Il primo volo di Sofia (storia)
In questo episodio seguiamo Sofia nel suo primo viaggio in aereo da sola verso New York. È l'occasione perfetta per imparare, passo dopo passo, tutto il lessico fondamentale legato all'aeroporto e al volo. Una storia ideale per chi vuole sentirsi più sicuro durante il suo prossimo viaggio!
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Ciao e benvenuto o benvenuta su Podcast Italiano Principiante, un podcast per chi sa un po’ di italiano e vuole fare progressi attraverso l’ascolto di storie, riflessioni e conversazioni sulla cultura o la storia italiana. Oggi ti racconto una storia, sul primo viaggio in aereo di Sofia, la nostra giovane protagonista.
Questo episodio è pensato per insegnarti tutto il lessico dell’aereo e dell’aeroporto.
Se viaggi spesso, ti sarà molto utile!
Questa è una storia che puoi ascoltare passivamente, per mettere alla prova il tuo italiano, ma se invece vuoi migliorare il tuo italiano, ti ricordo che ogni storia è accompagnata da una trascrizione, dove troverai tante note lessicali e grammaticali. Così, mentre ascolti la storia, puoi capire tutto! Inoltre, adesso, la trascrizione è molto facile da usare: stiamo sperimentando un nuovo player interattivo che ti permette di seguire il testo mentre ascolti, e allo stesso tempo anche di tradurre tutta la storia nella tua lingua, ogni parola o ogni porzione di testo. Inoltre, allo stesso tempo, puoi accedere al glossario e alle note grammaticali. Ovviamente la trascrizione è gratuita, e la trovi o sul nostro podcastitaliano.com, o nelle note di questo episodio. Detto questo, iniziamo: buon ascolto.
Scarica la versione PDF della trascrizione
Trascrizione interattiva dell'episodio (nuova app!)
Oggi è un giorno speciale: è il compleanno di Sofia. Compie 14 anni. Sofia vive in Italia con la sua mamma, mentre suo papà si trova negli Stati Uniti, a New York, per motivi di lavoro. Sofia non vede suo padre da un mese e le manca moltissimo.
A tavola, durante il pranzo, sua madre le consegna una busta. Sofia la apre e dentro trova dei fogli importanti: dei biglietti aerei stampati. C’è anche il suo passaporto e l'ESTA, l'autorizzazione elettronica necessaria per entrare negli Stati Uniti.
“Tuo padre ti aspetta a New York per le vacanze!”, le dice la mamma, con un grande sorriso. Sofia è felicissima: non è mai andata a New York! Ma ha anche molta paura. È il suo primo volo da sola.
La sera prima della partenza, accende la televisione per rilassarsi. Purtroppo, c’è un programma che parla di incidenti aerei. Sofia cambia subito canale.
“No, non voglio farmi influenzare!”, dice a se stessa.
“Tutti dicono che l’aereo è il mezzo di trasporto più sicuro del mondo, molto più sicuro della macchina”. Con questo pensiero positivo, va a dormire.
La mattina dopo, Sofia prepara le sue valigie. Ha tre tipi di bagaglio: un bagaglio da stiva (la valigia grande che viaggia nella parte inferiore dell'aereo), un bagaglio a mano (chiamato anche trolley, da portare a bordo) e una piccola borsa.
Sofia sa che ci sono regole severe per la sicurezza. Prende tutti i suoi prodotti liquidi (delle creme, il dentifricio, i trucchi) e li mette dentro una bustina di plastica trasparente.
La mamma entra nella camera: “Sofia, sei pronta? Dobbiamo andare in aeroporto!”
L'aeroporto è grandissimo e pieno di gente. Sofia e la mamma guardano il grande tabellone delle partenze per trovare il numero del suo volo. Ma ancora prima, Sofia deve fare il check-in. Sofia va al banco dell'accettazione della sua compagnia aerea, accompagnata da sua madre.
L'impiegato dell'aeroporto le dice: “Buongiorno, mi dà il passaporto e il biglietto, per favore?”
“Certamente, eccoli”, risponde Sofia.
“Ha un bagaglio da imbarcare?”
“Sì, questa valigia grande”. Sofia mette la valigia sulla bilancia per il controllo del peso. L'impiegato attacca un'etichetta sul bagaglio, che parte su un nastro trasportatore. Poi stampa la carta d'imbarco (il documento finale per salire sull'aereo) e dice: “Ecco il tuo biglietto. Il tuo volo è puntuale! Buon viaggio”.
Sofia saluta l’impiegato, poi abbraccia la mamma con un forte abbraccio e qualche lacrima. Adesso è sola.
Cammina verso i controlli di sicurezza. Qui c'è una lunga fila di passeggeri. Quando è il suo turno, Sofia prende una vaschetta di plastica e inserisce dentro il suo bagaglio a mano, la bustina trasparente con i liquidi, il suo computer portatile e il telefono (che vanno sempre estratti dalla borsa).
“Signorina, deve togliersi anche la giacca!” le dice l’addetta alla sicurezza.
Sofia si toglie la giacca e poi passa sotto il metal detector. Fortunatamente, non suona. Poi prende tutte le sue cose e cammina verso l'area partenze. Ora deve guardare di nuovo il tabellone per scoprire il numero del suo gate. Sullo schermo appare la scritta:
Volo per New York JFK – Gate B12.
Sofia trova il Gate B12 e si siede ad aspettare. Dopo trenta minuti, l'altoparlante annuncia: “Signore e signori, iniziamo l'imbarco del volo per New York”.
I passeggeri formano una fila. Sofia mostra la carta d'imbarco e il passaporto all'assistente di terra. Poi cammina nel tunnel che la porta direttamente dentro l'aereo. All'ingresso dell'aereo, una gentile assistente di volo, la hostess, la saluta: “Buongiorno, benvenuta a bordo! Che posto hai?”
Sofia guarda la sua carta d'imbarco per trovare il suo posto. C'è scritto Posto 24A.
“Il tuo posto è qui, a destra”.
Sofia cerca il numero della fila (24) e la lettera del sedile ("A" significa che ha il posto vicino al finestrino). Poi mette il suo trolley nella cappelliera (lo spazio per i bagagli sopra i sedili) e si siede.
Vicino a lei, al posto 24B (il sedile centrale), si siede un ragazzo della sua età.
Sembra un po' nervoso.
“Ciao”, dice il ragazzo, “io sono Luca”.
“Ciao, io sono Sofia. Anche tu viaggi da solo?”
“Sì, è il mio primo volo! Vado a New York da mia madre. Tu?”
“Anche per me è la prima volta! E anche io vado a New York, ma da mio papà. Ho un po' di paura”, confessa Sofia.
“Siamo sulla stessa barca!”
“In realtà siamo sullo stesso aereo…”
Luca ride. “Menomale, così ci facciamo compagnia”.
Dopo una lunga attesa, quando i passeggeri si sono seduti e hanno allacciato le cinture di sicurezza, l’aereo inizia a muoversi sulla pista di decollo.
Il capitano parla all'altoparlante:
“Buongiorno signore e signori, vi parla il capitano. Benvenuti a bordo del nostro volo. Tra pochi minuti partiremo verso la nostra destinazione, New York. Vi chiediamo di allacciare le cinture di sicurezza, di tenere i sedili in posizione verticale e di seguire le istruzioni dell’equipaggio. La durata del volo sarà di circa 10 ore. Le condizioni meteorologiche sono buone e ci aspettiamo un viaggio tranquillo. Grazie per aver scelto di volare con noi. Vi auguriamo un piacevole volo. Buon viaggio.”
Poi i motori fanno un forte rumore, l'aereo accelera velocemente e... sale in cielo!
Sofia stringe forte i braccioli del sedile, sente una sensazione di vuoto nello stomaco e poi di svenimento, di vertigini. Ma dopo pochi minuti, l'aereo è stabile tra le nuvole. Il volo dura circa 10 ore.
Dopo un'ora, l'aereo traballa un po'. Sul soffitto si accende il segnale luminoso: allacciare le cinture di sicurezza.
“Oh no, cosa succede?”, si agita Sofia.
“Tranquilla”, dice Luca, “è solo una piccola turbolenza. È normale, è come quando una macchina trova delle buche sulla strada”.
Sofia si calma grazie alle parole di Luca. Poi decide di accendere lo schermo che si trova davanti al suo sedile. Indossa le cuffiette e sceglie di guardare un film italiano. Luca sta guardando lo stesso film. Durante il film, i due ridono e commentano le scene più divertenti. Quando finisce il film Sofia chiacchiera con Luca, e i due scoprono di avere molte passioni in comune, come la musica e lo sport. Parlano dei loro genitori: il papà di Sofia è un ingegnere informatico, mentre la mamma di Luca lavora in un ristorante italiano a Manhattan.
A metà viaggio, gli assistenti di volo passano con il carrello del cibo.
“Pollo o pasta?”, chiede lo steward.
“Pasta, grazie”, risponde Sofia. Luca sceglie il pollo. Il pasto sull'aereo è buono, ma Sofia ha anche portato degli snack da casa (patatine e cioccolatini) e li condivide volentieri con il suo nuovo amico.
Il tempo passa velocemente. Sofia si addormenta, poi si sveglia. Si addormenta e poi si sveglia di nuovo. Il capitano annuncia: “Signore e signori, stiamo iniziando la discesa verso l'aeroporto John F. Kennedy di New York. Prepararsi all'atterraggio”.
Sofia e Luca allacciano le cinture di sicurezza e raddrizzano lo schienale del sedile. L'aereo tocca terra con un piccolo colpo, frena e si dirige verso il terminal. I passeggeri applaudono. Sofia è orgogliosa: il viaggio in aereo è stato bellissimo e lei non ha più paura di prendere l’aereo da sola!
“Grazie dell'aiuto, Luca. Ecco il mio numero di telefono, scrivimi a New York!”, dice Sofia.
“Sicuramente! Allora ci sentiamo! Buon soggiorno. Magari ci incontriamo a New York!”, risponde Luca.
Tutti i passeggeri scendono dall'aereo piano piano. Sofia segue le indicazioni per il controllo passaporti, la dogana per i cittadini stranieri: c’è una lunghissima fila da fare per i cittadini non americani.
Quando tocca a lei, l'ufficiale dell'immigrazione americano le fa alcune domande in inglese: perché è a New York, per quanto, dove dormirà, cosa studia, ecc.ecc. Fortunatamente, l'inglese di Sofia è abbastanza buono.
“Qual è lo scopo del tuo viaggio?”, chiede l'ufficiale.
“Vacanza. Vengo a trovare mio padre che lavora qui”, risponde lei, in modo chiaro.
L'ufficiale le chiede di mettere le dita su un lettore per prendere le impronte digitali e di guardare dritto in una piccola telecamera per una foto. Poi, mette un timbro sul passaporto: “Benvenuta negli Stati Uniti!”
Sofia cammina verso il ritiro bagagli. Cerca il rullo numerato del suo volo e aspetta. Dopo dieci minuti, vede la sua grande valigia verde. La prende e cammina verso l'uscita, seguendo le indicazioni.
Le porte scorrevoli si aprono sulla sala degli arrivi. C'è una grande folla di persone con dei cartelli.
“Quanti tassisti!” pensa Sofia, mentre cammina. Poi, finalmente, mentre guarda a destra e a sinistra... lo vede. Eccolo! Il suo papà è lì, con un grande mazzo di fiori colorati.
“Papà!”, grida Sofia, correndo verso di lui.
Il papà la stringe in un grandissimo abbraccio: “Auguri, a papà! Sei stata bravissima, hai viaggiato da sola come un’adulta!”
Sofia sorride, felice e fiera di se stessa. La sua grande avventura nel cielo è finita, e ora inizia la sua vacanza a New York.
La storia di oggi finisce qui. Ti è piaciuta? Tu viaggi spesso? E hai paura di volare, oppure volare non ti spaventa? Fammelo sapere con un commento.
Io ti ricordo che se vuoi migliorare il tuo italiano, puoi accedere alla trascrizione dell’episodio ed ascoltare e leggere il testo e le spiegazioni allo stesso tempo. Ti ricordo che trovi la trascrizione sul sito podcastitaliano.com o nelle note di questo episodio. Grazie per l’ascolto e ci sentiamo giovedì prossimo. Ciao!
Ciao e benvenuto o benvenuta su Podcast Italiano Principiante, un podcast per chi sa un po’ di italiano e vuole fare progressi attraverso l’ascolto di storie, riflessioni e conversazioni sulla cultura o la storia italiana. Oggi ti racconto una storia, sul primo viaggio in aereo di Sofia, la nostra giovane protagonista.
Questo episodio è pensato per insegnarti tutto il lessico dell’aereo e dell’aeroporto.
Se viaggi spesso, ti sarà molto utile!
Questa è una storia che puoi ascoltare passivamente, per mettere alla prova il tuo italiano, ma se invece vuoi migliorare il tuo italiano, ti ricordo che ogni storia è accompagnata da una trascrizione, dove troverai tante note lessicali e grammaticali. Così, mentre ascolti la storia, puoi capire tutto! Inoltre, adesso, la trascrizione è molto facile da usare: stiamo sperimentando un nuovo player interattivo che ti permette di seguire il testo mentre ascolti, e allo stesso tempo anche di tradurre tutta la storia nella tua lingua, ogni parola o ogni porzione di testo. Inoltre, allo stesso tempo, puoi accedere al glossario e alle note grammaticali. Ovviamente la trascrizione è gratuita, e la trovi o sul nostro podcastitaliano.com, o nelle note di questo episodio. Detto questo, iniziamo: buon ascolto.
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Trascrizione interattiva dell'episodio (nuova app!)
Oggi è un giorno speciale: è il compleanno di Sofia. Compie 14 anni. Sofia vive in Italia con la sua mamma, mentre suo papà si trova negli Stati Uniti, a New York, per motivi di lavoro. Sofia non vede suo padre da un mese e le manca moltissimo.
A tavola, durante il pranzo, sua madre le consegna una busta. Sofia la apre e dentro trova dei fogli importanti: dei biglietti aerei stampati. C’è anche il suo passaporto e l'ESTA, l'autorizzazione elettronica necessaria per entrare negli Stati Uniti.
“Tuo padre ti aspetta a New York per le vacanze!”, le dice la mamma, con un grande sorriso. Sofia è felicissima: non è mai andata a New York! Ma ha anche molta paura. È il suo primo volo da sola.
La sera prima della partenza, accende la televisione per rilassarsi. Purtroppo, c’è un programma che parla di incidenti aerei. Sofia cambia subito canale.
“No, non voglio farmi influenzare!”, dice a se stessa.
“Tutti dicono che l’aereo è il mezzo di trasporto più sicuro del mondo, molto più sicuro della macchina”. Con questo pensiero positivo, va a dormire.
La mattina dopo, Sofia prepara le sue valigie. Ha tre tipi di bagaglio: un bagaglio da stiva (la valigia grande che viaggia nella parte inferiore dell'aereo), un bagaglio a mano (chiamato anche trolley, da portare a bordo) e una piccola borsa.
Sofia sa che ci sono regole severe per la sicurezza. Prende tutti i suoi prodotti liquidi (delle creme, il dentifricio, i trucchi) e li mette dentro una bustina di plastica trasparente.
La mamma entra nella camera: “Sofia, sei pronta? Dobbiamo andare in aeroporto!”
L'aeroporto è grandissimo e pieno di gente. Sofia e la mamma guardano il grande tabellone delle partenze per trovare il numero del suo volo. Ma ancora prima, Sofia deve fare il check-in. Sofia va al banco dell'accettazione della sua compagnia aerea, accompagnata da sua madre.
L'impiegato dell'aeroporto le dice: “Buongiorno, mi dà il passaporto e il biglietto, per favore?”
“Certamente, eccoli”, risponde Sofia.
“Ha un bagaglio da imbarcare?”
“Sì, questa valigia grande”. Sofia mette la valigia sulla bilancia per il controllo del peso. L'impiegato attacca un'etichetta sul bagaglio, che parte su un nastro trasportatore. Poi stampa la carta d'imbarco (il documento finale per salire sull'aereo) e dice: “Ecco il tuo biglietto. Il tuo volo è puntuale! Buon viaggio”.
Sofia saluta l’impiegato, poi abbraccia la mamma con un forte abbraccio e qualche lacrima. Adesso è sola.
Cammina verso i controlli di sicurezza. Qui c'è una lunga fila di passeggeri. Quando è il suo turno, Sofia prende una vaschetta di plastica e inserisce dentro il suo bagaglio a mano, la bustina trasparente con i liquidi, il suo computer portatile e il telefono (che vanno sempre estratti dalla borsa).
“Signorina, deve togliersi anche la giacca!” le dice l’addetta alla sicurezza.
Sofia si toglie la giacca e poi passa sotto il metal detector. Fortunatamente, non suona. Poi prende tutte le sue cose e cammina verso l'area partenze. Ora deve guardare di nuovo il tabellone per scoprire il numero del suo gate. Sullo schermo appare la scritta:
Volo per New York JFK – Gate B12.
Sofia trova il Gate B12 e si siede ad aspettare. Dopo trenta minuti, l'altoparlante annuncia: “Signore e signori, iniziamo l'imbarco del volo per New York”.
I passeggeri formano una fila. Sofia mostra la carta d'imbarco e il passaporto all'assistente di terra. Poi cammina nel tunnel che la porta direttamente dentro l'aereo. All'ingresso dell'aereo, una gentile assistente di volo, la hostess, la saluta: “Buongiorno, benvenuta a bordo! Che posto hai?”
Sofia guarda la sua carta d'imbarco per trovare il suo posto. C'è scritto Posto 24A.
“Il tuo posto è qui, a destra”.
Sofia cerca il numero della fila (24) e la lettera del sedile ("A" significa che ha il posto vicino al finestrino). Poi mette il suo trolley nella cappelliera (lo spazio per i bagagli sopra i sedili) e si siede.
Vicino a lei, al posto 24B (il sedile centrale), si siede un ragazzo della sua età.
Sembra un po' nervoso.
“Ciao”, dice il ragazzo, “io sono Luca”.
“Ciao, io sono Sofia. Anche tu viaggi da solo?”
“Sì, è il mio primo volo! Vado a New York da mia madre. Tu?”
“Anche per me è la prima volta! E anche io vado a New York, ma da mio papà. Ho un po' di paura”, confessa Sofia.
“Siamo sulla stessa barca!”
“In realtà siamo sullo stesso aereo…”
Luca ride. “Menomale, così ci facciamo compagnia”.
Dopo una lunga attesa, quando i passeggeri si sono seduti e hanno allacciato le cinture di sicurezza, l’aereo inizia a muoversi sulla pista di decollo.
Il capitano parla all'altoparlante:
“Buongiorno signore e signori, vi parla il capitano. Benvenuti a bordo del nostro volo. Tra pochi minuti partiremo verso la nostra destinazione, New York. Vi chiediamo di allacciare le cinture di sicurezza, di tenere i sedili in posizione verticale e di seguire le istruzioni dell’equipaggio. La durata del volo sarà di circa 10 ore. Le condizioni meteorologiche sono buone e ci aspettiamo un viaggio tranquillo. Grazie per aver scelto di volare con noi. Vi auguriamo un piacevole volo. Buon viaggio.”
Poi i motori fanno un forte rumore, l'aereo accelera velocemente e... sale in cielo!
Sofia stringe forte i braccioli del sedile, sente una sensazione di vuoto nello stomaco e poi di svenimento, di vertigini. Ma dopo pochi minuti, l'aereo è stabile tra le nuvole. Il volo dura circa 10 ore.
Dopo un'ora, l'aereo traballa un po'. Sul soffitto si accende il segnale luminoso: allacciare le cinture di sicurezza.
“Oh no, cosa succede?”, si agita Sofia.
“Tranquilla”, dice Luca, “è solo una piccola turbolenza. È normale, è come quando una macchina trova delle buche sulla strada”.
Sofia si calma grazie alle parole di Luca. Poi decide di accendere lo schermo che si trova davanti al suo sedile. Indossa le cuffiette e sceglie di guardare un film italiano. Luca sta guardando lo stesso film. Durante il film, i due ridono e commentano le scene più divertenti. Quando finisce il film Sofia chiacchiera con Luca, e i due scoprono di avere molte passioni in comune, come la musica e lo sport. Parlano dei loro genitori: il papà di Sofia è un ingegnere informatico, mentre la mamma di Luca lavora in un ristorante italiano a Manhattan.
A metà viaggio, gli assistenti di volo passano con il carrello del cibo.
“Pollo o pasta?”, chiede lo steward.
“Pasta, grazie”, risponde Sofia. Luca sceglie il pollo. Il pasto sull'aereo è buono, ma Sofia ha anche portato degli snack da casa (patatine e cioccolatini) e li condivide volentieri con il suo nuovo amico.
Il tempo passa velocemente. Sofia si addormenta, poi si sveglia. Si addormenta e poi si sveglia di nuovo. Il capitano annuncia: “Signore e signori, stiamo iniziando la discesa verso l'aeroporto John F. Kennedy di New York. Prepararsi all'atterraggio”.
Sofia e Luca allacciano le cinture di sicurezza e raddrizzano lo schienale del sedile. L'aereo tocca terra con un piccolo colpo, frena e si dirige verso il terminal. I passeggeri applaudono. Sofia è orgogliosa: il viaggio in aereo è stato bellissimo e lei non ha più paura di prendere l’aereo da sola!
“Grazie dell'aiuto, Luca. Ecco il mio numero di telefono, scrivimi a New York!”, dice Sofia.
“Sicuramente! Allora ci sentiamo! Buon soggiorno. Magari ci incontriamo a New York!”, risponde Luca.
Tutti i passeggeri scendono dall'aereo piano piano. Sofia segue le indicazioni per il controllo passaporti, la dogana per i cittadini stranieri: c’è una lunghissima fila da fare per i cittadini non americani.
Quando tocca a lei, l'ufficiale dell'immigrazione americano le fa alcune domande in inglese: perché è a New York, per quanto, dove dormirà, cosa studia, ecc.ecc. Fortunatamente, l'inglese di Sofia è abbastanza buono.
“Qual è lo scopo del tuo viaggio?”, chiede l'ufficiale.
“Vacanza. Vengo a trovare mio padre che lavora qui”, risponde lei, in modo chiaro.
L'ufficiale le chiede di mettere le dita su un lettore per prendere le impronte digitali e di guardare dritto in una piccola telecamera per una foto. Poi, mette un timbro sul passaporto: “Benvenuta negli Stati Uniti!”
Sofia cammina verso il ritiro bagagli. Cerca il rullo numerato del suo volo e aspetta. Dopo dieci minuti, vede la sua grande valigia verde. La prende e cammina verso l'uscita, seguendo le indicazioni.
Le porte scorrevoli si aprono sulla sala degli arrivi. C'è una grande folla di persone con dei cartelli.
“Quanti tassisti!” pensa Sofia, mentre cammina. Poi, finalmente, mentre guarda a destra e a sinistra... lo vede. Eccolo! Il suo papà è lì, con un grande mazzo di fiori colorati.
“Papà!”, grida Sofia, correndo verso di lui.
Il papà la stringe in un grandissimo abbraccio: “Auguri, a papà! Sei stata bravissima, hai viaggiato da sola come un’adulta!”
Sofia sorride, felice e fiera di se stessa. La sua grande avventura nel cielo è finita, e ora inizia la sua vacanza a New York.
La storia di oggi finisce qui. Ti è piaciuta? Tu viaggi spesso? E hai paura di volare, oppure volare non ti spaventa? Fammelo sapere con un commento.
Io ti ricordo che se vuoi migliorare il tuo italiano, puoi accedere alla trascrizione dell’episodio ed ascoltare e leggere il testo e le spiegazioni allo stesso tempo. Ti ricordo che trovi la trascrizione sul sito podcastitaliano.com o nelle note di questo episodio. Grazie per l’ascolto e ci sentiamo giovedì prossimo. Ciao!










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