Olimpiadi Milano-Cortina 2026: perché tutti ne parlano?
In questo episodio di livello intermedio, parliamo delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026: la cerimonia di apertura, le controversie legate alla sostenibilità e ai costi, le proteste e lo spettacolo che ha emozionato il mondo.
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Se ami l’inverno, lo sport e l’Italia, questo è il tuo anno.
Il 6 febbraio, infatti, sono iniziate, in Italia, le Olimpiadi invernali.
Le Olimpiadi invernali sono il più importante evento globale, cioè un evento che il mondo intero segue, multisportivo, cioè dedicato a più sport, a più discipline, tutte invernali, cioè che si svolgono sul ghiaccio o sulla neve. Queste Olimpiadi sono state istituite nel 1924, e si disputano ogni quattro anni.
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Trascrizione interattiva dell'episodio
Ora, questo evento porta tantissima gioia, ogni volta, ma anche tanti problemi e controversie. Beh, in quest’episodio, parleremo di queste controversie. E non solo. Vedremo cosa sono le olimpiadi, in cosa consistono, dove hanno luogo, e quali sono le proteste che hanno animato l’inizio di questo evento. Rimani con noi perché ti assicuro che scoprirai tante cose interessanti, anche se lo sport non ti appassiona. Un piccolo spoiler: parleremo della mascotte delle olimpiadi, parleremo della presenza dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) a queste Olimpiadi, e delle proteste degli italiani, ma anche del prezzo e della sostenibilità di queste Olimpiadi, e di quali VIP presenziera nno alle olimpiadi. Oltre a ciò, ovviamente, parleremo anche della solenne cerimonia di apertura e di tante altre cose. Rimani con noi, perché questo non è il classico podcast noioso che ti dà solo tante informazioni. Tutt’altro.
Questo è… Podcast Italiano, un podcast che ti aiuta a migliorare il tuo italiano attraverso contenuti autentici e interessanti che trattano la cultura e la società italiana. Prima di iniziare, ti ricordo che questo episodio, come tutti gli episodi, è accompagnato da una trascrizione con un glossario, cioè una sezione dove troverai tutte le parole che ho usato più difficili spiegate in italiano e tradotte in inglese. E non solo, perché troverai anche la spiegazione delle strutture grammaticali più difficili che userò oggi. La trascrizione e il glossario sono risorse utilissime per imparare e, indovina? Su Podcast Italiano sono GRATUITE. Questo significa che puoi ascoltare il podcast, seguire il testo, imparare nuove parole e ricevere mini lezioni di grammatica, tutto, senza pagare. Trovi il link a tutte queste risorse in descrizione, o sul sito podcastitaliano.com , nella sezione “podcast intermedio”. Imparare o migliorare il tuo italiano non è mai stato così facile. Iniziamo: buon ascolto.
Forse ricorderai le ultime olimpiadi invernali, che si sono svolte a Pechino, in Cina, nel 2022. Quella è stata, forse, una delle edizioni più discusse, perché già da molto prima dell’inizio delle Olimpiadi si parlava della situazione dei diritti umani in Cina, dell’oppressione e la repressione degli Uiguri dello Xinjiang da parte del governo cinese. Per questo motivo, alcuni stati occidentali avevano deciso di attuare un boicottaggio diplomatico. Non un boicottaggio sportivo: gli atleti hanno gareggiato normalmente. Il boicottaggio riguardava i rappresentanti politici dei governi, come presidenti e ministri, che hanno deciso di non andare alle cerimonie ufficiali. Tra i Paesi che hanno scelto di boicottare, c’erano g li Stati Uniti, il Regno Unito, il Canada, l’Australia e alcuni Paesi europei. Il loro messaggio era chiaro: era importante partecipare alle gare sportive, ma era altrettanto importante prendere le distanze dal governo cinese.
Il governo cinese ha respinto le accuse, ed è qui che entra in gioco il concetto di sportswashing. Lo sportswashing, o detto all’italiana sportswashing, è quando un Paese usa eventi sportivi importanti per lavare, ripulire la propria immagine, nascondendo problemi politici. Le Olimpiadi sono perfette per questo, perché tutti le guardano, tutti le seguono, e tutti creano nella propria mente un bellissimo ricordo di quel Paese. Ma questa strategia non ha funzionato con la Cina. A rendere Pechino 2022 ancora più particolare, è stato il Covid. E questa combinazione di boicottaggi diplomatici, sportswashing e Covid ha reso le Olimpiadi di Pechino 2022 molto diverse da quelle del passato.
A questo punto, Milano Cortina 2026, cioè le Olimpiadi invernali di quest’anno, hanno una grande responsabilità. Perché, dopo delle Olimpiadi così controverse, l’Italia vuole presentarsi come un Paese aperto e democratico, capace di organizzare un evento incredibile, rispettoso dell’ambiente, dei territori naturali, ma anche delle comunità locali. Quindi Milano Cortina 2026 vuole essere un esempio. Ma ci riuscirà? Chissà. Non possiamo prevedere il futuro e non possiamo ancora rispondere a questa domanda. Magari iniziamo con una domanda più semplice, tipo…
Cosa sono le olimpiadi invernali?
Le Olimpiadi Invernali rappresentano una delle due grandi manifestazioni olimpiche, insieme a quelle estive, e nascono ufficialmente nel 1924 a Chamonix, in Francia. Le Olimpiadi Invernali durano circa 16 giorni, sono iniziate il 6 febbraio 2026 e finiranno il 22, e includono sedici discipline, sedici sport, sia sulla neve, come sci, snowboard e biathlon, sia sul ghiaccio, come bob, hockey, curling e vari tipi di pattinaggio. Per questo, rispetto alle Olimpiadi Estive, le Invernali sono più complesse dal punto di vista tecnico e logistico, perché richiedono condizioni climatiche precise, impianti e ambienti naturali specifici, e standard di sicurezza molto elevati. Questo è uno dei motivi per cui non tutti i Paesi possono ospitarle: l’organizzazione di quest’evento è una prova di serietà e di maturità per il Paese che le ospita, una prova delle capacità di coordinamento e di gestione del territorio. E noi italiani, di solito, non siamo i migliori in questo. Ma di questo, parleremo tra poco.
Prima voglio condividere con te qualcosa di emozionante: perché le Olimpiadi Invernali iniziano mesi prima della data prestabilita, con un rito antico e simbolico: l’accensione della fiamma olimpica. Nella trascrizione troverai foto e video di questo rito.
L'accensione della fiamma olimpica è un rito antico che risale ai Giochi Olimpici dell’antica Grecia. L’idea è creare una connessione tra il passato e il presente: ogni Olimpiade Invernale comincia quindi mesi prima della Cerimonia di Apertura, proprio con questo rito. La fiamma viene accesa ad Olimpia, in Grecia, usando la luce del sole e uno specchio parabolico, un metodo che richiama la purezza e l’energia naturale. Non si usa il fuoco artificiale: è il sole a generare la prima scintilla.
Dopo l’accensione, la fiamma inizia il suo viaggio, la celebre staffetta della torcia. Per queste olimpiadi, la fiamma è stata accesa il 26 novembre 2025 ad Olimpia in Grecia, e poi è partita per il suo viaggio in direzione di Milano. In quasi tre mesi, più di 10.000 tedofori (così si chiamano le persone che portano la torcia) hanno accompagnato la torcia nel suo viaggio. Ovviamente, la fiamma non si spegne mai: vento, pioggia o neve possono minacciarla, ma i tedofori hanno sempre fiamme ausiliarie, torce che custodiscono il fuoco ininterrotto, pronte a riaccendere la torcia principale. In questo modo, dal momento in cui la fiamma si accende ad Olimpia, fino a quando la fiamma accende il braciere nello stadio, il fuoco dei Giochi resta sempre vivo, testimone di un sogno che attraversa terre, storie e generazioni.
Ma quindi dove hanno luogo queste Olimpiadi Invernali 2026?
Bene. Nel 2019 le Olimpiadi invernali sono state assegnate all’Italia: il Comitato Olimpico Internazionale ha scelto la candidatura italiana, quindi quest’anno le Olimpiadi si svolgono a Milano e Cortina D’Ampezzo, località del Veneto famosa per i suoi meravigliosi paesaggi innevati. Questa è la terza edizione olimpica ospitata dall’Italia, dopo quella del 1956, sempre a Cortina d'Ampezzo, quella di Torino nel 2006, e quella estiva di Roma 1960. Da questo momento, quindi, parleremo di Milano Cortina 2026, il nome che prendono queste Olimpiadi invernali perché hanno luogo proprio a Milano e Cortina. Ma non solo! Infatti le Olimpiadi invernali di quest’anno, hanno introdotto qualcosa di assolutamente innovativo: non vengono ospitate da una sola città, ma da più luoghi, in Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige: per questa ragione, le Olimpiadi invernali 2026 sono dette “itineranti”.
Comunque, anche se le Olimpiadi Invernali 2026 si svolgono in molte località diverse, Milano e Cortina restano i due luoghi simbolo di questi Giochi. Non a caso, proprio a queste due località sono dedicate le mascotte ufficiali dell’evento. Le mascotte di Milano Cortina 2026 si chiamano Tina e Milo e sono due ermellini, piccoli animali di montagna, molto legati all’ambiente alpino. Tina ha il pelo bianco, mentre Milo ha il pelo più scuro. I loro nomi non sono casuali: Tina viene da Cortina, mentre Milo richiama Milano. In questo modo, già dal nome, le mascotte raccontano l’unione tra città e montagna, uno dei temi centrali di queste Olimpiadi. Tina è la mascotte delle Olimpiadi Invernali e Milo, invece, è la mascotte dei Giochi Paralimpici Invernali, che inizieranno subito dopo le Olimpiadi Invernali, e che vedranno protagonisti atleti con disabilità, che competono ad altissimo livello in discipline come sci alpino, sci di fondo, biathlon, hockey su slitta e curling in carrozzina.
Comunque, nelle note della trascrizione trovi tante foto delle mascotte, sono veramente carine, quindi ti consiglio di dare un’occhiata.
Torniamo a noi: quanto è difficile organizzare quest’evento d’importanza globale, mondiale?
Beh, la logistica rappresenta una grande sfida, perché le Olimpiadi trasformano il territorio che le ospita: servono strade, impianti sportivi, strutture ricettive e trasporti efficienti per atleti, staff, giornalisti e spettatori, e poi coordinare la sicurezza e i flussi turistici. Insomma, il lavoro è tanto, ed è un evento che ha sicuramente tanti effetti collaterali e conseguenze.
Milano Cortina 2026, però, nasce con l’idea di valorizzare ciò che già esiste. Come abbiamo detto, Cortina ha ospitato le Olimpiadi invernali già nel 1956 e, in quell’occasione, sono state costruite strade, impianti sportivi e alberghi che in parte ancora esistono. Quindi l’idea è quella di cercare di sfruttare ciò che c’è, per quanto possibile. L’Italia ha presentato queste olimpiadi invernali come le “più sostenibili di sempre”. Una definizione molto nobile, ma… quanto è realistica? È riuscita l’Italia a organizzare un evento globale senza polemiche, proteste, lamentele, danni e problemi? Direi di no. Anzi, sono tante le questioni sollevate da quest’evento, già da prima del suo inizio. In particolare due.
La sostenibilità e il costo.
L’Italia ha presentato queste olimpiadi invernali come le “più sostenibili di sempre”, promettendo una sostenibilità e un’attenzione all’ambiente che non corrisponde proprio alla realtà dei fatti: l’impatto che l’evento avrà sulle montagne e sugli ecosistemi è concreto e preoccupante. Gli studi scientifici (nelle note troverai le fonti) dimostrano che le Olimpiadi Invernali 2026, tra costruzioni, impianti, viaggi e attività legate ai Giochi, produrranno molti gas serra, cioè sostanze che riscaldano il pianeta. Questo riscaldamento porterà allo scioglimento, secondo le previsioni, di circa 2,3 chilometri quadrati di neve (cioè una quantità equivalente a 1.300 piste di hockey olimpiche) e allo scioglimento di 14 milioni di tonnellate di ghiaccio dei ghiacciai. E anche la lista degli sponsor mette in luce l’ipocrisia del concetto di “Olimpiadi sostenibili”: i principali sponsor sono aziende che emettono tantissimi gas serra, che probabilmente avranno un impatto ancora maggiore sulla questione della sostenibilità. E stiamo parlando di aziende come Eni, che si occupa di energia, che trova, produce e vende petrolio e gas, poi abbiamo Stellantis, che produce automobili, è un grande gruppo che controlla marchi come Fiat, Peugeot, Jeep, Alfa Romeo, e infine ITA Airways, una compagnia aerea che gestisce voli in italia e all’estero. Quindi, i principali sponsor di queste Olimpiadi, di nuovo, sono aziende che emettono tantissimi gas serra.
Senza contare che, per preparare i Giochi, sono stati aperti più cantieri del previsto, e anche costruiti nuovi impianti e rifugi in alta quota, senza tenere davvero conto della fragilità del territorio. Sono stati numerosi gli incidenti, le frane, e ci sono state anche persone che hanno perso la vita, lavorando in condizioni per niente sicure. Nella notte tra il 7 e l’8 gennaio 2026, a Cortina d’Ampezzo, un uomo di 55 anni è morto mentre svolgeva il turno di vigilanza notturna in un cantiere. La temperatura era estremamente bassa (sotto i –10 °C) e il vigilante lavorava all’aperto, per turni prolungati. La famiglia e i sindacati hanno denunciato che le condizioni erano dure e mancavano adeguate tutele per chi lavorava nei cantieri. Oltre a questo tragico evento, ci sono stati altri problemi nei cantieri: ad esempio, nel 2025, il terreno attorno a un grande cantiere si è spaccato e ha formato frane, preoccupando i residenti, le persone che abitavano vicino, che hanno chiesto di fermare i lavori, o comunque di continuarli in maggiore sicurezza. Questi fatti mettono in luce che la pressione per organizzare grandi eventi può avere conseguenze reali sulla sicurezza dei lavoratori e sulla gestione dei cantieri.
Oltre alla questione della sostenibilità e dei danni, anche la questione “costo” è tragica. Nel dossier di candidatura del 2019 per le Olimpiadi Invernali Milano‑Cortina 2026, veniva indicato un budget iniziale, cioè una spesa iniziale, di circa 1,36 miliardi di euro per i costi organizzativi dell’evento (le spese per ospitare le competizioni, le cerimonie, i servizi olimpici) e 71,5 milioni per le Paralimpiadi. Questo era il dato usato nel dossier per vincere l’assegnazione, affinché le Olimpiadi fossero in Italia. Bene, l’Italia ha vinto.
Secondo le stime però, la spesa complessiva per queste Olimpiadi è invece di circa 5,72 miliardi di euro. Circa 1,6 miliardi usati per la realizzazione diretta dei Giochi (quindi l’organizzazione delle competizioni e servizi olimpici). E circa 4,12 miliardi sono stati usati invece per le infrastrutture (quindi strade, ferrovie, grandi opere pubbliche che non servono solo ai Giochi). Il punto è che, gran parte di questi 4 e passa miliardi, derivano da fondi pubblici (statali, regionali, enti locali), non da finanziamenti privati o sponsor.
Quindi, se calcoliamo la spesa pubblica per opere che servono soprattutto alle Olimpiadi, che magari non saranno più utili dopo l’evento, se pensiamo ai danni causati all’ambiente naturale, agli incidenti nei cantieri, ai morti, alle frane… tutto influisce e aumenta la rabbia di tanti italiani stanchi di promesse che non vengono mantenute. Molti ricordano altre Olimpiadi, come quelle di Torino 2006, quando impianti e quartieri olimpici sono stati abbandonati al degrado. Molti vedono le Olimpiadi come un evento di lusso per pochi, che grava però su tutta la collettività.
E queste non sono le uniche questioni che hanno sollevato queste Olimpiadi Invernali. Fra le varie proteste, voglio menzionarne altre due.
La prima è quella della comunità ladina delle Dolomiti. I Ladini sono un popolo e una minoranza linguistica che vive da secoli nelle Dolomiti, in alcune valli del Trentino-Alto Adige, del Veneto e del Bellunese. Parlano il ladino, una lingua antica che deriva dal latino e che è diversa dall’italiano, e hanno una loro bellissima e particolare cultura che non è stata assolutamente riconosciuta o valorizzata durante l’organizzazione e la promozione delle Olimpiadi, anche se le Olimpiadi si stanno tenendo proprio in queste aree in cui loro vivono. Questa esclusione ha portato a proteste simboliche, come esporre bandiere ladine sulle case e sui balconi di Cortina, un gesto che nasce dal desiderio di essere riconosciuti e valorizzati in un evento che si svolge nelle proprie montagne e che rappresenta un’occasione globale per far conoscere la storia e la cultura ladina al mondo.
Un’altra protesta degna di menzione è quella contro la presenza di un’agenzia americana chiamata ICE (Immigration and Customs Enforcement) che se sei americano o americana, probabilmente, conosci bene, perché è al centro di molte discussioni. Recentemente, negli Stati Uniti, in particolare a Minneapolis, Minnesota, ci sono state grandi proteste nazionali contro l’ICE dopo vari episodi di repressione, oppressione, detenzione e uccisione. Tutto questo ha fatto parlare molto di questa agenzia, anche fuori dagli Stati Uniti, anche in Italia. Quando gli italiani hanno scoperto il coinvolgimento di membri dell’ICE nella sicurezza legata alle Olimpiadi di Milano‑Cortina 2026, si sono arrabbiati. Quindi cittadini, organizzazioni, partiti politici e attivisti hanno detto che la presenza dell’ICE è incompatibile con i valori delle Olimpiadi. Il sindaco di Milano ha detto chiaramente che l’ICE “non è gradito nella loro città” e che la sicurezza dovrebbe essere gestita solo dalle autorità italiane che sono più che competenti. E a quanto pare, in effetti, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiarito che alle Olimpiadi di Milano-Cortina non ci saranno agenti dell’ICE per strada. Gli Stati Uniti manderanno solo alcuni investigatori, che fanno parte di un ufficio chiamato HSI, cioè Homeland Security Investigations, agenti che non si occuperanno di immigrazione e non faranno controlli sulle persone. Assolutamente. Tantomeno saranno per strada. Gli investigatori lavoreranno dentro il consolato americano a Milano e collaboreranno lì con altri funzionari statunitensi. Piantedosi ha anche detto che, in realtà, questa componente dell’ICE è presente in Italia da molti anni, come in tanti altri Paesi del mondo. Semplicemente, prima non si sapeva, forse, perché l’ICE non era così famosa.
Comunque, queste sono alcune delle controversie che hanno accompagnato l’organizzazione di Milano-Cortina 2026. Ma non voglio lasciarti con l’amaro in bocca, perché, nonostante i problemi e le critiche, per molte persone le Olimpiadi restano comunque un evento straordinario, degno di festa. Ora che i Giochi sono iniziati, è evidente anche l’altro lato delle Olimpiadi: quello dello spettacolo globale, dell’attenzione mediatica sull’Italia e della celebrazione collettiva.
Milano-Cortina 2026 è infatti un enorme evento mediatico internazionale, seguito ogni giorno da milioni di persone in tutto il mondo, e non coinvolge solo atleti e gare, ma anche musica, intrattenimento e grandi personaggi pubblici. La cerimonia di apertura a Milano, andata in scena pochi giorni fa, è stata spettacolare. L’hai vista? È iniziata con un’esibizione molto italiana: dei ballerini, sul palco dello Stadio di San Siro, indossavano delle giganti teste che rappresentavano i tre compositori italiani più famosi: Puccini, Rossini e Verdi. Quell’esibizione è stata pazzesca. Se trovo dei video online, te li lascio nella trascrizione, quindi mi raccomando, usa la trascrizione così magari trovi foto e link ai video per rivivere quei momenti. Poi ovviamente, c’è stata la musica dal vivo, abbiamo visto una bellissima Mariah Carey vestita di bianco, che come una regina delle nevi ha cantato Volare, la famosa canzone di Modugno; poi è stato il momento di Laura Pausini, che ha cantato l’Inno di Mameli con la sua voce bellissima, potente e intensa. Abbiamo visto anche Bocelli. È stato un momento molto emozionante. Poi abbiamo visto tantissimi ballerini entrare in scena. Le coreografie erano curate e suggestive. In una, in particolare, alcuni ballerini erano vestiti di verde e altri di grigio: rappresentavano la montagna e la città che si incontrano in queste Olimpiadi, cioè Milano e Cortina d’Ampezzo. La danza, i movimenti raccontavano questo incontro senza bisogno di parole. Nel finale lo spettacolo è diventato ancora più bello: i ballerini sono scesi dai cerchi olimpici e il palco sembrava quasi infuocato, illuminato da una luce color sabbia e acceso dalla passione per lo sport che unisce persone da tutto il mondo. Sul palco è salito anche Favino, uno degli attori italiani più amati, che ha recitato L’Infinito di Leopardi, con la sua bellissima voce e la sua capacità unica di interpretazione. È stata una cerimonia intensa, molto emozionante per noi italiani, lo ammetto, e piena di immagini che resteranno nella memoria. Soprattutto quando è arrivato il presidente del consiglio sul tram, un tram guidato da Valentino Rossi. Nella trascrizione trovi il video. Ma anche la sfilata degli atleti dei vari paesi è stata bellissima.
Comunque, le Olimpiadi sono anche uno strumento di promozione economica e culturale per il Paese che le ospita. Questo accade anche attraverso dettagli apparentemente secondari, come le divise olimpiche ufficiali. Le uniformi della squadra italiana, firmate da Armani, sono state presentate proprio come un simbolo del Made in Italy: eleganza, sobrietà e classe. Ma devo ammettere che mi piacciono tantissimo le uniformi di tutte le nazionalità. Abbiamo Nike e Ralph Lauren per gli Stati Uniti, Adidas per la Gran Bretagna, Le Coq Sportif per la Francia, e infine, Moncler per il Brasile. Ovviamente, trovi le foto nelle note della trascrizione.
E menzionando tutte queste nazionalità, mi rendo conto che non abbiamo parlato di chi partecipa alle Olimpiadi Invernali. Milano-Cortina 2026 vede la partecipazione di oltre 90 nazioni provenienti da tutti i continenti. E non partecipano solo i Paesi tradizionalmente forti negli sport invernali, come Norvegia, Germania, Austria, Canada o Stati Uniti, ma anche Stati con poca neve o quasi nessuna tradizione invernale. Ci sono atleti che arrivano da Paesi africani, sudamericani o asiatici, che spesso si allenano all’estero e rappresentano un’idea molto forte delle Olimpiadi: quella di uno sport che supera i confini geografici e climatici. Per molti atleti di queste nazioni, partecipare è già una vittoria, indipendentemente dalle medaglie. Bravi, bravi e complimenti a tutti. Dobbiamo essere orgogliosi dei nostri atleti. Per me è difficile anche solo alzarmi dal letto la mattina. Beh, forse se venissi pagata, mi alzerei dal letto con grande agilità.
A proposito di pagamenti, ma quanto guadagnano gli atleti che vincono le medaglie? Beh, questo dipende dal Paese di provenienza. Per quanto riguarda l’Italia, un atleta che vince una medaglia d’oro, guadagna circa 180.000 €. Un atleta che vince una medaglia d’argento, guadagna 90.000 € , quindi la metà. E un atleta che, invece, vince una medaglia di bronzo, guadagna 60.000 €. Forse sono cifre che ti fanno pentire di aver studiato filosofia, vero? O magari hai studiato letteratura inglese. Beh, comunque, era meglio specializzarsi in sci di fondo. Che devi fare? Forse ormai è troppo tardi.
Comunque, abbiamo iniziato quest’episodio dedicato alle Olimpiadi Milano Cortina 2026 parlando della cerimonia di apertura, e allora concludiamo parlando della cerimonia di chiusura. Dopo settimane di gare, di emozioni fortissime, di vittorie, sconfitte, lacrime e abbracci, arriverà il momento del grande finale. Il 22 febbraio 2026, la storica Arena di Verona ospiterà la Cerimonia di Chiusura dei Giochi Olimpici Invernali. Un luogo iconico, carico di storia, scelto per uno spettacolo che l’Italia promette sarà suggestivo e memorabile, e che verrà trasmesso in tutto il mondo. Il titolo dello spettacolo è molto evocativo: Beauty in Action. Cioè Bellezza in Azione. L’idea è quella di unire arte, musica e sport in una narrazione visiva potente. Al centro della scena ci sarà un grande cerchio installato nel cuore dell’anfiteatro, ispirato all’immagine di una goccia che cade nell’acqua e crea onde concentriche. È una metafora forte, che rappresenta l’impatto delle Olimpiadi: un evento che parte da un punto preciso ma che genera effetti, emozioni e conseguenze che si propagano lontano, nel tempo e nello spazio. Un evento che avviene nella piccola Italia, ma che verrà ricordato da tutto il mondo chissà per quanto tempo.
E con questa immagine si chiude il nostro viaggio dentro Milano Cortina 2026. Un evento complesso, contraddittorio, discusso, ma anche capace di unire ed emozionare. Ora però, passo la parola a te: cosa pensi di queste Olimpiadi? Le stai seguendo? Quale sport preferisci e per chi tifi?
E se questo episodio ti è piaciuto, condividilo sui tuoi social, o con qualcuno che ama lo sport, l’Italia… o con qualcuno che, semplicemente, sta imparando l’italiano come te. Ricordati che, se vuoi davvero imparare a parlare e a capire l’italiano, devi praticarlo un po’ ogni giorno. Allora, ti ricordo che noi regaliamo, a chi ci ascolta, un GLOSSARIO di ogni episodio, sul sito podcastitaliano.com o anche nel link che trovi in descrizione. Se vai al glossario, leggi tutte le parole nuove a voce alta, leggi il contesto, la spiegazione e la traduzione. Fai questo esercizio e ti assicuro che il tuo italiano migliorerà piano piano. È un esercizio divertente, più divertente che leggere un libro di grammatica, e allo stesso tempo è anche super efficiente! Ed è gratis! Ok? Poi voglio sapere nei commenti se hai imparato una parola nuova oggi! Magari inerente al campo dello sport… o della protesta! Ecco: inerente! Che significa? Lo sai? Beh, lo trovi nel glossario! Comunque, noi ci sentiamo al prossimo episodio, lavora con il glossario e poi riposati perché hai studiato abbastanza italiano per oggi. Sei pronto per le Olimpiadi dell’italiano. Allora a presto, e grazie per l’ascolto!
Ciao!
Se ami l’inverno, lo sport e l’Italia, questo è il tuo anno.
Il 6 febbraio, infatti, sono iniziate, in Italia, le Olimpiadi invernali.
Le Olimpiadi invernali sono il più importante evento globale, cioè un evento che il mondo intero segue, multisportivo, cioè dedicato a più sport, a più discipline, tutte invernali, cioè che si svolgono sul ghiaccio o sulla neve. Queste Olimpiadi sono state istituite nel 1924, e si disputano ogni quattro anni.
Scarica la versione PDF della trascrizione
Trascrizione interattiva dell'episodio
Ora, questo evento porta tantissima gioia, ogni volta, ma anche tanti problemi e controversie. Beh, in quest’episodio, parleremo di queste controversie. E non solo. Vedremo cosa sono le olimpiadi, in cosa consistono, dove hanno luogo, e quali sono le proteste che hanno animato l’inizio di questo evento. Rimani con noi perché ti assicuro che scoprirai tante cose interessanti, anche se lo sport non ti appassiona. Un piccolo spoiler: parleremo della mascotte delle olimpiadi, parleremo della presenza dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) a queste Olimpiadi, e delle proteste degli italiani, ma anche del prezzo e della sostenibilità di queste Olimpiadi, e di quali VIP presenziera nno alle olimpiadi. Oltre a ciò, ovviamente, parleremo anche della solenne cerimonia di apertura e di tante altre cose. Rimani con noi, perché questo non è il classico podcast noioso che ti dà solo tante informazioni. Tutt’altro.
Questo è… Podcast Italiano, un podcast che ti aiuta a migliorare il tuo italiano attraverso contenuti autentici e interessanti che trattano la cultura e la società italiana. Prima di iniziare, ti ricordo che questo episodio, come tutti gli episodi, è accompagnato da una trascrizione con un glossario, cioè una sezione dove troverai tutte le parole che ho usato più difficili spiegate in italiano e tradotte in inglese. E non solo, perché troverai anche la spiegazione delle strutture grammaticali più difficili che userò oggi. La trascrizione e il glossario sono risorse utilissime per imparare e, indovina? Su Podcast Italiano sono GRATUITE. Questo significa che puoi ascoltare il podcast, seguire il testo, imparare nuove parole e ricevere mini lezioni di grammatica, tutto, senza pagare. Trovi il link a tutte queste risorse in descrizione, o sul sito podcastitaliano.com , nella sezione “podcast intermedio”. Imparare o migliorare il tuo italiano non è mai stato così facile. Iniziamo: buon ascolto.
Forse ricorderai le ultime olimpiadi invernali, che si sono svolte a Pechino, in Cina, nel 2022. Quella è stata, forse, una delle edizioni più discusse, perché già da molto prima dell’inizio delle Olimpiadi si parlava della situazione dei diritti umani in Cina, dell’oppressione e la repressione degli Uiguri dello Xinjiang da parte del governo cinese. Per questo motivo, alcuni stati occidentali avevano deciso di attuare un boicottaggio diplomatico. Non un boicottaggio sportivo: gli atleti hanno gareggiato normalmente. Il boicottaggio riguardava i rappresentanti politici dei governi, come presidenti e ministri, che hanno deciso di non andare alle cerimonie ufficiali. Tra i Paesi che hanno scelto di boicottare, c’erano g li Stati Uniti, il Regno Unito, il Canada, l’Australia e alcuni Paesi europei. Il loro messaggio era chiaro: era importante partecipare alle gare sportive, ma era altrettanto importante prendere le distanze dal governo cinese.
Il governo cinese ha respinto le accuse, ed è qui che entra in gioco il concetto di sportswashing. Lo sportswashing, o detto all’italiana sportswashing, è quando un Paese usa eventi sportivi importanti per lavare, ripulire la propria immagine, nascondendo problemi politici. Le Olimpiadi sono perfette per questo, perché tutti le guardano, tutti le seguono, e tutti creano nella propria mente un bellissimo ricordo di quel Paese. Ma questa strategia non ha funzionato con la Cina. A rendere Pechino 2022 ancora più particolare, è stato il Covid. E questa combinazione di boicottaggi diplomatici, sportswashing e Covid ha reso le Olimpiadi di Pechino 2022 molto diverse da quelle del passato.
A questo punto, Milano Cortina 2026, cioè le Olimpiadi invernali di quest’anno, hanno una grande responsabilità. Perché, dopo delle Olimpiadi così controverse, l’Italia vuole presentarsi come un Paese aperto e democratico, capace di organizzare un evento incredibile, rispettoso dell’ambiente, dei territori naturali, ma anche delle comunità locali. Quindi Milano Cortina 2026 vuole essere un esempio. Ma ci riuscirà? Chissà. Non possiamo prevedere il futuro e non possiamo ancora rispondere a questa domanda. Magari iniziamo con una domanda più semplice, tipo…
Cosa sono le olimpiadi invernali?
Le Olimpiadi Invernali rappresentano una delle due grandi manifestazioni olimpiche, insieme a quelle estive, e nascono ufficialmente nel 1924 a Chamonix, in Francia. Le Olimpiadi Invernali durano circa 16 giorni, sono iniziate il 6 febbraio 2026 e finiranno il 22, e includono sedici discipline, sedici sport, sia sulla neve, come sci, snowboard e biathlon, sia sul ghiaccio, come bob, hockey, curling e vari tipi di pattinaggio. Per questo, rispetto alle Olimpiadi Estive, le Invernali sono più complesse dal punto di vista tecnico e logistico, perché richiedono condizioni climatiche precise, impianti e ambienti naturali specifici, e standard di sicurezza molto elevati. Questo è uno dei motivi per cui non tutti i Paesi possono ospitarle: l’organizzazione di quest’evento è una prova di serietà e di maturità per il Paese che le ospita, una prova delle capacità di coordinamento e di gestione del territorio. E noi italiani, di solito, non siamo i migliori in questo. Ma di questo, parleremo tra poco.
Prima voglio condividere con te qualcosa di emozionante: perché le Olimpiadi Invernali iniziano mesi prima della data prestabilita, con un rito antico e simbolico: l’accensione della fiamma olimpica. Nella trascrizione troverai foto e video di questo rito.
L'accensione della fiamma olimpica è un rito antico che risale ai Giochi Olimpici dell’antica Grecia. L’idea è creare una connessione tra il passato e il presente: ogni Olimpiade Invernale comincia quindi mesi prima della Cerimonia di Apertura, proprio con questo rito. La fiamma viene accesa ad Olimpia, in Grecia, usando la luce del sole e uno specchio parabolico, un metodo che richiama la purezza e l’energia naturale. Non si usa il fuoco artificiale: è il sole a generare la prima scintilla.
Dopo l’accensione, la fiamma inizia il suo viaggio, la celebre staffetta della torcia. Per queste olimpiadi, la fiamma è stata accesa il 26 novembre 2025 ad Olimpia in Grecia, e poi è partita per il suo viaggio in direzione di Milano. In quasi tre mesi, più di 10.000 tedofori (così si chiamano le persone che portano la torcia) hanno accompagnato la torcia nel suo viaggio. Ovviamente, la fiamma non si spegne mai: vento, pioggia o neve possono minacciarla, ma i tedofori hanno sempre fiamme ausiliarie, torce che custodiscono il fuoco ininterrotto, pronte a riaccendere la torcia principale. In questo modo, dal momento in cui la fiamma si accende ad Olimpia, fino a quando la fiamma accende il braciere nello stadio, il fuoco dei Giochi resta sempre vivo, testimone di un sogno che attraversa terre, storie e generazioni.
Ma quindi dove hanno luogo queste Olimpiadi Invernali 2026?
Bene. Nel 2019 le Olimpiadi invernali sono state assegnate all’Italia: il Comitato Olimpico Internazionale ha scelto la candidatura italiana, quindi quest’anno le Olimpiadi si svolgono a Milano e Cortina D’Ampezzo, località del Veneto famosa per i suoi meravigliosi paesaggi innevati. Questa è la terza edizione olimpica ospitata dall’Italia, dopo quella del 1956, sempre a Cortina d'Ampezzo, quella di Torino nel 2006, e quella estiva di Roma 1960. Da questo momento, quindi, parleremo di Milano Cortina 2026, il nome che prendono queste Olimpiadi invernali perché hanno luogo proprio a Milano e Cortina. Ma non solo! Infatti le Olimpiadi invernali di quest’anno, hanno introdotto qualcosa di assolutamente innovativo: non vengono ospitate da una sola città, ma da più luoghi, in Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige: per questa ragione, le Olimpiadi invernali 2026 sono dette “itineranti”.
Comunque, anche se le Olimpiadi Invernali 2026 si svolgono in molte località diverse, Milano e Cortina restano i due luoghi simbolo di questi Giochi. Non a caso, proprio a queste due località sono dedicate le mascotte ufficiali dell’evento. Le mascotte di Milano Cortina 2026 si chiamano Tina e Milo e sono due ermellini, piccoli animali di montagna, molto legati all’ambiente alpino. Tina ha il pelo bianco, mentre Milo ha il pelo più scuro. I loro nomi non sono casuali: Tina viene da Cortina, mentre Milo richiama Milano. In questo modo, già dal nome, le mascotte raccontano l’unione tra città e montagna, uno dei temi centrali di queste Olimpiadi. Tina è la mascotte delle Olimpiadi Invernali e Milo, invece, è la mascotte dei Giochi Paralimpici Invernali, che inizieranno subito dopo le Olimpiadi Invernali, e che vedranno protagonisti atleti con disabilità, che competono ad altissimo livello in discipline come sci alpino, sci di fondo, biathlon, hockey su slitta e curling in carrozzina.
Comunque, nelle note della trascrizione trovi tante foto delle mascotte, sono veramente carine, quindi ti consiglio di dare un’occhiata.
Torniamo a noi: quanto è difficile organizzare quest’evento d’importanza globale, mondiale?
Beh, la logistica rappresenta una grande sfida, perché le Olimpiadi trasformano il territorio che le ospita: servono strade, impianti sportivi, strutture ricettive e trasporti efficienti per atleti, staff, giornalisti e spettatori, e poi coordinare la sicurezza e i flussi turistici. Insomma, il lavoro è tanto, ed è un evento che ha sicuramente tanti effetti collaterali e conseguenze.
Milano Cortina 2026, però, nasce con l’idea di valorizzare ciò che già esiste. Come abbiamo detto, Cortina ha ospitato le Olimpiadi invernali già nel 1956 e, in quell’occasione, sono state costruite strade, impianti sportivi e alberghi che in parte ancora esistono. Quindi l’idea è quella di cercare di sfruttare ciò che c’è, per quanto possibile. L’Italia ha presentato queste olimpiadi invernali come le “più sostenibili di sempre”. Una definizione molto nobile, ma… quanto è realistica? È riuscita l’Italia a organizzare un evento globale senza polemiche, proteste, lamentele, danni e problemi? Direi di no. Anzi, sono tante le questioni sollevate da quest’evento, già da prima del suo inizio. In particolare due.
La sostenibilità e il costo.
L’Italia ha presentato queste olimpiadi invernali come le “più sostenibili di sempre”, promettendo una sostenibilità e un’attenzione all’ambiente che non corrisponde proprio alla realtà dei fatti: l’impatto che l’evento avrà sulle montagne e sugli ecosistemi è concreto e preoccupante. Gli studi scientifici (nelle note troverai le fonti) dimostrano che le Olimpiadi Invernali 2026, tra costruzioni, impianti, viaggi e attività legate ai Giochi, produrranno molti gas serra, cioè sostanze che riscaldano il pianeta. Questo riscaldamento porterà allo scioglimento, secondo le previsioni, di circa 2,3 chilometri quadrati di neve (cioè una quantità equivalente a 1.300 piste di hockey olimpiche) e allo scioglimento di 14 milioni di tonnellate di ghiaccio dei ghiacciai. E anche la lista degli sponsor mette in luce l’ipocrisia del concetto di “Olimpiadi sostenibili”: i principali sponsor sono aziende che emettono tantissimi gas serra, che probabilmente avranno un impatto ancora maggiore sulla questione della sostenibilità. E stiamo parlando di aziende come Eni, che si occupa di energia, che trova, produce e vende petrolio e gas, poi abbiamo Stellantis, che produce automobili, è un grande gruppo che controlla marchi come Fiat, Peugeot, Jeep, Alfa Romeo, e infine ITA Airways, una compagnia aerea che gestisce voli in italia e all’estero. Quindi, i principali sponsor di queste Olimpiadi, di nuovo, sono aziende che emettono tantissimi gas serra.
Senza contare che, per preparare i Giochi, sono stati aperti più cantieri del previsto, e anche costruiti nuovi impianti e rifugi in alta quota, senza tenere davvero conto della fragilità del territorio. Sono stati numerosi gli incidenti, le frane, e ci sono state anche persone che hanno perso la vita, lavorando in condizioni per niente sicure. Nella notte tra il 7 e l’8 gennaio 2026, a Cortina d’Ampezzo, un uomo di 55 anni è morto mentre svolgeva il turno di vigilanza notturna in un cantiere. La temperatura era estremamente bassa (sotto i –10 °C) e il vigilante lavorava all’aperto, per turni prolungati. La famiglia e i sindacati hanno denunciato che le condizioni erano dure e mancavano adeguate tutele per chi lavorava nei cantieri. Oltre a questo tragico evento, ci sono stati altri problemi nei cantieri: ad esempio, nel 2025, il terreno attorno a un grande cantiere si è spaccato e ha formato frane, preoccupando i residenti, le persone che abitavano vicino, che hanno chiesto di fermare i lavori, o comunque di continuarli in maggiore sicurezza. Questi fatti mettono in luce che la pressione per organizzare grandi eventi può avere conseguenze reali sulla sicurezza dei lavoratori e sulla gestione dei cantieri.
Oltre alla questione della sostenibilità e dei danni, anche la questione “costo” è tragica. Nel dossier di candidatura del 2019 per le Olimpiadi Invernali Milano‑Cortina 2026, veniva indicato un budget iniziale, cioè una spesa iniziale, di circa 1,36 miliardi di euro per i costi organizzativi dell’evento (le spese per ospitare le competizioni, le cerimonie, i servizi olimpici) e 71,5 milioni per le Paralimpiadi. Questo era il dato usato nel dossier per vincere l’assegnazione, affinché le Olimpiadi fossero in Italia. Bene, l’Italia ha vinto.
Secondo le stime però, la spesa complessiva per queste Olimpiadi è invece di circa 5,72 miliardi di euro. Circa 1,6 miliardi usati per la realizzazione diretta dei Giochi (quindi l’organizzazione delle competizioni e servizi olimpici). E circa 4,12 miliardi sono stati usati invece per le infrastrutture (quindi strade, ferrovie, grandi opere pubbliche che non servono solo ai Giochi). Il punto è che, gran parte di questi 4 e passa miliardi, derivano da fondi pubblici (statali, regionali, enti locali), non da finanziamenti privati o sponsor.
Quindi, se calcoliamo la spesa pubblica per opere che servono soprattutto alle Olimpiadi, che magari non saranno più utili dopo l’evento, se pensiamo ai danni causati all’ambiente naturale, agli incidenti nei cantieri, ai morti, alle frane… tutto influisce e aumenta la rabbia di tanti italiani stanchi di promesse che non vengono mantenute. Molti ricordano altre Olimpiadi, come quelle di Torino 2006, quando impianti e quartieri olimpici sono stati abbandonati al degrado. Molti vedono le Olimpiadi come un evento di lusso per pochi, che grava però su tutta la collettività.
E queste non sono le uniche questioni che hanno sollevato queste Olimpiadi Invernali. Fra le varie proteste, voglio menzionarne altre due.
La prima è quella della comunità ladina delle Dolomiti. I Ladini sono un popolo e una minoranza linguistica che vive da secoli nelle Dolomiti, in alcune valli del Trentino-Alto Adige, del Veneto e del Bellunese. Parlano il ladino, una lingua antica che deriva dal latino e che è diversa dall’italiano, e hanno una loro bellissima e particolare cultura che non è stata assolutamente riconosciuta o valorizzata durante l’organizzazione e la promozione delle Olimpiadi, anche se le Olimpiadi si stanno tenendo proprio in queste aree in cui loro vivono. Questa esclusione ha portato a proteste simboliche, come esporre bandiere ladine sulle case e sui balconi di Cortina, un gesto che nasce dal desiderio di essere riconosciuti e valorizzati in un evento che si svolge nelle proprie montagne e che rappresenta un’occasione globale per far conoscere la storia e la cultura ladina al mondo.
Un’altra protesta degna di menzione è quella contro la presenza di un’agenzia americana chiamata ICE (Immigration and Customs Enforcement) che se sei americano o americana, probabilmente, conosci bene, perché è al centro di molte discussioni. Recentemente, negli Stati Uniti, in particolare a Minneapolis, Minnesota, ci sono state grandi proteste nazionali contro l’ICE dopo vari episodi di repressione, oppressione, detenzione e uccisione. Tutto questo ha fatto parlare molto di questa agenzia, anche fuori dagli Stati Uniti, anche in Italia. Quando gli italiani hanno scoperto il coinvolgimento di membri dell’ICE nella sicurezza legata alle Olimpiadi di Milano‑Cortina 2026, si sono arrabbiati. Quindi cittadini, organizzazioni, partiti politici e attivisti hanno detto che la presenza dell’ICE è incompatibile con i valori delle Olimpiadi. Il sindaco di Milano ha detto chiaramente che l’ICE “non è gradito nella loro città” e che la sicurezza dovrebbe essere gestita solo dalle autorità italiane che sono più che competenti. E a quanto pare, in effetti, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiarito che alle Olimpiadi di Milano-Cortina non ci saranno agenti dell’ICE per strada. Gli Stati Uniti manderanno solo alcuni investigatori, che fanno parte di un ufficio chiamato HSI, cioè Homeland Security Investigations, agenti che non si occuperanno di immigrazione e non faranno controlli sulle persone. Assolutamente. Tantomeno saranno per strada. Gli investigatori lavoreranno dentro il consolato americano a Milano e collaboreranno lì con altri funzionari statunitensi. Piantedosi ha anche detto che, in realtà, questa componente dell’ICE è presente in Italia da molti anni, come in tanti altri Paesi del mondo. Semplicemente, prima non si sapeva, forse, perché l’ICE non era così famosa.
Comunque, queste sono alcune delle controversie che hanno accompagnato l’organizzazione di Milano-Cortina 2026. Ma non voglio lasciarti con l’amaro in bocca, perché, nonostante i problemi e le critiche, per molte persone le Olimpiadi restano comunque un evento straordinario, degno di festa. Ora che i Giochi sono iniziati, è evidente anche l’altro lato delle Olimpiadi: quello dello spettacolo globale, dell’attenzione mediatica sull’Italia e della celebrazione collettiva.
Milano-Cortina 2026 è infatti un enorme evento mediatico internazionale, seguito ogni giorno da milioni di persone in tutto il mondo, e non coinvolge solo atleti e gare, ma anche musica, intrattenimento e grandi personaggi pubblici. La cerimonia di apertura a Milano, andata in scena pochi giorni fa, è stata spettacolare. L’hai vista? È iniziata con un’esibizione molto italiana: dei ballerini, sul palco dello Stadio di San Siro, indossavano delle giganti teste che rappresentavano i tre compositori italiani più famosi: Puccini, Rossini e Verdi. Quell’esibizione è stata pazzesca. Se trovo dei video online, te li lascio nella trascrizione, quindi mi raccomando, usa la trascrizione così magari trovi foto e link ai video per rivivere quei momenti. Poi ovviamente, c’è stata la musica dal vivo, abbiamo visto una bellissima Mariah Carey vestita di bianco, che come una regina delle nevi ha cantato Volare, la famosa canzone di Modugno; poi è stato il momento di Laura Pausini, che ha cantato l’Inno di Mameli con la sua voce bellissima, potente e intensa. Abbiamo visto anche Bocelli. È stato un momento molto emozionante. Poi abbiamo visto tantissimi ballerini entrare in scena. Le coreografie erano curate e suggestive. In una, in particolare, alcuni ballerini erano vestiti di verde e altri di grigio: rappresentavano la montagna e la città che si incontrano in queste Olimpiadi, cioè Milano e Cortina d’Ampezzo. La danza, i movimenti raccontavano questo incontro senza bisogno di parole. Nel finale lo spettacolo è diventato ancora più bello: i ballerini sono scesi dai cerchi olimpici e il palco sembrava quasi infuocato, illuminato da una luce color sabbia e acceso dalla passione per lo sport che unisce persone da tutto il mondo. Sul palco è salito anche Favino, uno degli attori italiani più amati, che ha recitato L’Infinito di Leopardi, con la sua bellissima voce e la sua capacità unica di interpretazione. È stata una cerimonia intensa, molto emozionante per noi italiani, lo ammetto, e piena di immagini che resteranno nella memoria. Soprattutto quando è arrivato il presidente del consiglio sul tram, un tram guidato da Valentino Rossi. Nella trascrizione trovi il video. Ma anche la sfilata degli atleti dei vari paesi è stata bellissima.
Comunque, le Olimpiadi sono anche uno strumento di promozione economica e culturale per il Paese che le ospita. Questo accade anche attraverso dettagli apparentemente secondari, come le divise olimpiche ufficiali. Le uniformi della squadra italiana, firmate da Armani, sono state presentate proprio come un simbolo del Made in Italy: eleganza, sobrietà e classe. Ma devo ammettere che mi piacciono tantissimo le uniformi di tutte le nazionalità. Abbiamo Nike e Ralph Lauren per gli Stati Uniti, Adidas per la Gran Bretagna, Le Coq Sportif per la Francia, e infine, Moncler per il Brasile. Ovviamente, trovi le foto nelle note della trascrizione.
E menzionando tutte queste nazionalità, mi rendo conto che non abbiamo parlato di chi partecipa alle Olimpiadi Invernali. Milano-Cortina 2026 vede la partecipazione di oltre 90 nazioni provenienti da tutti i continenti. E non partecipano solo i Paesi tradizionalmente forti negli sport invernali, come Norvegia, Germania, Austria, Canada o Stati Uniti, ma anche Stati con poca neve o quasi nessuna tradizione invernale. Ci sono atleti che arrivano da Paesi africani, sudamericani o asiatici, che spesso si allenano all’estero e rappresentano un’idea molto forte delle Olimpiadi: quella di uno sport che supera i confini geografici e climatici. Per molti atleti di queste nazioni, partecipare è già una vittoria, indipendentemente dalle medaglie. Bravi, bravi e complimenti a tutti. Dobbiamo essere orgogliosi dei nostri atleti. Per me è difficile anche solo alzarmi dal letto la mattina. Beh, forse se venissi pagata, mi alzerei dal letto con grande agilità.
A proposito di pagamenti, ma quanto guadagnano gli atleti che vincono le medaglie? Beh, questo dipende dal Paese di provenienza. Per quanto riguarda l’Italia, un atleta che vince una medaglia d’oro, guadagna circa 180.000 €. Un atleta che vince una medaglia d’argento, guadagna 90.000 € , quindi la metà. E un atleta che, invece, vince una medaglia di bronzo, guadagna 60.000 €. Forse sono cifre che ti fanno pentire di aver studiato filosofia, vero? O magari hai studiato letteratura inglese. Beh, comunque, era meglio specializzarsi in sci di fondo. Che devi fare? Forse ormai è troppo tardi.
Comunque, abbiamo iniziato quest’episodio dedicato alle Olimpiadi Milano Cortina 2026 parlando della cerimonia di apertura, e allora concludiamo parlando della cerimonia di chiusura. Dopo settimane di gare, di emozioni fortissime, di vittorie, sconfitte, lacrime e abbracci, arriverà il momento del grande finale. Il 22 febbraio 2026, la storica Arena di Verona ospiterà la Cerimonia di Chiusura dei Giochi Olimpici Invernali. Un luogo iconico, carico di storia, scelto per uno spettacolo che l’Italia promette sarà suggestivo e memorabile, e che verrà trasmesso in tutto il mondo. Il titolo dello spettacolo è molto evocativo: Beauty in Action. Cioè Bellezza in Azione. L’idea è quella di unire arte, musica e sport in una narrazione visiva potente. Al centro della scena ci sarà un grande cerchio installato nel cuore dell’anfiteatro, ispirato all’immagine di una goccia che cade nell’acqua e crea onde concentriche. È una metafora forte, che rappresenta l’impatto delle Olimpiadi: un evento che parte da un punto preciso ma che genera effetti, emozioni e conseguenze che si propagano lontano, nel tempo e nello spazio. Un evento che avviene nella piccola Italia, ma che verrà ricordato da tutto il mondo chissà per quanto tempo.
E con questa immagine si chiude il nostro viaggio dentro Milano Cortina 2026. Un evento complesso, contraddittorio, discusso, ma anche capace di unire ed emozionare. Ora però, passo la parola a te: cosa pensi di queste Olimpiadi? Le stai seguendo? Quale sport preferisci e per chi tifi?
E se questo episodio ti è piaciuto, condividilo sui tuoi social, o con qualcuno che ama lo sport, l’Italia… o con qualcuno che, semplicemente, sta imparando l’italiano come te. Ricordati che, se vuoi davvero imparare a parlare e a capire l’italiano, devi praticarlo un po’ ogni giorno. Allora, ti ricordo che noi regaliamo, a chi ci ascolta, un GLOSSARIO di ogni episodio, sul sito podcastitaliano.com o anche nel link che trovi in descrizione. Se vai al glossario, leggi tutte le parole nuove a voce alta, leggi il contesto, la spiegazione e la traduzione. Fai questo esercizio e ti assicuro che il tuo italiano migliorerà piano piano. È un esercizio divertente, più divertente che leggere un libro di grammatica, e allo stesso tempo è anche super efficiente! Ed è gratis! Ok? Poi voglio sapere nei commenti se hai imparato una parola nuova oggi! Magari inerente al campo dello sport… o della protesta! Ecco: inerente! Che significa? Lo sai? Beh, lo trovi nel glossario! Comunque, noi ci sentiamo al prossimo episodio, lavora con il glossario e poi riposati perché hai studiato abbastanza italiano per oggi. Sei pronto per le Olimpiadi dell’italiano. Allora a presto, e grazie per l’ascolto!
Ciao!



























































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