Le 8 leggi più strane d’Italia
In questo episodio, parliamo delle leggi italiane più strane: dalle scarpe rumorose vietate a Capri agli sciami di api in fuga, passando per i nomi dei bambini e il bidet obbligatorio per legge.
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Ehi, che costa stai facendo?
Sto camminando! Perché?
Non sai che qui è illegale camminare con le scarpe rumorose?
In Italia? Nella patria dell’alta moda?
Beh, non in tutta Italia. Solo qui!
“Qui” dove?
Ciao e bentornato o bentornata su Podcast Italiano Principiante, un podcast che ti aiuta a migliorare il tuo italiano attraverso storie di narrativa e conversazioni spontanee o monologhi autentici, come in questo caso.
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Trascrizione interattiva dell'episodio
L’episodio di oggi sarà un po’ divertente, perché parleremo di qualcosa di unico dell’Italia. Cioè… le leggi. Ma non parleremo delle leggi italiane in generale, parleremo delle leggi italiane più strane. Un po’ di tempo fa abbiamo trovato online delle leggi molto particolari. Però sai che non possiamo credere a tutte le cose che leggiamo online, perché non possiamo sapere se sono notizie vere o bufale, cioè notizie false. Per questo magari è necessario, prima di condividere certe notizie, chiamare qualcuno per avere una conferma.
E questo è quello che abbiamo fatto un po’ di tempo fa.
Abbiamo fatto una lista di tutte le leggi italiane più strane, più particolari, divise per categorie, e poi, per confermare o meno l’esistenza di queste leggi, abbiamo chiamato i rispettivi comuni. È stato scandaloso, perché la maggior parte dei comuni non ha saputo confermare queste leggi. Non ha saputo dire se queste leggi esistono o meno. Comunque sono talmente divertenti che, secondo me, vale la pena condividerle con te oggi.
Prima di iniziare, però, ti ricordo che questo è un podcast gratuito e aperto a tutti, un ottimo modo di praticare l’ascolto dell’italiano. Se ascolti uno o due episodi a settimana sicuramente la tua comprensione dell’italiano migliorerà molto. Certo, la comprensione, l’ascolto passivo, cioè senza interazione, di una lingua è il primo passo nell’apprendimento linguistico, per abituarsi ai suoni, però poi dovresti cercare di praticare un po’ anche la lettura e la produzione, scritta e orale.
Per questo, ti ricordo che, insieme ad ogni episodio, diamo agli studenti una trascrizione con il testo dell’episodio, un glossario, quindi una lista di parole usate nell’episodio, e le note grammaticali dove spieghiamo le strutture o costruzioni grammaticali più difficili usate nell’episodio. Se ascolti l’episodio e usi in modo attivo la trascrizione, quindi leggi le note lessicali e grammaticali e, perché no, fai delle frasi con le parole nuove, che scrivi e poi leggi ad alta voce, allora puoi sicuramente migliorare il tuo italiano e salire di livello più velocemente. Questo è un consiglio che ti do da insegnante, ma anche da amica. Trovi la trascrizione sia nelle note di questo episodio, su Spotify o Apple podcast, sia sul sito podcastitaliano.com: in alto a destra trovi la sezione podcast, clicchi su principiante, poi sul titolo dell’episodio e lì trovi il modulo per accedere alla trascrizione. Una risorsa che richiede tantissimo lavoro, da parte nostra, ma che è, comunque, gratis! Quindi dai un’occhiata! Puoi anche stamparla.
Detto questo, iniziamo.
L’Italia è composta da 20 regioni. E, come dice l’articolo 123 della Costituzione Italiana, ogni regione ha le sue leggi. Quindi è importante conoscere le leggi della regione che stiamo visitando, per non infrangerle. A proposito, in italiano non diciamo “rompere” una legge, come in inglese, “to break a law”. Diciamo “infrangere una legge” oppure “violare una legge”. “Infrangere” è un verbo che significa proprio “rompere”, ma che si usa specificamente per le leggi, le promesse, i sogni. Quindi diciamo “infrangere una legge”, “infrangere una promessa”, “infrangere un sogno”.
Comunque, come abbiamo già detto, abbiamo scoperto che qui in Italia esistono delle leggi molto strane che adesso ti racconto. Per comodità, ho diviso queste leggi in categorie, e partiamo dalla categoria “calzature”, cioè “scarpe”.
La prima legge strana di oggi è una legge di Capri. Capri è una piccola isola italiana nel Golfo di Napoli ed è famosa in tutto il mondo per la sua bellezza naturale, il mare e il turismo di lusso. Nella trascrizione trovi delle bellissime foto. Bene, secondo questa legge, a Capri non si possono indossare scarpe rumorose, cioè scarpe che fanno molto rumore quando camminiamo. Sembra una legge strana, ma in realtà ha senso. O almeno aveva senso in passato, ti spiego perché. Questa legge esiste dal 1960. Negli anni ‘60, andavano molto di moda gli zoccoli, cioè scarpe con una suola, con un base, molto dura, spesso di legno. Gli zoccoli fanno tantissimo rumore quando si cammina. Puoi immaginare il fracasso nelle strade. Negli anni ’60 Capri era anche un posto molto famoso. Ci andavano tante attrici e tanti attori famosi, italiani e stranieri. E, come succede ancora oggi, molte persone volevano imitare la moda delle celebrità, quindi tanti andavano a Capri e indossavano gli zoccoli. Ecco. Ora immagina tantissime persone che camminano tutte insieme con queste scarpe rumorosissime nelle piccole strade strette dell’isola.
Per questo motivo, nel 1960 gli zoccoli di legno vengono vietati a Capri. E chi non rispettava questa regola doveva pagare una multa di 5.000 lire, che oggi corrispondono a 2,50€ circa, ma per il valore della Lira, cioè della moneta italiana dell’epoca, era una multa abbastanza cara, con un valore odierno di circa 80 euro.
Comunque, oggi gli zoccoli non vanno più di moda, e dubito che la gente indossi zoccoli di legno, che sono anche pesanti. Quindi non c’è più questo pericolo, è difficile che tante persone, tutte insieme, indossino gli zoccoli per andare a Capri. Diciamo che la legge è nata proprio per la moda di quegli anni, quindi oggi è solo una vecchia legge che esiste ancora ma che nessuno controlla davvero che venga rispettata. Di solito una legge nasce per risolvere un problema urgente. Negli anni ’60 il problema del rumore esisteva davvero, ma con il tempo è sparito, e la legge è diventata inutile.
Restando in tema di “scarpe”, questa legge mi fa pensare a un’altra regola, più recente e ancora valida, che bisogna rispettare quando si cammina sui sentieri del Parco Nazionale delle Cinque Terre. I sentieri sono percorsi pedonali, (cioè per pedoni, per persone che si muovono a piedi e non in macchina) sono percorsi pedonali che collegano tra loro i cinque paesi delle Cinque Terre. Servono non solo per fare passeggiate nella natura e ammirare panorami bellissimi sul mare e sulle colline, ma anche per spostarsi da un paese all’altro senza usare l’auto (la macchina) o il treno. Bene, chi cammina sui sentieri del Parco Nazionale delle Cinque Terre senza scarpe adatte, appropriate, può ricevere una multa. Cioè deve pagare perché ha infranto la legge. Molti turisti visitano le Cinque Terre, quindi questa regola è importante. Infatti, alcuni turisti fanno i sentieri con le infradito o con i sandali, cioè le scarpe aperte, e i sentieri sono difficile e pericolosi, e queste persone rischiano di farsi male. Il direttore del parco, Patrizio Scarpellini (SCARPE-LLINI! E non è una battuta!) dice che questi percorsi sono come sentieri di montagna, con rocce e molte salite. E quindi servono scarpe adatte per non scivolare.
Nel 2018 sono state fatte tante multe per questa legge, per un totale di 34.000€. Quindi, se vuoi visitare le Cinque Terre, è meglio se porti un bel paio di scarpe da ginnastica. Mi raccomando!
Passiamo ora alla categoria “leggi strane sul lavoro”.
Secondo una legge italiana è vietato fare il mestiere del “ciarlatano”. Ma chi è un ciarlatano? Oggi la parola “ciarlatano” è un insulto, non volgare, e indica una persona che “ciarla” cioè che “chiacchiera”, che parla, parla senza mai dire la verità. Quindi una persona che imbroglia, che è molto abile con le parole, che dice un sacco di bugie. Ma in passato quello del ciarlatano era davvero un lavoro. Tanto tempo fa i ciarlatani giravano per le piazze, per le città, i paesi e promettevano di curare le persone malate, anche se non erano medici. Quindi che cosa facevano? Vendevano medicine (che però non erano vere medicine, erano medicine finte) e convincevano le persone che questi medicinali funzionavano. Perché erano bravi a convincere, a ciarlare, a chiacchierare. Ma il problema era proprio questo: erano bravi solo a parlare. Per questo motivo lo Stato ha vietato questo mestiere. Quindi, se incontri un ciarlatano, è meglio denunciarlo, perché è un mestiere illegale per legge in tutta Italia.
E un’altra legge curiosa sui mestieri riguarda gli apicoltori, cioè le persone che allevano le bellissime e dolcissime api. Vediamo questa legge. Se uno sciame di api, cioè un gruppo di api, scappa dal terreno di un apicoltore, l’apicoltore può inseguire lo sciame anche nel terreno privato di un’altra persona, per riprenderlo, e anche senza chiedere il permesso di accedere, di entrare nel terreno dell’altra persona. Quindi l’apicoltore, praticamente, non deve rispettare la proprietà privata degli altri, se sta inseguendo le sue api che sono scappate. Questo perché inseguire le sue api è un’emergenza, e magari non può perdere tempo a chiedere l'autorizzazione per entrare nella proprietà privata di qualcuno. Però, c’è un però. L’apicoltore ha solo due giorni di tempo per recuperare le sue api. Se non ci riesce, dopo due giorni, automaticamente, le api diventano proprietà della persona che possiede il terreno in cui le api sono scappate. Questa regola è molto strana e non capisco, sinceramente, il senso; però esiste perché le api producono miele e sono molto importanti per il lavoro dell’apicoltore. Però è divertente pensare a qualcuno che entra nel tuo giardino per inseguire delle api.
Comunque, passiamo ora a delle leggi più… “culturali”. La prima, che forse già conosci, perché l’abbiamo menzionata in un altro episodio ultimamente, è davvero particolare e unica dell’Italia, almeno credo: è la legge sul bidet.
In Italia il bidet è obbligatorio per legge nelle case, se c’è spazio e se la famiglia può permetterselo. Una legge del 1975 dice che ogni casa deve avere un bagno con una doccia o una vasca, un lavandino, un WC e un bidet. Gli italiani usano il bidet tutti i giorni ed è una parte importante della cultura italiana. Ma non solo: è proprio una questione di igiene. E apparentemente per l’Italia, in generale, l’igiene è tanto importante da obbligare tutti a farsi il bidet.
Ma non è l’unica legge, per così dire, “culturale”: in Italia esistono anche regole sui nomi dei bambini. I genitori non possono scegliere qualsiasi nome per un bambino. Ad esempio, al bambino o alla bambina, non si possono dare nomi ridicoli o offensivi. Per esempio non si possono usare nomi legati a personaggi storici molto negativi, come Stalin o Hitler, e nemmeno nomi come Satana o Lucifero. A differenza di altri Paesi, poi, in Italia non si può neanche dare al bambino lo stesso nome del padre o della madre, se sono ancora vivi, neppure se al nome segue “junior”. Inoltre, in Italia, i maschi non possono avere nomi femminili e viceversa, tranne alcuni nomi che vanno bene sia per maschi che per femmine, come Andrea, per esempio, che in Italia è un nome sia maschile che femminile.
Una novità è che, oggi, è possibile usare nomi geografici, cioè dare al bambino o alla bambina il nome di un Paese o di una città. In passato, ad esempio, gli unici nomi geografici accettati per i bambini erano Italia, Europa, America e Asia. Quindi se qualcuno voleva chiamare suo figlio… non lo so, Brasile, o Burundi o Chicago, non poteva. Ora, invece, può.
E un’altra cosa che è cambiata con il tempo è che se un bambino viene abbandonato e trovato da qualcuno, non può più ricevere un cognome che faccia capire che è un trovatello, cioè un bambino abbandonato che è stato trovato per strada.
Ti spiego: a volte, tanti anni fa, i bambini venivano abbandonati. E in passato, quando un bambino veniva trovato così, abbandonato, gli veniva dato un cognome speciale per ricordare, per far capire che era, appunto, stato abbandonato. Per esempio, Esposito: un cognome di origine napoletana, il cognome più diffuso in Italia per i bambini abbandonati, che deriva dalla ruota degli esposti, di cui trovi delle foto nella trascrizione, che era una struttura girevole, una ruota, come quella della macchina, ma in legno, che gira, che si trovava fuori gli orfanotrofi, dove venivano lasciati, abbandonati, segretamente i bambini da genitori che non potevano o non volevano prendersene cura.
Come Esposito, altri cognomi usati con i bambini "esposti" (“esposti” = “Esposito”) bambini esposti, cioè abbandonati, erano Proietti, che deriva dal latino proiectus che significa "proiettato, gettato", quindi lanciato nella ruota di un orfanotrofio. Poi c'erano anche Trovato, perché il bambino abbandonato è stato poi trovato da qualcuno, e tanti altri cognomi. Oggi non si possono più dare cognomi del genere e ovviamente non si può più abbandonare un bambino. I bambini devono avere sempre una famiglia che si prenda cura di loro, anche se adottiva.
Un’ ultima legge, sempre “culturale”, diciamo così, molto conosciuta riguarda la bestemmia, cioè insultare Dio o altre figure religiose. In Italia, se qualcuno bestemmia in pubblico, può ricevere una multa da 51 a 309€. In passato era addirittura un reato. Ma per un Paese come l’Italia, dove la maggioranza delle persone si identifica culturalmente o storicamente come cattolica, dove la religione cattolica ha segnato la storia, la cultura, le feste, le tradizioni, la scuola e persino le leggi, come in questo caso, è comprensibile.
Comunque, l’episodio di oggi finisce qui. Io ti consiglio di sfruttare la trascrizione, trovi il link in descrizione o su podcastitaliano.com; ti consiglio di rileggere tutto a voce alta e creare delle frasi con il lessico nuovo che hai imparato. Magari scrivi delle frasi nei commenti. E poi dimmi, cosa pensi di queste leggi? Nel tuo Paese ci sono leggi strane? Se non lo sai, ti consiglio di fare una ricerca su internet. Stai attento o attenta alle bufale però. Poi fammi sapere in un commento se da te ci sono leggi così particolari.
Io ti saluto e ci sentiamo giovedì con una bella storia. A presto, ciao!
Ehi, che costa stai facendo?
Sto camminando! Perché?
Non sai che qui è illegale camminare con le scarpe rumorose?
In Italia? Nella patria dell’alta moda?
Beh, non in tutta Italia. Solo qui!
“Qui” dove?
Ciao e bentornato o bentornata su Podcast Italiano Principiante, un podcast che ti aiuta a migliorare il tuo italiano attraverso storie di narrativa e conversazioni spontanee o monologhi autentici, come in questo caso.
Scarica la versione PDF della trascrizione
Trascrizione interattiva dell'episodio
L’episodio di oggi sarà un po’ divertente, perché parleremo di qualcosa di unico dell’Italia. Cioè… le leggi. Ma non parleremo delle leggi italiane in generale, parleremo delle leggi italiane più strane. Un po’ di tempo fa abbiamo trovato online delle leggi molto particolari. Però sai che non possiamo credere a tutte le cose che leggiamo online, perché non possiamo sapere se sono notizie vere o bufale, cioè notizie false. Per questo magari è necessario, prima di condividere certe notizie, chiamare qualcuno per avere una conferma.
E questo è quello che abbiamo fatto un po’ di tempo fa.
Abbiamo fatto una lista di tutte le leggi italiane più strane, più particolari, divise per categorie, e poi, per confermare o meno l’esistenza di queste leggi, abbiamo chiamato i rispettivi comuni. È stato scandaloso, perché la maggior parte dei comuni non ha saputo confermare queste leggi. Non ha saputo dire se queste leggi esistono o meno. Comunque sono talmente divertenti che, secondo me, vale la pena condividerle con te oggi.
Prima di iniziare, però, ti ricordo che questo è un podcast gratuito e aperto a tutti, un ottimo modo di praticare l’ascolto dell’italiano. Se ascolti uno o due episodi a settimana sicuramente la tua comprensione dell’italiano migliorerà molto. Certo, la comprensione, l’ascolto passivo, cioè senza interazione, di una lingua è il primo passo nell’apprendimento linguistico, per abituarsi ai suoni, però poi dovresti cercare di praticare un po’ anche la lettura e la produzione, scritta e orale.
Per questo, ti ricordo che, insieme ad ogni episodio, diamo agli studenti una trascrizione con il testo dell’episodio, un glossario, quindi una lista di parole usate nell’episodio, e le note grammaticali dove spieghiamo le strutture o costruzioni grammaticali più difficili usate nell’episodio. Se ascolti l’episodio e usi in modo attivo la trascrizione, quindi leggi le note lessicali e grammaticali e, perché no, fai delle frasi con le parole nuove, che scrivi e poi leggi ad alta voce, allora puoi sicuramente migliorare il tuo italiano e salire di livello più velocemente. Questo è un consiglio che ti do da insegnante, ma anche da amica. Trovi la trascrizione sia nelle note di questo episodio, su Spotify o Apple podcast, sia sul sito podcastitaliano.com: in alto a destra trovi la sezione podcast, clicchi su principiante, poi sul titolo dell’episodio e lì trovi il modulo per accedere alla trascrizione. Una risorsa che richiede tantissimo lavoro, da parte nostra, ma che è, comunque, gratis! Quindi dai un’occhiata! Puoi anche stamparla.
Detto questo, iniziamo.
L’Italia è composta da 20 regioni. E, come dice l’articolo 123 della Costituzione Italiana, ogni regione ha le sue leggi. Quindi è importante conoscere le leggi della regione che stiamo visitando, per non infrangerle. A proposito, in italiano non diciamo “rompere” una legge, come in inglese, “to break a law”. Diciamo “infrangere una legge” oppure “violare una legge”. “Infrangere” è un verbo che significa proprio “rompere”, ma che si usa specificamente per le leggi, le promesse, i sogni. Quindi diciamo “infrangere una legge”, “infrangere una promessa”, “infrangere un sogno”.
Comunque, come abbiamo già detto, abbiamo scoperto che qui in Italia esistono delle leggi molto strane che adesso ti racconto. Per comodità, ho diviso queste leggi in categorie, e partiamo dalla categoria “calzature”, cioè “scarpe”.
La prima legge strana di oggi è una legge di Capri. Capri è una piccola isola italiana nel Golfo di Napoli ed è famosa in tutto il mondo per la sua bellezza naturale, il mare e il turismo di lusso. Nella trascrizione trovi delle bellissime foto. Bene, secondo questa legge, a Capri non si possono indossare scarpe rumorose, cioè scarpe che fanno molto rumore quando camminiamo. Sembra una legge strana, ma in realtà ha senso. O almeno aveva senso in passato, ti spiego perché. Questa legge esiste dal 1960. Negli anni ‘60, andavano molto di moda gli zoccoli, cioè scarpe con una suola, con un base, molto dura, spesso di legno. Gli zoccoli fanno tantissimo rumore quando si cammina. Puoi immaginare il fracasso nelle strade. Negli anni ’60 Capri era anche un posto molto famoso. Ci andavano tante attrici e tanti attori famosi, italiani e stranieri. E, come succede ancora oggi, molte persone volevano imitare la moda delle celebrità, quindi tanti andavano a Capri e indossavano gli zoccoli. Ecco. Ora immagina tantissime persone che camminano tutte insieme con queste scarpe rumorosissime nelle piccole strade strette dell’isola.
Per questo motivo, nel 1960 gli zoccoli di legno vengono vietati a Capri. E chi non rispettava questa regola doveva pagare una multa di 5.000 lire, che oggi corrispondono a 2,50€ circa, ma per il valore della Lira, cioè della moneta italiana dell’epoca, era una multa abbastanza cara, con un valore odierno di circa 80 euro.
Comunque, oggi gli zoccoli non vanno più di moda, e dubito che la gente indossi zoccoli di legno, che sono anche pesanti. Quindi non c’è più questo pericolo, è difficile che tante persone, tutte insieme, indossino gli zoccoli per andare a Capri. Diciamo che la legge è nata proprio per la moda di quegli anni, quindi oggi è solo una vecchia legge che esiste ancora ma che nessuno controlla davvero che venga rispettata. Di solito una legge nasce per risolvere un problema urgente. Negli anni ’60 il problema del rumore esisteva davvero, ma con il tempo è sparito, e la legge è diventata inutile.
Restando in tema di “scarpe”, questa legge mi fa pensare a un’altra regola, più recente e ancora valida, che bisogna rispettare quando si cammina sui sentieri del Parco Nazionale delle Cinque Terre. I sentieri sono percorsi pedonali, (cioè per pedoni, per persone che si muovono a piedi e non in macchina) sono percorsi pedonali che collegano tra loro i cinque paesi delle Cinque Terre. Servono non solo per fare passeggiate nella natura e ammirare panorami bellissimi sul mare e sulle colline, ma anche per spostarsi da un paese all’altro senza usare l’auto (la macchina) o il treno. Bene, chi cammina sui sentieri del Parco Nazionale delle Cinque Terre senza scarpe adatte, appropriate, può ricevere una multa. Cioè deve pagare perché ha infranto la legge. Molti turisti visitano le Cinque Terre, quindi questa regola è importante. Infatti, alcuni turisti fanno i sentieri con le infradito o con i sandali, cioè le scarpe aperte, e i sentieri sono difficile e pericolosi, e queste persone rischiano di farsi male. Il direttore del parco, Patrizio Scarpellini (SCARPE-LLINI! E non è una battuta!) dice che questi percorsi sono come sentieri di montagna, con rocce e molte salite. E quindi servono scarpe adatte per non scivolare.
Nel 2018 sono state fatte tante multe per questa legge, per un totale di 34.000€. Quindi, se vuoi visitare le Cinque Terre, è meglio se porti un bel paio di scarpe da ginnastica. Mi raccomando!
Passiamo ora alla categoria “leggi strane sul lavoro”.
Secondo una legge italiana è vietato fare il mestiere del “ciarlatano”. Ma chi è un ciarlatano? Oggi la parola “ciarlatano” è un insulto, non volgare, e indica una persona che “ciarla” cioè che “chiacchiera”, che parla, parla senza mai dire la verità. Quindi una persona che imbroglia, che è molto abile con le parole, che dice un sacco di bugie. Ma in passato quello del ciarlatano era davvero un lavoro. Tanto tempo fa i ciarlatani giravano per le piazze, per le città, i paesi e promettevano di curare le persone malate, anche se non erano medici. Quindi che cosa facevano? Vendevano medicine (che però non erano vere medicine, erano medicine finte) e convincevano le persone che questi medicinali funzionavano. Perché erano bravi a convincere, a ciarlare, a chiacchierare. Ma il problema era proprio questo: erano bravi solo a parlare. Per questo motivo lo Stato ha vietato questo mestiere. Quindi, se incontri un ciarlatano, è meglio denunciarlo, perché è un mestiere illegale per legge in tutta Italia.
E un’altra legge curiosa sui mestieri riguarda gli apicoltori, cioè le persone che allevano le bellissime e dolcissime api. Vediamo questa legge. Se uno sciame di api, cioè un gruppo di api, scappa dal terreno di un apicoltore, l’apicoltore può inseguire lo sciame anche nel terreno privato di un’altra persona, per riprenderlo, e anche senza chiedere il permesso di accedere, di entrare nel terreno dell’altra persona. Quindi l’apicoltore, praticamente, non deve rispettare la proprietà privata degli altri, se sta inseguendo le sue api che sono scappate. Questo perché inseguire le sue api è un’emergenza, e magari non può perdere tempo a chiedere l'autorizzazione per entrare nella proprietà privata di qualcuno. Però, c’è un però. L’apicoltore ha solo due giorni di tempo per recuperare le sue api. Se non ci riesce, dopo due giorni, automaticamente, le api diventano proprietà della persona che possiede il terreno in cui le api sono scappate. Questa regola è molto strana e non capisco, sinceramente, il senso; però esiste perché le api producono miele e sono molto importanti per il lavoro dell’apicoltore. Però è divertente pensare a qualcuno che entra nel tuo giardino per inseguire delle api.
Comunque, passiamo ora a delle leggi più… “culturali”. La prima, che forse già conosci, perché l’abbiamo menzionata in un altro episodio ultimamente, è davvero particolare e unica dell’Italia, almeno credo: è la legge sul bidet.
In Italia il bidet è obbligatorio per legge nelle case, se c’è spazio e se la famiglia può permetterselo. Una legge del 1975 dice che ogni casa deve avere un bagno con una doccia o una vasca, un lavandino, un WC e un bidet. Gli italiani usano il bidet tutti i giorni ed è una parte importante della cultura italiana. Ma non solo: è proprio una questione di igiene. E apparentemente per l’Italia, in generale, l’igiene è tanto importante da obbligare tutti a farsi il bidet.
Ma non è l’unica legge, per così dire, “culturale”: in Italia esistono anche regole sui nomi dei bambini. I genitori non possono scegliere qualsiasi nome per un bambino. Ad esempio, al bambino o alla bambina, non si possono dare nomi ridicoli o offensivi. Per esempio non si possono usare nomi legati a personaggi storici molto negativi, come Stalin o Hitler, e nemmeno nomi come Satana o Lucifero. A differenza di altri Paesi, poi, in Italia non si può neanche dare al bambino lo stesso nome del padre o della madre, se sono ancora vivi, neppure se al nome segue “junior”. Inoltre, in Italia, i maschi non possono avere nomi femminili e viceversa, tranne alcuni nomi che vanno bene sia per maschi che per femmine, come Andrea, per esempio, che in Italia è un nome sia maschile che femminile.
Una novità è che, oggi, è possibile usare nomi geografici, cioè dare al bambino o alla bambina il nome di un Paese o di una città. In passato, ad esempio, gli unici nomi geografici accettati per i bambini erano Italia, Europa, America e Asia. Quindi se qualcuno voleva chiamare suo figlio… non lo so, Brasile, o Burundi o Chicago, non poteva. Ora, invece, può.
E un’altra cosa che è cambiata con il tempo è che se un bambino viene abbandonato e trovato da qualcuno, non può più ricevere un cognome che faccia capire che è un trovatello, cioè un bambino abbandonato che è stato trovato per strada.
Ti spiego: a volte, tanti anni fa, i bambini venivano abbandonati. E in passato, quando un bambino veniva trovato così, abbandonato, gli veniva dato un cognome speciale per ricordare, per far capire che era, appunto, stato abbandonato. Per esempio, Esposito: un cognome di origine napoletana, il cognome più diffuso in Italia per i bambini abbandonati, che deriva dalla ruota degli esposti, di cui trovi delle foto nella trascrizione, che era una struttura girevole, una ruota, come quella della macchina, ma in legno, che gira, che si trovava fuori gli orfanotrofi, dove venivano lasciati, abbandonati, segretamente i bambini da genitori che non potevano o non volevano prendersene cura.
Come Esposito, altri cognomi usati con i bambini "esposti" (“esposti” = “Esposito”) bambini esposti, cioè abbandonati, erano Proietti, che deriva dal latino proiectus che significa "proiettato, gettato", quindi lanciato nella ruota di un orfanotrofio. Poi c'erano anche Trovato, perché il bambino abbandonato è stato poi trovato da qualcuno, e tanti altri cognomi. Oggi non si possono più dare cognomi del genere e ovviamente non si può più abbandonare un bambino. I bambini devono avere sempre una famiglia che si prenda cura di loro, anche se adottiva.
Un’ ultima legge, sempre “culturale”, diciamo così, molto conosciuta riguarda la bestemmia, cioè insultare Dio o altre figure religiose. In Italia, se qualcuno bestemmia in pubblico, può ricevere una multa da 51 a 309€. In passato era addirittura un reato. Ma per un Paese come l’Italia, dove la maggioranza delle persone si identifica culturalmente o storicamente come cattolica, dove la religione cattolica ha segnato la storia, la cultura, le feste, le tradizioni, la scuola e persino le leggi, come in questo caso, è comprensibile.
Comunque, l’episodio di oggi finisce qui. Io ti consiglio di sfruttare la trascrizione, trovi il link in descrizione o su podcastitaliano.com; ti consiglio di rileggere tutto a voce alta e creare delle frasi con il lessico nuovo che hai imparato. Magari scrivi delle frasi nei commenti. E poi dimmi, cosa pensi di queste leggi? Nel tuo Paese ci sono leggi strane? Se non lo sai, ti consiglio di fare una ricerca su internet. Stai attento o attenta alle bufale però. Poi fammi sapere in un commento se da te ci sono leggi così particolari.
Io ti saluto e ci sentiamo giovedì con una bella storia. A presto, ciao!


































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