconti di cui ti parlerò oggi. Quindi è il complemento perfetto di questo video. Ti lascio il link in descrizione per scaricare il PDF gratis, ma puoi anche scansionare questo comodo codice QR che trovi a fianco alla ma testa, qui da qualche parte.

    Bene, ti propongo ora 5 racconti, in ordine cronologico di pubblicazione, di autrici e di autori che hanno fatto la storia della letteratura italiana. Si tratta di testi scritti in un periodo che va dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta del Novecento. Di ogni racconto ti offrirò, oltre a una breve descrizione della trama, che spero possa incuriosirti, anche un breve estratto come assaggio dello stile della scrittrice o dello scrittore, così che tu possa decidere se quella penna (la penna…) fa per te, e mettere alla prova la tua comprensione in italiano.

    1. Bene: il primo racconto che ti propongo è “Un paio di occhiali” di Anna Maria Ortese, un testo pubblicato nel 1953 nella raccolta Il mare non bagna Napoli.

    L’autrice, nata a Roma, è vissuta a lungo a Napoli, una città che le è stata di grande ispirazione, poi a Roma, Milano e infine a Rapallo, in provincia di Genova. Ha vinto molti premi, tra cui il Premio Strega, il Premio Viareggio, Premio Campiello alla carriera.

    Il racconto “Un paio di occhiali” narra la storia di Eugenia, una bambina povera cresciuta in un vicolo della Napoli popolare del dopoguerra. Eugenia è affetta da una grave miopia che sfiora la cecità, cioè praticamente non ci vede. Un giorno riceve un dono atteso: il paio di occhiali annunciati dal titolo del racconto, appunto. Con grande sorpresa di Eugenia e di noi lettori, gli occhiali, invece di portare gioia alla piccola, la condannano a uno sguardo tanto più dettagliato quanto più doloroso sulla miseria e sulle disuguaglianze che la circondano. Il contrasto tra visione miope e visione nitida è un contrasto tra fantasia e realtà. Quello che sperimenta Eugenia è un risveglio traumatico, che segna la fine dell’infanzia innocente e l'ingresso nella consapevolezza del mondo tipico dell’età adulta; un passaggio che viene narrato così:

    «Eugenia, sempre tenendosi gli occhiali con le mani, andò fino al portone, per guardare fuori (…). Le gambe le tremavano, le girava la testa, e non provava più nessuna gioia (…). Improvvisamente i balconi cominciarono a diventare tanti, duemila, centomila; i carretti con la verdura le precipitavano addosso; le voci che riempivano l’aria (…) le colpivano la testa come se fosse malata (…). Fu Mariuccia per prima ad accorgersi che la bambina stava male, e a strapparle in fretta gli occhiali, perché Eugenia si era piegata in due e, lamentandosi, vomitava.»

    Il libro Il mare non bagna Napoli è stato interpretato dalla critica del tempo come un testo contro Napoli, il che è costato all’autrice una ostilità tale da non farla mai più tornare nella sua amata città adottiva, Napoli, e che, soprattutto, l’ha confinata ai margini di una vita povera e incompresa.

    1. Il secondo racconto della nostra antologia di 5 racconti si intitola “I giorni perduti”: nasce dalla fantasia di Dino Buzzati e fa parte della raccolta del 1954 Il crollo della Baliverna.

    Buzzati, che nacque a Belluno e visse principalmente a Milano, oltre che scrittore, fu giornalista del quotidiano Il Corriere della Sera e anche pittore. Come giornalista, Buzzati si è occupato molto di cronaca nera, ma anche delle tragedie che hanno segnato la storia del Novecento italiano. L’esperienza come giornalista ha influenzato molto la scrittura narrativa di Buzzati, dandole una vena realistica, una predilezione per gli aspetti noir e misteriosi della realtà quotidiana.

    Il racconto “I giorni perduti” è appunto una storia piena di mistero, che invita a riflettere sul valore del tempo e della sua irreversibilità. Il protagonista è Ernst Kazirra, proprietario di una grande e ricca villa che, rientrando a casa, vede un uomo che esce da una porta laterale portando via delle grandi casse che poi carica su un camion. Il camion parte, Kazirra lo insegue, e dopo un lungo tragitto sorprende l’uomo sul ciglio di un vallone mentre sta buttando giù le casse che ha prelevato dalla villa. Quelle casse contengono “i giorni perduti” del titolo, ovvero il tempo mal speso, sprecato da Kazirra nel corso della sua vita, tempo che Kazirra non potrà più recuperare. Leggiamone un assaggio.

    «Formavano un mucchio immenso. Scese giù per la scarpata e ne aprì uno. C’era dentro una strada d’autunno, e in fondo Graziella, la sua fidanzata, che se n’andava per sempre. E lui neppure la chiamava. Ne aprì un secondo. C’era una camera d’ospedale, e sul letto suo fratello Giosuè che stava male e lo aspettava. Ma lui era in giro per affari. Ne aprì un terzo. Al cancelletto della vecchia, misera casa, stava Duk il fedele mastino che lo attendeva da due anni, ridotto pelle e ossa. E lui non si sognava di tornare. Si sentì prendere da una certa cosa qui, alla bocca dello stomaco.»

    Quanto sei riuscito a capire di questo estratto? È stato difficile? È stato facile? Fammi sapere.

    Ah, una curiosità: anche se Buzzati è ricordato soprattutto per il suo romanzo ll deserto dei Tartari, è proprio per i suoi racconti che riceve, anche se postumo, cioè dopo la sua morte, il Premio Strega.

    1. Il terzo racconto che ti invito a leggere è “L’avventura di due sposi” di Italo Calvino, pubblicato nel ‘58 come parte della raccolta Gli amori difficili. Calvino, nato a Cuba e vissuto tra Sanremo, Torino, Parigi e Roma, è sicuramente uno degli autori più importanti del Novecento italiano, internazionalmente conosciuto e amato per i suoi racconti, romanzi e saggi. Davvero un grande della letteratura italiana.

    Il racconto “L’avventura di due sposi” narra di un marito e una moglie costretti a vivere ritmi lavorativi inconciliabili: lui lavora di notte, lei di giorno. La vita della coppia si riduce così a brevi incontri: dopo il rientro a casa di lui, prima della partenza di lei. Un tempo breve e prezioso, in cui provare a vivere la vicinanza affettiva e l’intimità quotidiana nonostante i ritmi tiranni dettati dal lavoro in fabbrica. Leggiamo un breve estratto di un’infinita dolcezza:

    «Il letto era come l’aveva lasciato Elide alzandosi, ma dalla parte sua, di Arturo, era quasi intatto, come fosse stato rifatto allora. Lui si coricava dalla propria parte, per bene, ma dopo allungava una gamba in là, dov’era rimasto il calore di sua moglie, poi ci allungava anche l’altra gamba, e così a poco a poco si spostava tutto dalla parte di Elide, in quella nicchia di tepore che conservava ancora la forma del corpo di lei, e affondava il viso nel suo guanciale, nel suo profumo, e s’addormentava.»

    A proposito della raccolta Gli amori difficili, di cui il racconto “L’avventura di due sposi” fa parte, Calvino ha scritto:

    “Forse il titolo che meglio potrebbe definire ciò che questi racconti hanno in comune sarebbe Amore e assenza.”

    1. Il quarto racconto che ti propongo si intitola “Donna Amalia” e porta la firma della scrittrice romana Elsa Morante. Fa parte della raccolta Lo scialle andaluso andata in stampa nel 1963. L’autrice è stata vincitrice del Premio Viareggio per l’opera Menzogna e sortilegio e del Premio Strega per il celebrato romanzo L’isola di Arturo.

    Il racconto “Donna Amalia” di cui voglio parlarti, è quasi un dipinto: il ritratto delizioso di una figura femminile fuori dal comune sia per aspetto fisico che per carattere. Una donna alta come una torre ma dai piedi minuscoli e dalle mani di bambola; dalle ossa forti ma dalle carni delicate; rapace di profilo ma dolce di fronte. Amalia è una donna semplice che non ha mai perso la capacità di stupirsi davanti alle piccole e grandi meraviglie del mondo. Una donna che, a differenza delle donne della sua età, non è ingrassata crescendo, perché in lei ha continuato a bruciare quell’intensità del vivere che normalmente si ha nell’infanzia, si indebolisce in gioventù e tramonta nell’età adulta. Non per Donna Amalia, i cui pensieri sono sempre in movimento, sempre accesi, sempre ardenti, perfino nel sonno, costellato da sogni che sembrano favole, favole da Mille e una Notte. Ecco come viene descritto il segreto del carattere di Donna Amalia:

    «ella, a differenza della gente comune, non acquistava mai, verso gli aspetti (anche i più consueti) della vita, quell’abitudine da cui nascono l’indifferenza e la noia. Mostrate a un bambino un candelabro acceso: spalancherà gli occhi, agiterà le mani e farà festa come se vedesse una meraviglia della natura. Col tempo, egli s’abituerà alle grazie della vita, e ci vorrà qualcosa di raro per dargli meraviglia e piacere. Non così per donna Amalia; essa rimaneva sempre una novellina, e il mondo, per lei, era un teatro d’Opera sempre aperto, con tutte le luci accese.»

    Ti riconosci in Donna Amalia? O hai mai conosciuto qualcuno che le assomigli? Se ti va, scrivimelo in un commento.

    1. L’ultimo racconto della nostra antologia di oggi è Isole di Antonio Tabucchi.

    Tabucchi nasce a Pisa e muore a Lisbona, in Portogallo, un Paese con la cui capitale e con la cui lingua, Tabucchi ha avuto una relazione speciale tutta la vita. Ricordato soprattutto per i suoi romanzi Notturno indiano e Sostiene Pereira, Tabucchi è stato vincitore, tra l’altro, del Premio Campiello e del Premio Strega.

    I due protagonisti sono una guardia carceraria al suo ultimo giorno di servizio e un carcerato diretto in ospedale. Insieme compiono il loro ultimo viaggio in traghetto da un’isola dell’arcipelago toscano verso il continente, ma soprattuto verso una nuova fase della loro vita: la pensione per la guardia, dopo una vita di lavoro, la malattia terminale e la morte per il carcerato, dopo anni di prigionia. Sia la guardia che il carcerato sono impegnati a scrivere una lettera a una donna, il primo mentalmente, il secondo materialmente. La guardia scrive alla figlia, a cui annuncia di non voler lasciare il paese di mare in cui ha vissuto tutta la sua vita per raggiungerla al Nord; il carcerato scrive a Lisa, di cui non conosciamo ma intuiamo l’identità, destinataria di una lettera che è affidata alla guardia perché questi la spedisca aggirando la censura. Questi i sentimenti della guardia a tale proposito:

    «Non voleva sapere dove era diretta quella lettera, però sentì la curiosità di conoscere il nome della persona che l’avrebbe ricevuta. Solo il nome di battesimo. Con la mano tenne accuratamente nascosto l’indirizzo e sbirciò solo il primo nome. Lisa. Si chiamava Lisa. Pensò che era un bel nome. E solo allora gli venne in mente che era strano: sapeva il nome della persona che avrebbe ricevuto quella lettera, ma non la conosceva; e conosceva la persona che aveva scritto quella lettera ma non sapeva il suo nome.»

    Bene. Siamo giunti al termine dei nostri consigli di lettura, che questa volta si sono concentrati sul genere del racconto. Cinque racconti che spero ora tu vada a leggere. Mi auguro di aver suscitato la tua curiosità.

    Ti invito inoltre a dare un’occhiata al pdf, che creiamo con tanto amore, che accompagna tutti i video, dove troverai altri consigli di lettura di racconti, altri racconti delle stesse autrici e autori di cui ti ho parlato e ti indicherò come reperire i racconti di cui ti ho parlato. E nel PDF trovi anche le istruzioni su come reperire i racconti di cui ti ho parlato In questo video. Di nuovo lascio qui il codice QR, se ti interessa.

    Fammi sapere tra i commenti se hai già letto racconti in italiano? Quali, di quali autori, di quali autrici? Come è andata? Com’è stato? Consigli leggere racconti brevi? Quali sono state le difficoltà? È stato più facile di un romanzo? Insomma, fammi sapere, se ti va, in un commento. Ora, invece, se vuoi cimentarti con un romanzo, con la lettura di un romanzo, ti lascio alla fine una card con un video in cui ti parlo di 4 romanzi che, forse, possono fare al caso tuo.

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    5 brevi racconti da leggere in italiano

    February 22, 2026

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    Rispetto a un romanzo (altro genere della narrativa), il racconto ha un grande vantaggio: è molto più breve. Forse ti è già capitato di imbarcarti con entusiasmo nella lettura di un romanzo italiano, magari di un classico della letteratura italiana, e poi di perdere lentamente (o magari velocemente) la motivazione, di fronte a centinaia di pagine che proprio non volevano saperne di diminuire, in una lingua che ancora senti di non dominare, di non capire, pienamente, decine e decine di parole e costruzioni difficili in ogni pagina. Lo so, è un’esperienza che può demoralizzare anche gli studenti più bravi di una lingua. Perché la narrativa, dopo tutto, rappresenta la sfida più grande che ci sia a livello di comprensione per uno studente di lingua.

    Proprio perché sono brevi, sono corti, i racconti sono meno impegnativi rispetto ai romanzi; e questo ti offrirà una gratificazione rapida e renderà la lettura molto meno stressante. Inoltre, la brevità ti consente anche di affrontare il testo nella versione originale, quindi evitando versioni troppo semplificate per studenti. Perché scommetto che, se sei come me, un po’ ti dà fastidio leggere le versioni semplificate. Ti piace leggere i testi originali, vero? Soprattutto se hai già un buon livello in italiano.

    Bene, in questo video ti propongo dunque 5 racconti italiani che penso facciano al caso tuo, se sei una persona a cui piace la narrativa e la letteratura.

    Ah, chi sono io? Io sono Davide e questo è Podcast Italiano, che è un canale, un progetto, per chi impara l’italiano. Attiva i sottotitoli se pensi di averne bisogno. Ricorda che la trascrizione integrale di quello che dico è sul mio sito, podcastitaliano.com (link in descrizione), ma anche che ho preparato, come sempre, un PDF che accompagna il video, e che potrai usare durante la visione di questo video, oppure anche dopo la visone. Nel PDF troverai altri consigli di lettura di altri racconti delle stesse autrici e degli stessi autori di cui ti parlerò nel video; e inoltre, ti indicherò come reperire i racconti di cui ti parlerò oggi. Quindi è il complemento perfetto di questo video. Ti lascio il link in descrizione per scaricare il PDF gratis, ma puoi anche scansionare questo comodo codice QR che trovi a fianco alla ma testa, qui da qualche parte.

    Bene, ti propongo ora 5 racconti, in ordine cronologico di pubblicazione, di autrici e di autori che hanno fatto la storia della letteratura italiana. Si tratta di testi scritti in un periodo che va dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta del Novecento. Di ogni racconto ti offrirò, oltre a una breve descrizione della trama, che spero possa incuriosirti, anche un breve estratto come assaggio dello stile della scrittrice o dello scrittore, così che tu possa decidere se quella penna (la penna…) fa per te, e mettere alla prova la tua comprensione in italiano.

    1. Bene: il primo racconto che ti propongo è “Un paio di occhiali” di Anna Maria Ortese, un testo pubblicato nel 1953 nella raccolta Il mare non bagna Napoli.

    L’autrice, nata a Roma, è vissuta a lungo a Napoli, una città che le è stata di grande ispirazione, poi a Roma, Milano e infine a Rapallo, in provincia di Genova. Ha vinto molti premi, tra cui il Premio Strega, il Premio Viareggio, Premio Campiello alla carriera.

    Il racconto “Un paio di occhiali” narra la storia di Eugenia, una bambina povera cresciuta in un vicolo della Napoli popolare del dopoguerra. Eugenia è affetta da una grave miopia che sfiora la cecità, cioè praticamente non ci vede. Un giorno riceve un dono atteso: il paio di occhiali annunciati dal titolo del racconto, appunto. Con grande sorpresa di Eugenia e di noi lettori, gli occhiali, invece di portare gioia alla piccola, la condannano a uno sguardo tanto più dettagliato quanto più doloroso sulla miseria e sulle disuguaglianze che la circondano. Il contrasto tra visione miope e visione nitida è un contrasto tra fantasia e realtà. Quello che sperimenta Eugenia è un risveglio traumatico, che segna la fine dell’infanzia innocente e l'ingresso nella consapevolezza del mondo tipico dell’età adulta; un passaggio che viene narrato così:

    «Eugenia, sempre tenendosi gli occhiali con le mani, andò fino al portone, per guardare fuori (…). Le gambe le tremavano, le girava la testa, e non provava più nessuna gioia (…). Improvvisamente i balconi cominciarono a diventare tanti, duemila, centomila; i carretti con la verdura le precipitavano addosso; le voci che riempivano l’aria (…) le colpivano la testa come se fosse malata (…). Fu Mariuccia per prima ad accorgersi che la bambina stava male, e a strapparle in fretta gli occhiali, perché Eugenia si era piegata in due e, lamentandosi, vomitava.»

    Il libro Il mare non bagna Napoli è stato interpretato dalla critica del tempo come un testo contro Napoli, il che è costato all’autrice una ostilità tale da non farla mai più tornare nella sua amata città adottiva, Napoli, e che, soprattutto, l’ha confinata ai margini di una vita povera e incompresa.

    1. Il secondo racconto della nostra antologia di 5 racconti si intitola “I giorni perduti”: nasce dalla fantasia di Dino Buzzati e fa parte della raccolta del 1954 Il crollo della Baliverna.

    Buzzati, che nacque a Belluno e visse principalmente a Milano, oltre che scrittore, fu giornalista del quotidiano Il Corriere della Sera e anche pittore. Come giornalista, Buzzati si è occupato molto di cronaca nera, ma anche delle tragedie che hanno segnato la storia del Novecento italiano. L’esperienza come giornalista ha influenzato molto la scrittura narrativa di Buzzati, dandole una vena realistica, una predilezione per gli aspetti noir e misteriosi della realtà quotidiana.

    Il racconto “I giorni perduti” è appunto una storia piena di mistero, che invita a riflettere sul valore del tempo e della sua irreversibilità. Il protagonista è Ernst Kazirra, proprietario di una grande e ricca villa che, rientrando a casa, vede un uomo che esce da una porta laterale portando via delle grandi casse che poi carica su un camion. Il camion parte, Kazirra lo insegue, e dopo un lungo tragitto sorprende l’uomo sul ciglio di un vallone mentre sta buttando giù le casse che ha prelevato dalla villa. Quelle casse contengono “i giorni perduti” del titolo, ovvero il tempo mal speso, sprecato da Kazirra nel corso della sua vita, tempo che Kazirra non potrà più recuperare. Leggiamone un assaggio.

    «Formavano un mucchio immenso. Scese giù per la scarpata e ne aprì uno. C’era dentro una strada d’autunno, e in fondo Graziella, la sua fidanzata, che se n’andava per sempre. E lui neppure la chiamava. Ne aprì un secondo. C’era una camera d’ospedale, e sul letto suo fratello Giosuè che stava male e lo aspettava. Ma lui era in giro per affari. Ne aprì un terzo. Al cancelletto della vecchia, misera casa, stava Duk il fedele mastino che lo attendeva da due anni, ridotto pelle e ossa. E lui non si sognava di tornare. Si sentì prendere da una certa cosa qui, alla bocca dello stomaco.»

    Quanto sei riuscito a capire di questo estratto? È stato difficile? È stato facile? Fammi sapere.

    Ah, una curiosità: anche se Buzzati è ricordato soprattutto per il suo romanzo ll deserto dei Tartari, è proprio per i suoi racconti che riceve, anche se postumo, cioè dopo la sua morte, il Premio Strega.

    1. Il terzo racconto che ti invito a leggere è “L’avventura di due sposi” di Italo Calvino, pubblicato nel ‘58 come parte della raccolta Gli amori difficili. Calvino, nato a Cuba e vissuto tra Sanremo, Torino, Parigi e Roma, è sicuramente uno degli autori più importanti del Novecento italiano, internazionalmente conosciuto e amato per i suoi racconti, romanzi e saggi. Davvero un grande della letteratura italiana.

    Il racconto “L’avventura di due sposi” narra di un marito e una moglie costretti a vivere ritmi lavorativi inconciliabili: lui lavora di notte, lei di giorno. La vita della coppia si riduce così a brevi incontri: dopo il rientro a casa di lui, prima della partenza di lei. Un tempo breve e prezioso, in cui provare a vivere la vicinanza affettiva e l’intimità quotidiana nonostante i ritmi tiranni dettati dal lavoro in fabbrica. Leggiamo un breve estratto di un’infinita dolcezza:

    «Il letto era come l’aveva lasciato Elide alzandosi, ma dalla parte sua, di Arturo, era quasi intatto, come fosse stato rifatto allora. Lui si coricava dalla propria parte, per bene, ma dopo allungava una gamba in là, dov’era rimasto il calore di sua moglie, poi ci allungava anche l’altra gamba, e così a poco a poco si spostava tutto dalla parte di Elide, in quella nicchia di tepore che conservava ancora la forma del corpo di lei, e affondava il viso nel suo guanciale, nel suo profumo, e s’addormentava.»

    A proposito della raccolta Gli amori difficili, di cui il racconto “L’avventura di due sposi” fa parte, Calvino ha scritto:

    “Forse il titolo che meglio potrebbe definire ciò che questi racconti hanno in comune sarebbe Amore e assenza.”

    1. Il quarto racconto che ti propongo si intitola “Donna Amalia” e porta la firma della scrittrice romana Elsa Morante. Fa parte della raccolta Lo scialle andaluso andata in stampa nel 1963. L’autrice è stata vincitrice del Premio Viareggio per l’opera Menzogna e sortilegio e del Premio Strega per il celebrato romanzo L’isola di Arturo.

    Il racconto “Donna Amalia” di cui voglio parlarti, è quasi un dipinto: il ritratto delizioso di una figura femminile fuori dal comune sia per aspetto fisico che per carattere. Una donna alta come una torre ma dai piedi minuscoli e dalle mani di bambola; dalle ossa forti ma dalle carni delicate; rapace di profilo ma dolce di fronte. Amalia è una donna semplice che non ha mai perso la capacità di stupirsi davanti alle piccole e grandi meraviglie del mondo. Una donna che, a differenza delle donne della sua età, non è ingrassata crescendo, perché in lei ha continuato a bruciare quell’intensità del vivere che normalmente si ha nell’infanzia, si indebolisce in gioventù e tramonta nell’età adulta. Non per Donna Amalia, i cui pensieri sono sempre in movimento, sempre accesi, sempre ardenti, perfino nel sonno, costellato da sogni che sembrano favole, favole da Mille e una Notte. Ecco come viene descritto il segreto del carattere di Donna Amalia:

    «ella, a differenza della gente comune, non acquistava mai, verso gli aspetti (anche i più consueti) della vita, quell’abitudine da cui nascono l’indifferenza e la noia. Mostrate a un bambino un candelabro acceso: spalancherà gli occhi, agiterà le mani e farà festa come se vedesse una meraviglia della natura. Col tempo, egli s’abituerà alle grazie della vita, e ci vorrà qualcosa di raro per dargli meraviglia e piacere. Non così per donna Amalia; essa rimaneva sempre una novellina, e il mondo, per lei, era un teatro d’Opera sempre aperto, con tutte le luci accese.»

    Ti riconosci in Donna Amalia? O hai mai conosciuto qualcuno che le assomigli? Se ti va, scrivimelo in un commento.

    1. L’ultimo racconto della nostra antologia di oggi è Isole di Antonio Tabucchi.

    Tabucchi nasce a Pisa e muore a Lisbona, in Portogallo, un Paese con la cui capitale e con la cui lingua, Tabucchi ha avuto una relazione speciale tutta la vita. Ricordato soprattutto per i suoi romanzi Notturno indiano e Sostiene Pereira, Tabucchi è stato vincitore, tra l’altro, del Premio Campiello e del Premio Strega.

    I due protagonisti sono una guardia carceraria al suo ultimo giorno di servizio e un carcerato diretto in ospedale. Insieme compiono il loro ultimo viaggio in traghetto da un’isola dell’arcipelago toscano verso il continente, ma soprattuto verso una nuova fase della loro vita: la pensione per la guardia, dopo una vita di lavoro, la malattia terminale e la morte per il carcerato, dopo anni di prigionia. Sia la guardia che il carcerato sono impegnati a scrivere una lettera a una donna, il primo mentalmente, il secondo materialmente. La guardia scrive alla figlia, a cui annuncia di non voler lasciare il paese di mare in cui ha vissuto tutta la sua vita per raggiungerla al Nord; il carcerato scrive a Lisa, di cui non conosciamo ma intuiamo l’identità, destinataria di una lettera che è affidata alla guardia perché questi la spedisca aggirando la censura. Questi i sentimenti della guardia a tale proposito:

    «Non voleva sapere dove era diretta quella lettera, però sentì la curiosità di conoscere il nome della persona che l’avrebbe ricevuta. Solo il nome di battesimo. Con la mano tenne accuratamente nascosto l’indirizzo e sbirciò solo il primo nome. Lisa. Si chiamava Lisa. Pensò che era un bel nome. E solo allora gli venne in mente che era strano: sapeva il nome della persona che avrebbe ricevuto quella lettera, ma non la conosceva; e conosceva la persona che aveva scritto quella lettera ma non sapeva il suo nome.»

    Bene. Siamo giunti al termine dei nostri consigli di lettura, che questa volta si sono concentrati sul genere del racconto. Cinque racconti che spero ora tu vada a leggere. Mi auguro di aver suscitato la tua curiosità.

    Ti invito inoltre a dare un’occhiata al pdf, che creiamo con tanto amore, che accompagna tutti i video, dove troverai altri consigli di lettura di racconti, altri racconti delle stesse autrici e autori di cui ti ho parlato e ti indicherò come reperire i racconti di cui ti ho parlato. E nel PDF trovi anche le istruzioni su come reperire i racconti di cui ti ho parlato In questo video. Di nuovo lascio qui il codice QR, se ti interessa.

    Fammi sapere tra i commenti se hai già letto racconti in italiano? Quali, di quali autori, di quali autrici? Come è andata? Com’è stato? Consigli leggere racconti brevi? Quali sono state le difficoltà? È stato più facile di un romanzo? Insomma, fammi sapere, se ti va, in un commento. Ora, invece, se vuoi cimentarti con un romanzo, con la lettura di un romanzo, ti lascio alla fine una card con un video in cui ti parlo di 4 romanzi che, forse, possono fare al caso tuo.

    Vuoi leggere letteratura in italiano ma non hai molto tempo da dedicare alla lettura oppure sei pigro, o perdi la concentrazione facilmente? Il racconto breve è il genere letterario che fa per te!

    Ed è per questo che voglio fare questo video dedicato a racconti di autrici e autori italiani che devi assolutamente leggere, se ti piace leggere e vuoi metterti alla prova con la narrativa italiana, ma non riesci ancora a leggere un romanzo intero.

    Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club

    Rispetto a un romanzo (altro genere della narrativa), il racconto ha un grande vantaggio: è molto più breve. Forse ti è già capitato di imbarcarti con entusiasmo nella lettura di un romanzo italiano, magari di un classico della letteratura italiana, e poi di perdere lentamente (o magari velocemente) la motivazione, di fronte a centinaia di pagine che proprio non volevano saperne di diminuire, in una lingua che ancora senti di non dominare, di non capire, pienamente, decine e decine di parole e costruzioni difficili in ogni pagina. Lo so, è un’esperienza che può demoralizzare anche gli studenti più bravi di una lingua. Perché la narrativa, dopo tutto, rappresenta la sfida più grande che ci sia a livello di comprensione per uno studente di lingua.

    Proprio perché sono brevi, sono corti, i racconti sono meno impegnativi rispetto ai romanzi; e questo ti offrirà una gratificazione rapida e renderà la lettura molto meno stressante. Inoltre, la brevità ti consente anche di affrontare il testo nella versione originale, quindi evitando versioni troppo semplificate per studenti. Perché scommetto che, se sei come me, un po’ ti dà fastidio leggere le versioni semplificate. Ti piace leggere i testi originali, vero? Soprattutto se hai già un buon livello in italiano.

    Bene, in questo video ti propongo dunque 5 racconti italiani che penso facciano al caso tuo, se sei una persona a cui piace la narrativa e la letteratura.

    Ah, chi sono io? Io sono Davide e questo è Podcast Italiano, che è un canale, un progetto, per chi impara l’italiano. Attiva i sottotitoli se pensi di averne bisogno. Ricorda che la trascrizione integrale di quello che dico è sul mio sito, podcastitaliano.com (link in descrizione), ma anche che ho preparato, come sempre, un PDF che accompagna il video, e che potrai usare durante la visione di questo video, oppure anche dopo la visone. Nel PDF troverai altri consigli di lettura di altri racconti delle stesse autrici e degli stessi autori di cui ti parlerò nel video; e inoltre, ti indicherò come reperire i racconti di cui ti parlerò oggi. Quindi è il complemento perfetto di questo video. Ti lascio il link in descrizione per scaricare il PDF gratis, ma puoi anche scansionare questo comodo codice QR che trovi a fianco alla ma testa, qui da qualche parte.

    Bene, ti propongo ora 5 racconti, in ordine cronologico di pubblicazione, di autrici e di autori che hanno fatto la storia della letteratura italiana. Si tratta di testi scritti in un periodo che va dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta del Novecento. Di ogni racconto ti offrirò, oltre a una breve descrizione della trama, che spero possa incuriosirti, anche un breve estratto come assaggio dello stile della scrittrice o dello scrittore, così che tu possa decidere se quella penna (la penna…) fa per te, e mettere alla prova la tua comprensione in italiano.

    1. Bene: il primo racconto che ti propongo è “Un paio di occhiali” di Anna Maria Ortese, un testo pubblicato nel 1953 nella raccolta Il mare non bagna Napoli.

    L’autrice, nata a Roma, è vissuta a lungo a Napoli, una città che le è stata di grande ispirazione, poi a Roma, Milano e infine a Rapallo, in provincia di Genova. Ha vinto molti premi, tra cui il Premio Strega, il Premio Viareggio, Premio Campiello alla carriera.

    Il racconto “Un paio di occhiali” narra la storia di Eugenia, una bambina povera cresciuta in un vicolo della Napoli popolare del dopoguerra. Eugenia è affetta da una grave miopia che sfiora la cecità, cioè praticamente non ci vede. Un giorno riceve un dono atteso: il paio di occhiali annunciati dal titolo del racconto, appunto. Con grande sorpresa di Eugenia e di noi lettori, gli occhiali, invece di portare gioia alla piccola, la condannano a uno sguardo tanto più dettagliato quanto più doloroso sulla miseria e sulle disuguaglianze che la circondano. Il contrasto tra visione miope e visione nitida è un contrasto tra fantasia e realtà. Quello che sperimenta Eugenia è un risveglio traumatico, che segna la fine dell’infanzia innocente e l'ingresso nella consapevolezza del mondo tipico dell’età adulta; un passaggio che viene narrato così:

    «Eugenia, sempre tenendosi gli occhiali con le mani, andò fino al portone, per guardare fuori (…). Le gambe le tremavano, le girava la testa, e non provava più nessuna gioia (…). Improvvisamente i balconi cominciarono a diventare tanti, duemila, centomila; i carretti con la verdura le precipitavano addosso; le voci che riempivano l’aria (…) le colpivano la testa come se fosse malata (…). Fu Mariuccia per prima ad accorgersi che la bambina stava male, e a strapparle in fretta gli occhiali, perché Eugenia si era piegata in due e, lamentandosi, vomitava.»

    Il libro Il mare non bagna Napoli è stato interpretato dalla critica del tempo come un testo contro Napoli, il che è costato all’autrice una ostilità tale da non farla mai più tornare nella sua amata città adottiva, Napoli, e che, soprattutto, l’ha confinata ai margini di una vita povera e incompresa.

    1. Il secondo racconto della nostra antologia di 5 racconti si intitola “I giorni perduti”: nasce dalla fantasia di Dino Buzzati e fa parte della raccolta del 1954 Il crollo della Baliverna.

    Buzzati, che nacque a Belluno e visse principalmente a Milano, oltre che scrittore, fu giornalista del quotidiano Il Corriere della Sera e anche pittore. Come giornalista, Buzzati si è occupato molto di cronaca nera, ma anche delle tragedie che hanno segnato la storia del Novecento italiano. L’esperienza come giornalista ha influenzato molto la scrittura narrativa di Buzzati, dandole una vena realistica, una predilezione per gli aspetti noir e misteriosi della realtà quotidiana.

    Il racconto “I giorni perduti” è appunto una storia piena di mistero, che invita a riflettere sul valore del tempo e della sua irreversibilità. Il protagonista è Ernst Kazirra, proprietario di una grande e ricca villa che, rientrando a casa, vede un uomo che esce da una porta laterale portando via delle grandi casse che poi carica su un camion. Il camion parte, Kazirra lo insegue, e dopo un lungo tragitto sorprende l’uomo sul ciglio di un vallone mentre sta buttando giù le casse che ha prelevato dalla villa. Quelle casse contengono “i giorni perduti” del titolo, ovvero il tempo mal speso, sprecato da Kazirra nel corso della sua vita, tempo che Kazirra non potrà più recuperare. Leggiamone un assaggio.

    «Formavano un mucchio immenso. Scese giù per la scarpata e ne aprì uno. C’era dentro una strada d’autunno, e in fondo Graziella, la sua fidanzata, che se n’andava per sempre. E lui neppure la chiamava. Ne aprì un secondo. C’era una camera d’ospedale, e sul letto suo fratello Giosuè che stava male e lo aspettava. Ma lui era in giro per affari. Ne aprì un terzo. Al cancelletto della vecchia, misera casa, stava Duk il fedele mastino che lo attendeva da due anni, ridotto pelle e ossa. E lui non si sognava di tornare. Si sentì prendere da una certa cosa qui, alla bocca dello stomaco.»

    Quanto sei riuscito a capire di questo estratto? È stato difficile? È stato facile? Fammi sapere.

    Ah, una curiosità: anche se Buzzati è ricordato soprattutto per il suo romanzo ll deserto dei Tartari, è proprio per i suoi racconti che riceve, anche se postumo, cioè dopo la sua morte, il Premio Strega.

    1. Il terzo racconto che ti invito a leggere è “L’avventura di due sposi” di Italo Calvino, pubblicato nel ‘58 come parte della raccolta Gli amori difficili. Calvino, nato a Cuba e vissuto tra Sanremo, Torino, Parigi e Roma, è sicuramente uno degli autori più importanti del Novecento italiano, internazionalmente conosciuto e amato per i suoi racconti, romanzi e saggi. Davvero un grande della letteratura italiana.

    Il racconto “L’avventura di due sposi” narra di un marito e una moglie costretti a vivere ritmi lavorativi inconciliabili: lui lavora di notte, lei di giorno. La vita della coppia si riduce così a brevi incontri: dopo il rientro a casa di lui, prima della partenza di lei. Un tempo breve e prezioso, in cui provare a vivere la vicinanza affettiva e l’intimità quotidiana nonostante i ritmi tiranni dettati dal lavoro in fabbrica. Leggiamo un breve estratto di un’infinita dolcezza:

    «Il letto era come l’aveva lasciato Elide alzandosi, ma dalla parte sua, di Arturo, era quasi intatto, come fosse stato rifatto allora. Lui si coricava dalla propria parte, per bene, ma dopo allungava una gamba in là, dov’era rimasto il calore di sua moglie, poi ci allungava anche l’altra gamba, e così a poco a poco si spostava tutto dalla parte di Elide, in quella nicchia di tepore che conservava ancora la forma del corpo di lei, e affondava il viso nel suo guanciale, nel suo profumo, e s’addormentava.»

    A proposito della raccolta Gli amori difficili, di cui il racconto “L’avventura di due sposi” fa parte, Calvino ha scritto:

    “Forse il titolo che meglio potrebbe definire ciò che questi racconti hanno in comune sarebbe Amore e assenza.”

    1. Il quarto racconto che ti propongo si intitola “Donna Amalia” e porta la firma della scrittrice romana Elsa Morante. Fa parte della raccolta Lo scialle andaluso andata in stampa nel 1963. L’autrice è stata vincitrice del Premio Viareggio per l’opera Menzogna e sortilegio e del Premio Strega per il celebrato romanzo L’isola di Arturo.

    Il racconto “Donna Amalia” di cui voglio parlarti, è quasi un dipinto: il ritratto delizioso di una figura femminile fuori dal comune sia per aspetto fisico che per carattere. Una donna alta come una torre ma dai piedi minuscoli e dalle mani di bambola; dalle ossa forti ma dalle carni delicate; rapace di profilo ma dolce di fronte. Amalia è una donna semplice che non ha mai perso la capacità di stupirsi davanti alle piccole e grandi meraviglie del mondo. Una donna che, a differenza delle donne della sua età, non è ingrassata crescendo, perché in lei ha continuato a bruciare quell’intensità del vivere che normalmente si ha nell’infanzia, si indebolisce in gioventù e tramonta nell’età adulta. Non per Donna Amalia, i cui pensieri sono sempre in movimento, sempre accesi, sempre ardenti, perfino nel sonno, costellato da sogni che sembrano favole, favole da Mille e una Notte. Ecco come viene descritto il segreto del carattere di Donna Amalia:

    «ella, a differenza della gente comune, non acquistava mai, verso gli aspetti (anche i più consueti) della vita, quell’abitudine da cui nascono l’indifferenza e la noia. Mostrate a un bambino un candelabro acceso: spalancherà gli occhi, agiterà le mani e farà festa come se vedesse una meraviglia della natura. Col tempo, egli s’abituerà alle grazie della vita, e ci vorrà qualcosa di raro per dargli meraviglia e piacere. Non così per donna Amalia; essa rimaneva sempre una novellina, e il mondo, per lei, era un teatro d’Opera sempre aperto, con tutte le luci accese.»

    Ti riconosci in Donna Amalia? O hai mai conosciuto qualcuno che le assomigli? Se ti va, scrivimelo in un commento.

    1. L’ultimo racconto della nostra antologia di oggi è Isole di Antonio Tabucchi.

    Tabucchi nasce a Pisa e muore a Lisbona, in Portogallo, un Paese con la cui capitale e con la cui lingua, Tabucchi ha avuto una relazione speciale tutta la vita. Ricordato soprattutto per i suoi romanzi Notturno indiano e Sostiene Pereira, Tabucchi è stato vincitore, tra l’altro, del Premio Campiello e del Premio Strega.

    I due protagonisti sono una guardia carceraria al suo ultimo giorno di servizio e un carcerato diretto in ospedale. Insieme compiono il loro ultimo viaggio in traghetto da un’isola dell’arcipelago toscano verso il continente, ma soprattuto verso una nuova fase della loro vita: la pensione per la guardia, dopo una vita di lavoro, la malattia terminale e la morte per il carcerato, dopo anni di prigionia. Sia la guardia che il carcerato sono impegnati a scrivere una lettera a una donna, il primo mentalmente, il secondo materialmente. La guardia scrive alla figlia, a cui annuncia di non voler lasciare il paese di mare in cui ha vissuto tutta la sua vita per raggiungerla al Nord; il carcerato scrive a Lisa, di cui non conosciamo ma intuiamo l’identità, destinataria di una lettera che è affidata alla guardia perché questi la spedisca aggirando la censura. Questi i sentimenti della guardia a tale proposito:

    «Non voleva sapere dove era diretta quella lettera, però sentì la curiosità di conoscere il nome della persona che l’avrebbe ricevuta. Solo il nome di battesimo. Con la mano tenne accuratamente nascosto l’indirizzo e sbirciò solo il primo nome. Lisa. Si chiamava Lisa. Pensò che era un bel nome. E solo allora gli venne in mente che era strano: sapeva il nome della persona che avrebbe ricevuto quella lettera, ma non la conosceva; e conosceva la persona che aveva scritto quella lettera ma non sapeva il suo nome.»

    Bene. Siamo giunti al termine dei nostri consigli di lettura, che questa volta si sono concentrati sul genere del racconto. Cinque racconti che spero ora tu vada a leggere. Mi auguro di aver suscitato la tua curiosità.

    Ti invito inoltre a dare un’occhiata al pdf, che creiamo con tanto amore, che accompagna tutti i video, dove troverai altri consigli di lettura di racconti, altri racconti delle stesse autrici e autori di cui ti ho parlato e ti indicherò come reperire i racconti di cui ti ho parlato. E nel PDF trovi anche le istruzioni su come reperire i racconti di cui ti ho parlato In questo video. Di nuovo lascio qui il codice QR, se ti interessa.

    Fammi sapere tra i commenti se hai già letto racconti in italiano? Quali, di quali autori, di quali autrici? Come è andata? Com’è stato? Consigli leggere racconti brevi? Quali sono state le difficoltà? È stato più facile di un romanzo? Insomma, fammi sapere, se ti va, in un commento. Ora, invece, se vuoi cimentarti con un romanzo, con la lettura di un romanzo, ti lascio alla fine una card con un video in cui ti parlo di 4 romanzi che, forse, possono fare al caso tuo.

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