5 film ITALIANI per RIDERE 😂
In questo video ti consiglio cinque commedie italiane amate dal pubblico, dai classici degli anni '60 con Alberto Sordi fino ai successi più recenti di Checco Zalone. Scoprirai il senso dell'umorismo italiano e potrai migliorare il tuo italiano divertendoti.
Scopri Dentro l'Italia - Corso di italiano avanzato (C1)
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Guardare film in italiano è uno dei modi più divertenti ed efficaci di imparare una lingua. Ultimamente, su questo canale, ho fatto molti video su capolavori del cinema italiano da guardare, ma mi sono reso conto di averti consigliato film piuttosto seri; e, visto che non a tutti piacciono i film troppo seri e un po’ pesanti, oggi voglio cambiare genere e consigliarti alcuni film divertenti, alcuni capolavori amati dagli italiani. Questi film ti aiuteranno a conoscere meglio la cultura italiana, a capire il suo senso dell’umorismo e a divertirti mentre impari, che è importante.
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Io mi chiamo Davide e questo è Podcast Italiano, un canale per chi impara l’italiano. Attiva i sottotitoli se ne hai bisogno; la trascrizione integrale di tutti i miei video, e anche di questo, è sul mio sito, podcastitaliano.com. Ho anche preparato, come sempre, un PDF che accompagna il video. Questo PDF puoi stamparlo, a proposito: ti tornerà molto utile. Al suo interno troverai degli altri consigli di film da vedere oltre ai 5 che ti darò in questo video, ma trovi anche una breve sinossi, un riassunto di ogni film, indicazioni su dove trovare ciascuno di questi film; quindi, molte informazioni utili. I PDF sono sempre una miniera d’oro e li facciamo con grande amore. Quindi, scansiona, se ti va, questo codice QR e, come sempre, trovi il link anche in descrizione.
Ora, stilare una classifica dei film italiani più divertenti non è facile; d’altra parte, l’umorismo è soggettivo. Tuttavia, ci sono alcune commedie italiane considerate capolavori del genere, e che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del cinema italiano. Vedremo 5 titoli che rappresentano diverse epoche e stili della comicità italiana, così come si è sviluppata dagli anni Sessanta del Novecento fino agli anni più recenti, scelti tra quelli in cui la lingua è prevalentemente standard, senza troppe influenze regionali o dialettali. Quindi perfetta per te che impari l’italiano. Andiamo!
La prima commedia che ti consiglio è un film a episodi del 1965, intitolato I complessi, con la regia di Luigi Filippo D’Amico, Dino Risi e Franco Rossi. Il film, come è annunciato anche dal titolo, prende in giro i complessi psicologici dell'italiano medio, e cioè le sue fissazioni, le sue ossessioni, le sue nevrosi, le sue preoccupazioni costanti ed eccessive, in particolare nel periodo del boom economico, del miracolo economico, quel periodo tra gli anni ‘50 e ‘60 in cui l’Italia è cambiata radicalmente, trasformandosi da un Paese agricolo a un Paese industrializzato e consumista. Approfondiamo questo periodo cruciale della storia italiana anche in un episodio del nel nostro corso avanzato di lingua e cultura, Dentro l’Italia. Ti lascio un link in descrizione se vuoi scoprirlo.
Comunque, il film si compone di tre episodi, ognuno dei quali si concentra su alcuni complessi specifici: la timidezza e l’indecisione il primo, la gelosia e il moralismo il secondo, il desiderio di celebrità il terzo. Voglio soffermarmi su questo terzo e ultimo episodio, intitolato "Guglielmo il dentone". L’episodio è interpretato dal grande Alberto Sordi, che è uno degli attori comici italiani più famosi in assoluto (forse hai presente questa famosa scena cinematografica che lo vede protagonista, che è tratta dal film “Un Americano a Roma”).
Ecco, ma tornando al nostro film: in questo film, Sordi interpreta Guglielmo Bertone, un candidato molto preparato e deciso che partecipa - unico a non essere raccomandato - al concorso RAI, la televisione italiana, per diventare il nuovo lettore del telegiornale. Gugliemo è preparatissimo: eccelle in otto lingue, compreso l’arabo e l’ebraico, e in molte materie, come storia, geografia, politica, moda, codice civile, persino codice stradale. Peccato che il desiderio di celebrità di Bertone si scontri con le convenzioni estetiche televisive. Bertone ha infatti un unico grosso difetto: una dentatura molto molto pronunciata. E, per questo aspetto, la commissione tenta in ogni modo di eliminarlo, ma senza successo.
Guardiamo insieme una scena, quella in cui il candidato Bertone lascia a bocca aperta la commissione sia per la sua grande competenza sia… beh… per la dimensione dei suoi denti. Da notare la perfezione della dizione del candidato Bertoni, sia in italiano (che è un italiano pienamente standard) che in inglese.
La seconda commedia che ti suggerisco si intitola Il medico della mutua, un film del 1968 con la regia di Luigi Zampa. Ritroviamo ancora come protagonista il grande Alberto Sordi, che fa, stavolta, la parte di un giovane medico che cerca, in tutti i modi, di crearsi una vasta clientela di pazienti per diventare ricco. È una satira sociale sul sistema sanitario italiano dell'epoca, prima dell’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nel 1978. Il film mette in luce la corruzione del sistema e le sue pratiche disoneste, come l'invio di pazienti a cliniche private in cambio di tangenti. Il linguaggio parlato dai personaggi è un italiano standard, chiaro e formale, che lo rende molto adatto a chi sta imparando la lingua. Guardiamone una scena. Dal punto di vista linguistico, in questa scena ritroviamo parole, espressioni e strutture di vari registri, più formali, più informali e persino parolacce, come forse hai sentito.
L’effetto comico finale è dato dal fatto che l’interrogazione sui disturbi dei vari pazienti suona quasi come un’orazione, il che fa pensare al giro di visite come a una specie di messa e al medico come a una specie di prete.
Nel terzo film che ti propongo, del 1981, il famosissimo regista e attore Carlo Verdone interpreta tre personaggi iconici (Furio, Mimmo e Pasquale) in viaggio verso Roma per votare in occasione delle elezioni politiche. Il film offre un ritratto ironico ma anche tenero dell'italiano medio o, per meglio dire, di alcune sue tipologie. Ci concentreremo sul personaggio di Furio: funzionario statale romano residente a Torino, logorroico (cioè che parla eccessivamente), avaro e pedante oltre ogni limite, pianifica e calcola ogni cosa nei minimi dettagli. Sua moglie Magda lo sopporta nel silenzio e nella disperazione, ma non per sempre. Guardiamone insieme una scena.
Dal punto di vista linguistico, la scena che abbiamo appena visto è interessante sotto molti punti di vista:
- innanzitutto, offre un esempio di linguaggio burocratico, usato però fuori da un contesto burocratico: è il caso di scelte lessicali come “ritengo”, dell’uso della costruzione passiva “sarà effettuato”, dell’espressione super burocratica “dopo km 260” con il km messo prima del numero (di solito diciamo “260 km”). In questo video ho approfondito il linguaggio burocratico, che è un’ossessione italiana.
- ma, in secondo luogo, ci ricorda che, per dire l’orario, esiste un’opzione informale, “venti alle 11” (io direi “11 meno venti”) e un’opzione formale “10 e 40” (inutile specificare che Furio esige la seconda, dalla povera moglie);
- e infine, la scena contiene anche un bell’esempio di linguaggio manipolatorio: “se papà vi chiede questa cortesia, glielo fate questo regalo a papà?”.
Poveri figli di Furio, povera Magda. Almeno fino a quando… niente spoiler, devi vedere i film.
Passiamo ora a un film del 1991 dal titolo Johnny Stecchino, in cui il regista e attore Roberto Benigni interpreta un ingenuo autista di scuolabus. Dante, che viene scambiato per un boss mafioso, di cui è l’esatta copia, a parte per un piccolo neo sul viso. La comicità del film si basa sul gioco degli equivoci. Maria, la moglie del mafioso, fa innamorare Dante, l’autista, e lo invita a Palermo: il suo piano è far uccidere dai clan rivali Dante al posto di Johnny, per poi fuggire con quest'ultimo in Sudamerica e vivere finalmente tranquilli. Il linguaggio è generalmente comprensibile, a parte qualche inflessione toscana del protagonista e qualche inflessione siciliana dei personaggi secondari. Guardiamo la famosa scena del furto della banana.
In questa scena l’espediente comico sta nel fatto che Dante crede che l’uso di armi da fuoco contro di lui sia dovuto al furto della banana; non sospetta affatto di essere stato scambiato per un mafioso dai suoi nemici.
Dal punto di vista linguistico, notiamo:
- da un parte l’uso del linguaggio volgare, come minchia e stronzo.
- da una parte, i regionalismi siciliani, come:
- beh, la stessa parola minchia, che è una parola di origine siciliana ma che è molto diffusa in tutta Italia. Che, letteralmente, significa “pene”, ma si usa come imprecazione, con vari significati.
- nuddu, che significa nessuno in siciliano;
- iddu, che significa “lui”, sempre in siciliano.
La quinta e ultima commedia che ti propongo è il film del 2016 Quo vado, diretto da Gennaro Nunziante. Qui l’attore e cantante Checco Zalone interpreta un trentottenne pugliese che ha realizzato il sogno di ogni italiano medio: ha ottenuto il cosiddetto "posto fisso", ovvero un lavoro da dipendente a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione. I problemi di Checco iniziano quando il governo italiano vara una riforma della pubblica amministrazione che riduce il numero di enti locali e quindi prevede il ricollocamento, cioè spostare in un’altra posizione, o licenziamento, quindi mandare via, di molti dipendenti pubblici, di dipendenti statali, dello Stato. Siccome Checco è celibe, non è sposato, non ha invalidità, non ha figli o parenti a carico, non rientra in nessuna delle categorie protette. E quindi, per non rinunciare ai suoi privilegi di dipendente statale, Checco è disposto a tutto, perfino ad accettare un trasferimento nel luogo più remoto ed inospitale che si possa immaginare: l'arcipelago delle Svalbard, in Norvegia, in una base scientifica italiana, con il compito di difendere i ricercatori dagli attacchi degli orsi polari. Qui, Checco, non solo si innamora, ma riesce perfino ad ambientarsi, ad abituarsi. Almeno fino a quando la nostalgia per l’Italia non viene a bussare alla sua porta, come vediamo in questa scena.
La scena che abbiamo visto è culturalmente molto interessante, perché contiene moltissimi riferimenti a miti, abitudini e vizi tutti italiani: dall’ossessione per la coppia canora e romantica composta da Albano e Romina, all’importanza della gestualità nella comunicazione; dall’incapacità di gestire la coda al supermercato (e in qualsiasi altro luogo pubblico, in realtà) e anche al fascismo gastronomico tipico degli italiani.
La commedia, pensa, ha avuto più di 9 milioni di spettatori e detiene il record del film italiano con il maggior incasso nella storia del botteghino nazionale.
E ora dimmi: hai già visto qualcuna di queste commedie? Che ne pensi? Hai visto altri film comici che ti sono piaciuti particolarmente? Lascia un commento qui sotto, che sicuramente aiuterà altri studenti, e dimmi perché ti è piaciuto il film che vuoi consigliare.
Ora, ti ricordo il nostro PDF dove troverai istruzioni su come vedere questi film, ma anche altri consigli di film comici che ti possono piacere. Puoi scaricare il PDF al link in descrizione ma anche scansionando questo comodissimo codice QR con il tuo telefono. Dai un’occhiata! Noi mettiamo sempre molta cura e molto amore nella creazione di questi PDF. Se invece ti interessa scoprire 5 film non comici per capire l’Italia, ti potrebbe interessare il video che ti lascio qui.
Guardare film in italiano è uno dei modi più divertenti ed efficaci di imparare una lingua. Ultimamente, su questo canale, ho fatto molti video su capolavori del cinema italiano da guardare, ma mi sono reso conto di averti consigliato film piuttosto seri; e, visto che non a tutti piacciono i film troppo seri e un po’ pesanti, oggi voglio cambiare genere e consigliarti alcuni film divertenti, alcuni capolavori amati dagli italiani. Questi film ti aiuteranno a conoscere meglio la cultura italiana, a capire il suo senso dell’umorismo e a divertirti mentre impari, che è importante.
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Io mi chiamo Davide e questo è Podcast Italiano, un canale per chi impara l’italiano. Attiva i sottotitoli se ne hai bisogno; la trascrizione integrale di tutti i miei video, e anche di questo, è sul mio sito, podcastitaliano.com. Ho anche preparato, come sempre, un PDF che accompagna il video. Questo PDF puoi stamparlo, a proposito: ti tornerà molto utile. Al suo interno troverai degli altri consigli di film da vedere oltre ai 5 che ti darò in questo video, ma trovi anche una breve sinossi, un riassunto di ogni film, indicazioni su dove trovare ciascuno di questi film; quindi, molte informazioni utili. I PDF sono sempre una miniera d’oro e li facciamo con grande amore. Quindi, scansiona, se ti va, questo codice QR e, come sempre, trovi il link anche in descrizione.
Ora, stilare una classifica dei film italiani più divertenti non è facile; d’altra parte, l’umorismo è soggettivo. Tuttavia, ci sono alcune commedie italiane considerate capolavori del genere, e che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del cinema italiano. Vedremo 5 titoli che rappresentano diverse epoche e stili della comicità italiana, così come si è sviluppata dagli anni Sessanta del Novecento fino agli anni più recenti, scelti tra quelli in cui la lingua è prevalentemente standard, senza troppe influenze regionali o dialettali. Quindi perfetta per te che impari l’italiano. Andiamo!
La prima commedia che ti consiglio è un film a episodi del 1965, intitolato I complessi, con la regia di Luigi Filippo D’Amico, Dino Risi e Franco Rossi. Il film, come è annunciato anche dal titolo, prende in giro i complessi psicologici dell'italiano medio, e cioè le sue fissazioni, le sue ossessioni, le sue nevrosi, le sue preoccupazioni costanti ed eccessive, in particolare nel periodo del boom economico, del miracolo economico, quel periodo tra gli anni ‘50 e ‘60 in cui l’Italia è cambiata radicalmente, trasformandosi da un Paese agricolo a un Paese industrializzato e consumista. Approfondiamo questo periodo cruciale della storia italiana anche in un episodio del nel nostro corso avanzato di lingua e cultura, Dentro l’Italia. Ti lascio un link in descrizione se vuoi scoprirlo.
Comunque, il film si compone di tre episodi, ognuno dei quali si concentra su alcuni complessi specifici: la timidezza e l’indecisione il primo, la gelosia e il moralismo il secondo, il desiderio di celebrità il terzo. Voglio soffermarmi su questo terzo e ultimo episodio, intitolato "Guglielmo il dentone". L’episodio è interpretato dal grande Alberto Sordi, che è uno degli attori comici italiani più famosi in assoluto (forse hai presente questa famosa scena cinematografica che lo vede protagonista, che è tratta dal film “Un Americano a Roma”).
Ecco, ma tornando al nostro film: in questo film, Sordi interpreta Guglielmo Bertone, un candidato molto preparato e deciso che partecipa - unico a non essere raccomandato - al concorso RAI, la televisione italiana, per diventare il nuovo lettore del telegiornale. Gugliemo è preparatissimo: eccelle in otto lingue, compreso l’arabo e l’ebraico, e in molte materie, come storia, geografia, politica, moda, codice civile, persino codice stradale. Peccato che il desiderio di celebrità di Bertone si scontri con le convenzioni estetiche televisive. Bertone ha infatti un unico grosso difetto: una dentatura molto molto pronunciata. E, per questo aspetto, la commissione tenta in ogni modo di eliminarlo, ma senza successo.
Guardiamo insieme una scena, quella in cui il candidato Bertone lascia a bocca aperta la commissione sia per la sua grande competenza sia… beh… per la dimensione dei suoi denti. Da notare la perfezione della dizione del candidato Bertoni, sia in italiano (che è un italiano pienamente standard) che in inglese.
La seconda commedia che ti suggerisco si intitola Il medico della mutua, un film del 1968 con la regia di Luigi Zampa. Ritroviamo ancora come protagonista il grande Alberto Sordi, che fa, stavolta, la parte di un giovane medico che cerca, in tutti i modi, di crearsi una vasta clientela di pazienti per diventare ricco. È una satira sociale sul sistema sanitario italiano dell'epoca, prima dell’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nel 1978. Il film mette in luce la corruzione del sistema e le sue pratiche disoneste, come l'invio di pazienti a cliniche private in cambio di tangenti. Il linguaggio parlato dai personaggi è un italiano standard, chiaro e formale, che lo rende molto adatto a chi sta imparando la lingua. Guardiamone una scena. Dal punto di vista linguistico, in questa scena ritroviamo parole, espressioni e strutture di vari registri, più formali, più informali e persino parolacce, come forse hai sentito.
L’effetto comico finale è dato dal fatto che l’interrogazione sui disturbi dei vari pazienti suona quasi come un’orazione, il che fa pensare al giro di visite come a una specie di messa e al medico come a una specie di prete.
Nel terzo film che ti propongo, del 1981, il famosissimo regista e attore Carlo Verdone interpreta tre personaggi iconici (Furio, Mimmo e Pasquale) in viaggio verso Roma per votare in occasione delle elezioni politiche. Il film offre un ritratto ironico ma anche tenero dell'italiano medio o, per meglio dire, di alcune sue tipologie. Ci concentreremo sul personaggio di Furio: funzionario statale romano residente a Torino, logorroico (cioè che parla eccessivamente), avaro e pedante oltre ogni limite, pianifica e calcola ogni cosa nei minimi dettagli. Sua moglie Magda lo sopporta nel silenzio e nella disperazione, ma non per sempre. Guardiamone insieme una scena.
Dal punto di vista linguistico, la scena che abbiamo appena visto è interessante sotto molti punti di vista:
- innanzitutto, offre un esempio di linguaggio burocratico, usato però fuori da un contesto burocratico: è il caso di scelte lessicali come “ritengo”, dell’uso della costruzione passiva “sarà effettuato”, dell’espressione super burocratica “dopo km 260” con il km messo prima del numero (di solito diciamo “260 km”). In questo video ho approfondito il linguaggio burocratico, che è un’ossessione italiana.
- ma, in secondo luogo, ci ricorda che, per dire l’orario, esiste un’opzione informale, “venti alle 11” (io direi “11 meno venti”) e un’opzione formale “10 e 40” (inutile specificare che Furio esige la seconda, dalla povera moglie);
- e infine, la scena contiene anche un bell’esempio di linguaggio manipolatorio: “se papà vi chiede questa cortesia, glielo fate questo regalo a papà?”.
Poveri figli di Furio, povera Magda. Almeno fino a quando… niente spoiler, devi vedere i film.
Passiamo ora a un film del 1991 dal titolo Johnny Stecchino, in cui il regista e attore Roberto Benigni interpreta un ingenuo autista di scuolabus. Dante, che viene scambiato per un boss mafioso, di cui è l’esatta copia, a parte per un piccolo neo sul viso. La comicità del film si basa sul gioco degli equivoci. Maria, la moglie del mafioso, fa innamorare Dante, l’autista, e lo invita a Palermo: il suo piano è far uccidere dai clan rivali Dante al posto di Johnny, per poi fuggire con quest'ultimo in Sudamerica e vivere finalmente tranquilli. Il linguaggio è generalmente comprensibile, a parte qualche inflessione toscana del protagonista e qualche inflessione siciliana dei personaggi secondari. Guardiamo la famosa scena del furto della banana.
In questa scena l’espediente comico sta nel fatto che Dante crede che l’uso di armi da fuoco contro di lui sia dovuto al furto della banana; non sospetta affatto di essere stato scambiato per un mafioso dai suoi nemici.
Dal punto di vista linguistico, notiamo:
- da un parte l’uso del linguaggio volgare, come minchia e stronzo.
- da una parte, i regionalismi siciliani, come:
- beh, la stessa parola minchia, che è una parola di origine siciliana ma che è molto diffusa in tutta Italia. Che, letteralmente, significa “pene”, ma si usa come imprecazione, con vari significati.
- nuddu, che significa nessuno in siciliano;
- iddu, che significa “lui”, sempre in siciliano.
La quinta e ultima commedia che ti propongo è il film del 2016 Quo vado, diretto da Gennaro Nunziante. Qui l’attore e cantante Checco Zalone interpreta un trentottenne pugliese che ha realizzato il sogno di ogni italiano medio: ha ottenuto il cosiddetto "posto fisso", ovvero un lavoro da dipendente a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione. I problemi di Checco iniziano quando il governo italiano vara una riforma della pubblica amministrazione che riduce il numero di enti locali e quindi prevede il ricollocamento, cioè spostare in un’altra posizione, o licenziamento, quindi mandare via, di molti dipendenti pubblici, di dipendenti statali, dello Stato. Siccome Checco è celibe, non è sposato, non ha invalidità, non ha figli o parenti a carico, non rientra in nessuna delle categorie protette. E quindi, per non rinunciare ai suoi privilegi di dipendente statale, Checco è disposto a tutto, perfino ad accettare un trasferimento nel luogo più remoto ed inospitale che si possa immaginare: l'arcipelago delle Svalbard, in Norvegia, in una base scientifica italiana, con il compito di difendere i ricercatori dagli attacchi degli orsi polari. Qui, Checco, non solo si innamora, ma riesce perfino ad ambientarsi, ad abituarsi. Almeno fino a quando la nostalgia per l’Italia non viene a bussare alla sua porta, come vediamo in questa scena.
La scena che abbiamo visto è culturalmente molto interessante, perché contiene moltissimi riferimenti a miti, abitudini e vizi tutti italiani: dall’ossessione per la coppia canora e romantica composta da Albano e Romina, all’importanza della gestualità nella comunicazione; dall’incapacità di gestire la coda al supermercato (e in qualsiasi altro luogo pubblico, in realtà) e anche al fascismo gastronomico tipico degli italiani.
La commedia, pensa, ha avuto più di 9 milioni di spettatori e detiene il record del film italiano con il maggior incasso nella storia del botteghino nazionale.
E ora dimmi: hai già visto qualcuna di queste commedie? Che ne pensi? Hai visto altri film comici che ti sono piaciuti particolarmente? Lascia un commento qui sotto, che sicuramente aiuterà altri studenti, e dimmi perché ti è piaciuto il film che vuoi consigliare.
Ora, ti ricordo il nostro PDF dove troverai istruzioni su come vedere questi film, ma anche altri consigli di film comici che ti possono piacere. Puoi scaricare il PDF al link in descrizione ma anche scansionando questo comodissimo codice QR con il tuo telefono. Dai un’occhiata! Noi mettiamo sempre molta cura e molto amore nella creazione di questi PDF. Se invece ti interessa scoprire 5 film non comici per capire l’Italia, ti potrebbe interessare il video che ti lascio qui.

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