L'ACCORDO in italiano: la guida definitiva
In questo video esploro i casi più problematici dell'accordo italiano: quando usare il singolare o il plurale in certi casi particolari, come funziona la concordanza con il Lei di cortesia, il si passivante, e molto altro.
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Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club (livello di bronzo).
La maggior parte degli studenti di italiano ha problemi con l’accordo - anche chiamato “concordanza”… aspetta, però, la maggior parte degli studenti HA problemi o… HANNO problemi?
Dopo aver visto questo video, dirai “Ah, questo video è stato una benedizione!”… oppure “è stata una benedizione”…?!? Stato o stata?
E, alla fine, penserai:
“Si continua sempre a imparare nuove cose…”… oppure… “si continuano a imparare nuove cose?!? Continua, continuano?
L’accordo (o la concordanza) è quel fenomeno per cui dobbiamo far concordare il genere (maschile o femminile), il numero (singolare o plurale) e la persona (prima, seconda o terza) tra i diversi elementi della frase.
Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club
È uno degli aspetti più ostici per gli studenti di italiano, soprattutto per quelli che parlano lingue dove non ci sono certe categorie grammaticali, come per esempio il genere (maschile e femminile), che in inglese non esiste. Quindi fai ancora più attenzione se parli inglese.
Io mi chiamo Davide e questo è Podcast Italiano, un canale per chi impara l’italiano. Attiva i sottotitoli se ne hai bisogno; e ricorda che la trascrizione integrale con glossario si trova sul mio sito, podcastitaliano.com. Ho anche preparato un PDF associato al video, che ti consiglio di stampare, e che potrai usare dopo aver visto il video, per ripassare tutto quello che avrai imparato e anche fare degli esercizi, che per questo video ti serviranno davvero molto.Ti lascio il link in descrizione, ma puoi anche scansionare questo codice QR.
Prima di passare ai casi problematici, ripassiamo le basi.
L’accordo è quel fenomeno per cui diciamo:
- “IL vino italiano” ma “LA pizza italiana”; o…
- “il vino italiano” ma “i vini italiani”; o ancora…
- “il vino lo bevo solo a cena” ma “la pizza non la mangio mai a pranzo”; oppure…
- “il vino è esportato” ma “i vini sono esportati”; o infine…
- “Noi esportiamo i nostri vini“, ma “voi esportate i vostri vini” e “loro esportano i loro vini”.
Ti lascio una tabella, qui a schermo, che riassume questi tipi di accordo, se vuoi puoi mettere in pausa il video, ma la trovi anche nel PDF.
Gli esempi di prima mostrano tra quali elementi della frase si deve realizzare l’accordo: l’articolo e il nome (per esempio il vino, le pizze); il nome e l’aggettivo (vino italiano, vini italiani); il nome e il pronome (il vino lobeviamo, le pizze le mangiamo); il soggetto e il verbo, che può essere anche al participio (io esporto, tu esporti; ma anche vino esportato, pizza ordinata, ecc.); e infine, il pronome diretto e il participio (l’abbiamo bevuto, l’abbiamo ordinata, ecc.)
Ti lascio tutte le combinazioni in questa tabella, che trovi anche nel PDF.
Queste sono le regole di base: se hai un livello intermedio in italiano le conosci già.
Ma l’accordo ha dei casi particolari che possono sollevare dei dubbi. Questi casi dubbi hanno in comune il fatto che, la categoria grammaticale (quindi genere, numero e persona) da un lato, e il significato dall’altro, non coincidono. Ok?
Abbiamo casi problematici di accordo di genere, accordo di numero e (3) sia di genere che di numero.
Partiamo dal primo tipo, cioè dai casi problematici per l’accordo di genere, che sono essenzialmente due.
1. Il primo riguarda i residui di parole o espressioni che in latino erano di genere neutro (che in italiano non esiste), come aliqua e omnia. Dobbiamo infatti ricordare che le espressioni qualche cosa e ogni cosa richiedono l’accordo al femminile, come mostrano i seguenti titoli di notizie da giornali e siti online:
Chivu dopo il gol incassato dalla Juve al 91': “Bisogna cancellare qualche cosa accaduta nel passato”
Ogni cosa era illuminata. Tina Modotti in lotta fra arte e vita.
La parola qualcosa richiede invece l’accordo al maschile, nonostante nella parola ci sia cosa, che è un nome femminile. Lo vediamo ad esempio in questi titoli:
Carlo Buccirosso torna in scena con “Qualcosa è andato storto!”
Qualcosa si è mosso nell’ECOWAS
Ricorda: se dopo qualche cosa o qualcosa c’è un partitivo, cioè un aggettivo introdotto dalla preposizione “di”, allora l’accordo è sempre al maschile, come mostrano questi altri titoli:
Nonostante tutto, anche i dati del 2024 lo confermano, ma occorre qualcosa di nuovo
Bermuda, scoperta imponente struttura rocciosa sotto l’oceano. “Qualcosa di mai osservato prima”
2. Il secondo caso problematico riguarda il Lei di cortesia, quel pronome che usiamo per esprimere gentilezza e rispetto. Bene, gli aggettivi e i partecipi accordati al Lei saranno al maschile se il Lei si riferisce a una donna. Per esempio, “Lei è andata in Puglia, signora Bianchi?” oppure “Lei è molto brava, dottoressa”. Ma se il Lei si riferisce a un uomo, saranno al maschile. Guarda questi dialoghi:
- “Lei è sicuro che farà un lavoretto pulito? Voglio che mio marito muoia, ma non che soffra.”
- “Lei è mai finito in galera?” - “Io? Mai, in 50 anni di onorata carriera.”
E quindi…
- “Lei è sicuro che farà un lavoretto pulito?”
“Lei è mai finito in galera?”
… Lei è mai “finito”
Attenzione, perché con i pronomi, diretti e indiretti, l’accordo di genere del Lei è al femminile: in altre parole, useremo i pronomi la e le, e non lo e gli:
“Le farò un segno vocale.” - “Detective, se accetterà il mio caso, Le prometto un ampio compenso.”
- “Signore, sono l’agente Lloyd, scusi per averLa svegliata nel cuore della notte.”
- “Le farò un segno vocale.”
- “Detective, se accetterà il mio caso, Le prometto un ampio compenso.”
- “Scusi per averLa svegliata nel cuore della notte.”
3. Il terzo e ultimo caso problematico per genere è l’accordo del participio con il verbo essere e con i verbi che tecnicamente chiamiamo copulativi, cioè quei verbi che servono a collegare il soggetto a un nome o a un aggettivo, che hanno quindi una funzione analoga a quella del verbo essere, come, per esempio, divenire, diventare, apparire, parere, sembrare, rimanere, restare, risultare, rivelarsi etc. Sarà più chiaro con gli esempi:
- II suo arrivo è statO/statA una sorpresa.
- Il premio è diventatO/diventatA un’ossessione.
- Il nostro ritardo gli è sembratO/sembratA una scortesia.
- La lotteria di è risultatA/risultatO un insuccesso.
Come vedi, con questi verbi, l’accordo di genere può realizzarsi tanto con il soggetto quanto con il nome che segue il verbo. Questo è un caso in cui l’italiano ti permette due opzioni. Probabilmente a te verrà più naturale fare l’accordo con il soggetto, quindi “il suo arrivo è statO una sorpresa”, ma sappi che sentirai spesso anche “il suo arrivo è statA una sorpresa”, quindi non ti sorprendere!
Passiamo ora ai problemi legati al numero; i casi, cioè, in cui è la scelta tra il singolare e il plurale che può metterci in difficoltà.
- Il primo riguarda l’accordo del verbo con i cosiddetti “nomi collettivi”, che sono quei nomi singolari che, però, indicano un insieme di persone, cose, animali, ecc., ad esempio: parte, centinaio, migliaio, milione e tutte le percentuali, come il 10 %, il 50 %, o costruzioni come la metà, due terzi, etc.
Osserva attentamente il numero del verbo in questi titoli di giornale:
La maggior parte dei migranti arrivati in Italia nel 2024 proviene da “Paesi sicuri”
L’82% degli italiani vive in case di proprietà, pesa l’età
La maggior parte dei cittadini è favorevole all’allargamento dell’UE
A Gaza un milione di bambini rischia la vita a causa del blocco degli aiuti umanitari
E quindi abbiamo visto:
- L’82 per cento degli italiani VIVE
- la maggior parte dei migranti PROVIENE
- la maggior parte dei cittadini È
- un milione di bambini RISCHIA
In tutti questi esempi il verbo concorda per numero con il nome collettivo al singolare. Questo tipo di accordo si chiama “accordo grammaticale” ed è il tipo di concordanza che, di solito, si preferisce nella lingua scritta, soprattutto formale.
Ma, spulciando qua e là, tra i titoli di giornale e le notizie, ci imbattiamo anche in casi in cui invece si usa il plurale:
La maggior parte delle persone salvate non hanno mai ricevuto cure nel loro Paese
In Bangladesh, almeno cinque persone sono morte e un centinaio sono ferite
Un migliaio di persone hanno sfilato a Porto San Pancrazio per la Palestina
Oltre un milione di bambini a Gaza rischiano una morte di massa
E quindi…
- La maggior parte delle persone non HANNO ricevuto
- un centinaio di persone SONO feritE
- un migliaio di persone HANNO sfilato
- e oltre un milione di bambini RISCHIANO
In tutti questi esempi il verbo è sempre al plurale, nonostante il soggetto - che è espresso da un nome collettivo - sia singolare. Questo tipo di accordo si chiama “accordo a senso”, cioè “accordo in base al senso, al significato”, ed è comunissimo non solo nella lingua orale (e quindi per esempio la maggior parte delle persone sono venute - che è probabilmente più comune de la maggior parte delle persone è venuta) ma che è pure comune, come abbiamo appena visto in questi titoli, anche nella lingua scritta.
- Il secondo caso problematico di accordo per numero è quello in cui abbiamo non un solo soggetto ma più soggetti che seguono - invece di precedere - il verbo, come nei seguenti esempi, in cui sia l’accordo al singolare che al plurale sono possibili; e quindi:
- È da sottolineare la qualità e l’originalità dei materiali.
- Ma anche… SONO da sottolineare la qualità e l’originalità dei materiali.
- oppure…
- È da lodare la tenacia e la costanza con cui ha perseguito il suo obiettivo.
- Ma anche… SONO da lodare.
E concludiamo con il terzo e ultimo tipo di casi problematici di accordo, che riguarda sia il genere che il numero allo stesso tempo.
- Il primo caso riguarda il si passivante.
Partiamo dagli esempi: - Qui si studiA l’accordo (che vuole dire qualcosa come “qui è studiato l’accordo”)
- Qui si studiANO i casi problematici di accordo (cioè ”qui sono studiati i casi problematici di accordo”)
Come vedi, abbiamo la particella si seguita da un verbo alla terza persona (singolare o plurale, studia o studiano) e da un oggetto diretto (l’accordo o i casi problematici di accordo). La costruzione è equivalente a una frase passiva tradizionale. E quindi “qui si studia l’accordo” significa “qui è studiato l’accordo o viene studiato l’accordo” e “qui si studiano i casi problematici di accordo” equivale a “qui sono studiati (o qui vengono studiati) i casi problematici di accordo”.
Come vedi, tra verbo e oggetto c’è un accordo di numero: se l’oggetto è singolare (come “l’accordo”) il verbo è al singolare (si studia) ; se l’oggetto è plurale (casi problematici) il verbo è al plurale (si studiano).
Ma non sempre è così, come ti mostrerò ora.
Ascolta con attenzione questo brano tratto dal romanzo Il deserto dei tartari dello scrittore italiano Dino Buzzati:
> “La diminuzione di organico obbligava a diradare, lungo il ciglione delle mura, le forze disponibili, e si continuavANO a fare diverse prove per ottenere, con minori mezzi, un servizio di sicurezza quasi altrettanto efficace di prima. Si dovettE abbandonare alcuni corpi di guardia, attrezzarne altri con più materiale, bisognò ricomporre le compagnie e dividerle nuovamente per camerate.”
In questa porzione di testo abbiamo due esempi di uso del si passivante:
- nel primo, “si continuavANO a fare diverse prove”, l’oggetto è plurale, e il verbo (che in questo caso è una struttura più complessa di una singola parola, cioè “si continuavano a fare”) è al plurale: è dunque presente l’accordo per numero.
- nel secondo “si dovettE abbandonare alcuni corpi di guardia”, l’oggetto è al plurale e il verbo modale dovette è al singolare: e quindi l’accordo per numero è assente.
L’alternanza dei due tipi costruzione con il si passivante - quindi con e senza accordo per numero - in un testo scritto da un importante autore del Novecento, ci indica che entrambe le soluzioni vanno bene.
Se il verbo, invece che all’imperfetto, fosse stato al passato prossimo, avremmo avuto due possibilità:
1) La prima è: nessun accordo tra oggetto e participio, come in “si è dovuto abbandonare alcuni corpi di guardia”, dove l’oggetto, “corpi” è maschile plurale e il participio, “dovuto” è al maschile singolare.
2) Due: accordo sia per genere che per numero, come in “si sono continuatE a fare diverse prove”, dove l’oggetto, “prove”, è femminile plurale e il participio, “continuate” è anch’esso al femminile plurale.
Riassumendo e semplificando, con il si passivante:
- possiamo realizzare o non realizzare l’accordo con l’oggetto;
- se realizziamo l’accordo, sarà un accordo sia di numero che di genere.
2. Il secondo caso di accordo problematico sia per genere che per numero è quello tra i pronomi diretti di 1a e 2a persona (mi, ti, ci, vi, quelli di casi come mi vedi, ti chiamo, ci guardano, vi ascoltano) e il participio.
Ancora una volta, partiamo dall’uso vivo della lingua. Ascoltiamo queste clip:
- La tua esperienza mi ha colpito davvero molto.
La tua esperienza mi ha colpito davvero molto. La persona che parla è una donna, ma il participio è in -o. Mi ha colpito. Il pronome diretto “mi” si riferisce a una persona di sesso femminile, ma il participio NON si accorda per genere.
Ascoltiamo un altro spezzone:
- “Quello che mi ha colpita tanto è come viene sviluppato il rapporto tra padrone e animale”.
Quello che mi ha colpita tanto è come viene sviluppato il rapporto tra padrone e animale. Anche in questo caso la parlante è una donna, ma questa volta il participio è in -a, mi ha colpitA.In sintesi: con i pronomi diretti di 1a e 2a persona, se a parlare è una donna, si potrà scegliere tra il maschile o femminile. Il significato non cambia.È facoltativo (quindi non è obbligatorio) anche l’accordo del participio per numero.
Vediamo queste clip:
- “Ma quello che ci ha colpito di più sono sicuramente le case Mazzanti, con le loro facciate affrescate”.
Ma quello che ci ha colpito di più sono sicuramente le case Mazzanti, con le loro facciate affrescate. “Ci ha colpito”, anziché “ci ha colpiti”.
Ma ora guarda questo video:
- “La crisi che ci ha colpiti dall’estate dell’anno scorso e la conseguente recessione di quasi tutti i paesi europei ha ovviamente comportato una caduta verticale delle importazioni”.
La crisi che ci ha colpiti : qui, invece, abbiamo un accordo al plurale, “ci ha colpiti”, (il ci si riferisce a noi italiani).
Bene, siamo giunti alla fine del video. Ti ricordo che nel PDF abbinato al video - che avrai forse già scaricato (ma se non l’hai fatto lo puoi scaricare ora al link in descrizione o scansionando questo comodo codice) troverai un ripasso di tutto quello che abbiamo visto, ma anche molti esercizi davvero utili per metterti alla prova con tutti questi casi problematici. Perché sì, un conto è guardare un video come questo, ma sono gli esercizi che ti aiutano davvero a fissare i concetti in mente. Oltre, ovviamente, ad ascoltare molto italiano. Questo è tutto, alla prossima!
La maggior parte degli studenti di italiano ha problemi con l’accordo - anche chiamato “concordanza”… aspetta, però, la maggior parte degli studenti HA problemi o… HANNO problemi?
Dopo aver visto questo video, dirai “Ah, questo video è stato una benedizione!”… oppure “è stata una benedizione”…?!? Stato o stata?
E, alla fine, penserai:
“Si continua sempre a imparare nuove cose…”… oppure… “si continuano a imparare nuove cose?!? Continua, continuano?
L’accordo (o la concordanza) è quel fenomeno per cui dobbiamo far concordare il genere (maschile o femminile), il numero (singolare o plurale) e la persona (prima, seconda o terza) tra i diversi elementi della frase.
Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club
È uno degli aspetti più ostici per gli studenti di italiano, soprattutto per quelli che parlano lingue dove non ci sono certe categorie grammaticali, come per esempio il genere (maschile e femminile), che in inglese non esiste. Quindi fai ancora più attenzione se parli inglese.
Io mi chiamo Davide e questo è Podcast Italiano, un canale per chi impara l’italiano. Attiva i sottotitoli se ne hai bisogno; e ricorda che la trascrizione integrale con glossario si trova sul mio sito, podcastitaliano.com. Ho anche preparato un PDF associato al video, che ti consiglio di stampare, e che potrai usare dopo aver visto il video, per ripassare tutto quello che avrai imparato e anche fare degli esercizi, che per questo video ti serviranno davvero molto.Ti lascio il link in descrizione, ma puoi anche scansionare questo codice QR.
Prima di passare ai casi problematici, ripassiamo le basi.
L’accordo è quel fenomeno per cui diciamo:
- “IL vino italiano” ma “LA pizza italiana”; o…
- “il vino italiano” ma “i vini italiani”; o ancora…
- “il vino lo bevo solo a cena” ma “la pizza non la mangio mai a pranzo”; oppure…
- “il vino è esportato” ma “i vini sono esportati”; o infine…
- “Noi esportiamo i nostri vini“, ma “voi esportate i vostri vini” e “loro esportano i loro vini”.
Ti lascio una tabella, qui a schermo, che riassume questi tipi di accordo, se vuoi puoi mettere in pausa il video, ma la trovi anche nel PDF.
Gli esempi di prima mostrano tra quali elementi della frase si deve realizzare l’accordo: l’articolo e il nome (per esempio il vino, le pizze); il nome e l’aggettivo (vino italiano, vini italiani); il nome e il pronome (il vino lobeviamo, le pizze le mangiamo); il soggetto e il verbo, che può essere anche al participio (io esporto, tu esporti; ma anche vino esportato, pizza ordinata, ecc.); e infine, il pronome diretto e il participio (l’abbiamo bevuto, l’abbiamo ordinata, ecc.)
Ti lascio tutte le combinazioni in questa tabella, che trovi anche nel PDF.
Queste sono le regole di base: se hai un livello intermedio in italiano le conosci già.
Ma l’accordo ha dei casi particolari che possono sollevare dei dubbi. Questi casi dubbi hanno in comune il fatto che, la categoria grammaticale (quindi genere, numero e persona) da un lato, e il significato dall’altro, non coincidono. Ok?
Abbiamo casi problematici di accordo di genere, accordo di numero e (3) sia di genere che di numero.
Partiamo dal primo tipo, cioè dai casi problematici per l’accordo di genere, che sono essenzialmente due.
1. Il primo riguarda i residui di parole o espressioni che in latino erano di genere neutro (che in italiano non esiste), come aliqua e omnia. Dobbiamo infatti ricordare che le espressioni qualche cosa e ogni cosa richiedono l’accordo al femminile, come mostrano i seguenti titoli di notizie da giornali e siti online:
Chivu dopo il gol incassato dalla Juve al 91': “Bisogna cancellare qualche cosa accaduta nel passato”
Ogni cosa era illuminata. Tina Modotti in lotta fra arte e vita.
La parola qualcosa richiede invece l’accordo al maschile, nonostante nella parola ci sia cosa, che è un nome femminile. Lo vediamo ad esempio in questi titoli:
Carlo Buccirosso torna in scena con “Qualcosa è andato storto!”
Qualcosa si è mosso nell’ECOWAS
Ricorda: se dopo qualche cosa o qualcosa c’è un partitivo, cioè un aggettivo introdotto dalla preposizione “di”, allora l’accordo è sempre al maschile, come mostrano questi altri titoli:
Nonostante tutto, anche i dati del 2024 lo confermano, ma occorre qualcosa di nuovo
Bermuda, scoperta imponente struttura rocciosa sotto l’oceano. “Qualcosa di mai osservato prima”
2. Il secondo caso problematico riguarda il Lei di cortesia, quel pronome che usiamo per esprimere gentilezza e rispetto. Bene, gli aggettivi e i partecipi accordati al Lei saranno al maschile se il Lei si riferisce a una donna. Per esempio, “Lei è andata in Puglia, signora Bianchi?” oppure “Lei è molto brava, dottoressa”. Ma se il Lei si riferisce a un uomo, saranno al maschile. Guarda questi dialoghi:
- “Lei è sicuro che farà un lavoretto pulito? Voglio che mio marito muoia, ma non che soffra.”
- “Lei è mai finito in galera?” - “Io? Mai, in 50 anni di onorata carriera.”
E quindi…
- “Lei è sicuro che farà un lavoretto pulito?”
“Lei è mai finito in galera?”
… Lei è mai “finito”
Attenzione, perché con i pronomi, diretti e indiretti, l’accordo di genere del Lei è al femminile: in altre parole, useremo i pronomi la e le, e non lo e gli:
“Le farò un segno vocale.” - “Detective, se accetterà il mio caso, Le prometto un ampio compenso.”
- “Signore, sono l’agente Lloyd, scusi per averLa svegliata nel cuore della notte.”
- “Le farò un segno vocale.”
- “Detective, se accetterà il mio caso, Le prometto un ampio compenso.”
- “Scusi per averLa svegliata nel cuore della notte.”
3. Il terzo e ultimo caso problematico per genere è l’accordo del participio con il verbo essere e con i verbi che tecnicamente chiamiamo copulativi, cioè quei verbi che servono a collegare il soggetto a un nome o a un aggettivo, che hanno quindi una funzione analoga a quella del verbo essere, come, per esempio, divenire, diventare, apparire, parere, sembrare, rimanere, restare, risultare, rivelarsi etc. Sarà più chiaro con gli esempi:
- II suo arrivo è statO/statA una sorpresa.
- Il premio è diventatO/diventatA un’ossessione.
- Il nostro ritardo gli è sembratO/sembratA una scortesia.
- La lotteria di è risultatA/risultatO un insuccesso.
Come vedi, con questi verbi, l’accordo di genere può realizzarsi tanto con il soggetto quanto con il nome che segue il verbo. Questo è un caso in cui l’italiano ti permette due opzioni. Probabilmente a te verrà più naturale fare l’accordo con il soggetto, quindi “il suo arrivo è statO una sorpresa”, ma sappi che sentirai spesso anche “il suo arrivo è statA una sorpresa”, quindi non ti sorprendere!
Passiamo ora ai problemi legati al numero; i casi, cioè, in cui è la scelta tra il singolare e il plurale che può metterci in difficoltà.
- Il primo riguarda l’accordo del verbo con i cosiddetti “nomi collettivi”, che sono quei nomi singolari che, però, indicano un insieme di persone, cose, animali, ecc., ad esempio: parte, centinaio, migliaio, milione e tutte le percentuali, come il 10 %, il 50 %, o costruzioni come la metà, due terzi, etc.
Osserva attentamente il numero del verbo in questi titoli di giornale:
La maggior parte dei migranti arrivati in Italia nel 2024 proviene da “Paesi sicuri”
L’82% degli italiani vive in case di proprietà, pesa l’età
La maggior parte dei cittadini è favorevole all’allargamento dell’UE
A Gaza un milione di bambini rischia la vita a causa del blocco degli aiuti umanitari
E quindi abbiamo visto:
- L’82 per cento degli italiani VIVE
- la maggior parte dei migranti PROVIENE
- la maggior parte dei cittadini È
- un milione di bambini RISCHIA
In tutti questi esempi il verbo concorda per numero con il nome collettivo al singolare. Questo tipo di accordo si chiama “accordo grammaticale” ed è il tipo di concordanza che, di solito, si preferisce nella lingua scritta, soprattutto formale.
Ma, spulciando qua e là, tra i titoli di giornale e le notizie, ci imbattiamo anche in casi in cui invece si usa il plurale:
La maggior parte delle persone salvate non hanno mai ricevuto cure nel loro Paese
In Bangladesh, almeno cinque persone sono morte e un centinaio sono ferite
Un migliaio di persone hanno sfilato a Porto San Pancrazio per la Palestina
Oltre un milione di bambini a Gaza rischiano una morte di massa
E quindi…
- La maggior parte delle persone non HANNO ricevuto
- un centinaio di persone SONO feritE
- un migliaio di persone HANNO sfilato
- e oltre un milione di bambini RISCHIANO
In tutti questi esempi il verbo è sempre al plurale, nonostante il soggetto - che è espresso da un nome collettivo - sia singolare. Questo tipo di accordo si chiama “accordo a senso”, cioè “accordo in base al senso, al significato”, ed è comunissimo non solo nella lingua orale (e quindi per esempio la maggior parte delle persone sono venute - che è probabilmente più comune de la maggior parte delle persone è venuta) ma che è pure comune, come abbiamo appena visto in questi titoli, anche nella lingua scritta.
- Il secondo caso problematico di accordo per numero è quello in cui abbiamo non un solo soggetto ma più soggetti che seguono - invece di precedere - il verbo, come nei seguenti esempi, in cui sia l’accordo al singolare che al plurale sono possibili; e quindi:
- È da sottolineare la qualità e l’originalità dei materiali.
- Ma anche… SONO da sottolineare la qualità e l’originalità dei materiali.
- oppure…
- È da lodare la tenacia e la costanza con cui ha perseguito il suo obiettivo.
- Ma anche… SONO da lodare.
E concludiamo con il terzo e ultimo tipo di casi problematici di accordo, che riguarda sia il genere che il numero allo stesso tempo.
- Il primo caso riguarda il si passivante.
Partiamo dagli esempi: - Qui si studiA l’accordo (che vuole dire qualcosa come “qui è studiato l’accordo”)
- Qui si studiANO i casi problematici di accordo (cioè ”qui sono studiati i casi problematici di accordo”)
Come vedi, abbiamo la particella si seguita da un verbo alla terza persona (singolare o plurale, studia o studiano) e da un oggetto diretto (l’accordo o i casi problematici di accordo). La costruzione è equivalente a una frase passiva tradizionale. E quindi “qui si studia l’accordo” significa “qui è studiato l’accordo o viene studiato l’accordo” e “qui si studiano i casi problematici di accordo” equivale a “qui sono studiati (o qui vengono studiati) i casi problematici di accordo”.
Come vedi, tra verbo e oggetto c’è un accordo di numero: se l’oggetto è singolare (come “l’accordo”) il verbo è al singolare (si studia) ; se l’oggetto è plurale (casi problematici) il verbo è al plurale (si studiano).
Ma non sempre è così, come ti mostrerò ora.
Ascolta con attenzione questo brano tratto dal romanzo Il deserto dei tartari dello scrittore italiano Dino Buzzati:
> “La diminuzione di organico obbligava a diradare, lungo il ciglione delle mura, le forze disponibili, e si continuavANO a fare diverse prove per ottenere, con minori mezzi, un servizio di sicurezza quasi altrettanto efficace di prima. Si dovettE abbandonare alcuni corpi di guardia, attrezzarne altri con più materiale, bisognò ricomporre le compagnie e dividerle nuovamente per camerate.”
In questa porzione di testo abbiamo due esempi di uso del si passivante:
- nel primo, “si continuavANO a fare diverse prove”, l’oggetto è plurale, e il verbo (che in questo caso è una struttura più complessa di una singola parola, cioè “si continuavano a fare”) è al plurale: è dunque presente l’accordo per numero.
- nel secondo “si dovettE abbandonare alcuni corpi di guardia”, l’oggetto è al plurale e il verbo modale dovette è al singolare: e quindi l’accordo per numero è assente.
L’alternanza dei due tipi costruzione con il si passivante - quindi con e senza accordo per numero - in un testo scritto da un importante autore del Novecento, ci indica che entrambe le soluzioni vanno bene.
Se il verbo, invece che all’imperfetto, fosse stato al passato prossimo, avremmo avuto due possibilità:
1) La prima è: nessun accordo tra oggetto e participio, come in “si è dovuto abbandonare alcuni corpi di guardia”, dove l’oggetto, “corpi” è maschile plurale e il participio, “dovuto” è al maschile singolare.
2) Due: accordo sia per genere che per numero, come in “si sono continuatE a fare diverse prove”, dove l’oggetto, “prove”, è femminile plurale e il participio, “continuate” è anch’esso al femminile plurale.
Riassumendo e semplificando, con il si passivante:
- possiamo realizzare o non realizzare l’accordo con l’oggetto;
- se realizziamo l’accordo, sarà un accordo sia di numero che di genere.
2. Il secondo caso di accordo problematico sia per genere che per numero è quello tra i pronomi diretti di 1a e 2a persona (mi, ti, ci, vi, quelli di casi come mi vedi, ti chiamo, ci guardano, vi ascoltano) e il participio.
Ancora una volta, partiamo dall’uso vivo della lingua. Ascoltiamo queste clip:
- La tua esperienza mi ha colpito davvero molto.
La tua esperienza mi ha colpito davvero molto. La persona che parla è una donna, ma il participio è in -o. Mi ha colpito. Il pronome diretto “mi” si riferisce a una persona di sesso femminile, ma il participio NON si accorda per genere.
Ascoltiamo un altro spezzone:
- “Quello che mi ha colpita tanto è come viene sviluppato il rapporto tra padrone e animale”.
Quello che mi ha colpita tanto è come viene sviluppato il rapporto tra padrone e animale. Anche in questo caso la parlante è una donna, ma questa volta il participio è in -a, mi ha colpitA.In sintesi: con i pronomi diretti di 1a e 2a persona, se a parlare è una donna, si potrà scegliere tra il maschile o femminile. Il significato non cambia.È facoltativo (quindi non è obbligatorio) anche l’accordo del participio per numero.
Vediamo queste clip:
- “Ma quello che ci ha colpito di più sono sicuramente le case Mazzanti, con le loro facciate affrescate”.
Ma quello che ci ha colpito di più sono sicuramente le case Mazzanti, con le loro facciate affrescate. “Ci ha colpito”, anziché “ci ha colpiti”.
Ma ora guarda questo video:
- “La crisi che ci ha colpiti dall’estate dell’anno scorso e la conseguente recessione di quasi tutti i paesi europei ha ovviamente comportato una caduta verticale delle importazioni”.
La crisi che ci ha colpiti : qui, invece, abbiamo un accordo al plurale, “ci ha colpiti”, (il ci si riferisce a noi italiani).
Bene, siamo giunti alla fine del video. Ti ricordo che nel PDF abbinato al video - che avrai forse già scaricato (ma se non l’hai fatto lo puoi scaricare ora al link in descrizione o scansionando questo comodo codice) troverai un ripasso di tutto quello che abbiamo visto, ma anche molti esercizi davvero utili per metterti alla prova con tutti questi casi problematici. Perché sì, un conto è guardare un video come questo, ma sono gli esercizi che ti aiutano davvero a fissare i concetti in mente. Oltre, ovviamente, ad ascoltare molto italiano. Questo è tutto, alla prossima!




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