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    5 FILM su 5 italiani FAMOSI

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    March 8, 2026
    Trascrizione
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    Oggi ti porto in un viaggio speciale nella storia e cultura italiana, attraverso 5 personaggi che hanno segnato profondamente l’Italia: filosofi, politici, poeti e musicisti. Alcuni forse li conosci già, altri forse saranno nuovi, ma tutti hanno lasciato un’impronta, a modo loro, sulla storia di questo Paese. E lo faremo, nuovamente, parlando di film, 5 film straordinari che raccontano molto bene le loro vite, le loro idee e i loro conflitti. Quindi, se il tuo obiettivo è approfondire la cultura italiana, oltre che imparare la lingua italiana, i film biografici, come quelli che vedremo oggi, sono un modo divertente ed efficace di fare entrambe le cose allo stesso tempo.

    Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club

    Io mi chiamo Davide e questo è Podcast Italiano, un canale per chi impara l’italiano e la cultura italiana. Attiva i sottotitoli se ne hai bisogno; ricorda che la trascrizione integrale di tutti questi video è sul mio sito, podcastitaliano.com, ma anche che ho preparato un PDF, come sempre, abbinato a questo video. Un PDF che accompagna il video: al suo interno troverai degli altri consigli di film biografici da vedere oltre a quelli che ti darò in questo video, con una sinossi, indicazioni dove guardare ciascuno di questi film e altro ancora. Quindi ti lascio il link in descrizione, se vuoi scaricare il PDF gratuito, ma puoi anche scansionare questo codice QR con il tuo telefono. Ti consiglio di farlo perché mettiamo sempre molto amore, molta cura e molto impegno nella creazione di questi PDF e piacciono molto agli studenti che li usano.

    Iniziamo il nostro viaggio cinematografico, che è anche un viaggio storico e culturale. Ti consiglierò, come dicevo, 5 film biografici su 5 personaggi storici, e lo farò seguendo un ordine cronologico.

    1. Il primo film che ti suggerisco, reso celebre dall’intensa interpretazione di Gian Maria Volonté, è il film biografico Giordano Bruno del 1973, per la regia di Giuliano Montaldo. Il film, che si è distinto per la rigorosa ricostruzione storica, ha vinto, per la miglior scenografia, il Nastro d’Argento (premio assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani).

    Come il titolo lascia intuire, il film racconta la vita di Giordano Bruno, che fu un frate domenicano nato nel 1548 e che diventò famoso come teologo e filosofo, ma soprattutto come simbolo - simbolo riconosciuto ancora oggi - della libertà di pensiero, della laicità e della tensione verso una conoscenza capace di andare oltre i dogmi.

    Giordano Bruno, infatti, elaborò una concezione del cosmo che fu davvero rivoluzionaria. Prima di Giordano Bruno, infatti, Copernico aveva già collocato il Sole al centro del sistema e la Terra in movimento, attorno al Sole, ma ancora concepiva l’universo come finito. Bruno rielaborò il pensiero di Copernico, superandolo e rendendolo ancora più radicale: Bruno sosteneva infatti l’infinità dell’universo, il suo essere senza confini e senza centro, e inoltre lo concepiva come popolato da una pluralità di mondi abitati. Per Bruno ogni stella era un sole, attorno a ogni stella giravano pianeti, alcuni abitati, e la Terra non era che uno di questi tanti pianeti, senza alcun privilegio sugli altri. Infine, Bruno concepiva Dio come presente nella natura, una forma di pensiero più pagano che cristiano, definita “panteismo”. Quindi un pensiero davvero rivoluzionario.

    La rottura con il pensiero cattolico dominante costò a Giordano Bruno prima la persecuzione da parte delle autorità religiose e poi, addirittura, la vita. Affrontò un lungo processo, in cui fu invitato a rinnegare le sue idee. Bruno rifiutò con fermezza e per questo fu condannato a morte per eresia dall’Inquisizione romana, e infine bruciato vivo a Roma, a Campo de’ Fiori, il 17 febbraio 1600. Una statua in mezzo alla piazza ricorda ancora oggi la sua morte eroica.

    Il film ripercorre in particolare gli ultimi anni della vita di Bruno, dal suo ritorno in Italia dopo gli anni trascorsi in Francia, Germania e Inghilterra, fino al processo e all’esecuzione. L’opera racconta la sua ricerca instancabile della verità, ed enfatizza soprattutto il conflitto tra il suo pensiero libero e la rigidità delle autorità religiose. L’opera è caratterizzata da uno stile di recitazione molto teatrale, con lunghi e intensi dialoghi.

    Voglio fartene vedere un pezzetto. Vediamo insieme una bellissima scena da Giordano Bruno in cui il protagonista richiama l’attenzione sul potenziale rivoluzionario dell’uso della ragione per arrivare alla verità.

    1. Con il secondo film, Buongiorno, notte facciamo un lungo salto dal 1600 agli anni Settanta del Novecento. Il film di Marco Bellocchio del 2023 (vincitore, quell’anno, del Premio Speciale della Giuria alla Mostra di Venezia) racconta il rapimento, la detenzione e l’uccisione, nel 1978, di Aldo Moro, presidente del partito di governo della Democrazia Cristiana, ad opera dei terroristi di estrema sinistra del cosiddetto gruppo delle Brigate Rosse.

    Aldo Moro, che nel film viene interpretato dall’attore Roberto Herlitzka, è stato uno degli uomini politici più importanti nella storia della Repubblica italiana. Al momento del rapimento era sul punto di stringere un’alleanza con il Partito Comunista Italiano, per una collaborazione tra le due principali forze politiche del Paese, una collaborazione che fosse in grado di stabilizzare la democrazia: il cosiddetto “compromesso storico”. Il sequestro di Moro rappresentò uno degli episodi più drammatici degli anni del terrorismo in Italia, i cosiddetti anni di piombo, e segnò una strada senza ritorno nella storia politica italiana.

    Nel film, tutta la storia del rapimento, della prigionia e dell’omicidio di Moro è narrata dal punto di vista dell’unica donna membro del commando, la brigatista Chiara, ispirata alle figure reali di Anna Laura Braghetti e di Adriana Faranda, e interpretata da una giovanissima e talentuosa Maya Sansa. È attraverso gli occhi di Chiara e vivendo i suoi conflitti interiori che riusciamo a comprendere e sentire sulla pelle il clima di tensione politica di quegli anni.

    Il film ha un doppio livello narrativo: alterna momenti di ricostruzione storica fedele e perfino documenti televisivi originali dell'epoca, ad altri momenti di natura più riflessiva e più onirica, di sogno; i personaggi, anche gli stessi terroristi, ne risultano così umanizzati, senza giustificazioni e senza giudizio.

    Vediamo insieme una scena di Buongiorno, Notte in cui Chiara legge l’ultima, struggente lettera di Moro alla famiglia, alla vigilia della sua esecuzione.

    Un curiosità:  Buongiorno, notte è stato apprezzato sia dai familiari di Aldo Moro sia da alcuni ex brigatisti, no? Membri delle BR, le brigate rosse; uno di loro ha detto: «I suoi amici negavano autenticità alle sue lettere mentre alcuni di noi, nel leggerle, ci trovavamo ad associarle a quelle dei condannati a morte della Resistenza. Questo il film lo sottolinea, ed è proprio vero.”

    1. Il terzo film che ti suggerisco è dello stesso regista di Buongiorno, notte, cioè è Marco Bellocchio, e si intitola Vincere. Con Vincere torniamo indietro ai primi decenni del Novecento, agli anni della nascita e della crescita del fascismo. Il film è infatti centrato sulla figura di Ida Dalser, prima moglie di Benito Mussolini, ufficialmente sposata in chiesa, e sul loro figlio Benito Albino Mussolini, entrambi tragicamente cancellati dall’esistenza del Duce e dal mondo in un modo feroce. Nel film, Ida è magistralmente interpretata dall’attrice Giovanna Mezzogiorno, mentre Benito Albino ha il volto dell’attore Filippo Timi.

    Il film ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui 8 David di Donatello - miglior regista, fotografia, scenografia, costumi, trucco, acconciature, montaggio, effetti speciali visivi, ma anche 3 Globi d’Oro e 4 Nastri d’Argento, oltre a vari altri premi internazionali. Quindi questo è un film che vale la pena vedere!

    Le vicende narrate nel film partono dall'anno 1907, che è l'anno in cui Benito Mussolini conobbe Ida, e arrivano fino alla chiusura del loro figlio in un ospedale psichiatrico. Ida si innamora di Mussolini prima della sua ascesa politica, periodo in cui lo sostiene economicamente e diventa madre. Mussolini inizialmente si invaghisce della donna ma poi, dopo essere giunto al potere, la respinge e nega la loro relazione. Non solo: allontana sia lei che il figlio, da sé e dal mondo, facendoli internare entrambi in manicomio.

    Il film introduce anche la figura di Rachele Guidi, la seconda moglie di Mussolini, sposata con rito civile, e mostra come la precedente relazione con Ida abbia inciso sulla loro vita privata.

    Vediamo insieme una delle scene iniziali di Vincere, in cui un giovanissimo Mussolini sfida Dio, conquistando così, con la stessa retorica pomposa e vuota che caratterizzerà tutta la comunicazione fascista, il cuore della bella Ida.

    Il film ha avuto il merito di riportare all’attenzione della società italiana la figura dimenticata di Ida Dalser, testimone degli aspetti più oscuri della nascita del fascismo. Ah, se ti interessa scoprire la storia del fascismo, abbiamo realizzato cinque episodi sul nostro podcast, te li lascio in descrizione; e abbiamo recentemente pubblicato un unico podcast che puoi ascoltare dall’inizio alla fine, se vuoi scoprire questo periodo. Abbiamo fatto un buon lavoro, credo. Ti lascio il link in descrizione.

    1. Il quarto film che ti consiglio è Il giovane favoloso, un film del 2014 per la regia di Mario Martone. Il giovane favoloso a cui allude il titolo del film è Giacomo Leopardi, poeta, scrittore e filosofo della prima metà dell’Ottocento, uno dei più grandi autori della nostra letteratura e della poesia mondiale, massimo esponente del romanticismo italiano. Giacomo Leopardi, interpretato nel film dal grande Elio Germano, è un poeta che in Italia tutti conoscono, le cui poesie si studiano a scuola e che ha fortemente contribuito alla formazione dell'identità culturale italiana.

    Una curiosità: il titolo del film è tratto da un racconto della scrittrice Anna Maria Ortese in cui si descrive il pellegrinaggio alla tomba del poeta, che si trova a Napoli: «Così ho pensato di andare verso la grotta, in fondo alla quale, in un paese di luce, dorme, da cento anni, il giovane favoloso.»

    Il film racconta il percorso intellettuale di Giacomo, i rapporti familiari oppressivi, le amicizie, le sofferenze fisiche ma anche il processo creativo che lo ha portato a scrivere le sue opere più celebri.

    Da bambino, Giacomo rivela una straordinaria intelligenza e un amore per la cultura che cresce nella casa-biblioteca di Recanati, nelle moderne Marche, dove vive assieme ai fratelli Carlo e Paolina, alla madre e al padre. Con il padre, Leopardi ha un rapporto difficile: Monaldo Leopardi è un nobile autoritario e dai modi rigidi, duri. A un certo momento della sua vita Giacomo smette di accontentarsi del conforto che gli viene dallo studio e dalla scrittura, e vuole allontanarsi da casa, dalla famiglia, vuole condividere il mondo dei suoi amici letterati con i quali si scrive molte lettere.

    Un primo tentativo di fuga, tramite un falso passaporto, fallisce a causa dell’intervento del padre. Ma a ventiquattro anni, Giacomo riesce finalmente a lasciare Recanati. Vivrà a Firenze, Roma e Napoli; conoscerà l’amicizia e l’amore; quest’ultimo, purtroppo, non ricambiato. Frequenterà salotti letterari e continuerà a pubblicare opere di poesia e di prosa. Ma nel frattempo, purtroppo, la sua salute fisica peggiorerà.

    Morirà a Napoli, dopo aver assistito a un'eruzione del vulcano, il Vesuvio, e dopo aver regalato al mondo la celebre poesia La ginestra, che noi italiani dobbiamo studiare a scuola. Magari ne parleremo una volta, farò un video sulla poesia; se ti interessa, lascia un commento.

    Vediamo ora, insieme, una scena del film che traduce in immagini il momento creativo che portò Leopardi alla scrittura del celebre “Dialogo della Natura e di un islandese”, che è contenuto nelle Operette morali.

    Il giovane favoloso è stato un grande successo di pubblico e di critica. Ha ottenuto 2 David di Donatello (per i costumi ed il trucco), un Nastro d’Argento speciale a Germano per la sua interpretazione di Leopardi. E ha anche registrato un notevole incasso, contribuendo a rinnovare l’interesse popolare per il poeta che, appunto, in Italia conosciamo tutti. Quindi… consigliato!

    1. Concludiamo la nostra antologia di film biografici con l’opera del 2018 Fabrizio De André - Principe libero, del regista Luca Facchini. Nata come miniserie TV della Rai, in seguito è stata distribuita anche al cinema in versione più breve, in versione  ridotta. Ha ricevuto l’apprezzamento di pubblico e di critica soprattutto per la performance dell’attore Luca Marinelli, che per il ruolo del protagonista ha ottenuto il Premio Flaiano.

    Fabrizio De André - chiamato dai suoi fan “Faber” - è uno dei più importanti cantautori italiani del Novecento. Possiamo senza dubbio affermare che “Faber” ha segnato un'epoca, nella musica e nella cultura italiana. Le sue canzoni hanno affrontato temi come marginalità, anarchia, critica sociale, amore e poesia. Ed è  ancora oggi amatissimo da ascoltatori di tutte le generazioni. Quindi, se non l’hai mai ascoltato, ti consiglio di ascoltarti qualcosa di De André.

    Il film si apre con il racconto di un evento drammatico che ha segnato duramente la vita del cantautore e della sua famiglia: la sera del 27 agosto 1979, Fabrizio e la sua compagna, la cantante Dori Ghezzi, vengono rapiti dalla loro villa in Sardegna, dove si erano da poco stabiliti a vivere.

    La prigionia riporta alla memoria di Fabrizio tanti ricordi, a cominciare dall'infanzia e dalla gioventù: la prima chitarra ricevuta in regalo dalla famiglia; gli studi universitari di giurisprudenza abbandonati per dedicarsi alla musica; le notti brave a Genova con gli amici; gli incontri borghesi voluti e organizzati dal ricco e ambizioso padre; l’incontro con Luigi Tenco, altro cantautore importante della scuola genovese, e l’amicizia fino al suicidio di Tenco durante il Festival di Sanremo del 1967. E ancora: il primo album registrato in studio; la nascita del figlio, Cristiano; il divorzio dalla prima moglie; l'incontro con Dori Ghezzi; la nascita del legame affettivo con la Sardegna e molto altro ancora.

    Guardiamo insieme una scena di Fabrizio De André - Il Principe libero, la scena dell’incontro cruciale con Mina, che è una cantante molto importante, iconica, che ha portato in televisione con la sua voce La canzone di Marinella di De André, regalandogli la popolarità.

    Il racconto termina simbolicamente con la rottura della cosiddetta “quarta parete”. La mini-serie ha contribuito a rinnovare l’interesse per la figura di De André anche presso il pubblico più giovane, che mantiene vivo l’amore per uno dei più grandi poeti della canzone italiana.

    Bene, siamo arrivati alla fine. Se hai trovato interessante questo viaggio in 5 film e 5 vite di italiani e italiane famosi, beh, ti invito a lasciarmi un commento, raccontandomi se hai già visto qualcuno dei film citati, cosa ne pensi, se ti e piaciuti, oppure se il video ti ha incuriosito e pensi di guardare uno dei film suggeriti: dimmi quale, sono curioso, e se hai altri consigli, fammi sapere nei commenti.

    Ora, ti ricordo il nostro PDF (che puoi scaricare anche qui, usando questo codice QR a fianco alla mia testa) dove troverai istruzioni su come vedere ciascuno di questi film, ma anche altri consigli di visione di film biografici su altri personaggi italiani famosi. Il link si trova anche in descrizione, dagli un’occhiata, ci mettiamo sempre molto impegno nella creazione dei PDF, quindi penso che ti piaceranno. Se invece ti interessa scoprire 4 film per conoscere e approfondire la storia d’Italia, potrebbe interessarti il video che ti lascio, ora, qui a schermo e che puoi cliccare, se vuoi.

    Alla prossima!

    Oggi ti porto in un viaggio speciale nella storia e cultura italiana, attraverso 5 personaggi che hanno segnato profondamente l’Italia: filosofi, politici, poeti e musicisti. Alcuni forse li conosci già, altri forse saranno nuovi, ma tutti hanno lasciato un’impronta, a modo loro, sulla storia di questo Paese. E lo faremo, nuovamente, parlando di film, 5 film straordinari che raccontano molto bene le loro vite, le loro idee e i loro conflitti. Quindi, se il tuo obiettivo è approfondire la cultura italiana, oltre che imparare la lingua italiana, i film biografici, come quelli che vedremo oggi, sono un modo divertente ed efficace di fare entrambe le cose allo stesso tempo.

    Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club

    Io mi chiamo Davide e questo è Podcast Italiano, un canale per chi impara l’italiano e la cultura italiana. Attiva i sottotitoli se ne hai bisogno; ricorda che la trascrizione integrale di tutti questi video è sul mio sito, podcastitaliano.com, ma anche che ho preparato un PDF, come sempre, abbinato a questo video. Un PDF che accompagna il video: al suo interno troverai degli altri consigli di film biografici da vedere oltre a quelli che ti darò in questo video, con una sinossi, indicazioni dove guardare ciascuno di questi film e altro ancora. Quindi ti lascio il link in descrizione, se vuoi scaricare il PDF gratuito, ma puoi anche scansionare questo codice QR con il tuo telefono. Ti consiglio di farlo perché mettiamo sempre molto amore, molta cura e molto impegno nella creazione di questi PDF e piacciono molto agli studenti che li usano.

    Iniziamo il nostro viaggio cinematografico, che è anche un viaggio storico e culturale. Ti consiglierò, come dicevo, 5 film biografici su 5 personaggi storici, e lo farò seguendo un ordine cronologico.

    1. Il primo film che ti suggerisco, reso celebre dall’intensa interpretazione di Gian Maria Volonté, è il film biografico Giordano Bruno del 1973, per la regia di Giuliano Montaldo. Il film, che si è distinto per la rigorosa ricostruzione storica, ha vinto, per la miglior scenografia, il Nastro d’Argento (premio assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani).

    Come il titolo lascia intuire, il film racconta la vita di Giordano Bruno, che fu un frate domenicano nato nel 1548 e che diventò famoso come teologo e filosofo, ma soprattutto come simbolo - simbolo riconosciuto ancora oggi - della libertà di pensiero, della laicità e della tensione verso una conoscenza capace di andare oltre i dogmi.

    Giordano Bruno, infatti, elaborò una concezione del cosmo che fu davvero rivoluzionaria. Prima di Giordano Bruno, infatti, Copernico aveva già collocato il Sole al centro del sistema e la Terra in movimento, attorno al Sole, ma ancora concepiva l’universo come finito. Bruno rielaborò il pensiero di Copernico, superandolo e rendendolo ancora più radicale: Bruno sosteneva infatti l’infinità dell’universo, il suo essere senza confini e senza centro, e inoltre lo concepiva come popolato da una pluralità di mondi abitati. Per Bruno ogni stella era un sole, attorno a ogni stella giravano pianeti, alcuni abitati, e la Terra non era che uno di questi tanti pianeti, senza alcun privilegio sugli altri. Infine, Bruno concepiva Dio come presente nella natura, una forma di pensiero più pagano che cristiano, definita “panteismo”. Quindi un pensiero davvero rivoluzionario.

    La rottura con il pensiero cattolico dominante costò a Giordano Bruno prima la persecuzione da parte delle autorità religiose e poi, addirittura, la vita. Affrontò un lungo processo, in cui fu invitato a rinnegare le sue idee. Bruno rifiutò con fermezza e per questo fu condannato a morte per eresia dall’Inquisizione romana, e infine bruciato vivo a Roma, a Campo de’ Fiori, il 17 febbraio 1600. Una statua in mezzo alla piazza ricorda ancora oggi la sua morte eroica.

    Il film ripercorre in particolare gli ultimi anni della vita di Bruno, dal suo ritorno in Italia dopo gli anni trascorsi in Francia, Germania e Inghilterra, fino al processo e all’esecuzione. L’opera racconta la sua ricerca instancabile della verità, ed enfatizza soprattutto il conflitto tra il suo pensiero libero e la rigidità delle autorità religiose. L’opera è caratterizzata da uno stile di recitazione molto teatrale, con lunghi e intensi dialoghi.

    Voglio fartene vedere un pezzetto. Vediamo insieme una bellissima scena da Giordano Bruno in cui il protagonista richiama l’attenzione sul potenziale rivoluzionario dell’uso della ragione per arrivare alla verità.

    1. Con il secondo film, Buongiorno, notte facciamo un lungo salto dal 1600 agli anni Settanta del Novecento. Il film di Marco Bellocchio del 2023 (vincitore, quell’anno, del Premio Speciale della Giuria alla Mostra di Venezia) racconta il rapimento, la detenzione e l’uccisione, nel 1978, di Aldo Moro, presidente del partito di governo della Democrazia Cristiana, ad opera dei terroristi di estrema sinistra del cosiddetto gruppo delle Brigate Rosse.

    Aldo Moro, che nel film viene interpretato dall’attore Roberto Herlitzka, è stato uno degli uomini politici più importanti nella storia della Repubblica italiana. Al momento del rapimento era sul punto di stringere un’alleanza con il Partito Comunista Italiano, per una collaborazione tra le due principali forze politiche del Paese, una collaborazione che fosse in grado di stabilizzare la democrazia: il cosiddetto “compromesso storico”. Il sequestro di Moro rappresentò uno degli episodi più drammatici degli anni del terrorismo in Italia, i cosiddetti anni di piombo, e segnò una strada senza ritorno nella storia politica italiana.

    Nel film, tutta la storia del rapimento, della prigionia e dell’omicidio di Moro è narrata dal punto di vista dell’unica donna membro del commando, la brigatista Chiara, ispirata alle figure reali di Anna Laura Braghetti e di Adriana Faranda, e interpretata da una giovanissima e talentuosa Maya Sansa. È attraverso gli occhi di Chiara e vivendo i suoi conflitti interiori che riusciamo a comprendere e sentire sulla pelle il clima di tensione politica di quegli anni.

    Il film ha un doppio livello narrativo: alterna momenti di ricostruzione storica fedele e perfino documenti televisivi originali dell'epoca, ad altri momenti di natura più riflessiva e più onirica, di sogno; i personaggi, anche gli stessi terroristi, ne risultano così umanizzati, senza giustificazioni e senza giudizio.

    Vediamo insieme una scena di Buongiorno, Notte in cui Chiara legge l’ultima, struggente lettera di Moro alla famiglia, alla vigilia della sua esecuzione.

    Un curiosità:  Buongiorno, notte è stato apprezzato sia dai familiari di Aldo Moro sia da alcuni ex brigatisti, no? Membri delle BR, le brigate rosse; uno di loro ha detto: «I suoi amici negavano autenticità alle sue lettere mentre alcuni di noi, nel leggerle, ci trovavamo ad associarle a quelle dei condannati a morte della Resistenza. Questo il film lo sottolinea, ed è proprio vero.”

    1. Il terzo film che ti suggerisco è dello stesso regista di Buongiorno, notte, cioè è Marco Bellocchio, e si intitola Vincere. Con Vincere torniamo indietro ai primi decenni del Novecento, agli anni della nascita e della crescita del fascismo. Il film è infatti centrato sulla figura di Ida Dalser, prima moglie di Benito Mussolini, ufficialmente sposata in chiesa, e sul loro figlio Benito Albino Mussolini, entrambi tragicamente cancellati dall’esistenza del Duce e dal mondo in un modo feroce. Nel film, Ida è magistralmente interpretata dall’attrice Giovanna Mezzogiorno, mentre Benito Albino ha il volto dell’attore Filippo Timi.

    Il film ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui 8 David di Donatello - miglior regista, fotografia, scenografia, costumi, trucco, acconciature, montaggio, effetti speciali visivi, ma anche 3 Globi d’Oro e 4 Nastri d’Argento, oltre a vari altri premi internazionali. Quindi questo è un film che vale la pena vedere!

    Le vicende narrate nel film partono dall'anno 1907, che è l'anno in cui Benito Mussolini conobbe Ida, e arrivano fino alla chiusura del loro figlio in un ospedale psichiatrico. Ida si innamora di Mussolini prima della sua ascesa politica, periodo in cui lo sostiene economicamente e diventa madre. Mussolini inizialmente si invaghisce della donna ma poi, dopo essere giunto al potere, la respinge e nega la loro relazione. Non solo: allontana sia lei che il figlio, da sé e dal mondo, facendoli internare entrambi in manicomio.

    Il film introduce anche la figura di Rachele Guidi, la seconda moglie di Mussolini, sposata con rito civile, e mostra come la precedente relazione con Ida abbia inciso sulla loro vita privata.

    Vediamo insieme una delle scene iniziali di Vincere, in cui un giovanissimo Mussolini sfida Dio, conquistando così, con la stessa retorica pomposa e vuota che caratterizzerà tutta la comunicazione fascista, il cuore della bella Ida.

    Il film ha avuto il merito di riportare all’attenzione della società italiana la figura dimenticata di Ida Dalser, testimone degli aspetti più oscuri della nascita del fascismo. Ah, se ti interessa scoprire la storia del fascismo, abbiamo realizzato cinque episodi sul nostro podcast, te li lascio in descrizione; e abbiamo recentemente pubblicato un unico podcast che puoi ascoltare dall’inizio alla fine, se vuoi scoprire questo periodo. Abbiamo fatto un buon lavoro, credo. Ti lascio il link in descrizione.

    1. Il quarto film che ti consiglio è Il giovane favoloso, un film del 2014 per la regia di Mario Martone. Il giovane favoloso a cui allude il titolo del film è Giacomo Leopardi, poeta, scrittore e filosofo della prima metà dell’Ottocento, uno dei più grandi autori della nostra letteratura e della poesia mondiale, massimo esponente del romanticismo italiano. Giacomo Leopardi, interpretato nel film dal grande Elio Germano, è un poeta che in Italia tutti conoscono, le cui poesie si studiano a scuola e che ha fortemente contribuito alla formazione dell'identità culturale italiana.

    Una curiosità: il titolo del film è tratto da un racconto della scrittrice Anna Maria Ortese in cui si descrive il pellegrinaggio alla tomba del poeta, che si trova a Napoli: «Così ho pensato di andare verso la grotta, in fondo alla quale, in un paese di luce, dorme, da cento anni, il giovane favoloso.»

    Il film racconta il percorso intellettuale di Giacomo, i rapporti familiari oppressivi, le amicizie, le sofferenze fisiche ma anche il processo creativo che lo ha portato a scrivere le sue opere più celebri.

    Da bambino, Giacomo rivela una straordinaria intelligenza e un amore per la cultura che cresce nella casa-biblioteca di Recanati, nelle moderne Marche, dove vive assieme ai fratelli Carlo e Paolina, alla madre e al padre. Con il padre, Leopardi ha un rapporto difficile: Monaldo Leopardi è un nobile autoritario e dai modi rigidi, duri. A un certo momento della sua vita Giacomo smette di accontentarsi del conforto che gli viene dallo studio e dalla scrittura, e vuole allontanarsi da casa, dalla famiglia, vuole condividere il mondo dei suoi amici letterati con i quali si scrive molte lettere.

    Un primo tentativo di fuga, tramite un falso passaporto, fallisce a causa dell’intervento del padre. Ma a ventiquattro anni, Giacomo riesce finalmente a lasciare Recanati. Vivrà a Firenze, Roma e Napoli; conoscerà l’amicizia e l’amore; quest’ultimo, purtroppo, non ricambiato. Frequenterà salotti letterari e continuerà a pubblicare opere di poesia e di prosa. Ma nel frattempo, purtroppo, la sua salute fisica peggiorerà.

    Morirà a Napoli, dopo aver assistito a un'eruzione del vulcano, il Vesuvio, e dopo aver regalato al mondo la celebre poesia La ginestra, che noi italiani dobbiamo studiare a scuola. Magari ne parleremo una volta, farò un video sulla poesia; se ti interessa, lascia un commento.

    Vediamo ora, insieme, una scena del film che traduce in immagini il momento creativo che portò Leopardi alla scrittura del celebre “Dialogo della Natura e di un islandese”, che è contenuto nelle Operette morali.

    Il giovane favoloso è stato un grande successo di pubblico e di critica. Ha ottenuto 2 David di Donatello (per i costumi ed il trucco), un Nastro d’Argento speciale a Germano per la sua interpretazione di Leopardi. E ha anche registrato un notevole incasso, contribuendo a rinnovare l’interesse popolare per il poeta che, appunto, in Italia conosciamo tutti. Quindi… consigliato!

    1. Concludiamo la nostra antologia di film biografici con l’opera del 2018 Fabrizio De André - Principe libero, del regista Luca Facchini. Nata come miniserie TV della Rai, in seguito è stata distribuita anche al cinema in versione più breve, in versione  ridotta. Ha ricevuto l’apprezzamento di pubblico e di critica soprattutto per la performance dell’attore Luca Marinelli, che per il ruolo del protagonista ha ottenuto il Premio Flaiano.

    Fabrizio De André - chiamato dai suoi fan “Faber” - è uno dei più importanti cantautori italiani del Novecento. Possiamo senza dubbio affermare che “Faber” ha segnato un'epoca, nella musica e nella cultura italiana. Le sue canzoni hanno affrontato temi come marginalità, anarchia, critica sociale, amore e poesia. Ed è  ancora oggi amatissimo da ascoltatori di tutte le generazioni. Quindi, se non l’hai mai ascoltato, ti consiglio di ascoltarti qualcosa di De André.

    Il film si apre con il racconto di un evento drammatico che ha segnato duramente la vita del cantautore e della sua famiglia: la sera del 27 agosto 1979, Fabrizio e la sua compagna, la cantante Dori Ghezzi, vengono rapiti dalla loro villa in Sardegna, dove si erano da poco stabiliti a vivere.

    La prigionia riporta alla memoria di Fabrizio tanti ricordi, a cominciare dall'infanzia e dalla gioventù: la prima chitarra ricevuta in regalo dalla famiglia; gli studi universitari di giurisprudenza abbandonati per dedicarsi alla musica; le notti brave a Genova con gli amici; gli incontri borghesi voluti e organizzati dal ricco e ambizioso padre; l’incontro con Luigi Tenco, altro cantautore importante della scuola genovese, e l’amicizia fino al suicidio di Tenco durante il Festival di Sanremo del 1967. E ancora: il primo album registrato in studio; la nascita del figlio, Cristiano; il divorzio dalla prima moglie; l'incontro con Dori Ghezzi; la nascita del legame affettivo con la Sardegna e molto altro ancora.

    Guardiamo insieme una scena di Fabrizio De André - Il Principe libero, la scena dell’incontro cruciale con Mina, che è una cantante molto importante, iconica, che ha portato in televisione con la sua voce La canzone di Marinella di De André, regalandogli la popolarità.

    Il racconto termina simbolicamente con la rottura della cosiddetta “quarta parete”. La mini-serie ha contribuito a rinnovare l’interesse per la figura di De André anche presso il pubblico più giovane, che mantiene vivo l’amore per uno dei più grandi poeti della canzone italiana.

    Bene, siamo arrivati alla fine. Se hai trovato interessante questo viaggio in 5 film e 5 vite di italiani e italiane famosi, beh, ti invito a lasciarmi un commento, raccontandomi se hai già visto qualcuno dei film citati, cosa ne pensi, se ti e piaciuti, oppure se il video ti ha incuriosito e pensi di guardare uno dei film suggeriti: dimmi quale, sono curioso, e se hai altri consigli, fammi sapere nei commenti.

    Ora, ti ricordo il nostro PDF (che puoi scaricare anche qui, usando questo codice QR a fianco alla mia testa) dove troverai istruzioni su come vedere ciascuno di questi film, ma anche altri consigli di visione di film biografici su altri personaggi italiani famosi. Il link si trova anche in descrizione, dagli un’occhiata, ci mettiamo sempre molto impegno nella creazione dei PDF, quindi penso che ti piaceranno. Se invece ti interessa scoprire 4 film per conoscere e approfondire la storia d’Italia, potrebbe interessarti il video che ti lascio, ora, qui a schermo e che puoi cliccare, se vuoi.

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    Oggi ti porto in un viaggio speciale nella storia e cultura italiana, attraverso 5 personaggi che hanno segnato profondamente l’Italia: filosofi, politici, poeti e musicisti. Alcuni forse li conosci già, altri forse saranno nuovi, ma tutti hanno lasciato un’impronta, a modo loro, sulla storia di questo Paese. E lo faremo, nuovamente, parlando di film, 5 film straordinari che raccontano molto bene le loro vite, le loro idee e i loro conflitti. Quindi, se il tuo obiettivo è approfondire la cultura italiana, oltre che imparare la lingua italiana, i film biografici, come quelli che vedremo oggi, sono un modo divertente ed efficace di fare entrambe le cose allo stesso tempo.

    Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club

    Io mi chiamo Davide e questo è Podcast Italiano, un canale per chi impara l’italiano e la cultura italiana. Attiva i sottotitoli se ne hai bisogno; ricorda che la trascrizione integrale di tutti questi video è sul mio sito, podcastitaliano.com, ma anche che ho preparato un PDF, come sempre, abbinato a questo video. Un PDF che accompagna il video: al suo interno troverai degli altri consigli di film biografici da vedere oltre a quelli che ti darò in questo video, con una sinossi, indicazioni dove guardare ciascuno di questi film e altro ancora. Quindi ti lascio il link in descrizione, se vuoi scaricare il PDF gratuito, ma puoi anche scansionare questo codice QR con il tuo telefono. Ti consiglio di farlo perché mettiamo sempre molto amore, molta cura e molto impegno nella creazione di questi PDF e piacciono molto agli studenti che li usano.

    Iniziamo il nostro viaggio cinematografico, che è anche un viaggio storico e culturale. Ti consiglierò, come dicevo, 5 film biografici su 5 personaggi storici, e lo farò seguendo un ordine cronologico.

    1. Il primo film che ti suggerisco, reso celebre dall’intensa interpretazione di Gian Maria Volonté, è il film biografico Giordano Bruno del 1973, per la regia di Giuliano Montaldo. Il film, che si è distinto per la rigorosa ricostruzione storica, ha vinto, per la miglior scenografia, il Nastro d’Argento (premio assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani).

    Come il titolo lascia intuire, il film racconta la vita di Giordano Bruno, che fu un frate domenicano nato nel 1548 e che diventò famoso come teologo e filosofo, ma soprattutto come simbolo - simbolo riconosciuto ancora oggi - della libertà di pensiero, della laicità e della tensione verso una conoscenza capace di andare oltre i dogmi.

    Giordano Bruno, infatti, elaborò una concezione del cosmo che fu davvero rivoluzionaria. Prima di Giordano Bruno, infatti, Copernico aveva già collocato il Sole al centro del sistema e la Terra in movimento, attorno al Sole, ma ancora concepiva l’universo come finito. Bruno rielaborò il pensiero di Copernico, superandolo e rendendolo ancora più radicale: Bruno sosteneva infatti l’infinità dell’universo, il suo essere senza confini e senza centro, e inoltre lo concepiva come popolato da una pluralità di mondi abitati. Per Bruno ogni stella era un sole, attorno a ogni stella giravano pianeti, alcuni abitati, e la Terra non era che uno di questi tanti pianeti, senza alcun privilegio sugli altri. Infine, Bruno concepiva Dio come presente nella natura, una forma di pensiero più pagano che cristiano, definita “panteismo”. Quindi un pensiero davvero rivoluzionario.

    La rottura con il pensiero cattolico dominante costò a Giordano Bruno prima la persecuzione da parte delle autorità religiose e poi, addirittura, la vita. Affrontò un lungo processo, in cui fu invitato a rinnegare le sue idee. Bruno rifiutò con fermezza e per questo fu condannato a morte per eresia dall’Inquisizione romana, e infine bruciato vivo a Roma, a Campo de’ Fiori, il 17 febbraio 1600. Una statua in mezzo alla piazza ricorda ancora oggi la sua morte eroica.

    Il film ripercorre in particolare gli ultimi anni della vita di Bruno, dal suo ritorno in Italia dopo gli anni trascorsi in Francia, Germania e Inghilterra, fino al processo e all’esecuzione. L’opera racconta la sua ricerca instancabile della verità, ed enfatizza soprattutto il conflitto tra il suo pensiero libero e la rigidità delle autorità religiose. L’opera è caratterizzata da uno stile di recitazione molto teatrale, con lunghi e intensi dialoghi.

    Voglio fartene vedere un pezzetto. Vediamo insieme una bellissima scena da Giordano Bruno in cui il protagonista richiama l’attenzione sul potenziale rivoluzionario dell’uso della ragione per arrivare alla verità.

    1. Con il secondo film, Buongiorno, notte facciamo un lungo salto dal 1600 agli anni Settanta del Novecento. Il film di Marco Bellocchio del 2023 (vincitore, quell’anno, del Premio Speciale della Giuria alla Mostra di Venezia) racconta il rapimento, la detenzione e l’uccisione, nel 1978, di Aldo Moro, presidente del partito di governo della Democrazia Cristiana, ad opera dei terroristi di estrema sinistra del cosiddetto gruppo delle Brigate Rosse.

    Aldo Moro, che nel film viene interpretato dall’attore Roberto Herlitzka, è stato uno degli uomini politici più importanti nella storia della Repubblica italiana. Al momento del rapimento era sul punto di stringere un’alleanza con il Partito Comunista Italiano, per una collaborazione tra le due principali forze politiche del Paese, una collaborazione che fosse in grado di stabilizzare la democrazia: il cosiddetto “compromesso storico”. Il sequestro di Moro rappresentò uno degli episodi più drammatici degli anni del terrorismo in Italia, i cosiddetti anni di piombo, e segnò una strada senza ritorno nella storia politica italiana.

    Nel film, tutta la storia del rapimento, della prigionia e dell’omicidio di Moro è narrata dal punto di vista dell’unica donna membro del commando, la brigatista Chiara, ispirata alle figure reali di Anna Laura Braghetti e di Adriana Faranda, e interpretata da una giovanissima e talentuosa Maya Sansa. È attraverso gli occhi di Chiara e vivendo i suoi conflitti interiori che riusciamo a comprendere e sentire sulla pelle il clima di tensione politica di quegli anni.

    Il film ha un doppio livello narrativo: alterna momenti di ricostruzione storica fedele e perfino documenti televisivi originali dell'epoca, ad altri momenti di natura più riflessiva e più onirica, di sogno; i personaggi, anche gli stessi terroristi, ne risultano così umanizzati, senza giustificazioni e senza giudizio.

    Vediamo insieme una scena di Buongiorno, Notte in cui Chiara legge l’ultima, struggente lettera di Moro alla famiglia, alla vigilia della sua esecuzione.

    Un curiosità:  Buongiorno, notte è stato apprezzato sia dai familiari di Aldo Moro sia da alcuni ex brigatisti, no? Membri delle BR, le brigate rosse; uno di loro ha detto: «I suoi amici negavano autenticità alle sue lettere mentre alcuni di noi, nel leggerle, ci trovavamo ad associarle a quelle dei condannati a morte della Resistenza. Questo il film lo sottolinea, ed è proprio vero.”

    1. Il terzo film che ti suggerisco è dello stesso regista di Buongiorno, notte, cioè è Marco Bellocchio, e si intitola Vincere. Con Vincere torniamo indietro ai primi decenni del Novecento, agli anni della nascita e della crescita del fascismo. Il film è infatti centrato sulla figura di Ida Dalser, prima moglie di Benito Mussolini, ufficialmente sposata in chiesa, e sul loro figlio Benito Albino Mussolini, entrambi tragicamente cancellati dall’esistenza del Duce e dal mondo in un modo feroce. Nel film, Ida è magistralmente interpretata dall’attrice Giovanna Mezzogiorno, mentre Benito Albino ha il volto dell’attore Filippo Timi.

    Il film ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui 8 David di Donatello - miglior regista, fotografia, scenografia, costumi, trucco, acconciature, montaggio, effetti speciali visivi, ma anche 3 Globi d’Oro e 4 Nastri d’Argento, oltre a vari altri premi internazionali. Quindi questo è un film che vale la pena vedere!

    Le vicende narrate nel film partono dall'anno 1907, che è l'anno in cui Benito Mussolini conobbe Ida, e arrivano fino alla chiusura del loro figlio in un ospedale psichiatrico. Ida si innamora di Mussolini prima della sua ascesa politica, periodo in cui lo sostiene economicamente e diventa madre. Mussolini inizialmente si invaghisce della donna ma poi, dopo essere giunto al potere, la respinge e nega la loro relazione. Non solo: allontana sia lei che il figlio, da sé e dal mondo, facendoli internare entrambi in manicomio.

    Il film introduce anche la figura di Rachele Guidi, la seconda moglie di Mussolini, sposata con rito civile, e mostra come la precedente relazione con Ida abbia inciso sulla loro vita privata.

    Vediamo insieme una delle scene iniziali di Vincere, in cui un giovanissimo Mussolini sfida Dio, conquistando così, con la stessa retorica pomposa e vuota che caratterizzerà tutta la comunicazione fascista, il cuore della bella Ida.

    Il film ha avuto il merito di riportare all’attenzione della società italiana la figura dimenticata di Ida Dalser, testimone degli aspetti più oscuri della nascita del fascismo. Ah, se ti interessa scoprire la storia del fascismo, abbiamo realizzato cinque episodi sul nostro podcast, te li lascio in descrizione; e abbiamo recentemente pubblicato un unico podcast che puoi ascoltare dall’inizio alla fine, se vuoi scoprire questo periodo. Abbiamo fatto un buon lavoro, credo. Ti lascio il link in descrizione.

    1. Il quarto film che ti consiglio è Il giovane favoloso, un film del 2014 per la regia di Mario Martone. Il giovane favoloso a cui allude il titolo del film è Giacomo Leopardi, poeta, scrittore e filosofo della prima metà dell’Ottocento, uno dei più grandi autori della nostra letteratura e della poesia mondiale, massimo esponente del romanticismo italiano. Giacomo Leopardi, interpretato nel film dal grande Elio Germano, è un poeta che in Italia tutti conoscono, le cui poesie si studiano a scuola e che ha fortemente contribuito alla formazione dell'identità culturale italiana.

    Una curiosità: il titolo del film è tratto da un racconto della scrittrice Anna Maria Ortese in cui si descrive il pellegrinaggio alla tomba del poeta, che si trova a Napoli: «Così ho pensato di andare verso la grotta, in fondo alla quale, in un paese di luce, dorme, da cento anni, il giovane favoloso.»

    Il film racconta il percorso intellettuale di Giacomo, i rapporti familiari oppressivi, le amicizie, le sofferenze fisiche ma anche il processo creativo che lo ha portato a scrivere le sue opere più celebri.

    Da bambino, Giacomo rivela una straordinaria intelligenza e un amore per la cultura che cresce nella casa-biblioteca di Recanati, nelle moderne Marche, dove vive assieme ai fratelli Carlo e Paolina, alla madre e al padre. Con il padre, Leopardi ha un rapporto difficile: Monaldo Leopardi è un nobile autoritario e dai modi rigidi, duri. A un certo momento della sua vita Giacomo smette di accontentarsi del conforto che gli viene dallo studio e dalla scrittura, e vuole allontanarsi da casa, dalla famiglia, vuole condividere il mondo dei suoi amici letterati con i quali si scrive molte lettere.

    Un primo tentativo di fuga, tramite un falso passaporto, fallisce a causa dell’intervento del padre. Ma a ventiquattro anni, Giacomo riesce finalmente a lasciare Recanati. Vivrà a Firenze, Roma e Napoli; conoscerà l’amicizia e l’amore; quest’ultimo, purtroppo, non ricambiato. Frequenterà salotti letterari e continuerà a pubblicare opere di poesia e di prosa. Ma nel frattempo, purtroppo, la sua salute fisica peggiorerà.

    Morirà a Napoli, dopo aver assistito a un'eruzione del vulcano, il Vesuvio, e dopo aver regalato al mondo la celebre poesia La ginestra, che noi italiani dobbiamo studiare a scuola. Magari ne parleremo una volta, farò un video sulla poesia; se ti interessa, lascia un commento.

    Vediamo ora, insieme, una scena del film che traduce in immagini il momento creativo che portò Leopardi alla scrittura del celebre “Dialogo della Natura e di un islandese”, che è contenuto nelle Operette morali.

    Il giovane favoloso è stato un grande successo di pubblico e di critica. Ha ottenuto 2 David di Donatello (per i costumi ed il trucco), un Nastro d’Argento speciale a Germano per la sua interpretazione di Leopardi. E ha anche registrato un notevole incasso, contribuendo a rinnovare l’interesse popolare per il poeta che, appunto, in Italia conosciamo tutti. Quindi… consigliato!

    1. Concludiamo la nostra antologia di film biografici con l’opera del 2018 Fabrizio De André - Principe libero, del regista Luca Facchini. Nata come miniserie TV della Rai, in seguito è stata distribuita anche al cinema in versione più breve, in versione  ridotta. Ha ricevuto l’apprezzamento di pubblico e di critica soprattutto per la performance dell’attore Luca Marinelli, che per il ruolo del protagonista ha ottenuto il Premio Flaiano.

    Fabrizio De André - chiamato dai suoi fan “Faber” - è uno dei più importanti cantautori italiani del Novecento. Possiamo senza dubbio affermare che “Faber” ha segnato un'epoca, nella musica e nella cultura italiana. Le sue canzoni hanno affrontato temi come marginalità, anarchia, critica sociale, amore e poesia. Ed è  ancora oggi amatissimo da ascoltatori di tutte le generazioni. Quindi, se non l’hai mai ascoltato, ti consiglio di ascoltarti qualcosa di De André.

    Il film si apre con il racconto di un evento drammatico che ha segnato duramente la vita del cantautore e della sua famiglia: la sera del 27 agosto 1979, Fabrizio e la sua compagna, la cantante Dori Ghezzi, vengono rapiti dalla loro villa in Sardegna, dove si erano da poco stabiliti a vivere.

    La prigionia riporta alla memoria di Fabrizio tanti ricordi, a cominciare dall'infanzia e dalla gioventù: la prima chitarra ricevuta in regalo dalla famiglia; gli studi universitari di giurisprudenza abbandonati per dedicarsi alla musica; le notti brave a Genova con gli amici; gli incontri borghesi voluti e organizzati dal ricco e ambizioso padre; l’incontro con Luigi Tenco, altro cantautore importante della scuola genovese, e l’amicizia fino al suicidio di Tenco durante il Festival di Sanremo del 1967. E ancora: il primo album registrato in studio; la nascita del figlio, Cristiano; il divorzio dalla prima moglie; l'incontro con Dori Ghezzi; la nascita del legame affettivo con la Sardegna e molto altro ancora.

    Guardiamo insieme una scena di Fabrizio De André - Il Principe libero, la scena dell’incontro cruciale con Mina, che è una cantante molto importante, iconica, che ha portato in televisione con la sua voce La canzone di Marinella di De André, regalandogli la popolarità.

    Il racconto termina simbolicamente con la rottura della cosiddetta “quarta parete”. La mini-serie ha contribuito a rinnovare l’interesse per la figura di De André anche presso il pubblico più giovane, che mantiene vivo l’amore per uno dei più grandi poeti della canzone italiana.

    Bene, siamo arrivati alla fine. Se hai trovato interessante questo viaggio in 5 film e 5 vite di italiani e italiane famosi, beh, ti invito a lasciarmi un commento, raccontandomi se hai già visto qualcuno dei film citati, cosa ne pensi, se ti e piaciuti, oppure se il video ti ha incuriosito e pensi di guardare uno dei film suggeriti: dimmi quale, sono curioso, e se hai altri consigli, fammi sapere nei commenti.

    Ora, ti ricordo il nostro PDF (che puoi scaricare anche qui, usando questo codice QR a fianco alla mia testa) dove troverai istruzioni su come vedere ciascuno di questi film, ma anche altri consigli di visione di film biografici su altri personaggi italiani famosi. Il link si trova anche in descrizione, dagli un’occhiata, ci mettiamo sempre molto impegno nella creazione dei PDF, quindi penso che ti piaceranno. Se invece ti interessa scoprire 4 film per conoscere e approfondire la storia d’Italia, potrebbe interessarti il video che ti lascio, ora, qui a schermo e che puoi cliccare, se vuoi.

    Alla prossima!

    Oggi ti porto in un viaggio speciale nella storia e cultura italiana, attraverso 5 personaggi che hanno segnato profondamente l’Italia: filosofi, politici, poeti e musicisti. Alcuni forse li conosci già, altri forse saranno nuovi, ma tutti hanno lasciato un’impronta, a modo loro, sulla storia di questo Paese. E lo faremo, nuovamente, parlando di film, 5 film straordinari che raccontano molto bene le loro vite, le loro idee e i loro conflitti. Quindi, se il tuo obiettivo è approfondire la cultura italiana, oltre che imparare la lingua italiana, i film biografici, come quelli che vedremo oggi, sono un modo divertente ed efficace di fare entrambe le cose allo stesso tempo.

    Trascrizione e glossario sul Podcast Italiano Club

    Io mi chiamo Davide e questo è Podcast Italiano, un canale per chi impara l’italiano e la cultura italiana. Attiva i sottotitoli se ne hai bisogno; ricorda che la trascrizione integrale di tutti questi video è sul mio sito, podcastitaliano.com, ma anche che ho preparato un PDF, come sempre, abbinato a questo video. Un PDF che accompagna il video: al suo interno troverai degli altri consigli di film biografici da vedere oltre a quelli che ti darò in questo video, con una sinossi, indicazioni dove guardare ciascuno di questi film e altro ancora. Quindi ti lascio il link in descrizione, se vuoi scaricare il PDF gratuito, ma puoi anche scansionare questo codice QR con il tuo telefono. Ti consiglio di farlo perché mettiamo sempre molto amore, molta cura e molto impegno nella creazione di questi PDF e piacciono molto agli studenti che li usano.

    Iniziamo il nostro viaggio cinematografico, che è anche un viaggio storico e culturale. Ti consiglierò, come dicevo, 5 film biografici su 5 personaggi storici, e lo farò seguendo un ordine cronologico.

    1. Il primo film che ti suggerisco, reso celebre dall’intensa interpretazione di Gian Maria Volonté, è il film biografico Giordano Bruno del 1973, per la regia di Giuliano Montaldo. Il film, che si è distinto per la rigorosa ricostruzione storica, ha vinto, per la miglior scenografia, il Nastro d’Argento (premio assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani).

    Come il titolo lascia intuire, il film racconta la vita di Giordano Bruno, che fu un frate domenicano nato nel 1548 e che diventò famoso come teologo e filosofo, ma soprattutto come simbolo - simbolo riconosciuto ancora oggi - della libertà di pensiero, della laicità e della tensione verso una conoscenza capace di andare oltre i dogmi.

    Giordano Bruno, infatti, elaborò una concezione del cosmo che fu davvero rivoluzionaria. Prima di Giordano Bruno, infatti, Copernico aveva già collocato il Sole al centro del sistema e la Terra in movimento, attorno al Sole, ma ancora concepiva l’universo come finito. Bruno rielaborò il pensiero di Copernico, superandolo e rendendolo ancora più radicale: Bruno sosteneva infatti l’infinità dell’universo, il suo essere senza confini e senza centro, e inoltre lo concepiva come popolato da una pluralità di mondi abitati. Per Bruno ogni stella era un sole, attorno a ogni stella giravano pianeti, alcuni abitati, e la Terra non era che uno di questi tanti pianeti, senza alcun privilegio sugli altri. Infine, Bruno concepiva Dio come presente nella natura, una forma di pensiero più pagano che cristiano, definita “panteismo”. Quindi un pensiero davvero rivoluzionario.

    La rottura con il pensiero cattolico dominante costò a Giordano Bruno prima la persecuzione da parte delle autorità religiose e poi, addirittura, la vita. Affrontò un lungo processo, in cui fu invitato a rinnegare le sue idee. Bruno rifiutò con fermezza e per questo fu condannato a morte per eresia dall’Inquisizione romana, e infine bruciato vivo a Roma, a Campo de’ Fiori, il 17 febbraio 1600. Una statua in mezzo alla piazza ricorda ancora oggi la sua morte eroica.

    Il film ripercorre in particolare gli ultimi anni della vita di Bruno, dal suo ritorno in Italia dopo gli anni trascorsi in Francia, Germania e Inghilterra, fino al processo e all’esecuzione. L’opera racconta la sua ricerca instancabile della verità, ed enfatizza soprattutto il conflitto tra il suo pensiero libero e la rigidità delle autorità religiose. L’opera è caratterizzata da uno stile di recitazione molto teatrale, con lunghi e intensi dialoghi.

    Voglio fartene vedere un pezzetto. Vediamo insieme una bellissima scena da Giordano Bruno in cui il protagonista richiama l’attenzione sul potenziale rivoluzionario dell’uso della ragione per arrivare alla verità.

    1. Con il secondo film, Buongiorno, notte facciamo un lungo salto dal 1600 agli anni Settanta del Novecento. Il film di Marco Bellocchio del 2023 (vincitore, quell’anno, del Premio Speciale della Giuria alla Mostra di Venezia) racconta il rapimento, la detenzione e l’uccisione, nel 1978, di Aldo Moro, presidente del partito di governo della Democrazia Cristiana, ad opera dei terroristi di estrema sinistra del cosiddetto gruppo delle Brigate Rosse.

    Aldo Moro, che nel film viene interpretato dall’attore Roberto Herlitzka, è stato uno degli uomini politici più importanti nella storia della Repubblica italiana. Al momento del rapimento era sul punto di stringere un’alleanza con il Partito Comunista Italiano, per una collaborazione tra le due principali forze politiche del Paese, una collaborazione che fosse in grado di stabilizzare la democrazia: il cosiddetto “compromesso storico”. Il sequestro di Moro rappresentò uno degli episodi più drammatici degli anni del terrorismo in Italia, i cosiddetti anni di piombo, e segnò una strada senza ritorno nella storia politica italiana.

    Nel film, tutta la storia del rapimento, della prigionia e dell’omicidio di Moro è narrata dal punto di vista dell’unica donna membro del commando, la brigatista Chiara, ispirata alle figure reali di Anna Laura Braghetti e di Adriana Faranda, e interpretata da una giovanissima e talentuosa Maya Sansa. È attraverso gli occhi di Chiara e vivendo i suoi conflitti interiori che riusciamo a comprendere e sentire sulla pelle il clima di tensione politica di quegli anni.

    Il film ha un doppio livello narrativo: alterna momenti di ricostruzione storica fedele e perfino documenti televisivi originali dell'epoca, ad altri momenti di natura più riflessiva e più onirica, di sogno; i personaggi, anche gli stessi terroristi, ne risultano così umanizzati, senza giustificazioni e senza giudizio.

    Vediamo insieme una scena di Buongiorno, Notte in cui Chiara legge l’ultima, struggente lettera di Moro alla famiglia, alla vigilia della sua esecuzione.

    Un curiosità:  Buongiorno, notte è stato apprezzato sia dai familiari di Aldo Moro sia da alcuni ex brigatisti, no? Membri delle BR, le brigate rosse; uno di loro ha detto: «I suoi amici negavano autenticità alle sue lettere mentre alcuni di noi, nel leggerle, ci trovavamo ad associarle a quelle dei condannati a morte della Resistenza. Questo il film lo sottolinea, ed è proprio vero.”

    1. Il terzo film che ti suggerisco è dello stesso regista di Buongiorno, notte, cioè è Marco Bellocchio, e si intitola Vincere. Con Vincere torniamo indietro ai primi decenni del Novecento, agli anni della nascita e della crescita del fascismo. Il film è infatti centrato sulla figura di Ida Dalser, prima moglie di Benito Mussolini, ufficialmente sposata in chiesa, e sul loro figlio Benito Albino Mussolini, entrambi tragicamente cancellati dall’esistenza del Duce e dal mondo in un modo feroce. Nel film, Ida è magistralmente interpretata dall’attrice Giovanna Mezzogiorno, mentre Benito Albino ha il volto dell’attore Filippo Timi.

    Il film ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui 8 David di Donatello - miglior regista, fotografia, scenografia, costumi, trucco, acconciature, montaggio, effetti speciali visivi, ma anche 3 Globi d’Oro e 4 Nastri d’Argento, oltre a vari altri premi internazionali. Quindi questo è un film che vale la pena vedere!

    Le vicende narrate nel film partono dall'anno 1907, che è l'anno in cui Benito Mussolini conobbe Ida, e arrivano fino alla chiusura del loro figlio in un ospedale psichiatrico. Ida si innamora di Mussolini prima della sua ascesa politica, periodo in cui lo sostiene economicamente e diventa madre. Mussolini inizialmente si invaghisce della donna ma poi, dopo essere giunto al potere, la respinge e nega la loro relazione. Non solo: allontana sia lei che il figlio, da sé e dal mondo, facendoli internare entrambi in manicomio.

    Il film introduce anche la figura di Rachele Guidi, la seconda moglie di Mussolini, sposata con rito civile, e mostra come la precedente relazione con Ida abbia inciso sulla loro vita privata.

    Vediamo insieme una delle scene iniziali di Vincere, in cui un giovanissimo Mussolini sfida Dio, conquistando così, con la stessa retorica pomposa e vuota che caratterizzerà tutta la comunicazione fascista, il cuore della bella Ida.

    Il film ha avuto il merito di riportare all’attenzione della società italiana la figura dimenticata di Ida Dalser, testimone degli aspetti più oscuri della nascita del fascismo. Ah, se ti interessa scoprire la storia del fascismo, abbiamo realizzato cinque episodi sul nostro podcast, te li lascio in descrizione; e abbiamo recentemente pubblicato un unico podcast che puoi ascoltare dall’inizio alla fine, se vuoi scoprire questo periodo. Abbiamo fatto un buon lavoro, credo. Ti lascio il link in descrizione.

    1. Il quarto film che ti consiglio è Il giovane favoloso, un film del 2014 per la regia di Mario Martone. Il giovane favoloso a cui allude il titolo del film è Giacomo Leopardi, poeta, scrittore e filosofo della prima metà dell’Ottocento, uno dei più grandi autori della nostra letteratura e della poesia mondiale, massimo esponente del romanticismo italiano. Giacomo Leopardi, interpretato nel film dal grande Elio Germano, è un poeta che in Italia tutti conoscono, le cui poesie si studiano a scuola e che ha fortemente contribuito alla formazione dell'identità culturale italiana.

    Una curiosità: il titolo del film è tratto da un racconto della scrittrice Anna Maria Ortese in cui si descrive il pellegrinaggio alla tomba del poeta, che si trova a Napoli: «Così ho pensato di andare verso la grotta, in fondo alla quale, in un paese di luce, dorme, da cento anni, il giovane favoloso.»

    Il film racconta il percorso intellettuale di Giacomo, i rapporti familiari oppressivi, le amicizie, le sofferenze fisiche ma anche il processo creativo che lo ha portato a scrivere le sue opere più celebri.

    Da bambino, Giacomo rivela una straordinaria intelligenza e un amore per la cultura che cresce nella casa-biblioteca di Recanati, nelle moderne Marche, dove vive assieme ai fratelli Carlo e Paolina, alla madre e al padre. Con il padre, Leopardi ha un rapporto difficile: Monaldo Leopardi è un nobile autoritario e dai modi rigidi, duri. A un certo momento della sua vita Giacomo smette di accontentarsi del conforto che gli viene dallo studio e dalla scrittura, e vuole allontanarsi da casa, dalla famiglia, vuole condividere il mondo dei suoi amici letterati con i quali si scrive molte lettere.

    Un primo tentativo di fuga, tramite un falso passaporto, fallisce a causa dell’intervento del padre. Ma a ventiquattro anni, Giacomo riesce finalmente a lasciare Recanati. Vivrà a Firenze, Roma e Napoli; conoscerà l’amicizia e l’amore; quest’ultimo, purtroppo, non ricambiato. Frequenterà salotti letterari e continuerà a pubblicare opere di poesia e di prosa. Ma nel frattempo, purtroppo, la sua salute fisica peggiorerà.

    Morirà a Napoli, dopo aver assistito a un'eruzione del vulcano, il Vesuvio, e dopo aver regalato al mondo la celebre poesia La ginestra, che noi italiani dobbiamo studiare a scuola. Magari ne parleremo una volta, farò un video sulla poesia; se ti interessa, lascia un commento.

    Vediamo ora, insieme, una scena del film che traduce in immagini il momento creativo che portò Leopardi alla scrittura del celebre “Dialogo della Natura e di un islandese”, che è contenuto nelle Operette morali.

    Il giovane favoloso è stato un grande successo di pubblico e di critica. Ha ottenuto 2 David di Donatello (per i costumi ed il trucco), un Nastro d’Argento speciale a Germano per la sua interpretazione di Leopardi. E ha anche registrato un notevole incasso, contribuendo a rinnovare l’interesse popolare per il poeta che, appunto, in Italia conosciamo tutti. Quindi… consigliato!

    1. Concludiamo la nostra antologia di film biografici con l’opera del 2018 Fabrizio De André - Principe libero, del regista Luca Facchini. Nata come miniserie TV della Rai, in seguito è stata distribuita anche al cinema in versione più breve, in versione  ridotta. Ha ricevuto l’apprezzamento di pubblico e di critica soprattutto per la performance dell’attore Luca Marinelli, che per il ruolo del protagonista ha ottenuto il Premio Flaiano.

    Fabrizio De André - chiamato dai suoi fan “Faber” - è uno dei più importanti cantautori italiani del Novecento. Possiamo senza dubbio affermare che “Faber” ha segnato un'epoca, nella musica e nella cultura italiana. Le sue canzoni hanno affrontato temi come marginalità, anarchia, critica sociale, amore e poesia. Ed è  ancora oggi amatissimo da ascoltatori di tutte le generazioni. Quindi, se non l’hai mai ascoltato, ti consiglio di ascoltarti qualcosa di De André.

    Il film si apre con il racconto di un evento drammatico che ha segnato duramente la vita del cantautore e della sua famiglia: la sera del 27 agosto 1979, Fabrizio e la sua compagna, la cantante Dori Ghezzi, vengono rapiti dalla loro villa in Sardegna, dove si erano da poco stabiliti a vivere.

    La prigionia riporta alla memoria di Fabrizio tanti ricordi, a cominciare dall'infanzia e dalla gioventù: la prima chitarra ricevuta in regalo dalla famiglia; gli studi universitari di giurisprudenza abbandonati per dedicarsi alla musica; le notti brave a Genova con gli amici; gli incontri borghesi voluti e organizzati dal ricco e ambizioso padre; l’incontro con Luigi Tenco, altro cantautore importante della scuola genovese, e l’amicizia fino al suicidio di Tenco durante il Festival di Sanremo del 1967. E ancora: il primo album registrato in studio; la nascita del figlio, Cristiano; il divorzio dalla prima moglie; l'incontro con Dori Ghezzi; la nascita del legame affettivo con la Sardegna e molto altro ancora.

    Guardiamo insieme una scena di Fabrizio De André - Il Principe libero, la scena dell’incontro cruciale con Mina, che è una cantante molto importante, iconica, che ha portato in televisione con la sua voce La canzone di Marinella di De André, regalandogli la popolarità.

    Il racconto termina simbolicamente con la rottura della cosiddetta “quarta parete”. La mini-serie ha contribuito a rinnovare l’interesse per la figura di De André anche presso il pubblico più giovane, che mantiene vivo l’amore per uno dei più grandi poeti della canzone italiana.

    Bene, siamo arrivati alla fine. Se hai trovato interessante questo viaggio in 5 film e 5 vite di italiani e italiane famosi, beh, ti invito a lasciarmi un commento, raccontandomi se hai già visto qualcuno dei film citati, cosa ne pensi, se ti e piaciuti, oppure se il video ti ha incuriosito e pensi di guardare uno dei film suggeriti: dimmi quale, sono curioso, e se hai altri consigli, fammi sapere nei commenti.

    Ora, ti ricordo il nostro PDF (che puoi scaricare anche qui, usando questo codice QR a fianco alla mia testa) dove troverai istruzioni su come vedere ciascuno di questi film, ma anche altri consigli di visione di film biografici su altri personaggi italiani famosi. Il link si trova anche in descrizione, dagli un’occhiata, ci mettiamo sempre molto impegno nella creazione dei PDF, quindi penso che ti piaceranno. Se invece ti interessa scoprire 4 film per conoscere e approfondire la storia d’Italia, potrebbe interessarti il video che ti lascio, ora, qui a schermo e che puoi cliccare, se vuoi.

    Alla prossima!

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