I borghi italiani stanno scomparendo?
In questo episodio parliamo dei borghi italiani: quei piccoli paesi antichi, immersi nella natura, che stanno lentamente scomparendo. Chi li lascia, chi prova a salvarli, e cosa succederà in futuro?
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Quando pensi all’Italia, a cosa pensi? Forse pensi ai ristoranti, alle pizzerie, alle gelaterie, alle piazze, ai musei, alle chiese, ai monumenti, alle spiagge. Insomma, pensi all’Italia da film, quella delle vacanze, dei film romantici, piena di vita e di gente.
Oppure pensi a un’altra immagine, molto comune: pensi ai piccoli borghi in collina, quei piccoli paesini italiani con case di pietra e campanili, abitati principalmente da anziani, immersi nel silenzio e nella pace. Anche questa è un’idea tipica che i turisti hanno dell’Italia. Ed è affascinante, sì, è reale, ma è anche un’immagine che presenta un grande problema dell’Italia.
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Trascrizione interattiva dell'episodio
Infatti, molti di questi borghi, di questi piccoli paesi, si stanno svuotando. Cioè stanno diventando vuoti. Le persone che abitano lì vanno via. Se visiti alcuni di questi paesini, soprattutto quelli meno turistici, infatti, troverai strade vuote, piazze deserte, negozi chiusi, case abbandonate e, a volte, in cattive condizioni. Questa è la realtà di centinaia, anzi di migliaia di piccoli paesi italiani che rischiano di rimanere senza abitanti. In alcuni casi, in questi piccoli borghi vivono solo poche centinaia di persone, o anche meno.
In questo episodio parleremo di questi piccoli paesi, chiamati “borghi”. Vedremo cosa significa vivere in questi luoghi, antichi e affascinanti, immersi nella natura, dove la vita è lenta e silenziosa. Sono posti incredibili, con tanto potenziale, che purtroppo però fanno fatica a sopravvivere. E molti, fra 100 anni, saranno probabilmente “estinti”. Parleremo di chi lascia questi borghi, ma anche di chi prova a dare un futuro a questi luoghi, con nuove idee e progetti.
Ciao e benvenuto o benvenuta a un nuovo episodio di Podcast Italiano Principiante. Io sono Irene e questo è un podcast per imparare l’italiano attraverso contenuti interessanti. Questo episodio ha una trascrizione gratuita con un glossario, cioè una lista di parole difficili, tradotte e spiegate. Ti consiglio di usarla perché è molto utile e, soprattutto, è gratis. Trovi il link nella descrizione dell’episodio o sul sito podcastitaliano.com. Iniziamo!
L’Italia è un Paese pieno di borghi, sia vicini alle montagne che al mare.
Ma che cos’è un borgo? Un borgo è un piccolo paese, molto antico, spesso medievale, con strade strette e case in pietra. Di solito c’è una piazza, una chiesa e a volte delle mura, costruite intorno al paese, che in passato servivano per difendersi dai nemici. I borghi non sono grandi come le città, ma questo non ha importanza. In passato, nei borghi, le persone vivevano e lavoravano, soprattutto nel campo dell’agricoltura e dell’artigianato.
I borghi sono molto numerosi. Circa il 70% dei comuni italiani può essere considerato un borgo, cioè più di 5.000 su circa 8.000 comuni. In questi borghi, vivono circa 10 milioni di persone. L’Italia ha circa 60 milioni di abitanti, quindi quasi 1 persona su 6 vive in un borgo. I borghi sono molto affascinanti, soprattutto per chi vive in città: hanno tradizioni, feste, dialetti e cibo tipico. E spesso sono immersi nella natura e hanno paesaggi bellissimi. Se vieni in Italia, devi visitarne uno. È un’esperienza diversa rispetto alle grandi città. Più familiare, più calorosa. Questi borghi, infatti, sembrano fermi nel tempo. Molti risalgono al Medioevo: all’epoca, la vita era semplice ma difficile. Le persone producevano quello che serviva, vivevano anche di baratto, cioè si scambiavano i prodotti. E in quel periodo, l’Italia era divisa in tanti piccoli Stati, e vivere in campagna era considerato pericoloso. Per questo le persone fondavano questi paesi, questi borghi, sulle colline, e li chiudevano, li proteggevano con delle mura.
L’isolamento era utile per difendersi. Ma oggi questo “isolamento” è diventato un problema. Con la modernità sono cambiati i bisogni. Le persone vogliono più servizi, più lavoro, più opportunità. I borghi, invece, sono rimasti isolati. E così hanno iniziato a svuotarsi.
Questo è successo soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale, negli anni ’50. Molte persone hanno lasciato i borghi per andare a vivere in città, dove c’erano più possibilità di lavoro e di vita migliore. Ma nel tempo i borghi hanno subito un’altra disgrazia: spesso sono stati colpiti anche da terremoti, alluvioni o frane, che hanno reso la vita ancora più difficile. Dagli anni ‘50, quasi un milione di persone ha lasciato questi borghi. E il fenomeno continua. Sempre meno persone restano, quasi solo anziani: i giovani preferiscono vivere in città. E purtroppo non molti anziani possono lavorare, possono prendersi cura dei borghi, e questo porta al decadimento di questi borghi.
Secondo l’ISTAT, in alcuni borghi, per ogni bambino ci sono circa 3 persone sopra i 65 anni. Questo significa che la popolazione anziana è circa il doppio, se non di più, di quella giovane. L’Italia ha già una popolazione molto anziana, ma nei borghi questo problema è ancora più evidente. E poi, meno giovani significa meno energia, meno servizi e…una vita più difficile nel borgo, che porterà tante altre persone a lasciare il borgo. È un circolo vizioso. Pensa che nel 2019, in 328 borghi italiani non è nato neanche un bambino. In un intero anno. In 328 borghi italiani. Sembra impossibile, eppure… è così.
Una regione molto colpita è il Molise, spesso scherzosamente chiamato “la regione che non esiste” dagli italiani, perché è una regione poco conosciuta, poco visitata. Ma, in generale, questo è un problema di tutta l’Italia.
Un problema dei borghi è la mancanza di trasporti e servizi. In alcune zone ci sono pochi autobus e pochi treni. Le persone fanno fatica anche ad andare dal medico. E quando mancano i servizi, o quando fare una cosa semplice diventa difficile, vivere in un posto diventa un incubo.
Anche la scuola è un problema in questi luoghi. Molti borghi non hanno scuole superiori e alcuni neanche le scuole medie. Questo porta all’abbandono scolastico da parte di molti bambini che non hanno la possibilità di andare a scuola ogni mattina in un altro paese, magari a 40 minuti di macchina.
Questi sono i problemi principali, ma ce ne sono tanti altri.
Ora: qual è la soluzione? C’è una soluzione?
Alcuni propongono di usare, di sfruttare il turismo, ma deve essere anche turismo sostenibile. Un esempio è il progetto Wonder Grottole, in Basilicata. Qui, persone da tutto il mondo possono vivere per tre mesi nel borgo, aiutando la comunità e imparando attività come l’agricoltura e la cucina. Può essere un’iniziativa interessante. Magari puoi controllare su Internet se quest’iniziativa è aperta, se ti interessa fare quest’esperienza! La farei anche io che sono italiana. Amo i borghi!
Uno dei miei preferiti è Civita di Bagnoregio, nel Lazio, chiamata “la città che muore”: un bellissimo borgo che si trova su una collina fragile, erosa, che sta crollando un po’ alla volta, piano piano. Non è pericoloso visitare questo luogo, però. Io ci sono stata qualche mese fa ed è bellissimo. Davvero suggestivo. Quindi se non conosci questo borgo, mi raccomando, visitalo! È unico. Pensa che a Civita di Bagnoregio, oggi, vivono solo 10 persone. Nonostante ciò, questo borgo sta sfruttando il turismo per non morire. E sembra funzionare. Ogni giorno arrivano molti turisti. Per entrare si paga un biglietto di 5 euro, che ovviamente aiuta il borgo. Immagina se, ogni giorno, almeno 1000 persone visitano il borgo: sono circa 5000€ al giorno. E questo sembra davvero funzionare. Vai a guardare le foto nella trascrizione!
Questo borgo, Civita di Bagnoregio, è chiamato anche “la città che muore”, perché come ti ho detto è un posto speciale, si trova sopra una roccia che piano piano si sta rompendo, sta crollando. Per questo sembra un luogo sospeso nel tempo, è proprio letteralmente sospeso nell’aria, e per arrivarci devi percorrere un ponte, devi camminare su questo lunghissimo e stretto ponte molto particolare. Per me è un luogo molto suggestivo. È anche pieno di leggende. Voglio spendere due paroline per queste leggende, perché sicuramente ti piaceranno.
La prima leggenda di questo borgo è legata al suo nome, Civita di Bagnoregio. Ora, “Civita” significa “piccola città, paesino, borgo”. Per quanto riguarda Bagnoregio, ora ti spiego la leggenda. Si dice che, tanto tempo fa, un re di nome Desiderio era molto malato. Un giorno arrivò vicino a Civita di Bagnoregio, che all’epoca si chiamava solo Civita, e si fermò lì. Lì trovò delle pozze di acqua termale calda. Il re entrò nell’acqua… e successe qualcosa di incredibile: guarì. Il re era molto felice. Per ringraziare quel luogo, decise di dargli un nome speciale: “Bagno del Re”. Da qui, Bagnoregio.
Un’altra leggenda parla di un bambino molto malato, Giovanni, che viveva a Civita. Un giorno passò San Francesco. Vide il bambino e lo guardò con dolcezza. Poi disse: “bona ventura”, cioè “buona fortuna!”; poco dopo, il bambino guarì. Da grande, questo bambino, diventò un santo importante: San Bonaventura.
Un’ultima leggenda è che, come ti ho detto, questo borgo è chiamato “la città che muore”. Questo perché, sotto il borgo, ci sono due piccoli fiumi. E l’acqua, piano piano, sta scavando, sta portando via la terra sotto la roccia. Quindi la città diventa sempre più fragile. Alcune persone dicono che questa è una maledizione. Altre pensano che sia il destino. Cioè che il borgo è destinato a morire.
Queste leggende mi fanno impazzire. Ovviamente sono leggende, non confondiamole con la storia, ok? Ma secondo me sono molto interessanti, perché tutti amiamo le storie, no? Quindi possono aiutare a portare più turisti o più persone affascinate a visitare questi luoghi. Ora, io ti ho raccontato un paio di leggende su un borgo, ma ogni borgo ha miti, storie, leggende e tradizioni incredibili. Davvero. Per non parlare del cibo!
Comunque, oltre al turismo, che come sappiamo ha sia lati positivi che negativi, un’altra idea, un’altra soluzione che può aiutare a illuminare i casi di questi borghi che stanno scomparendo è quella delle case a 1 euro. Alcuni borghi, soprattutto al Sud, vendono case abbandonate a un prezzo simbolico, cioè 1€. La fregatura, diciamo, è che chi compra una casa poi deve ristrutturarla. Deve sistemarla, fare dei lavori. Attenzione però: i costi reali sono alti, parliamo di lavori che arrivano anche a 100.000 euro. Quindi non lo so se è conveniente, se pensiamo che spesso i turisti che comprano le case in Italia poi non vanno a vivere lì, ma le usano per affittarle o per le vacanze.
Quindi queste soluzioni sono delle “toppe”, cioè delle soluzioni temporanee che, insomma… non sappiamo se funzioneranno. Ma sicuramente non sono soluzioni definitive, ecco. Vedremo cosa succederà in futuro. Che fine faranno questi meravigliosi borghi che stanno scomparendo, che si stanno estinguendo?
Bene, l’episodio finisce qui. Fammi sapere se sei mai stato, o stata, in un borgo italiano. Raccontami la tua esperienza. Dove sei stato, che ne pensi? E nel tuo Paese ci sono casi simili? Ci sono zone bellissime e piene di storia che però sono un po’ abbandonate dalla popolazione? Rischiano di estinguersi come i borghi italiani? Fammi sapere. Ah, e una domanda… ti viene in mente una soluzione per risolvere questo problema? Io ti ringrazio per l’ascolto e ci sentiamo giovedì prossimo.
Ciao!
Quando pensi all’Italia, a cosa pensi? Forse pensi ai ristoranti, alle pizzerie, alle gelaterie, alle piazze, ai musei, alle chiese, ai monumenti, alle spiagge. Insomma, pensi all’Italia da film, quella delle vacanze, dei film romantici, piena di vita e di gente.
Oppure pensi a un’altra immagine, molto comune: pensi ai piccoli borghi in collina, quei piccoli paesini italiani con case di pietra e campanili, abitati principalmente da anziani, immersi nel silenzio e nella pace. Anche questa è un’idea tipica che i turisti hanno dell’Italia. Ed è affascinante, sì, è reale, ma è anche un’immagine che presenta un grande problema dell’Italia.
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Trascrizione interattiva dell'episodio
Infatti, molti di questi borghi, di questi piccoli paesi, si stanno svuotando. Cioè stanno diventando vuoti. Le persone che abitano lì vanno via. Se visiti alcuni di questi paesini, soprattutto quelli meno turistici, infatti, troverai strade vuote, piazze deserte, negozi chiusi, case abbandonate e, a volte, in cattive condizioni. Questa è la realtà di centinaia, anzi di migliaia di piccoli paesi italiani che rischiano di rimanere senza abitanti. In alcuni casi, in questi piccoli borghi vivono solo poche centinaia di persone, o anche meno.
In questo episodio parleremo di questi piccoli paesi, chiamati “borghi”. Vedremo cosa significa vivere in questi luoghi, antichi e affascinanti, immersi nella natura, dove la vita è lenta e silenziosa. Sono posti incredibili, con tanto potenziale, che purtroppo però fanno fatica a sopravvivere. E molti, fra 100 anni, saranno probabilmente “estinti”. Parleremo di chi lascia questi borghi, ma anche di chi prova a dare un futuro a questi luoghi, con nuove idee e progetti.
Ciao e benvenuto o benvenuta a un nuovo episodio di Podcast Italiano Principiante. Io sono Irene e questo è un podcast per imparare l’italiano attraverso contenuti interessanti. Questo episodio ha una trascrizione gratuita con un glossario, cioè una lista di parole difficili, tradotte e spiegate. Ti consiglio di usarla perché è molto utile e, soprattutto, è gratis. Trovi il link nella descrizione dell’episodio o sul sito podcastitaliano.com. Iniziamo!
L’Italia è un Paese pieno di borghi, sia vicini alle montagne che al mare.
Ma che cos’è un borgo? Un borgo è un piccolo paese, molto antico, spesso medievale, con strade strette e case in pietra. Di solito c’è una piazza, una chiesa e a volte delle mura, costruite intorno al paese, che in passato servivano per difendersi dai nemici. I borghi non sono grandi come le città, ma questo non ha importanza. In passato, nei borghi, le persone vivevano e lavoravano, soprattutto nel campo dell’agricoltura e dell’artigianato.
I borghi sono molto numerosi. Circa il 70% dei comuni italiani può essere considerato un borgo, cioè più di 5.000 su circa 8.000 comuni. In questi borghi, vivono circa 10 milioni di persone. L’Italia ha circa 60 milioni di abitanti, quindi quasi 1 persona su 6 vive in un borgo. I borghi sono molto affascinanti, soprattutto per chi vive in città: hanno tradizioni, feste, dialetti e cibo tipico. E spesso sono immersi nella natura e hanno paesaggi bellissimi. Se vieni in Italia, devi visitarne uno. È un’esperienza diversa rispetto alle grandi città. Più familiare, più calorosa. Questi borghi, infatti, sembrano fermi nel tempo. Molti risalgono al Medioevo: all’epoca, la vita era semplice ma difficile. Le persone producevano quello che serviva, vivevano anche di baratto, cioè si scambiavano i prodotti. E in quel periodo, l’Italia era divisa in tanti piccoli Stati, e vivere in campagna era considerato pericoloso. Per questo le persone fondavano questi paesi, questi borghi, sulle colline, e li chiudevano, li proteggevano con delle mura.
L’isolamento era utile per difendersi. Ma oggi questo “isolamento” è diventato un problema. Con la modernità sono cambiati i bisogni. Le persone vogliono più servizi, più lavoro, più opportunità. I borghi, invece, sono rimasti isolati. E così hanno iniziato a svuotarsi.
Questo è successo soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale, negli anni ’50. Molte persone hanno lasciato i borghi per andare a vivere in città, dove c’erano più possibilità di lavoro e di vita migliore. Ma nel tempo i borghi hanno subito un’altra disgrazia: spesso sono stati colpiti anche da terremoti, alluvioni o frane, che hanno reso la vita ancora più difficile. Dagli anni ‘50, quasi un milione di persone ha lasciato questi borghi. E il fenomeno continua. Sempre meno persone restano, quasi solo anziani: i giovani preferiscono vivere in città. E purtroppo non molti anziani possono lavorare, possono prendersi cura dei borghi, e questo porta al decadimento di questi borghi.
Secondo l’ISTAT, in alcuni borghi, per ogni bambino ci sono circa 3 persone sopra i 65 anni. Questo significa che la popolazione anziana è circa il doppio, se non di più, di quella giovane. L’Italia ha già una popolazione molto anziana, ma nei borghi questo problema è ancora più evidente. E poi, meno giovani significa meno energia, meno servizi e…una vita più difficile nel borgo, che porterà tante altre persone a lasciare il borgo. È un circolo vizioso. Pensa che nel 2019, in 328 borghi italiani non è nato neanche un bambino. In un intero anno. In 328 borghi italiani. Sembra impossibile, eppure… è così.
Una regione molto colpita è il Molise, spesso scherzosamente chiamato “la regione che non esiste” dagli italiani, perché è una regione poco conosciuta, poco visitata. Ma, in generale, questo è un problema di tutta l’Italia.
Un problema dei borghi è la mancanza di trasporti e servizi. In alcune zone ci sono pochi autobus e pochi treni. Le persone fanno fatica anche ad andare dal medico. E quando mancano i servizi, o quando fare una cosa semplice diventa difficile, vivere in un posto diventa un incubo.
Anche la scuola è un problema in questi luoghi. Molti borghi non hanno scuole superiori e alcuni neanche le scuole medie. Questo porta all’abbandono scolastico da parte di molti bambini che non hanno la possibilità di andare a scuola ogni mattina in un altro paese, magari a 40 minuti di macchina.
Questi sono i problemi principali, ma ce ne sono tanti altri.
Ora: qual è la soluzione? C’è una soluzione?
Alcuni propongono di usare, di sfruttare il turismo, ma deve essere anche turismo sostenibile. Un esempio è il progetto Wonder Grottole, in Basilicata. Qui, persone da tutto il mondo possono vivere per tre mesi nel borgo, aiutando la comunità e imparando attività come l’agricoltura e la cucina. Può essere un’iniziativa interessante. Magari puoi controllare su Internet se quest’iniziativa è aperta, se ti interessa fare quest’esperienza! La farei anche io che sono italiana. Amo i borghi!
Uno dei miei preferiti è Civita di Bagnoregio, nel Lazio, chiamata “la città che muore”: un bellissimo borgo che si trova su una collina fragile, erosa, che sta crollando un po’ alla volta, piano piano. Non è pericoloso visitare questo luogo, però. Io ci sono stata qualche mese fa ed è bellissimo. Davvero suggestivo. Quindi se non conosci questo borgo, mi raccomando, visitalo! È unico. Pensa che a Civita di Bagnoregio, oggi, vivono solo 10 persone. Nonostante ciò, questo borgo sta sfruttando il turismo per non morire. E sembra funzionare. Ogni giorno arrivano molti turisti. Per entrare si paga un biglietto di 5 euro, che ovviamente aiuta il borgo. Immagina se, ogni giorno, almeno 1000 persone visitano il borgo: sono circa 5000€ al giorno. E questo sembra davvero funzionare. Vai a guardare le foto nella trascrizione!
Questo borgo, Civita di Bagnoregio, è chiamato anche “la città che muore”, perché come ti ho detto è un posto speciale, si trova sopra una roccia che piano piano si sta rompendo, sta crollando. Per questo sembra un luogo sospeso nel tempo, è proprio letteralmente sospeso nell’aria, e per arrivarci devi percorrere un ponte, devi camminare su questo lunghissimo e stretto ponte molto particolare. Per me è un luogo molto suggestivo. È anche pieno di leggende. Voglio spendere due paroline per queste leggende, perché sicuramente ti piaceranno.
La prima leggenda di questo borgo è legata al suo nome, Civita di Bagnoregio. Ora, “Civita” significa “piccola città, paesino, borgo”. Per quanto riguarda Bagnoregio, ora ti spiego la leggenda. Si dice che, tanto tempo fa, un re di nome Desiderio era molto malato. Un giorno arrivò vicino a Civita di Bagnoregio, che all’epoca si chiamava solo Civita, e si fermò lì. Lì trovò delle pozze di acqua termale calda. Il re entrò nell’acqua… e successe qualcosa di incredibile: guarì. Il re era molto felice. Per ringraziare quel luogo, decise di dargli un nome speciale: “Bagno del Re”. Da qui, Bagnoregio.
Un’altra leggenda parla di un bambino molto malato, Giovanni, che viveva a Civita. Un giorno passò San Francesco. Vide il bambino e lo guardò con dolcezza. Poi disse: “bona ventura”, cioè “buona fortuna!”; poco dopo, il bambino guarì. Da grande, questo bambino, diventò un santo importante: San Bonaventura.
Un’ultima leggenda è che, come ti ho detto, questo borgo è chiamato “la città che muore”. Questo perché, sotto il borgo, ci sono due piccoli fiumi. E l’acqua, piano piano, sta scavando, sta portando via la terra sotto la roccia. Quindi la città diventa sempre più fragile. Alcune persone dicono che questa è una maledizione. Altre pensano che sia il destino. Cioè che il borgo è destinato a morire.
Queste leggende mi fanno impazzire. Ovviamente sono leggende, non confondiamole con la storia, ok? Ma secondo me sono molto interessanti, perché tutti amiamo le storie, no? Quindi possono aiutare a portare più turisti o più persone affascinate a visitare questi luoghi. Ora, io ti ho raccontato un paio di leggende su un borgo, ma ogni borgo ha miti, storie, leggende e tradizioni incredibili. Davvero. Per non parlare del cibo!
Comunque, oltre al turismo, che come sappiamo ha sia lati positivi che negativi, un’altra idea, un’altra soluzione che può aiutare a illuminare i casi di questi borghi che stanno scomparendo è quella delle case a 1 euro. Alcuni borghi, soprattutto al Sud, vendono case abbandonate a un prezzo simbolico, cioè 1€. La fregatura, diciamo, è che chi compra una casa poi deve ristrutturarla. Deve sistemarla, fare dei lavori. Attenzione però: i costi reali sono alti, parliamo di lavori che arrivano anche a 100.000 euro. Quindi non lo so se è conveniente, se pensiamo che spesso i turisti che comprano le case in Italia poi non vanno a vivere lì, ma le usano per affittarle o per le vacanze.
Quindi queste soluzioni sono delle “toppe”, cioè delle soluzioni temporanee che, insomma… non sappiamo se funzioneranno. Ma sicuramente non sono soluzioni definitive, ecco. Vedremo cosa succederà in futuro. Che fine faranno questi meravigliosi borghi che stanno scomparendo, che si stanno estinguendo?
Bene, l’episodio finisce qui. Fammi sapere se sei mai stato, o stata, in un borgo italiano. Raccontami la tua esperienza. Dove sei stato, che ne pensi? E nel tuo Paese ci sono casi simili? Ci sono zone bellissime e piene di storia che però sono un po’ abbandonate dalla popolazione? Rischiano di estinguersi come i borghi italiani? Fammi sapere. Ah, e una domanda… ti viene in mente una soluzione per risolvere questo problema? Io ti ringrazio per l’ascolto e ci sentiamo giovedì prossimo.
Ciao!


































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