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    Avvertimenti dal bar (storia)

    Principiante
    #
    107

    February 26, 2026

    Note e risorse

    Una storia misteriosa con un finale aperto: Gianfranco, un avvocato, fa lo stesso sogno ogni notte da una settimana. Si ritrova in un bar, circondato da versioni diverse di sé stesso, che lo mettono in guardia da pericoli reali. Ma cosa significa tutto questo?

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    Trascrizione

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    Ciao e benvenuto o benvenuta su Podcast Italiano Principiante, un podcast per chi sa un po’ di italiano e vuole fare progressi attraverso l’ascolto di storie, riflessioni e conversazioni facili… ma anche stimolanti. Oggi ti racconto una storia un po’ particolare, molto misteriosa. È una storia con un finale aperto. Spero che ti piacerà. Come sempre, prima di cominciare, ti ricordo che troverai la trascrizione con il glossario sul nostro sito, podcastitaliano.com: queste risorse ti aiuteranno a capire perfettamente ogni parte di questa storia, ogni parola e costruzione che, magari, non conosci. Il link è nelle note di questo episodio, quindi vai a dare un’occhiata. La trascrizione è super utile, ti consiglio di usarla. Iniziamo: buon ascolto.

    Scarica la versione PDF della trascrizione
    Trascrizione interattiva dell'episodio

    Buongiorno, dottoressa,” dice Gianfranco, entrando nello studio della psicologa.

    Gianfranco ha 46 anni, i capelli brizzolati, leggermente spettinati, e gli occhi stanchi. Le sue occhiaie sono viola.

    Buongiorno, Gianfranco. Come va oggi?” chiede la psicologa, con voce calma.

    Mmm… non lo so. Oggi è la mia prima seduta qui con Lei. Ho deciso di iniziare a vedere una psicologa perché continuo a fare lo stesso sogno ogni notte da una settimana.”

    La psicologa annuisce, mentre prende appunti.

    Me lo racconti, dall’inizio. Nei dettagli, per favore.”

    “Sì. Prima di iniziare, le chiedo, per favore, di darmi del tu. Posso darle del tu anche io?”

    “Va bene. Raccontami, Gianfranco.”

    Gianfranco sospira.

    “Va bene… è iniziato tutto una settimana fa. Sono tornato a casa molto stanco. Sono un avvocato. Dopo una giornata stressante torno a casa, faccio una doccia… preparo la cena… ho mangiato salsiccia e broccoletti. Poi mi metto a letto e accendo la TV. Su Italia1 danno un film Western. Mi addormento guardando quello. E… bum, mi ritrovo, per la prima volta, in quel bar.”

    Quale bar?” chiede la psicologa, incuriosita.

    In un bar. Non so che bar, non lo conosco… non ci sono mai stato.”

    “Ok. Si ritrova in un bar. Ti ritrovi in un bar, scusami. Quindi stavi sognando…

    Esatto. È da una settimana che ogni notte mi addormento e mi ritrovo in quel bar. Sempre lo stesso bar. Sembra un locale normale: luci calde, musica jazz bassa, legno scuro ovunque…”

    “Quindi un pub. Quello che gli americani chiamano Bar…”

    “Sì, esatto. Va bene, insomma, entro in questo bar… o pub, come lo vogliamo chiamare…

    “Pub.”

    “E mi siedo. Ordino una birra. Mentre aspetto la birra, mi accorgo che c’è qualcosa di strano. Dentro ci sono tante persone… ma sono tante versioni di me.”

    “Quindi tutte le persone nel pub ti somigliano. Sono uguali a te. Giusto?”

    “Esatto. Sono tutte versioni di me. Tutte diverse. Alcune più alte, altre più basse. Alcune più magre, altre più robuste. Alcune con capelli bianchi, altre con capelli neri. Alcune vestite in modo elegante, altre vestite un po’ più sportive. Ma tutte hanno la mia faccia… ed è qualcosa che noto subito.”

    “E che succede?”

    “Succede che ogni notte provo a parlare con loro. Voglio chiedere, capire… ma la voce non mi esce. Apro la bocca, so bene cosa voglio dire, ma la voce non esce. Riesco a muovere la bocca, ma non esce nessun suono. Ogni notte così…”

    “Poi cosa succede?”

    “Beh… una di queste versioni si avvicina a me. Ogni notte, una versione diversa. E mi mette in guardia. Ogni notte qualcuno mi mette in guardia da qualcosa di diverso. E ha sempre ragione. “

    La psicologa annuisce lentamente.

    Va bene. E da cosa ti mettono in guardia?”

    Da cose diverse. La settimana scorsa, per esempio, ero nel bar e camminavo tra i tavoli. Le luci erano basse, soffuse, come in un locale vecchio, stile anni ’50. Il legno del pavimento scricchiolava leggermente sotto i miei passi. Ad un certo punto, una versione di me si avvicina. È alta, molto magra, con capelli bianchi come neve, mentre io li ho ancora brizzolati. Gli occhi sono profondi, freddi… e mi guarda intensamente.”

    Gianfranco fa una pausa, prende un respiro.

    Mi dice: ‘Senti, devi stare in guardia da Marina’. E io provo a parlare, provo a chiedere il perché, ma la voce non esce. Marina è la ragazza con cui uscivo”.

    “Con cui …”uscivi”, all’imperfetto. Perché parli con un tempo passato?”

    “Perché una settimana fa ho detto a Marina che non potevamo più vederci.”

    “E perché? Perché il sogno ti ha turbato?”

    “No, perché… quella versione di me mi ha raccontato qualcosa. Mi ha raccontato che nella sua realtà usciva con Marina. E che questa donna, nella sua realtà, gli ha causato molti problemi. Come ti ho già detto, io sono un avvocato… e conosco molti investigatori privati. Così, dopo che ho fatto questo sogno, ho iniziato a investigare… e ho scoperto che Marina è una cercatrice d’oro. Voleva solo i miei soldi. Tutto ciò che quella versione di me mi ha mostrato, era vero...”

    La psicologa prende appunti.

    Interessante. E questa scoperta ti ha aiutato nella vita reale.”

    “Esatto. Perché ho lasciato subito Marina. E quindi non ho dovuto vivere il trauma e i problemi che Marina, in un’altra dimensione, ha causato a quella versione di me.”

    “Bene. E il giorno dopo, hai sognato di nuovo il bar?”

    “Sì. Il giorno in cui ho lasciato Marina sono andato a letto sereno, tranquillo. Ma appena mi sono addormentato… sono tornato in quel bar. E lì… ho incontrato un’altra versione di me.”

    “E poi?”

    “Questa seconda versione era diversa. Era un po’ più anziana di me, di come sono ora. Aveva i capelli bianchi, lo sguardo spaventato, era molto molto magro. Era vestito male, trascurato… forse aveva problemi economici. Bene, allora, si avvicina al mio tavolo, si siede… mi guarda dritto negli occhi… e mi dice…: ‘Gianfranco, devi stare attento a tuo cugino. Non fidarti di lui. Vuole qualcosa che è tuo di diritto’. Nel sogno mi spiega che stavo per scoprire di essere erede diretto di una vecchia zia, morta qualche giorno prima. Questa zia ha lasciato l’eredità a me. Mio cugino, però, aveva intenzione di prenderla tutta con l’inganno. Io resto immobile. Ascolto, ma come sempre non riesco a fargli domande, a rispondere…”

    “E cosa è successo poi, nella realtà?”

    “La mattina dopo, ho ricevuto una lettera che mi diceva che avevo ricevuto una parte di questa eredità. Una parte era mia, una parte di questo cugino. Ho chiamato questo cugino, ci siamo visti per un caffè. È molto simpatico, sembrava tutto normale. Ma, poi… beh, come sai, sono un avvocato… così mi sono informato…e ho scoperto che l’intera eredità spettava a me. Ho denunciato mio cugino, perché mi ha inviato una lettera falsa. Poi ho ricevuto tutta l’eredità.”

    La psicologa annuisce. “Quindi, ancora una volta, il sogno ti ha avvertito. Ti ha messo in guardia…”

    “Esattamente. Ogni notte c’è un nuovo avvertimento. Due notti fa, ad esempio, ho incontrato un’altra versione di me. Era bello, ricco, ben vestito. La versione migliore di me. Aveva la mia stessa età, ma più muscoli, e uno sguardo deciso. Si siede al mio tavolo, e inizia a bere un bicchiere di rum. Poi mi guarda e dice: ‘Fai attenzione al tuo collega Fabio. Vuole rubarti la posizione. Non fidarti’. Io non ho provato neanche a parlare. Tanto ormai so che non mi esce la voce. Ieri mattina sono arrivato in ufficio e ho parlato con i miei colleghi. Ho scoperto che Fabio stava cercando di mettere in discussione la mia promozione col capo. Grazie a questo sogno, sono riuscito a proteggere il mio lavoro.”

    “È straordinario,” commenta la psicologa.

    …” dice Gianfranco emozionato.

    Sono spaventato, ma anche fortunato. Ogni notte c'è una versione di me diversa che mi mette in guarda da qualcosa. E non posso né voglio ignorarle, perché hanno sempre ragione.”

    “E ieri notte, hai sognato qualcosa?”

    “Sì. Una versione di me anziana, con rughe profonde e mani tremanti, si avvicina, mi prende per il braccio, e mi fissa dritto negli occhi. Mi dice: ‘Mangi troppi formaggi, troppe uova, e troppa carne. Devi smettere. La tua salute dipende dalle scelte che fai’.”

    “Allora sei andato da un dottore?” chiede la psicologa.

    Esatto. Ho fatto le analisi stamattina e ho già ricevuto i risultati: ho il colesterolo molto alto. Da oggi cambio dieta. Ridurrò i formaggi, il latte e la carne.”

    “Capisco,” dice la psicologa*. “Non ho mai sentito niente del genere. Forse è la tua coscienza che prende forma, forse è il tuo subconscio che ti guida…”*

    “Ma… è così reale. Così vivido. Ogni notte, le mie mani stringono un bicchiere diverso, il legno scricchiola sotto i piedi, l’odore di alcool e tabacco mi entra nelle narici. Alcune versioni di me mi sorridono con dolcezza, altre mi guardano con preoccupazione. Alcune piangono, altre ridono. E io non posso fare altro che ascoltare, imparare e sperare di applicare ciò che mi dicono nella mia vita reale.”

    “E questa continuità, questa ripetizione, ti spaventa? Ti annoia, ti tormenta?” chiede la psicologa.

    Gianfranco sorride: “Certo, un po’ mi spaventa. Soprattutto perché non riesco mai a parlare. Ma tutto ciò che accade di notte mi aiuta a vivere meglio di giorno.”

    “Lo vedo. Senti, Gianfranco, la seduta di oggi è finita. Ma, per favore, torna. Non ho mai sentito nulla del genere e vorrei rimanere aggiornata sui tuoi sogni.”

    Tornerò presto. Grazie mille e arrivederci.”

    Gianfranco esce dallo studio. Il cielo è scuro. La città è silenziosa. Il vento muove le foglie. E mentre cammina, Gianfranco sa che quella notte, di nuovo, tornerà a quel bar. E lì troverà altre versioni di se stesso, altri misteri e avvertimenti. E ancora una volta, non potrà parlare, ma solo ascoltare. E così sarà, ogni notte, forse… per sempre.

    La storia di oggi finisce qui. Ti è piaciuta? Fammelo sapere in un commento. E fammi sapere se anche a te, come a Gianfranco, è mai successo di fare sogni strani, molto strani, o magari sogni che si ripetono. Ti interessa l’argomento dei sogni? A me molto! Anche se ammetto che da parecchio tempo non sogno, o comunque, non ricordo i miei sogni. Comunque, spero che la storia ti sia piaciuta e che tu abbia imparato qualche nuova parola o struttura grammaticale. Ti ricordo che sul nostro sito, nella sezione podcast principiante, trovi la trascrizione con il glossario dell’episodio. Io ti saluto, ti aspetto giovedì prossimo con un nuovo episodio. Ciao!

    Ciao e benvenuto o benvenuta su Podcast Italiano Principiante, un podcast per chi sa un po’ di italiano e vuole fare progressi attraverso l’ascolto di storie, riflessioni e conversazioni facili… ma anche stimolanti. Oggi ti racconto una storia un po’ particolare, molto misteriosa. È una storia con un finale aperto. Spero che ti piacerà. Come sempre, prima di cominciare, ti ricordo che troverai la trascrizione con il glossario sul nostro sito, podcastitaliano.com: queste risorse ti aiuteranno a capire perfettamente ogni parte di questa storia, ogni parola e costruzione che, magari, non conosci. Il link è nelle note di questo episodio, quindi vai a dare un’occhiata. La trascrizione è super utile, ti consiglio di usarla. Iniziamo: buon ascolto.

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    Trascrizione interattiva dell'episodio

    Buongiorno, dottoressa,” dice Gianfranco, entrando nello studio della psicologa.

    Gianfranco ha 46 anni, i capelli brizzolati, leggermente spettinati, e gli occhi stanchi. Le sue occhiaie sono viola.

    Buongiorno, Gianfranco. Come va oggi?” chiede la psicologa, con voce calma.

    Mmm… non lo so. Oggi è la mia prima seduta qui con Lei. Ho deciso di iniziare a vedere una psicologa perché continuo a fare lo stesso sogno ogni notte da una settimana.”

    La psicologa annuisce, mentre prende appunti.

    Me lo racconti, dall’inizio. Nei dettagli, per favore.”

    “Sì. Prima di iniziare, le chiedo, per favore, di darmi del tu. Posso darle del tu anche io?”

    “Va bene. Raccontami, Gianfranco.”

    Gianfranco sospira.

    “Va bene… è iniziato tutto una settimana fa. Sono tornato a casa molto stanco. Sono un avvocato. Dopo una giornata stressante torno a casa, faccio una doccia… preparo la cena… ho mangiato salsiccia e broccoletti. Poi mi metto a letto e accendo la TV. Su Italia1 danno un film Western. Mi addormento guardando quello. E… bum, mi ritrovo, per la prima volta, in quel bar.”

    Quale bar?” chiede la psicologa, incuriosita.

    In un bar. Non so che bar, non lo conosco… non ci sono mai stato.”

    “Ok. Si ritrova in un bar. Ti ritrovi in un bar, scusami. Quindi stavi sognando…

    Esatto. È da una settimana che ogni notte mi addormento e mi ritrovo in quel bar. Sempre lo stesso bar. Sembra un locale normale: luci calde, musica jazz bassa, legno scuro ovunque…”

    “Quindi un pub. Quello che gli americani chiamano Bar…”

    “Sì, esatto. Va bene, insomma, entro in questo bar… o pub, come lo vogliamo chiamare…

    “Pub.”

    “E mi siedo. Ordino una birra. Mentre aspetto la birra, mi accorgo che c’è qualcosa di strano. Dentro ci sono tante persone… ma sono tante versioni di me.”

    “Quindi tutte le persone nel pub ti somigliano. Sono uguali a te. Giusto?”

    “Esatto. Sono tutte versioni di me. Tutte diverse. Alcune più alte, altre più basse. Alcune più magre, altre più robuste. Alcune con capelli bianchi, altre con capelli neri. Alcune vestite in modo elegante, altre vestite un po’ più sportive. Ma tutte hanno la mia faccia… ed è qualcosa che noto subito.”

    “E che succede?”

    “Succede che ogni notte provo a parlare con loro. Voglio chiedere, capire… ma la voce non mi esce. Apro la bocca, so bene cosa voglio dire, ma la voce non esce. Riesco a muovere la bocca, ma non esce nessun suono. Ogni notte così…”

    “Poi cosa succede?”

    “Beh… una di queste versioni si avvicina a me. Ogni notte, una versione diversa. E mi mette in guardia. Ogni notte qualcuno mi mette in guardia da qualcosa di diverso. E ha sempre ragione. “

    La psicologa annuisce lentamente.

    Va bene. E da cosa ti mettono in guardia?”

    Da cose diverse. La settimana scorsa, per esempio, ero nel bar e camminavo tra i tavoli. Le luci erano basse, soffuse, come in un locale vecchio, stile anni ’50. Il legno del pavimento scricchiolava leggermente sotto i miei passi. Ad un certo punto, una versione di me si avvicina. È alta, molto magra, con capelli bianchi come neve, mentre io li ho ancora brizzolati. Gli occhi sono profondi, freddi… e mi guarda intensamente.”

    Gianfranco fa una pausa, prende un respiro.

    Mi dice: ‘Senti, devi stare in guardia da Marina’. E io provo a parlare, provo a chiedere il perché, ma la voce non esce. Marina è la ragazza con cui uscivo”.

    “Con cui …”uscivi”, all’imperfetto. Perché parli con un tempo passato?”

    “Perché una settimana fa ho detto a Marina che non potevamo più vederci.”

    “E perché? Perché il sogno ti ha turbato?”

    “No, perché… quella versione di me mi ha raccontato qualcosa. Mi ha raccontato che nella sua realtà usciva con Marina. E che questa donna, nella sua realtà, gli ha causato molti problemi. Come ti ho già detto, io sono un avvocato… e conosco molti investigatori privati. Così, dopo che ho fatto questo sogno, ho iniziato a investigare… e ho scoperto che Marina è una cercatrice d’oro. Voleva solo i miei soldi. Tutto ciò che quella versione di me mi ha mostrato, era vero...”

    La psicologa prende appunti.

    Interessante. E questa scoperta ti ha aiutato nella vita reale.”

    “Esatto. Perché ho lasciato subito Marina. E quindi non ho dovuto vivere il trauma e i problemi che Marina, in un’altra dimensione, ha causato a quella versione di me.”

    “Bene. E il giorno dopo, hai sognato di nuovo il bar?”

    “Sì. Il giorno in cui ho lasciato Marina sono andato a letto sereno, tranquillo. Ma appena mi sono addormentato… sono tornato in quel bar. E lì… ho incontrato un’altra versione di me.”

    “E poi?”

    “Questa seconda versione era diversa. Era un po’ più anziana di me, di come sono ora. Aveva i capelli bianchi, lo sguardo spaventato, era molto molto magro. Era vestito male, trascurato… forse aveva problemi economici. Bene, allora, si avvicina al mio tavolo, si siede… mi guarda dritto negli occhi… e mi dice…: ‘Gianfranco, devi stare attento a tuo cugino. Non fidarti di lui. Vuole qualcosa che è tuo di diritto’. Nel sogno mi spiega che stavo per scoprire di essere erede diretto di una vecchia zia, morta qualche giorno prima. Questa zia ha lasciato l’eredità a me. Mio cugino, però, aveva intenzione di prenderla tutta con l’inganno. Io resto immobile. Ascolto, ma come sempre non riesco a fargli domande, a rispondere…”

    “E cosa è successo poi, nella realtà?”

    “La mattina dopo, ho ricevuto una lettera che mi diceva che avevo ricevuto una parte di questa eredità. Una parte era mia, una parte di questo cugino. Ho chiamato questo cugino, ci siamo visti per un caffè. È molto simpatico, sembrava tutto normale. Ma, poi… beh, come sai, sono un avvocato… così mi sono informato…e ho scoperto che l’intera eredità spettava a me. Ho denunciato mio cugino, perché mi ha inviato una lettera falsa. Poi ho ricevuto tutta l’eredità.”

    La psicologa annuisce. “Quindi, ancora una volta, il sogno ti ha avvertito. Ti ha messo in guardia…”

    “Esattamente. Ogni notte c’è un nuovo avvertimento. Due notti fa, ad esempio, ho incontrato un’altra versione di me. Era bello, ricco, ben vestito. La versione migliore di me. Aveva la mia stessa età, ma più muscoli, e uno sguardo deciso. Si siede al mio tavolo, e inizia a bere un bicchiere di rum. Poi mi guarda e dice: ‘Fai attenzione al tuo collega Fabio. Vuole rubarti la posizione. Non fidarti’. Io non ho provato neanche a parlare. Tanto ormai so che non mi esce la voce. Ieri mattina sono arrivato in ufficio e ho parlato con i miei colleghi. Ho scoperto che Fabio stava cercando di mettere in discussione la mia promozione col capo. Grazie a questo sogno, sono riuscito a proteggere il mio lavoro.”

    “È straordinario,” commenta la psicologa.

    …” dice Gianfranco emozionato.

    Sono spaventato, ma anche fortunato. Ogni notte c'è una versione di me diversa che mi mette in guarda da qualcosa. E non posso né voglio ignorarle, perché hanno sempre ragione.”

    “E ieri notte, hai sognato qualcosa?”

    “Sì. Una versione di me anziana, con rughe profonde e mani tremanti, si avvicina, mi prende per il braccio, e mi fissa dritto negli occhi. Mi dice: ‘Mangi troppi formaggi, troppe uova, e troppa carne. Devi smettere. La tua salute dipende dalle scelte che fai’.”

    “Allora sei andato da un dottore?” chiede la psicologa.

    Esatto. Ho fatto le analisi stamattina e ho già ricevuto i risultati: ho il colesterolo molto alto. Da oggi cambio dieta. Ridurrò i formaggi, il latte e la carne.”

    “Capisco,” dice la psicologa*. “Non ho mai sentito niente del genere. Forse è la tua coscienza che prende forma, forse è il tuo subconscio che ti guida…”*

    “Ma… è così reale. Così vivido. Ogni notte, le mie mani stringono un bicchiere diverso, il legno scricchiola sotto i piedi, l’odore di alcool e tabacco mi entra nelle narici. Alcune versioni di me mi sorridono con dolcezza, altre mi guardano con preoccupazione. Alcune piangono, altre ridono. E io non posso fare altro che ascoltare, imparare e sperare di applicare ciò che mi dicono nella mia vita reale.”

    “E questa continuità, questa ripetizione, ti spaventa? Ti annoia, ti tormenta?” chiede la psicologa.

    Gianfranco sorride: “Certo, un po’ mi spaventa. Soprattutto perché non riesco mai a parlare. Ma tutto ciò che accade di notte mi aiuta a vivere meglio di giorno.”

    “Lo vedo. Senti, Gianfranco, la seduta di oggi è finita. Ma, per favore, torna. Non ho mai sentito nulla del genere e vorrei rimanere aggiornata sui tuoi sogni.”

    Tornerò presto. Grazie mille e arrivederci.”

    Gianfranco esce dallo studio. Il cielo è scuro. La città è silenziosa. Il vento muove le foglie. E mentre cammina, Gianfranco sa che quella notte, di nuovo, tornerà a quel bar. E lì troverà altre versioni di se stesso, altri misteri e avvertimenti. E ancora una volta, non potrà parlare, ma solo ascoltare. E così sarà, ogni notte, forse… per sempre.

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