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    San Valentino in maschera (storia)

    Principiante
    #
    105

    February 12, 2026

    Note e risorse

    La storia di due ragazzi che si conoscono online e decidono di incontrarsi per la prima volta alla festa di San Valentino in maschera della scuola.

    Scopri La Storia di Italo, il mio corso per raggiungere il livello intermedio.

    Trascrizione

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    Ciao e benvenuto o benvenuta su Podcast Italiano Principiante, un podcast per chi sa un po’ di italiano e vuole fare progressi attraverso l’ascolto di storie, riflessioni e conversazioni facili… ma anche stimolanti. Oggi ti racconto una storia romantica. È una storia su una relazione particolare, perché inizia… come iniziano quasi tutte le relazioni moderne, le relazioni di oggi : su internet. Spero che ti piacerà. Come sempre, prima di cominciare, ti ricordo che troverai la trascrizione con il glossario sul nostro sito, podcastitaliano.com: queste risorse ti aiuteranno a capire perfettamente ogni parte di questa storia, ogni parola e costruzione che, magari, non conosci. Il link è nelle note di questo episodio, quindi vai a dare un’occhiata. La trascrizione è super utile, ti consiglio di usarla. Iniziamo: buon ascolto.

    Scarica la versione PDF della trascrizione
    Trascrizione interattiva dell'episodio

    Giulia è seduta sul letto.

    La sua stanza è silenziosa. Fuori è sera e piove piano. Le gocce battono sul vetro della sua finestra e il rumore bianco è rilassante. Giulia accende una lampada che crea un’atmosfera calda e soffusa.

    Poi prende il telefono. Sullo schermo c’è un messaggio.

    “Ti sto pensando.”

    Il cuore di Giulia batte forte.

    Ti penso anche io” risponde.

    Giulia ha conosciuto V. qualche mese fa, online. Non sa il suo nome, non sa in quale zona di Palermo vive, non sa come è fatto. Sa solo che frequenta la sua stessa scuola. E che le sue parole la fanno sentire speciale.

    Anche lui non sa niente di lei, neanche il suo nome. Lui la chiama G. e lei lo chiama V.

    Chissà qual è il suo nome… io mi chiamo Giulia, quindi il mio soprannome è G. Se il suo soprannome è V., magari lui si chiama Valerio…o Vincenzo… Vittorio… o magari Vito…”

    I due parlano ogni giorno. La sera in particolare.

    Ogni sera, Giulia si mette a letto e aspetta i messaggi di V.  A volte non arrivano subito e lei sente il cuore fermarsi per un attimo. Altre volte, invece, arrivano immediatamente, e lei sorride come una bambina.

    G. e V. non si mandano foto né parlano del loro aspetto fisico. Si raccontano però le loro giornate, le loro speranze, le loro paure… e i loro piani per il futuro. Poi parlano di libri, musica, arte… e dei loro interessi.

    Una notte V. scrive a Giulia:

    Posso dirti una cosa importante?”

    “Vai!”

    “So che è presto. E so che non ci siamo mai visti. Ma… ti penso sempre.”

    Giulia arrossisce. Non risponde subito. Poi scrive:

    Anch’io ti penso sempre. E quando non ci sentiamo, mi manchi.”

    “Per me è lo stesso. Mi piaci molto, G.”

    “Anche tu mi piaci.”

    “Forse è arrivato il momento di incontrarci?”

    “Non lo so. Voglio incontrarti, davvero, ma… forse non sono pronta. Ho paura.”

    V. risponde subito:

    La paura è normale. Solo chi non prova niente non ha paura.”

    Giulia sente il cuore battere forte. Non è solo curiosità. Non è solo amicizia. È qualcosa di più. È l’inizio di un amore. Ma il loro amore è astratto, invisibile, nascosto dietro allo schermo di un cellulare.

    Qualche giorno dopo, V. le scrive:

    Il 14 febbraio ci sarà una festa a scuola. Una festa di San Valentino in maschera.”

    “Sì, a scuola ne parlano tutti! Ma perché è una festa in maschera?”

    “Per festeggiare San Valentino e anche Carnevale!”

    “Geniale!”

    “Infatti! Allora, mi chiedevo se… ti va di andarci insieme...”

    Giulia sorride, ma sente il cuore battere forte. L’idea di indossare una maschera la tranquillizza. Nascondere il volto, le sue espressioni, le sue emozioni… può aiutare. Ma la paura è grande.

    Non lo so,” scrive. “Non so se sono pronta. E poi non ho molti amici a scuola, sicuramente non conosco nessuno alla festa.”

    Ci sono io. Tu mi conosci bene. Anzi, mi conosci meglio di chiunque altro.”

    Giulia sorride. Poi il sorriso si trasforma in un’espressione di paura. Sente le gambe tremare, e un forte dolore allo stomaco. Ha paura. Non è sicura di volerlo incontrare davvero. E se non è chi dice di essere? E se è pericoloso? E se non si piacciono? E se non vanno d’accordo?

    Giulia pensa a lungo. Alla fine, scrive:

    “Va bene. Incontriamoci lì. Ma devi promettermi una cosa.”

    “Che cosa?”

    “Che terremo le maschere tutta la sera.”

    “Va bene. Terremo le maschere tutta la sera. Non le toglieremo mai.”

    “Va bene. Ma come ci riconosceremo?”

    “Io indosserò una maschera argento, un completo blu scuro, una camicia bianca e un papillon argento.”

    “Che bello! Allora anche io indosserò un vestito blu scuro e una maschera argento.”

    Da quel momento, il tempo vola. Giulia passa le giornate a pensare a lui. Immagina il suo sorriso, la sua voce, il modo in cui potrebbe camminare verso di lei. Sogna la festa. Ma sente anche tanta ansia, tanta paura. A volte le persone che si incontrano online non sono sincere. E molte possono essere pericolose.

    Per questa ragione, G. chiede aiuto alla sua amica:

    Francesca, ti devo dire una cosa. Finalmente è arrivato il momento: alla festa di San Valentino della scuola, incontrerò V. Però ho un po’ paura…e se poi non è chi dice di essere?”

    “Stai tranquilla, Giulia, verrò anch’io. Vi osserverò da lontano. Così puoi stare tranquilla, ok? Se vedi che c’è qualcosa che non va, avvicinati a me e usa una parola in codice per farmelo capire… come… come… fulmine!”

    “Ottima idea!”

    Il giorno della festa, Giulia si prepara con cura. Indossa un vestito blu scuro che le arriva appena sotto le ginocchia. È semplice, elegante e leggero. I capelli neri sono sciolti, lunghi e lucenti. La maschera argentata le copre gli occhi e il naso, ed è decorata con piccoli brillantini simili a Swarovski che brillano di luce. Le scarpe sono blu come il vestito, con un piccolo tacco che la fa sentire elegante e slanciata, ma non scomoda.

    Giulia si guarda allo specchio. Non sembra la ragazza timida di sempre. Sembra un’altra. Ma il cuore le batte comunque forte.

    È solo una festa,” si dice a voce bassa. Ma sa che, in realtà, non è solo una festa. È una serata molto importante.

    Giulia arriva alla palestra della scuola. È grande, decorata con luci calde, candele, palloncini rossi e cuori di carta appesi al soffitto. La musica lenta riempie la palestra. Tutti indossano maschere: nere, rosse, bianche, dorate, colorate, alcune con piume e perle. Le ragazze portano vestiti lunghi o corti, eleganti o stravaganti. I ragazzi indossano completi, con cravatte, papillon, camicie e giacche.

    Nella palestra si sentono risate, passi, il tintinnio dei bicchieri e il profumo dei fiori freschi e delle candele. La musica lenta fa battere il cuore di Giulia. Giulia cammina piano tra la folla, è un po’ spaventata. Ogni passo è un misto di paura e eccitazione. Poi lo vede.

    V. è vicino alle finestre. Maschera argento, completo blu notte, camicia bianca e papillon argento. Proprio come aveva detto. Sta fermo, osserva la palestra senza parlare con nessuno. Sembra calmo. Il cuore di Giulia invece batte forte. Ha paura. Alla fine prende coraggio e si avvicina.

    Si avvicina piano, respirando.

    V.?”

    V. si gira. Sorride. I suoi occhi brillano anche dietro la maschera.

    G.?”

    Lei annuisce e sorride. Lui sorride di nuovo e le prende la mano.

    “Vuoi ballare?”

    “Sì.”

    G. e V. ballano insieme. La musica lenta li fa rilassare. La palestra e tutta la gente intorno a loro sembrano sparire. Ci sono solo loro due. E sono così felici che gli sembra di ballare in una bellissima sala ottocentesca, ricoperta di quadri e dipinti antichi. Mentre ballano, i loro passi sono naturali, perfetti. C’è molta sintonia. Intanto parlano piano, ridono piano. A volte non parlano né ridono… ma si guardano negli occhi in silenzio.

    Sono felice che sei qui.

    Anche io.”

    “So che abbiamo fatto una promessa: non possiamo toglierci le maschere. Ma almeno il tuo vero nome… me lo puoi dire?”

    Giulia. Mi chiamo Giulia. E tu?”

    “Valentino.”

    “Oh wow! Ho incontrato il mio Valentino a San Valentino!”

    Entrambi scoppiano a ridere.

    Intanto la festa continua. Tutti ballano e parlano. Ci sono coppie che si abbracciano o baciano, gruppi di amici che ridono, ragazzi e ragazze che scherzano tra loro. Dopo alcuni balli e una lunga chiacchierata, Valentino prende la mano di Giulia e la porta al buffet.

    Guarda quante cose deliziose!”

    “Oddio, voglio mangiare tutto!”

    Dacci dentro allora!”

    “Perché no, è tutto gratis! Buon appetito!”

    Giulia e Valentino riempiono due piatti di cibo delizioso: sono molto golosi!

    Poi si siedono ad un tavolo e iniziano a chiacchierare.

    “Sai… un giorno mi piacerebbe portarti a fare colazione in un bistrot meraviglioso in centro…”

    “Andiamo quando vuoi!”

    “Davvero? Ma a quel punto dobbiamo andare per forza senza maschere… non sarà più Carnevale…”

    Allora forse è il caso di togliere le maschere subito…”

    “Davvero?”

    Valentino… senti… stasera con te sono stata benissimo. Anche se è la prima volta che ci vediamo dal vivo, devo dirti la verità… mi sembra di conoscerti da una vita. Certo, ho paura di togliere la maschera, perché se poi non ti piaccio… non lo so che farò… però è meglio sapere la verità subito, piuttosto che continuare a sognare!”

    Valentino sorride.

    Giulia, mi piaci. Mi piaci tanto… con o senza maschera… “

    Arriva il momento di togliere le maschere. Il battito del cuore di Giulia accelera.

    V. le prende la mano.

    Posso togliertela io?”

    Giulia annuisce.

    Lui solleva la maschera di Giulia. La guarda negli occhi.

    Allora Giulia solleva la maschera di Valentino.

    E lo guarda negli occhi.

    I due si osservano, si studiano, poi sorridono. Si avvicinano. Si baciano sulle labbra.

    Dopo il bacio, restano vicini, seduti vicino alla finestra. Parlano per ore, senza smettere di guardarsi negli occhi.

    E così finisce la festa di San Valentino in maschera… ma inizia la storia d’amore di Giulia e Valentino.

    La storia di oggi finisce qui. Ti è piaciuta? Fammelo sapere in un commento. E fammi sapere se hai festeggiato San Valentino e soprattutto come lo hai festeggiato! E se ti va, nei commenti, raccontaci anche di come hai conosciuto il o la tua partner. Magari vi siete conosciuti online come Giulia e Valentino! Io, ad esempio, ho conosciuto il mio fidanzato online! Comunque, spero che la storia ti sia piaciuta e che tu abbia imparato qualche nuova parola o struttura grammaticale. Ti ricordo che sul nostro sito, nella sezione podcast principiante, trovi la trascrizione con il glossario dell’episodio. Il sito è podcastitaliano.com. Io ti saluto, ti aspetto giovedì prossimo con un nuovo episodio. Ciao!

    Ciao e benvenuto o benvenuta su Podcast Italiano Principiante, un podcast per chi sa un po’ di italiano e vuole fare progressi attraverso l’ascolto di storie, riflessioni e conversazioni facili… ma anche stimolanti. Oggi ti racconto una storia romantica. È una storia su una relazione particolare, perché inizia… come iniziano quasi tutte le relazioni moderne, le relazioni di oggi : su internet. Spero che ti piacerà. Come sempre, prima di cominciare, ti ricordo che troverai la trascrizione con il glossario sul nostro sito, podcastitaliano.com: queste risorse ti aiuteranno a capire perfettamente ogni parte di questa storia, ogni parola e costruzione che, magari, non conosci. Il link è nelle note di questo episodio, quindi vai a dare un’occhiata. La trascrizione è super utile, ti consiglio di usarla. Iniziamo: buon ascolto.

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    Trascrizione interattiva dell'episodio

    Giulia è seduta sul letto.

    La sua stanza è silenziosa. Fuori è sera e piove piano. Le gocce battono sul vetro della sua finestra e il rumore bianco è rilassante. Giulia accende una lampada che crea un’atmosfera calda e soffusa.

    Poi prende il telefono. Sullo schermo c’è un messaggio.

    “Ti sto pensando.”

    Il cuore di Giulia batte forte.

    Ti penso anche io” risponde.

    Giulia ha conosciuto V. qualche mese fa, online. Non sa il suo nome, non sa in quale zona di Palermo vive, non sa come è fatto. Sa solo che frequenta la sua stessa scuola. E che le sue parole la fanno sentire speciale.

    Anche lui non sa niente di lei, neanche il suo nome. Lui la chiama G. e lei lo chiama V.

    Chissà qual è il suo nome… io mi chiamo Giulia, quindi il mio soprannome è G. Se il suo soprannome è V., magari lui si chiama Valerio…o Vincenzo… Vittorio… o magari Vito…”

    I due parlano ogni giorno. La sera in particolare.

    Ogni sera, Giulia si mette a letto e aspetta i messaggi di V.  A volte non arrivano subito e lei sente il cuore fermarsi per un attimo. Altre volte, invece, arrivano immediatamente, e lei sorride come una bambina.

    G. e V. non si mandano foto né parlano del loro aspetto fisico. Si raccontano però le loro giornate, le loro speranze, le loro paure… e i loro piani per il futuro. Poi parlano di libri, musica, arte… e dei loro interessi.

    Una notte V. scrive a Giulia:

    Posso dirti una cosa importante?”

    “Vai!”

    “So che è presto. E so che non ci siamo mai visti. Ma… ti penso sempre.”

    Giulia arrossisce. Non risponde subito. Poi scrive:

    Anch’io ti penso sempre. E quando non ci sentiamo, mi manchi.”

    “Per me è lo stesso. Mi piaci molto, G.”

    “Anche tu mi piaci.”

    “Forse è arrivato il momento di incontrarci?”

    “Non lo so. Voglio incontrarti, davvero, ma… forse non sono pronta. Ho paura.”

    V. risponde subito:

    La paura è normale. Solo chi non prova niente non ha paura.”

    Giulia sente il cuore battere forte. Non è solo curiosità. Non è solo amicizia. È qualcosa di più. È l’inizio di un amore. Ma il loro amore è astratto, invisibile, nascosto dietro allo schermo di un cellulare.

    Qualche giorno dopo, V. le scrive:

    Il 14 febbraio ci sarà una festa a scuola. Una festa di San Valentino in maschera.”

    “Sì, a scuola ne parlano tutti! Ma perché è una festa in maschera?”

    “Per festeggiare San Valentino e anche Carnevale!”

    “Geniale!”

    “Infatti! Allora, mi chiedevo se… ti va di andarci insieme...”

    Giulia sorride, ma sente il cuore battere forte. L’idea di indossare una maschera la tranquillizza. Nascondere il volto, le sue espressioni, le sue emozioni… può aiutare. Ma la paura è grande.

    Non lo so,” scrive. “Non so se sono pronta. E poi non ho molti amici a scuola, sicuramente non conosco nessuno alla festa.”

    Ci sono io. Tu mi conosci bene. Anzi, mi conosci meglio di chiunque altro.”

    Giulia sorride. Poi il sorriso si trasforma in un’espressione di paura. Sente le gambe tremare, e un forte dolore allo stomaco. Ha paura. Non è sicura di volerlo incontrare davvero. E se non è chi dice di essere? E se è pericoloso? E se non si piacciono? E se non vanno d’accordo?

    Giulia pensa a lungo. Alla fine, scrive:

    “Va bene. Incontriamoci lì. Ma devi promettermi una cosa.”

    “Che cosa?”

    “Che terremo le maschere tutta la sera.”

    “Va bene. Terremo le maschere tutta la sera. Non le toglieremo mai.”

    “Va bene. Ma come ci riconosceremo?”

    “Io indosserò una maschera argento, un completo blu scuro, una camicia bianca e un papillon argento.”

    “Che bello! Allora anche io indosserò un vestito blu scuro e una maschera argento.”

    Da quel momento, il tempo vola. Giulia passa le giornate a pensare a lui. Immagina il suo sorriso, la sua voce, il modo in cui potrebbe camminare verso di lei. Sogna la festa. Ma sente anche tanta ansia, tanta paura. A volte le persone che si incontrano online non sono sincere. E molte possono essere pericolose.

    Per questa ragione, G. chiede aiuto alla sua amica:

    Francesca, ti devo dire una cosa. Finalmente è arrivato il momento: alla festa di San Valentino della scuola, incontrerò V. Però ho un po’ paura…e se poi non è chi dice di essere?”

    “Stai tranquilla, Giulia, verrò anch’io. Vi osserverò da lontano. Così puoi stare tranquilla, ok? Se vedi che c’è qualcosa che non va, avvicinati a me e usa una parola in codice per farmelo capire… come… come… fulmine!”

    “Ottima idea!”

    Il giorno della festa, Giulia si prepara con cura. Indossa un vestito blu scuro che le arriva appena sotto le ginocchia. È semplice, elegante e leggero. I capelli neri sono sciolti, lunghi e lucenti. La maschera argentata le copre gli occhi e il naso, ed è decorata con piccoli brillantini simili a Swarovski che brillano di luce. Le scarpe sono blu come il vestito, con un piccolo tacco che la fa sentire elegante e slanciata, ma non scomoda.

    Giulia si guarda allo specchio. Non sembra la ragazza timida di sempre. Sembra un’altra. Ma il cuore le batte comunque forte.

    È solo una festa,” si dice a voce bassa. Ma sa che, in realtà, non è solo una festa. È una serata molto importante.

    Giulia arriva alla palestra della scuola. È grande, decorata con luci calde, candele, palloncini rossi e cuori di carta appesi al soffitto. La musica lenta riempie la palestra. Tutti indossano maschere: nere, rosse, bianche, dorate, colorate, alcune con piume e perle. Le ragazze portano vestiti lunghi o corti, eleganti o stravaganti. I ragazzi indossano completi, con cravatte, papillon, camicie e giacche.

    Nella palestra si sentono risate, passi, il tintinnio dei bicchieri e il profumo dei fiori freschi e delle candele. La musica lenta fa battere il cuore di Giulia. Giulia cammina piano tra la folla, è un po’ spaventata. Ogni passo è un misto di paura e eccitazione. Poi lo vede.

    V. è vicino alle finestre. Maschera argento, completo blu notte, camicia bianca e papillon argento. Proprio come aveva detto. Sta fermo, osserva la palestra senza parlare con nessuno. Sembra calmo. Il cuore di Giulia invece batte forte. Ha paura. Alla fine prende coraggio e si avvicina.

    Si avvicina piano, respirando.

    V.?”

    V. si gira. Sorride. I suoi occhi brillano anche dietro la maschera.

    G.?”

    Lei annuisce e sorride. Lui sorride di nuovo e le prende la mano.

    “Vuoi ballare?”

    “Sì.”

    G. e V. ballano insieme. La musica lenta li fa rilassare. La palestra e tutta la gente intorno a loro sembrano sparire. Ci sono solo loro due. E sono così felici che gli sembra di ballare in una bellissima sala ottocentesca, ricoperta di quadri e dipinti antichi. Mentre ballano, i loro passi sono naturali, perfetti. C’è molta sintonia. Intanto parlano piano, ridono piano. A volte non parlano né ridono… ma si guardano negli occhi in silenzio.

    Sono felice che sei qui.

    Anche io.”

    “So che abbiamo fatto una promessa: non possiamo toglierci le maschere. Ma almeno il tuo vero nome… me lo puoi dire?”

    Giulia. Mi chiamo Giulia. E tu?”

    “Valentino.”

    “Oh wow! Ho incontrato il mio Valentino a San Valentino!”

    Entrambi scoppiano a ridere.

    Intanto la festa continua. Tutti ballano e parlano. Ci sono coppie che si abbracciano o baciano, gruppi di amici che ridono, ragazzi e ragazze che scherzano tra loro. Dopo alcuni balli e una lunga chiacchierata, Valentino prende la mano di Giulia e la porta al buffet.

    Guarda quante cose deliziose!”

    “Oddio, voglio mangiare tutto!”

    Dacci dentro allora!”

    “Perché no, è tutto gratis! Buon appetito!”

    Giulia e Valentino riempiono due piatti di cibo delizioso: sono molto golosi!

    Poi si siedono ad un tavolo e iniziano a chiacchierare.

    “Sai… un giorno mi piacerebbe portarti a fare colazione in un bistrot meraviglioso in centro…”

    “Andiamo quando vuoi!”

    “Davvero? Ma a quel punto dobbiamo andare per forza senza maschere… non sarà più Carnevale…”

    Allora forse è il caso di togliere le maschere subito…”

    “Davvero?”

    Valentino… senti… stasera con te sono stata benissimo. Anche se è la prima volta che ci vediamo dal vivo, devo dirti la verità… mi sembra di conoscerti da una vita. Certo, ho paura di togliere la maschera, perché se poi non ti piaccio… non lo so che farò… però è meglio sapere la verità subito, piuttosto che continuare a sognare!”

    Valentino sorride.

    Giulia, mi piaci. Mi piaci tanto… con o senza maschera… “

    Arriva il momento di togliere le maschere. Il battito del cuore di Giulia accelera.

    V. le prende la mano.

    Posso togliertela io?”

    Giulia annuisce.

    Lui solleva la maschera di Giulia. La guarda negli occhi.

    Allora Giulia solleva la maschera di Valentino.

    E lo guarda negli occhi.

    I due si osservano, si studiano, poi sorridono. Si avvicinano. Si baciano sulle labbra.

    Dopo il bacio, restano vicini, seduti vicino alla finestra. Parlano per ore, senza smettere di guardarsi negli occhi.

    E così finisce la festa di San Valentino in maschera… ma inizia la storia d’amore di Giulia e Valentino.

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