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Come RICORDARSI le PAROLE di una lingua, per sempre 🧠💪

December 19, 2022

Trascrizione

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Il veicolo principale dell'apprendimento linguistico è lo sforzo comunicativo.

Anche la persona meno talentuosa del mondo potrebbe impararsi i vocaboli di venti lingue.

Hai sbagliato. E quindi cosa succede? Non succede niente di male.

Davide: Ciao a tutti e benvenuti su Podcast Italiano. Oggi è un video molto speciale per voi perché sono con Alessandro De Concini

Alessandro: Eccolo qua!

Davide: Alessandro è uno youtuber, creatore di contenuti, di corsi ed è anche esperto di apprendimento e di memoria, questo è quello di cui…

Alessandro: Grazie. Dai, è un piacere ospitarti qui, è un piacere poter collaborare, rispondere un po’ alle tue domande. Vediamo di dare qualche consiglio utile, no?

Davide: Innanzitutto tu… ho visto che sei linguista o sbaglio?

Alessandro: Io sono linguista, sono laureato in linguistica e poi da lì ho preso una brutta piega e ho cominciato ad occuparmi invece di… di apprendimento, di metodi di studio e di memoria, però il tema delle lingue, dell'apprendimento linguistico e di come funziona il linguaggio mi ha sempre appassionato e ha sempre fatto parte un po’ della mia vita, no?

Davide: Una piccola avvertenza: nel video Alessandro parla molto velocemente, quindi se state imparando l’italiano con questo e con i mei video magari potete considerare di attivare i sottotitoli per non perdervi nulla di quello che diciamo.

Davide: Entrando nel vivo del [Alessandro: Dai!] discorso di questo video, quindi la memorizzazione delle parole, molto spesso questo è un ostacolo che tante persone hanno. Sulla base di tutta… della tua conoscenza quali sono secondo te le nozioni fondamentali che bisogna applicare?

Alessandro: Beh, allora, innanzitutto una cosa, diciamo un po’ rassicurante da sapere è che per potersi esprimere in una lingua in maniera abbastanza fluente non c'è bisogno di una quantità di vocaboli così sterminata come potrebbe sembrare. E con già un migliaio di vocaboli noi siamo in grado di vivere in un paese. Possono sembrare tanti, ma non sono poi una quantità sterminata. Nel giro di alcuni mesi o al massimo di alcuni anni è assolutamente possibile, come dire, accumulare un vocabolario più che sufficiente in una lingua straniera. Come si fa? Ci sono varie modalità. Innanzitutto, il veicolo principale dell'apprendimento linguistico è lo sforzo comunicativo. Cioè la lingua, bisogna pensare che il linguaggio in generale è uno strumento di comunicazione e non si può imparare ad utilizzare questo strumento di comunicazione se non mettendolo in pratica. Per la memorizzazione dei vocaboli nello specifico mi sento di dare una serie di consigli. Allora prima di tutto bisogna abituarsi a soffermarsi sulle parole. Cosa voglio dire? Voglio dire che quando leggiamo o ascoltiamo dobbiamo anche essere in grado di interrompere la nostra lettura e il nostro ascolto per notare un termine che o non conosciamo bene o non abbiamo mai sentito, o sta venendo utilizzato in una maniera alternativa rispetto a quella che conoscevamo. Spesso ci sono parole che in un contesto diverso hanno un significato differente, oppure dei modi di dire, ecc. Quindi bisogna imparare a fermarsi e fare un'analisi, magari anche appuntarsi su un quadernetto questo vocabolo nuovo che abbiamo imparato e poi fare immediatamente uno sforzo per utilizzarla il più possibile. Quindi si impara una nuova parola, si provano subito delle frasi, si prova subito a interagire inserendo quella parola il più possibile.

Davide: Usando una parola diventa poi molto più facile.

Alessandro: Esatto.

Davide: La si memorizza.

Alessandro: Semplicemente rimanere passivi di fronte a un film in italiano, in inglese, in spagnolo, quello che è può aiutare, ma non fa la differenza. Se invece io sento una parola, un vocabolo che non conosco e che voglio imparare, metto in pausa il video, il film che sto guardando e provo a ripetere quel dialogo o provo a rispondere a quel dialogo sostituendomi a uno dei protagonisti del film per esempio. Quello fa memorizzare tantissimo. Perché? Perché il nostro cervello è pensato per ricordare ciò che è saliente, ciò che è importante, no? E cosa c'è di più importante che dover interagire con un'altra persona? Quindi facciamo questo lavoro di simulazione osservando contenuti, mettiamo in pausa e proviamo a sostituirci alla persona che sta parlando. Il fatto di segnarsi le parole e di utilizzarle il più possibile è un consiglio che… che mi ha dato anche il grandissimo poliglotta Steve Kaufman che ho potuto intervistare usando sul mio canale.

Davide: Ah, davvero?

Alessandro: Sì sì sì, l’ho intervistato.

Davide: Non lo sapevo.

Alessandro: Lui tra l'altro… più di venti lingue imparate, Steve Kaufman è un personaggio incredibile, parlava anche di una cosa importantissima: di non aver paura di fare errori. Anzi, se noi vogliamo imparare dei vocaboli dobbiamo sbagliare quel vocabolo e poi notare l'errore e provare a correggerlo. Quindi questo lavoro è molto importante.

Davide: E anche sentire il feedback degli altri…

Alessandro: Assolutamente.

Davide: …che ****magari ci dicono: “Non si usa esattamente in quel modo”. Bisogna fare dei test.

Alessandro: Esatto, ma è fondamentale.

Alessandro: L'errore per imparare i vocaboli è fondamentale. Proprio Kaufman mi diceva: la maggior parte delle persone hanno paura di sbagliare. E io rispondo sempre loro “E quindi? Hai sbagliato. E quindi cosa succede?” Non succede niente di male, anzi, l'errore è proprio la possibilità di sottolineare quella parola e prepararti a non sbagliare la prossima volta.

E poi subentrano le tecniche di memoria. A che cosa servono le tecniche di memoria quando si imparano i vocaboli? Servono a facilitare il… come dire, l'inserimento del vocabolo all'interno della nostra memoria a lungo termine. Non basta la tecnica di memoria, poi dovremmo comunque utilizzarlo quel vocabolo, ma la tecnica di memoria accorcia il processo di ripetizione necessario per assimilare quella parola. Partiamo dalla parola nella lingua che noi conosciamo, la nostra lingua madre. Prendiamo il vocabolo, quindi la nostra, nella nostra lingua, e lo accostiamo al vocabolo nella lingua target. La prima cosa che si fa è partire dalla parola nella nostra lingua. Allora tu cerchi una… un'assonanza linguistica, un'assonanza di… di suoni che ti ricordi una qualche altra parola, ok, all'interno della tua lingua. E che cosa fa? Immagina un'associazione, una storia che metta insieme la parola di partenza con la parola che… o il suono che ci ricorda la parola italiana. Ok. Lo visualizzi nella propria mente, quindi non basta semplicemente pensare a questa storiella, ma bisogna proprio immaginarsela e questo permette subito di creare un aggancio, un link, in modo che quando io ritrovo l'oggetto mi viene in mente la storiella e mi riesco a recuperare il suono, il significato.

Davide: Possiamo fare un esempio di questo?

Alessandro: Certo.

Davide: Magari ti do una parola. Il russo lo sai?

Alessandro: No.

Davide: Quindi possiamo prendere una parola in russo

Alessandro: Certo, assolutamente.

Davide: Quindi, il significato è “attrazione turistica”.

Alessandro: Ok.

Davide: È una parola che fa sempre ridere perché è molto lunga.

Alessandro: Ok.

Davide: Te la dico intera.

Alessandro: Dimmela intera.

Davide: Dostoprimečatel'nost'.

Alessandro: Ok, vabbè, bisognerà spezzettarla. Naturalmente quando una parola è molto lunga la spezziamo in vari… in varie unità per poi farci la storia, no? Partiamo da attrazione turistica. Un'attrazione turistica è una parola astratta, quindi io non posso prendere esclusivamente una specifica attrazione turistica. Posso però immaginarmi un esempio di attrazione turistica. Per esempio il Colosseo, ok, perché in Italia e i turisti vanno tutti lì. Quindi ovviamente non mi devo ricordare “Colosseo”, mi devo ricordare “attrazione turistica” ma io so che non… non devo fare la traduzione di Colosseo perché è un nome proprio, quindi posso usare quell'immagine. Quindi io partirò… la mia storia partirà dal Colosseo.

Davide: Quindi qualcosa di molto tangibile, molto…

Alessandro: Molto tangibile, molto chiaro. Dimmi il primo pezzetto della parola russa.

Davide: Dosto.

Alessandro: Dosto. Allora cosa devo fare? Devo attaccare questo primo pezzo. “Dosto” mi fa venire in mente in italiano un'asta, okay? Per esempio “il salto con l'asta”, quindi io mi immagino che dentro il Colosseo stanno facendo tutti una gara di salto con l'asta e così già mi immagino che “attrazione turistica” -> “dosto”. Poi il secondo pezzo?

Davide: “Prime”, adesso te lo dico senza vedere lo spelling.

Alessandro: Vabbè, certo. “Prime”?

Davide: “Prime”.

Alessandro: Ok. Allora queste stanno facendo tutte queste gare di salto con l'asta e i primi classificati della gara del salto con l'asta vengono lanciati fuori dal Colosseo.

Davide: Ok.

Alessandro: Quindi quelli che vin… e quindi mi immagino “ok, dosto-prime”.

Davide: “Čatel’”

Alessandro: “Ča” potrebbe essere “ciao” e “tel’” potrebbe essere “tel”, “telefono”. Per cui immagino che quando questi vengono lanciati fuori dal Colosseo tutti i passanti sotto gli fanno “ciao!” e loro tirano fuori il telefono e cominciano a chiamare, quindi recupero: si partiva dal Colosseo e quindi era attrazione turistica, dentro facevano un salto con l'asta, quindi “dosto”, “prime”, i primi venivano lanciati fuori, “čatel’” perché “ciao” e “telefono”, ok? “Dosto-prime- čatel’”. Non ce la siamo preparata prima, eh!

Davide: No no no, assolutamente, tutto è improvvisato. E poi “nost’”.

Alessandro: “Nost’”. “Nost’”… allora, vediamo. Di nuovo “asta” non andrebbe bene perché è un po’ simile a prima, no? E quindi potremmo confonderci. “Nost” mi vengono in mente tipo i corpi della polizia, quelle cose lì speciali, quelli scientifici, no? Dovrebbero essere. E quindi quando atterrano questi… questi… questi personaggi, i primi che erano stati lanciati eccetera atterrano e arrivano i NAS che fanno tutte le analisi della polizia, mi immagino questi poliziotti in camice eccetera. Perfetto. E poi l'ultimo pezzo?

Davide: No basta.

Alessandro: È finita?

Davide: Cioè “nost’” con la “t’” però finale.

Alessandro: Sì sì ma… non deve essere proprio… esatto.

Davide: Se ci sono piccole differenze non te le perdi?

Alessandro: Esatto, esatto.

Davide: Ok.

Alessandro: E quindi “attrazione turistica” si dice dostoprimečatel'nost'.

Davide: Esattamente.

Davide: Ci tengo a specificare una cosa: Alessandro fa la dimostrazione della tecnica di memoria con una parola molto lunga ma è molto efficace anche con parole corte.

Alessandro: Naturalmente uno potrebbe dire, no? “Ma perché io devo fare tutta sta fatica?”

Davide: Certo.

Alessandro: “Me la rileggo dieci volte e me la imparo”. A parte che con una parola così difficile non è proprio immediato, ma adesso immaginate di dover imparare 100 vocaboli così. Diventa lunghissimo. Con la tecnica di memoria… Io adesso l'ho fatto ad alta voce e ci ho messo 1 minuto, 2 minuti, quello che è. Se lo avessi fatto a bassa voce ci mettevo 10 secondi, era memorizzata. A questo punto l'ho memorizzata, ok. La devo usare. Quindi comincio a fare più frasi possibile che contengano la parola, anche perché io adesso la so a pezzi, ma non la so dire tutta insieme. Se provo a dirla tutta insieme mi viene dostoprimečatel'nost', però non la sto pronunciando ancora bene.

Davide: Sì sì sì, stai mettendo insieme dei blocchi.

Alessandro: Esatto. Quindi dovrei… adesso comincerei a fare delle frasi in russo, dove la metto e così la memorizzo. Questi sono dei trucchetti che possono essere allenati nel corso del tempo, ovviamente, che all'inizio possono mettere in difficoltà perché magari uno non ha l'impulso creativo di trovare la storiella eccetera [Davide: Certo.] ma che con poche settimane di allenamento possono permetterci di memorizzare anche venti, trenta vocaboli al giorno nel giro di un quarto d'ora, 20 minuti. La…  il mio consiglio è una volta che abbiamo memorizzato i vocaboli di base, quindi quei 1000 o 2000 che vogliamo. Dopodiché semplicemente durante l'ascolto, quando notiamo una nuova parola, la memorizziamo immediatamente, senza aspettare molto tempo, ma immediatamente. Quando la sentiamo, facciamo la memorizzazione.

Davide: Beh, quindi tu senti ****una parola, ti fermi [Alessandro: Subito.], inventi una storiella e cerchi di trovare un'associazione così e poi… un problema che a volte ho io quando uso questa tecnica, che poi non mi ricordo l'associazione, dico…

Alessandro: Certo, la storia stessa…

Davide: La storiella stessa non…

Alessandro: Vuol dire che non l'hai visualizzata sufficientemente bene e che non hai creato l'aggancio automatico tra le due parole. Questo metodo, che si chiama Link Method, si basa proprio sulla costruzione di un aggancio che ti venga immediatamente in mente. Spesso la storiella non è abbastanza forte o non è abbastanza consequenziale, cioè succede questo, quindi ne succede un'altra cosa, quindi non diventa una catena e ti perdi un passaggio. Un errore che spesso accade quando… quando ci si dimentica la storia è che non è stata visualizzata con sufficiente intensità. Non basta pensare la storiella, devi proprio vederla come se la stessi vivendo. Ecco, in quel modo funziona molto meglio.

Davide: E poi come gestisci il ripasso?

Alessandro: Flashcards vanno alla grande e il ripasso programmato, quindi generalmente il primo ripasso lo faccio dopo magari un'oretta, dopo faccio 2 o 3 frasi, mi assicuro di saper dire la parola e poi fra un'oretta me la me la riguardo, faccio altre due–tre frasi. Poi domani, domani mattina faccio un breve ripasso e magari dopo qualche giorno e cerco pian piano di inserire nella mia costruzione linguistica, man mano che esercito la lingua più possibile questa parola. L'ho aggiunta alla mia… al mio bagaglio. Nel frattempo suona il campanello. È arrivata la spesa, l'abbiamo ritirata. Siamo di nuovo qui.

La memoria è tanto più facilitata, tanto più riusciamo a inserire in una rete di significato quello che stiamo imparando. Quindi se ci fa venire in mente qualcos'altro, se ne riconosciamo l'etimologia, se possiamo collegarlo a un altro elemento di quella stessa lingua o di un'altra lingua che conosciamo, tutto quello che possiamo aggiungere che non è semplice memorizzazione dura e pura, ma è significato e comprensione facilita moltissimo il ricordo. Ogni collegamento è un aggancio in più per ricordarsi quella parola quando mi servirà.

Davide: Aggiungerei anche l'importanza del contesto.

Alessandro: Oh sì.

Davide: Perché un errore che si fa a scuola è memorizzare le parole senza alcun contesto.

Alessandro: Assolutamente.

Davide: Il che è la cosa peggiore che si può fare.

Alessandro: Questa è una cosa su cui Steve Kaufman veramente era… era proprio furioso, diceva: “Cioè tu le parole non te le devi imparare come una lista, ma te le devi imparare vedendole in azione”. Per questo davo il consiglio prima di leggere, ascoltare, scrivere, parlare e durante queste fasi segnarsi i vocaboli e provare a memorizzarli lì sul posto, perché così li uniamo anche emotivamente al contesto, alla situazione, a quello su cui stavamo ragionando e rafforziamo il ricordo.

Davide: E magari nella flashcard conviene anche inserire la frase.

Alessandro: Assolutamente. L'esempio è importantissimo. Gli esempi quando si impara la lingua sempre. Ogni cosa, anche le regole grammaticali, ogni cosa che impariamo quando stiamo studiando una lingua deve essere contestualizzata e trasformata in comunicazione. Si comunica con le lingue.

Davide: Sicuramente questo è molto efficace. Il problema è che io, che sono molto pigro…

Alessandro: Il problema che abbiamo in molti.

Davide: E quindi per esempio creare una flashcard che abbia l'esempio, poi inventarmi anche la storiella che magari…

Alessandro: Non c’hai voglia.

Davide: Non c'ho voglia e quindi…

Alessandro: La pianificazione lì secondo me aiuta perché quando la pigrizia subentra è molto difficile superare la pigrizia nel momento in cui devi applicare la tecnica perché c'hai sia la difficoltà di metterti in moto quando vorresti non farlo sia la difficoltà oggettiva poi di memorizzare. Quindi la cosa migliore secondo me è darsi degli obiettivi a monte e dire: “Oggi devo finire la giornata che so cinque parole in più” e quindi vado a cercarle. Quando ne ho trovate cinque, quando leggo un paragrafo e trovo tre parole, allora vado avanti e me le memorizzo. Arrivo a cinque, poi mi fermo. Cioè darsi degli obiettivi molto precisi, molto numerici.

Davide: Essere anche selettivi magari.

Alessandro: Selettivi, esatto.

Davide: Perché non tutte le parole alla fine sono… valgono la pena di essere imparati.

Alessandro: Esatto, se anche “attrazione turistica” in russo non te lo ricordi, non muore nessuno. Parti dalle parole che ti interessano di più e poi chiaramente vai ad aggiungere man mano che… man mano…

Davide: Sì, in base al tuo livello. Magari sei hai appena iniziato “attrazione turistica” non è ancora troppo utile. Anche l'importanza dell'emozione è un argomento interessante perché aiutano molto a imparare, no? Per esempio, guardi un film, c'è una scena particolarmente impattante oppure una canzone, no?

Alessandro: È importantissimo. La nostra memoria è molto aiutata dall'emozione. Quando l'apprendimento è freddo, isolato dal contesto, come dire, anche noioso di per sé diventa molto più difficile da mantenere. Quindi se noi riusciamo ad appassionarci, a immergerci nella lingua, a frequentare la lingua anche nelle sue accezioni più personali, no? Quindi, appunto, creare dei dialoghi, vedere un film che ci piace, legare il ricordo di quella frase…

Davide: Anche conversazioni con altre persone. Per esempio ci sono… io mi ricordo a volte proprio la situazione in cui ho imparato una parola perché mi ricordo la conversazione.

Alessandro: Assolutamente. O pensa a quanto più facile è ricordarsi le frasi iconiche dei film in una lingua straniera. Perché te le ricordi? Perché ti hanno dato un'emozione forte. Recuperi la scena e ti viene da dire la frase, no? O le canzoni. È la stessa cosa, no? È molto più semplice imparare una canzone che imparare un testo a caso da un libro.

Davide: Ci sono persone che pensano di avere una cattiva memoria.

Alessandro: Ah…

Davide: Qual è il peso del talento, della predisposizione nella memoria? Cioè, ci sono persone che davvero hanno una cattiva memoria o è questione di allenamento?

Alessandro: Allora, come tutte le cose che hanno a che fare con il corpo umano, perché il cervello è parte del corpo umano, ci sono differenze individuali. come ci sono persone più alte, più basse, ci sono persone che hanno una memoria naturale migliore e persone che hanno una memoria naturale peggiore. Ma per quanto riguarda l'apprendimento linguistico, no? L'imparare delle parole, imparare una lingua, eccetera, il talento è veramente quasi di importanza nulla perché non stiamo parlando di, come dire, di compiti di memorizzazione così complessi. Cioè, se uno mi dice “io devo impararmi a memoria la Divina Commedia”. Ok. Interamente, no? Magari un minimo di talento ci vuole, ma per imparare delle parole, dei vocaboli chiunque sia andato a scuola e abbia sostenuto almeno un'interrogazione in vita sua positiva, possiede tutta la memoria che gli serve per imparare. Tra l'altro dovete pensare che se è vero che, per esempio, nella memoria di lavoro ci sono delle differenze individuali, quindi ci sono persone che hanno una memoria di lavoro più efficiente, meno efficiente.

Davide: Cioè, la memoria a breve termine?

Alessandro: Esatto. La memoria a lungo termine è talmente sterminata nella mente umana che anche la persona meno talentuosa del mondo potrebbe impararsi i vocaboli di venti lingue.

Davide: E qual è il ruolo dell'età? Io ho molti studenti che hanno una certa età e si lamentano della loro…

Alessandro: Della loro memoria.

Davide: Scarsa memoria.

Alessandro: In parte sì. Allora in parte bisogna pensare che, diciamo, il cervello umano raggiunge il suo massimo sviluppo intorno ai 25 anni e da lì in poi c'è un processo di decadimento.

Davide: Sono già in decadimento…

Alessandro: Tutti lo siamo. Ma qual è il punto? Il punto è la rapidità e la severità di questo decadimento. E noi sappiamo che si può intervenire sulla rapidità e sulla, come dire, gravità di questo decadimento moltissimo. Paradossalmente non sono le cose che ci verrebbero in mente le soluzioni a questo decadimento. Ci verrebbe in mente che tenere la mente allenata, fare enigmistica, studiare eccetera possa mantenere il cervello attivo. E in parte è così. Ma i fattori che influenzano di più il mantenimento delle capacità mnemoniche nel corso degli anni, anche, voglio dire, molto avanti con l'età, anche a 70, 80, 90 anni sono fondamentalmente quattro e sono il sonno, dormire bene e dormire tanto, l'alimentazione, mangiare bene, mangiare in modo vario, mangiare in modo sano, eccetera. E poi l'allenamento fisico aerobico e anaerobico. Vuol dire che paradossalmente, per rimanere attivi con la memoria dobbiamo andare in palestra e dobbiamo muoverci, andare a correre, nuotare, camminare. L'unione di questi quattro fattori crea benessere generale per il corpo e per il cervello. Perché? Perché in realtà il miglioramento delle condizioni, per esempio cardiovascolari e della muscolatura, ecc. permettono una migliore ossigenazione del cervello e aiutano a perdere meno neuroni se possiamo banalizzare.

Davide: Senti, l’ultima domanda è come si dice “attrazione turistica” in russo?

Alessandro: Dostoprimečatel'nost'.

Davide: No, non ce lo siamo preparati, eh, questo.

Alessandro: Giuro giuro. ****Ma è una tecnica che funziona semplicemente, no? Il salto con l'asta. I primi vengono lanciati, tutti li salutano, telefonano, arrivano i NAS che li… che li analizzano. Dostoprimečatel'nost'.

Davide: E se uno vuole scoprire come applicare questa tecnica dove può seguirti?

Alessandro: Allora naturalmente sui miei canali social, il mio canale YouTube in particolare e Instagram, dove condividiamo veramente una quantità di video e di contenuti devastante, [Davide: spropositata], spropositata. E poi c'è il mio sito www.alessandrodeconcini.com dove potete scoprire anche non solo le nostre risorse gratuite, ce n'è anche ce n'è anche una dedicata all'apprendimento delle lingue, ma anche i nostri video corsi. Abbiamo un videocorso specifico per le tecniche di memoria che si chiama “Mnemonica”.

Davide: L’ho comprato, eh! Lo sto facendo.

Alessandro: Non lo sapevo!

Davide: Sì sì sì.

Alessandro: Ma sono felice. È un corso veramente su cui abbiamo speso veramente molto tempo, molto impegno ed è venuto veramente molto bene.

Davide: Va bene. Grazie mille, è stato…

Alessandro: È stato un grande piacere.

Davide: Un piacere davvero grande anche per me e…

Alessandro: Saluti!

Davide: Alla prossima. Ciao!

Alessandro: Buona memorizzazione!

Davide: Spero che vi sia piaciuto questo video, vi voglio ricordare due cose: la prima è che qualche settimana fa ho pubblicato un e-book su 50 modi di dire che usiamo in italiano. Se ve lo siete persi e volete andare a scaricarlo vi metto un link qui sotto, è piaciuto molto, quindi penso che… penso che vi piacerà se non lo avete ancora scaricato. E seconda cosa: se vi interessano altri contenuti per imparare l’italiano che non potete trovare da nessuna parte pubblicamente andate a dare un’occhiata al Podcast Italiano Club che è la mia pagina Patreon dove potete sostenere me, il mio progetto e avere in cambio un sacco di contenuti esclusivi, poscast, video, dirette, PDF con trascrizioni e parole difficili spiegate in ogni video, un sacco di materiali che non ci sono da nessun’altra parte. Quindi un grazie enorme agli oltre 700 membri che mi sostengono e link al Club in descrizione. Grazie per aver visto questo il video e alla prossima!

Trascrizione con glossario delle parole difficili

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