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    Riunione di condominio (storia)

    Principiante
    #
    116

    May 14, 2026

    Note e risorse

    La storia di un condominio italiano dove tutti litigano per tutto... fino a quando qualcuno li chiude a chiave nel seminterrato durante la riunione di condominio.

    Scopri La Storia di Italo, il mio corso per raggiungere il livello intermedio.

    Trascrizione

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    Ciao e benvenuto o benvenuta su Podcast Italiano Principiante, un podcast per chi sa un po’ di italiano e vuole migliorare attraverso l’ascolto di storie, riflessioni e conversazioni facili… ma anche stimolanti. Oggi ti racconto una storia ispirata a un aspetto molto tipico della cultura italiana: la vita nel condominio e i rapporti, spesso complicati, tra vicini di casa.

    Prima di iniziare, ti ricordo che questo episodio arriva con una trascrizione, con note grammaticali e lessicali che ti possono aiutare a capire meglio la storia e a migliorare il tuo italiano, e a chiarire i tuoi dubbi. Queste risorse sono gratis! Non devi pagare niente. E sono ottime. Si trovano sul sito, podcastitaliano.com, o nel link che trovi nelle note di questo episodio, su Spotify o Apple podcast.

    Scarica la versione PDF della trascrizione
    Trascrizione interattiva dell'episodio

    E ora… inizia la storia! Buon ascolto.

    Il rumore della scopa si sente già alle sette e mezza del mattino.

    Qualcuno sta spazzando il balcone del secondo piano con molta forza. La polvere, le foglie secche e la terra dei vasi cadono sul balcone del piano di sotto.

    Il signor Gatta, che abita proprio sotto, è seduto al tavolo a fare colazione. Intanto sta litigando con qualcuno su Facebook. Appena vede la polvere e le foglie secche cadere sul proprio balcone, apre la finestra velocemente, esce e grida furioso: “Grazie per la doccia!”

    Nessuno risponde.

    La signora Pigghi, la donna che gli abita sopra, continua a cantare e a spazzare.

    “Signora! Ma si rende conto di quello che sta facendo?”

    La scopa si ferma.

    Dal balcone sopra di lui appare la testa della signora Pigghi. Ha la faccia rossa, i capelli biondo platino a caschetto e due grandi occhi azzurri.

    Con una voce molto nasale, la signora Pigghi risponde:

    Sto pulendo!”

    “No! Sta buttando tutta la sporcizia sul mio balcone!”

    “E dove deve andare la polvere?”

    Il signor Gatta diventa rosso dalla rabbia.

    Il signor Gatta è un uomo alto nella media e abbastanza robusto. Indossa sempre una maglietta nera a mezze maniche, anche in inverno. Parla sempre molto forte e litiga con tutti.

    “Lei è una gran maleducata!”

    “E lei è un cafone!” risponde la signora Pigghi.

    Cafone sarà suo fratello!”

    “Ma come si permette? Guardi che mio fratello è avvocato!”

    “Ecco, allora lo chiami, perché oggi ne avrà bisogno!”

    La litigata inizia a diventare una sorta di concerto e le finestre del palazzo si aprono l’una dopo l’altra.

    Nel condominio di Via Molo 18 succede spesso: basta un piccolo problema e tutti iniziano a litigare.

    In Italia, nelle grandi e nelle piccole città, molte persone vivono nei condomini. Un condominio è un palazzo dove abitano tante persone in appartamenti diversi. Ogni famiglia ha il suo appartamento privato, ma tutti condividono alcune parti del palazzo, come l’ingresso, le scale, l’ascensore e il cortile. Per questo motivo spesso nascono discussioni e problemi tra vicini.

    Nel condominio di Via Molo 18 ci sono quattro piani. Il quarto piano è una terrazza comune: tutti hanno le chiavi e possono usare la terrazza per stendere i panni o per prendere il sole in estate. Su ogni piano, poi, ci sono gli appartamenti. Tre appartamenti per ogni piano. Nel condominio, poi, ci sono le scale e un piccolo ascensore vecchio che spesso si blocca tra un piano e l’altro.

    Al piano terra abitano tre anziani: il signor De Santis, la signora Morelli e il signor Fontana. In Italia, spesso, gli anziani comprano la casa al piano terra perché, giustamente, non vogliono fare le scale. Questi tre inquilini vivono in silenzio e partecipano poco alla vita del condominio. Passano molto tempo in casa oppure seduti vicino all’ingresso del palazzo a guardare la strada.

    Al primo piano, invece, abitano il signor Gatta, l’uomo più litigioso del palazzo, il signor Rossi, un banchiere, e il signor Bianchi, un idraulico.

    Al secondo piano abitano la famiglia Rinaldi, con il loro cane, la signora Pigghi, e la famiglia Esposito. Gli Esposito sono una famiglia molto rumorosa. Cucinano spesso e dal loro appartamento arriva sempre odore di aglio, cipolla e fritto.

    Al terzo piano, infine, abitano Omar, la famiglia Conti e una giovane coppia, Marta e Giulia.

    Mentre la signora Pigghi e il signor Gatta litigano, alla finestra del secondo piano si affaccia tutta la famiglia Rinaldi. Luca e Serena hanno circa quarant’anni. Sono sempre gentili e tranquilli. Vivono con la loro figlia di otto anni e con un golden retriever che si chiama Arturo.

    Arturo è molto buono e tranquillo.

    “Per favore, calmatevi…” dice Serena.

    “Non è bello svegliarsi così ogni mattina. Ogni giorno litigate per lo stesso motivo!” dice Luca.

    Il signor Gatta indica il balcone sopra di lui.

    “Quella donna mi perseguita!”

    “Io perseguito lei?” urla la signora Pigghi. “Lei lascia sempre le scarpe puzzolenti fuori dalla porta! Che schifo, che puzza di piedi!”

    “Io metto quello che voglio sulla mia porta! È Lei il problema! Lei passa le giornate a controllare quello che fanno gli altri. È un’impicciona!”

    La tensione cresce. Il cane, Arturo, la percepisce e inizia ad abbaiare.

    Il condominio di Via Molo è un vecchio palazzo degli anni Settanta. Le pareti sono sottili e tutti sentono tutto.Inoltre, nei palazzi italiani, le persone vivono molto vicine, e questo può generare un po’ di tensione. Poi, ci sono le spese comuni da pagare, le discussioni sull’ascensore, i problemi con i rumori e le riunioni di condominio.

    Inoltre, ogni inquilino è… “particolare” a modo suo.

    La signora Pigghi sa tutto di tutti. È sempre sul balcone o dietro la finestra ad ascoltare i discorsi degli altri. È una grande impicciona.

    Il signor Gatta invece litiga per ogni cosa. Una volta ha litigato per quaranta minuti con un vicino perché aveva parcheggiato la macchina troppo vicino alla sua. Quando parla sembra sempre arrabbiato con il mondo intero.

    La famiglia Rinaldi invece piace quasi a tutti: Luca aiuta sempre gli anziani con la spesa. Serena saluta tutti. E anche il loro cane, Arturo, è molto educato. Ma anche loro hanno problemi. La loro bambina dorme poco la notte a causa dell’inquilino del piano di sopra, Omar.

    Omar è uno studente universitario. Vive da solo al terzo piano e non interagisce molto con gli altri. Nessuno lo vede mai, ma tutti lo sentono, perché passa le notti ad ascoltare musica elettronica fino a tardi. Anche se il signor Gatta dice sempre che “quella non è musica, al massimo è rumore”.

    Nel palazzo i problemi aumentano ogni settimana: ultimamente, qualcuno ruba i pacchi che il corriere lascia all’ingresso; l’ascensore si blocca spesso; nel corridoio del secondo piano c’è sempre odore di fritto… e poi c’è un problema molto grave.

    La terrazza condominiale, cioè lo spazio comune all’ultimo piano, ha un problema: quando piove, l’acqua passa attraverso il pavimento e filtra negli appartamenti del terzo piano.

    Riparare il pavimento della terrazza, però, costa molti soldi. Tutti gli inquilini devono partecipare alla spesa, perché è un problema del condominio, non del singolo. Per questo motivo l’amministratore organizza una riunione di condominio.

    Vicino alle cassette della posta appare un foglio: ASSEMBLEA CONDOMINIALE STRAORDINARIA. PRESENZA OBBLIGATORIA.

    Per giorni tutti parlano della riunione. La signora Pigghi ferma le persone sulle scale.

    “Venite all’assemblea? Mi raccomando! Vedrete che il signor Gatta non vorrà pagare...”

    “Secondo me Omar non ha soldi...”

    “I Rinaldi sembrano gentili ma votano sempre contro i lavori...”

    Arriva il giorno della riunione. Piove molto. I condomini si incontrano nel seminterrato del palazzo. La stanza è piccola e triste.

    L’amministratore si chiama Bellini. Sembra molto stanco. Fa questo lavoro da tanti anni e ormai ha imparato che le riunioni di condominio possono diventare più pericolose di certe discussioni politiche.

    “Buonasera a tutti,” dice.

    “Non sarà una buona sera,” risponde il signor Gatta.

    La riunione inizia male.

    “Dobbiamo riparare la terrazza,” dice Bellini.

    “Costa troppo!” urla subito il signor Gatta.

    “Lo sapevo…” dice la signora Pigghi.

    “Scusate…” dice Omar, “ma dobbiamo fare i lavori per forza. Ogni giorno mi sveglio con il pavimento, tutto bagnato. Praticamente mi piove in casa!”

    “Non è un problema mio! Perché devo pagare io la soluzione al tuo problema?” urla il signor Gatta.

    “Questo è un problema di tutti, non solo di Omar!” risponde l’amministratore. Tutti annuiscono.

    “Io non voglio partecipare, non sono d’accordo con questi lavori. E poi, il ragazzo, non è molto rispettoso degli altri inquilini. Mette sempre la musica di notte a volume altissimo!”

    “Non è vero, non la metto a volume altissimo!”

    I Rinaldi rispondono: “Beh, in effetti la musica è un po’ alta, la nostra bambina non riesce a dormire bene la notte con quella musica...”

    La signora Pigghi si alza.

    “E la musica non è il peggiore dei problemi. Sei mesi fa, hai vomitato nell’ascensore!”

    “Non sono stato io! Forse è stato il cane!”

    “Guarda che ti ho visto dall’occhiello! Che schifo!”

    Luca Rinaldi sottolinea: “Arturo, il nostro cane, è molto pulito. Più pulito delle persone.”

    “Sì, ma abbaia sempre…”

    “Non è vero! Ogni tanto sì, ma è il suo modo di comunicare. E comunque è più educato di molte persone qui dentro.” dice Luca.

    Per un momento tutti stanno in silenzio. Poi tutti iniziano a parlare insieme. L’amministratore prova a fermarli, ma tutti urlano, si accusano e si insultano allo stesso tempo.

    Improvvisamente la luce si spegne. Buio totale. Si sente un rumore metallico: qualcuno ha chiuso la porta del seminterrato a chiave.

    I condomini provano ad aprirla. Niente. Sono chiusi dentro.

    “È uno scherzo?” chiede Omar.

    “Questa è una follia!” urla la signora Pigghi.

    Il signor Gatta inizia subito ad accusare gli altri.

    “Adesso basta! Chiamo la polizia, chiamo i carabinieri! È stato Omar!”

    “Ma cosa sta dicendo?! Io sono chiuso qui dentro con voi!!”

    I telefoni funzionano male: non c’è segnale. Fuori continua a piovere. Passa un’ora, e nessuno ha trovato un modo per uscire. La rabbia lentamente diminuisce e lascia il posto alla disperazione. Il seminterrato è umido e freddo.

    Piano piano le persone iniziano a parlare con calma. Omar spiega che lavora di notte. Lavora come libero professionista, con il computer. Passa le notti a lavorare e il giorno studia e va all’università. Dorme solo poche ore la sera. Lavora proprio per pagarsi l’università e per trovare un lavoro migliore. Per questo ascolta musica fino a tardi.

    “A volte torno a casa dall’università e non riesco a dormire perché ho tanti pensieri. La musica mi aiuta a rilassarmi prima di dormire, e a concentrarmi prima di iniziare a lavorare di notte…”

    Poi abbassa gli occhi.

    “Capisco” dice la signora Pigghi. “Io invece mi sento molto sola. Per questo passo tanto tempo ad ascoltare gli altri. Da quando è morto mio marito la mia vita è piatta, non succede mai niente. Prima litigavamo sempre,” dice con la sua voce nasale. “Adesso darei qualsiasi cosa per sentire di nuovo qualcuno che mi urla contro.”

    Per un momento nessuno sa cosa dire.

    Il signor Gatta resta zitto per un po’.

    Poi parla piano.

    “Quando vuole io sono qui, pronto a litigare con Lei. Questo è il mio problema principale: non so parlare bene con le persone.”

    Per un attimo la signora Pigghi resta in silenzio. Poi sbuffa: “Beh… questo lo avevamo capito tutti.”

    Qualcuno ride sotto i baffi. Anche il signor Gatta sorride per la prima volta durante tutta la riunione.

    L’atmosfera nel seminterrato cambia lentamente.

    “Viviamo tutti troppo vicini,” dice Luca. “Sentiamo tutto: passi, musica, litigi, cani che abbaiano, bambini che piangono…”

    “Odore di fritto…” aggiunge il signor Gatta.

    La famiglia Esposito protesta subito: “Eh no, adesso basta con questa storia del fritto! Dovete assaggiare la nostra polenta fritta! Così finalmente capirete perché friggiamo sempre!”

    La signora Pigghi sorride.

    “Comunque vivere così vicini anche i suoi lati positivi. Se entrano dei ladri, tutti se ne accorgono! Se abbiamo bisogno di qualcosa, tutti sono disponibili…”

    L’amministratore Bellini guarda tutti e scuote la testa. “Incredibile,” dice. “È la prima assemblea di condominio quasi civile che vedo da dieci anni.”

    Luca Rinaldi allora propone una soluzione.

    “Allora, prendiamo la palla al balzo e parliamo civilmente del problema di oggi. Il pavimento della terrazza che perde. Io propongo di fare i lavori. Anche se sono tanti soldi, magari possiamo pagare la riparazione in piccole rate.”

    Per la prima volta tutti sono d’accordo.

    In quel momento si sente un rumore metallico, di nuovo. La porta si apre. Davanti a loro c’è Franco, uno degli anziani che vive al piano terra.

    L’amministratore lo guarda sorpreso.

    “Franco, ci hai chiusi dentro?!”

    Franco alza le spalle.

    “Era l’unico modo per farvi parlare.”

    Anche Franco sembra stanco. Ogni giorno ascolta litigi, urla e lamentele. Per qualche secondo nessuno dice niente. Poi la signora Pigghi inizia a ridere. Anche Omar ride. Poi Serena. Perfino il signor Gatta ride. Quando escono dal seminterrato, è quasi mezzanotte. La pioggia è finita. Il palazzo sembra più tranquillo. Per la prima volta da tanto tempo i condomini si salutano senza rabbia.

    Quando tutti stanno rientrando, pronti a prendere l’ascensore o le scale per salire al proprio piano,  improvvisamente il signor Gatta vede una bicicletta dentro al portone, vicino alle cassette postali.

    “No, scusate. Di chi è questa bicicletta? Va parcheggiata in strada, non dentro al portone!”

    … e tutto ricomincia.

    La storia di oggi finisce qui. Spero ti sia piaciuta.  In Italia, vivere in un palazzo con tanti vicini significa spesso sentire rumori, discutere per piccoli problemi e partecipare a infinite riunioni di condominio. Qui le riunioni di condominio sono iconiche: appena qualcuno dice “stasera ho la riunione di condominio”, la risposta normale è “auguri” oppure “in bocca al lupo”.

    E tu che mi racconti? Come sono i tuoi vicini di casa? Hai mai litigato con un vicino? Ma soprattutto, da te, esistono le riunioni di condominio? Raccontamelo in un commento, sono curiosa di leggere la tua risposta! Allora ti saluto, grazie per l’ascolto, e ci sentiamo giovedì prossimo. Ciao!

    Ciao e benvenuto o benvenuta su Podcast Italiano Principiante, un podcast per chi sa un po’ di italiano e vuole migliorare attraverso l’ascolto di storie, riflessioni e conversazioni facili… ma anche stimolanti. Oggi ti racconto una storia ispirata a un aspetto molto tipico della cultura italiana: la vita nel condominio e i rapporti, spesso complicati, tra vicini di casa.

    Prima di iniziare, ti ricordo che questo episodio arriva con una trascrizione, con note grammaticali e lessicali che ti possono aiutare a capire meglio la storia e a migliorare il tuo italiano, e a chiarire i tuoi dubbi. Queste risorse sono gratis! Non devi pagare niente. E sono ottime. Si trovano sul sito, podcastitaliano.com, o nel link che trovi nelle note di questo episodio, su Spotify o Apple podcast.

    Scarica la versione PDF della trascrizione
    Trascrizione interattiva dell'episodio

    E ora… inizia la storia! Buon ascolto.

    Il rumore della scopa si sente già alle sette e mezza del mattino.

    Qualcuno sta spazzando il balcone del secondo piano con molta forza. La polvere, le foglie secche e la terra dei vasi cadono sul balcone del piano di sotto.

    Il signor Gatta, che abita proprio sotto, è seduto al tavolo a fare colazione. Intanto sta litigando con qualcuno su Facebook. Appena vede la polvere e le foglie secche cadere sul proprio balcone, apre la finestra velocemente, esce e grida furioso: “Grazie per la doccia!”

    Nessuno risponde.

    La signora Pigghi, la donna che gli abita sopra, continua a cantare e a spazzare.

    “Signora! Ma si rende conto di quello che sta facendo?”

    La scopa si ferma.

    Dal balcone sopra di lui appare la testa della signora Pigghi. Ha la faccia rossa, i capelli biondo platino a caschetto e due grandi occhi azzurri.

    Con una voce molto nasale, la signora Pigghi risponde:

    Sto pulendo!”

    “No! Sta buttando tutta la sporcizia sul mio balcone!”

    “E dove deve andare la polvere?”

    Il signor Gatta diventa rosso dalla rabbia.

    Il signor Gatta è un uomo alto nella media e abbastanza robusto. Indossa sempre una maglietta nera a mezze maniche, anche in inverno. Parla sempre molto forte e litiga con tutti.

    “Lei è una gran maleducata!”

    “E lei è un cafone!” risponde la signora Pigghi.

    Cafone sarà suo fratello!”

    “Ma come si permette? Guardi che mio fratello è avvocato!”

    “Ecco, allora lo chiami, perché oggi ne avrà bisogno!”

    La litigata inizia a diventare una sorta di concerto e le finestre del palazzo si aprono l’una dopo l’altra.

    Nel condominio di Via Molo 18 succede spesso: basta un piccolo problema e tutti iniziano a litigare.

    In Italia, nelle grandi e nelle piccole città, molte persone vivono nei condomini. Un condominio è un palazzo dove abitano tante persone in appartamenti diversi. Ogni famiglia ha il suo appartamento privato, ma tutti condividono alcune parti del palazzo, come l’ingresso, le scale, l’ascensore e il cortile. Per questo motivo spesso nascono discussioni e problemi tra vicini.

    Nel condominio di Via Molo 18 ci sono quattro piani. Il quarto piano è una terrazza comune: tutti hanno le chiavi e possono usare la terrazza per stendere i panni o per prendere il sole in estate. Su ogni piano, poi, ci sono gli appartamenti. Tre appartamenti per ogni piano. Nel condominio, poi, ci sono le scale e un piccolo ascensore vecchio che spesso si blocca tra un piano e l’altro.

    Al piano terra abitano tre anziani: il signor De Santis, la signora Morelli e il signor Fontana. In Italia, spesso, gli anziani comprano la casa al piano terra perché, giustamente, non vogliono fare le scale. Questi tre inquilini vivono in silenzio e partecipano poco alla vita del condominio. Passano molto tempo in casa oppure seduti vicino all’ingresso del palazzo a guardare la strada.

    Al primo piano, invece, abitano il signor Gatta, l’uomo più litigioso del palazzo, il signor Rossi, un banchiere, e il signor Bianchi, un idraulico.

    Al secondo piano abitano la famiglia Rinaldi, con il loro cane, la signora Pigghi, e la famiglia Esposito. Gli Esposito sono una famiglia molto rumorosa. Cucinano spesso e dal loro appartamento arriva sempre odore di aglio, cipolla e fritto.

    Al terzo piano, infine, abitano Omar, la famiglia Conti e una giovane coppia, Marta e Giulia.

    Mentre la signora Pigghi e il signor Gatta litigano, alla finestra del secondo piano si affaccia tutta la famiglia Rinaldi. Luca e Serena hanno circa quarant’anni. Sono sempre gentili e tranquilli. Vivono con la loro figlia di otto anni e con un golden retriever che si chiama Arturo.

    Arturo è molto buono e tranquillo.

    “Per favore, calmatevi…” dice Serena.

    “Non è bello svegliarsi così ogni mattina. Ogni giorno litigate per lo stesso motivo!” dice Luca.

    Il signor Gatta indica il balcone sopra di lui.

    “Quella donna mi perseguita!”

    “Io perseguito lei?” urla la signora Pigghi. “Lei lascia sempre le scarpe puzzolenti fuori dalla porta! Che schifo, che puzza di piedi!”

    “Io metto quello che voglio sulla mia porta! È Lei il problema! Lei passa le giornate a controllare quello che fanno gli altri. È un’impicciona!”

    La tensione cresce. Il cane, Arturo, la percepisce e inizia ad abbaiare.

    Il condominio di Via Molo è un vecchio palazzo degli anni Settanta. Le pareti sono sottili e tutti sentono tutto.Inoltre, nei palazzi italiani, le persone vivono molto vicine, e questo può generare un po’ di tensione. Poi, ci sono le spese comuni da pagare, le discussioni sull’ascensore, i problemi con i rumori e le riunioni di condominio.

    Inoltre, ogni inquilino è… “particolare” a modo suo.

    La signora Pigghi sa tutto di tutti. È sempre sul balcone o dietro la finestra ad ascoltare i discorsi degli altri. È una grande impicciona.

    Il signor Gatta invece litiga per ogni cosa. Una volta ha litigato per quaranta minuti con un vicino perché aveva parcheggiato la macchina troppo vicino alla sua. Quando parla sembra sempre arrabbiato con il mondo intero.

    La famiglia Rinaldi invece piace quasi a tutti: Luca aiuta sempre gli anziani con la spesa. Serena saluta tutti. E anche il loro cane, Arturo, è molto educato. Ma anche loro hanno problemi. La loro bambina dorme poco la notte a causa dell’inquilino del piano di sopra, Omar.

    Omar è uno studente universitario. Vive da solo al terzo piano e non interagisce molto con gli altri. Nessuno lo vede mai, ma tutti lo sentono, perché passa le notti ad ascoltare musica elettronica fino a tardi. Anche se il signor Gatta dice sempre che “quella non è musica, al massimo è rumore”.

    Nel palazzo i problemi aumentano ogni settimana: ultimamente, qualcuno ruba i pacchi che il corriere lascia all’ingresso; l’ascensore si blocca spesso; nel corridoio del secondo piano c’è sempre odore di fritto… e poi c’è un problema molto grave.

    La terrazza condominiale, cioè lo spazio comune all’ultimo piano, ha un problema: quando piove, l’acqua passa attraverso il pavimento e filtra negli appartamenti del terzo piano.

    Riparare il pavimento della terrazza, però, costa molti soldi. Tutti gli inquilini devono partecipare alla spesa, perché è un problema del condominio, non del singolo. Per questo motivo l’amministratore organizza una riunione di condominio.

    Vicino alle cassette della posta appare un foglio: ASSEMBLEA CONDOMINIALE STRAORDINARIA. PRESENZA OBBLIGATORIA.

    Per giorni tutti parlano della riunione. La signora Pigghi ferma le persone sulle scale.

    “Venite all’assemblea? Mi raccomando! Vedrete che il signor Gatta non vorrà pagare...”

    “Secondo me Omar non ha soldi...”

    “I Rinaldi sembrano gentili ma votano sempre contro i lavori...”

    Arriva il giorno della riunione. Piove molto. I condomini si incontrano nel seminterrato del palazzo. La stanza è piccola e triste.

    L’amministratore si chiama Bellini. Sembra molto stanco. Fa questo lavoro da tanti anni e ormai ha imparato che le riunioni di condominio possono diventare più pericolose di certe discussioni politiche.

    “Buonasera a tutti,” dice.

    “Non sarà una buona sera,” risponde il signor Gatta.

    La riunione inizia male.

    “Dobbiamo riparare la terrazza,” dice Bellini.

    “Costa troppo!” urla subito il signor Gatta.

    “Lo sapevo…” dice la signora Pigghi.

    “Scusate…” dice Omar, “ma dobbiamo fare i lavori per forza. Ogni giorno mi sveglio con il pavimento, tutto bagnato. Praticamente mi piove in casa!”

    “Non è un problema mio! Perché devo pagare io la soluzione al tuo problema?” urla il signor Gatta.

    “Questo è un problema di tutti, non solo di Omar!” risponde l’amministratore. Tutti annuiscono.

    “Io non voglio partecipare, non sono d’accordo con questi lavori. E poi, il ragazzo, non è molto rispettoso degli altri inquilini. Mette sempre la musica di notte a volume altissimo!”

    “Non è vero, non la metto a volume altissimo!”

    I Rinaldi rispondono: “Beh, in effetti la musica è un po’ alta, la nostra bambina non riesce a dormire bene la notte con quella musica...”

    La signora Pigghi si alza.

    “E la musica non è il peggiore dei problemi. Sei mesi fa, hai vomitato nell’ascensore!”

    “Non sono stato io! Forse è stato il cane!”

    “Guarda che ti ho visto dall’occhiello! Che schifo!”

    Luca Rinaldi sottolinea: “Arturo, il nostro cane, è molto pulito. Più pulito delle persone.”

    “Sì, ma abbaia sempre…”

    “Non è vero! Ogni tanto sì, ma è il suo modo di comunicare. E comunque è più educato di molte persone qui dentro.” dice Luca.

    Per un momento tutti stanno in silenzio. Poi tutti iniziano a parlare insieme. L’amministratore prova a fermarli, ma tutti urlano, si accusano e si insultano allo stesso tempo.

    Improvvisamente la luce si spegne. Buio totale. Si sente un rumore metallico: qualcuno ha chiuso la porta del seminterrato a chiave.

    I condomini provano ad aprirla. Niente. Sono chiusi dentro.

    “È uno scherzo?” chiede Omar.

    “Questa è una follia!” urla la signora Pigghi.

    Il signor Gatta inizia subito ad accusare gli altri.

    “Adesso basta! Chiamo la polizia, chiamo i carabinieri! È stato Omar!”

    “Ma cosa sta dicendo?! Io sono chiuso qui dentro con voi!!”

    I telefoni funzionano male: non c’è segnale. Fuori continua a piovere. Passa un’ora, e nessuno ha trovato un modo per uscire. La rabbia lentamente diminuisce e lascia il posto alla disperazione. Il seminterrato è umido e freddo.

    Piano piano le persone iniziano a parlare con calma. Omar spiega che lavora di notte. Lavora come libero professionista, con il computer. Passa le notti a lavorare e il giorno studia e va all’università. Dorme solo poche ore la sera. Lavora proprio per pagarsi l’università e per trovare un lavoro migliore. Per questo ascolta musica fino a tardi.

    “A volte torno a casa dall’università e non riesco a dormire perché ho tanti pensieri. La musica mi aiuta a rilassarmi prima di dormire, e a concentrarmi prima di iniziare a lavorare di notte…”

    Poi abbassa gli occhi.

    “Capisco” dice la signora Pigghi. “Io invece mi sento molto sola. Per questo passo tanto tempo ad ascoltare gli altri. Da quando è morto mio marito la mia vita è piatta, non succede mai niente. Prima litigavamo sempre,” dice con la sua voce nasale. “Adesso darei qualsiasi cosa per sentire di nuovo qualcuno che mi urla contro.”

    Per un momento nessuno sa cosa dire.

    Il signor Gatta resta zitto per un po’.

    Poi parla piano.

    “Quando vuole io sono qui, pronto a litigare con Lei. Questo è il mio problema principale: non so parlare bene con le persone.”

    Per un attimo la signora Pigghi resta in silenzio. Poi sbuffa: “Beh… questo lo avevamo capito tutti.”

    Qualcuno ride sotto i baffi. Anche il signor Gatta sorride per la prima volta durante tutta la riunione.

    L’atmosfera nel seminterrato cambia lentamente.

    “Viviamo tutti troppo vicini,” dice Luca. “Sentiamo tutto: passi, musica, litigi, cani che abbaiano, bambini che piangono…”

    “Odore di fritto…” aggiunge il signor Gatta.

    La famiglia Esposito protesta subito: “Eh no, adesso basta con questa storia del fritto! Dovete assaggiare la nostra polenta fritta! Così finalmente capirete perché friggiamo sempre!”

    La signora Pigghi sorride.

    “Comunque vivere così vicini anche i suoi lati positivi. Se entrano dei ladri, tutti se ne accorgono! Se abbiamo bisogno di qualcosa, tutti sono disponibili…”

    L’amministratore Bellini guarda tutti e scuote la testa. “Incredibile,” dice. “È la prima assemblea di condominio quasi civile che vedo da dieci anni.”

    Luca Rinaldi allora propone una soluzione.

    “Allora, prendiamo la palla al balzo e parliamo civilmente del problema di oggi. Il pavimento della terrazza che perde. Io propongo di fare i lavori. Anche se sono tanti soldi, magari possiamo pagare la riparazione in piccole rate.”

    Per la prima volta tutti sono d’accordo.

    In quel momento si sente un rumore metallico, di nuovo. La porta si apre. Davanti a loro c’è Franco, uno degli anziani che vive al piano terra.

    L’amministratore lo guarda sorpreso.

    “Franco, ci hai chiusi dentro?!”

    Franco alza le spalle.

    “Era l’unico modo per farvi parlare.”

    Anche Franco sembra stanco. Ogni giorno ascolta litigi, urla e lamentele. Per qualche secondo nessuno dice niente. Poi la signora Pigghi inizia a ridere. Anche Omar ride. Poi Serena. Perfino il signor Gatta ride. Quando escono dal seminterrato, è quasi mezzanotte. La pioggia è finita. Il palazzo sembra più tranquillo. Per la prima volta da tanto tempo i condomini si salutano senza rabbia.

    Quando tutti stanno rientrando, pronti a prendere l’ascensore o le scale per salire al proprio piano,  improvvisamente il signor Gatta vede una bicicletta dentro al portone, vicino alle cassette postali.

    “No, scusate. Di chi è questa bicicletta? Va parcheggiata in strada, non dentro al portone!”

    … e tutto ricomincia.

    La storia di oggi finisce qui. Spero ti sia piaciuta.  In Italia, vivere in un palazzo con tanti vicini significa spesso sentire rumori, discutere per piccoli problemi e partecipare a infinite riunioni di condominio. Qui le riunioni di condominio sono iconiche: appena qualcuno dice “stasera ho la riunione di condominio”, la risposta normale è “auguri” oppure “in bocca al lupo”.

    E tu che mi racconti? Come sono i tuoi vicini di casa? Hai mai litigato con un vicino? Ma soprattutto, da te, esistono le riunioni di condominio? Raccontamelo in un commento, sono curiosa di leggere la tua risposta! Allora ti saluto, grazie per l’ascolto, e ci sentiamo giovedì prossimo. Ciao!

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    Set
    2 years ago
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